Moderno oppure antico?
L’ultimo libro di Vanni Codeluppi affronta in 10 “passi” il tema del presente
Modernità, forse in eccesso. Comunque da comprendere, anche per non farsi travolgere. Perché il nostro mondo corre sempre più veloce, tra schermi, social media e una realtà che sembra svanire dematerializzandosi. Ma è un mondo davvero nuovo o l’intensificazione di quello precedente? E come possiamo interpretare questo flusso apparentemente inarrestabile? Si tratta di interrogativi importanti – per tutti – e per i quali trovare le risposta è cosa tutt’altro che semplice. Ci ha provato Vanni Codeluppi con il suo “Megamodernità. Capire la società”.
Punto di partenza delle circa 150 pagine del libro è la constatazione delle molte etichette con le quali viene caratterizzato il nostro presente. Etichette che, tuttavia, non riescono mai ad essere pienamente in grado di sintetizzare la complessità nella quale persone, istituzioni e imprese si muovono. Quel che appare, però, evidente a tutti è che viviamo in una “società sovreccitata” nella quale, spiega l’autore, i media digitali producono una successione accelerata di “choc” informativi che si riversano su una struttura sociale composta da individui sempre più vulnerabili.
Codeluppi cerca allora di fornire non altre etichette, ma una serie di strumenti per comprendere e vivere meglio quanto sta accadendo declinati in 10 concetti chiave: dal “capitalismo estetico” al “iperconsumo”, al “iperdivismo” al “corpo-flusso” e al “biocapitalismo”.
In questo modo, chi legge viene condotto lungo un percorso che porta a chiedersi se ci si trovi a vivere in un mondo completamente nuovo oppure semplicemente “più intenso” in termini di contenuti e di velocità di diffusione degli stessi.
Il libro di Codeluppi non ha la pretesa (assurda) di fornire interpretazioni assolute della realtà, vuole solo aiutare a comprendere meglio, ad essere più consapevoli e avveduti di fronte a quanto sta accadendo. Ed è una lettura utile a farsi.
Megamodernità. Capire la società
Vanni Codeluppi
Laterza, 2026
L’ultimo libro di Vanni Codeluppi affronta in 10 “passi” il tema del presente
Modernità, forse in eccesso. Comunque da comprendere, anche per non farsi travolgere. Perché il nostro mondo corre sempre più veloce, tra schermi, social media e una realtà che sembra svanire dematerializzandosi. Ma è un mondo davvero nuovo o l’intensificazione di quello precedente? E come possiamo interpretare questo flusso apparentemente inarrestabile? Si tratta di interrogativi importanti – per tutti – e per i quali trovare le risposta è cosa tutt’altro che semplice. Ci ha provato Vanni Codeluppi con il suo “Megamodernità. Capire la società”.
Punto di partenza delle circa 150 pagine del libro è la constatazione delle molte etichette con le quali viene caratterizzato il nostro presente. Etichette che, tuttavia, non riescono mai ad essere pienamente in grado di sintetizzare la complessità nella quale persone, istituzioni e imprese si muovono. Quel che appare, però, evidente a tutti è che viviamo in una “società sovreccitata” nella quale, spiega l’autore, i media digitali producono una successione accelerata di “choc” informativi che si riversano su una struttura sociale composta da individui sempre più vulnerabili.
Codeluppi cerca allora di fornire non altre etichette, ma una serie di strumenti per comprendere e vivere meglio quanto sta accadendo declinati in 10 concetti chiave: dal “capitalismo estetico” al “iperconsumo”, al “iperdivismo” al “corpo-flusso” e al “biocapitalismo”.
In questo modo, chi legge viene condotto lungo un percorso che porta a chiedersi se ci si trovi a vivere in un mondo completamente nuovo oppure semplicemente “più intenso” in termini di contenuti e di velocità di diffusione degli stessi.
Il libro di Codeluppi non ha la pretesa (assurda) di fornire interpretazioni assolute della realtà, vuole solo aiutare a comprendere meglio, ad essere più consapevoli e avveduti di fronte a quanto sta accadendo. Ed è una lettura utile a farsi.
Megamodernità. Capire la società
Vanni Codeluppi
Laterza, 2026