Regole benedettine d’impresa
Ancora valido un libro che trae dalla Regola di San Benedetto indicazioni per la buona gestione delle organizzazioni della produzione
Regole per un’impresa e regole per un monastero. Regole comunque, in bona parte diverse ma non del tutto dissimili tra l’organizzazione di un’azienda e quella di un convento. E, anzi, regole che chi si ritrova ad avere il ruolo d’imprenditore oppure di manager può anche mutuare da chi, invece, veste una tonaca monacale. Certo, mutuare facendo attenzione a non tradirne lo spirito ma, invece, cercando di coglierne il senso che va al di là dell’obiettivo apparente e che arriva a toccare lo stare in comunità, l’avere gli stessi obiettivi, seguire un comportamento nel quale il rispetto della persona va di pari passo con il cammino che si compie per arrivare al traguardo.
Di tutto questo si legge in “L’organizzazione perfetta. La Regola di San Benedetto una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna” di Massimo Folador. Il libro ha una scansione semplice ed efficace: prima una sintesi storica della Regola, poi tre passi (capitoli) per individuare i punti cardine (la missione, i valori e comportamenti da rispettare) e quindi l’approfondimento della necessità di guidare prima se stessi e poi gli altri per arrivare a costruire una “comunità organizzata”.
Imprese e monasteri, dunque. Due esempi di comunità seppur con fini diversi. In effetti i monasteri benedettini sono da 1500 anni un esempio illuminante di che cosa significhi vivere e lavorare in un contesto dove tutti abbiano chiari finalità e obiettivi, ruoli e mansioni e sappiano fare della comunità il proprio punto di forza. Un’organizzazione perfetta – quella del monastero – che ha attraversato i secoli e che molte cose può dire al mondo manageriale, grazie alla corretta gestione di valori condivisi, a una leadership diffusa e alla capacità di far lavorare insieme persone motivate e consapevoli delle proprie responsabilità.
Chi legge il libro di Folador comprende come la Regola di San Benedetto sia un richiamo forte alle radici comuni del vivere organizzato, alle sue regole e alle sue necessità, in un momento in cui un rinnovato senso di appartenenza può contribuire a ridare slancio alla vita aziendale e al governo delle imprese.
L’organizzazione perfetta. La Regola di San Benedetto una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna
Massimo Folador
Guwrini NEXT, 2016
Ancora valido un libro che trae dalla Regola di San Benedetto indicazioni per la buona gestione delle organizzazioni della produzione
Regole per un’impresa e regole per un monastero. Regole comunque, in bona parte diverse ma non del tutto dissimili tra l’organizzazione di un’azienda e quella di un convento. E, anzi, regole che chi si ritrova ad avere il ruolo d’imprenditore oppure di manager può anche mutuare da chi, invece, veste una tonaca monacale. Certo, mutuare facendo attenzione a non tradirne lo spirito ma, invece, cercando di coglierne il senso che va al di là dell’obiettivo apparente e che arriva a toccare lo stare in comunità, l’avere gli stessi obiettivi, seguire un comportamento nel quale il rispetto della persona va di pari passo con il cammino che si compie per arrivare al traguardo.
Di tutto questo si legge in “L’organizzazione perfetta. La Regola di San Benedetto una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna” di Massimo Folador. Il libro ha una scansione semplice ed efficace: prima una sintesi storica della Regola, poi tre passi (capitoli) per individuare i punti cardine (la missione, i valori e comportamenti da rispettare) e quindi l’approfondimento della necessità di guidare prima se stessi e poi gli altri per arrivare a costruire una “comunità organizzata”.
Imprese e monasteri, dunque. Due esempi di comunità seppur con fini diversi. In effetti i monasteri benedettini sono da 1500 anni un esempio illuminante di che cosa significhi vivere e lavorare in un contesto dove tutti abbiano chiari finalità e obiettivi, ruoli e mansioni e sappiano fare della comunità il proprio punto di forza. Un’organizzazione perfetta – quella del monastero – che ha attraversato i secoli e che molte cose può dire al mondo manageriale, grazie alla corretta gestione di valori condivisi, a una leadership diffusa e alla capacità di far lavorare insieme persone motivate e consapevoli delle proprie responsabilità.
Chi legge il libro di Folador comprende come la Regola di San Benedetto sia un richiamo forte alle radici comuni del vivere organizzato, alle sue regole e alle sue necessità, in un momento in cui un rinnovato senso di appartenenza può contribuire a ridare slancio alla vita aziendale e al governo delle imprese.
L’organizzazione perfetta. La Regola di San Benedetto una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna
Massimo Folador
Guwrini NEXT, 2016