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Il libro di Johnny

Libro “gemello” del più famoso “Il partigiano Johnny”, ne condivide la travagliata storia editoriale. L’idea iniziale di Fenoglio era quella di pubblicare un ciclo epico dedicato al personaggio, che ne seguisse le vicissitudini a partire dagli anni del liceo, nella città di Alba. In seguito, l’autore rimise mano ai suoi scritti e rese la prima parte di questo ciclo un romanzo autonomo, pubblicandola nel 1958 con il titolo “Primavera di bellezza”. Si trattava di una versione ridotta rispetto ai progetti iniziali e copriva il periodo che va dal gennaio 1943 fino a poco tempo dopo l’8 settembre dello stesso anno, rinunciando apparentemente a perseguire l’idea iniziale. Dopo la morte dell’autore Einaudi pubblicò postumo “Il partigiano Johnny” a cura di Lorenzo Mondo, che vide la luce nel 1968. Del romanzo esistevano due stesure con finali differenti. Dopo molti anni e diverse interpretazioni sul destino editoriale delle opere dell’autore, la casa editrice torinese decide di pubblicare un’edizione curata da Gabriele Pedullà in cui viene, per la prima volta, ricostruito il continuum narrativo del romanzo, così come Fenoglio l’aveva inizialmente ideato. Si tratta di un’opera che rimanda alla lirica greca e latina, in particolare all’Odissea e all’Eneide, esplicitamente citata dal curatore come possibile modello d’ispirazione. Un’epopea umana, in cui il protagonista intraprende un viaggio che lo porta lontano dalla terra natìa, vive una serie di avventure in cui incontra nuovi compagni di viaggio e intraprende un’epica lotta, che diventa emblematica della grande battaglia di un popolo contro l’oppressione.

Il libro di Johnny

Beppe Fenoglio; a cura di Gabriele Pedullà

Einaudi, 2015

Libro “gemello” del più famoso “Il partigiano Johnny”, ne condivide la travagliata storia editoriale. L’idea iniziale di Fenoglio era quella di pubblicare un ciclo epico dedicato al personaggio, che ne seguisse le vicissitudini a partire dagli anni del liceo, nella città di Alba. In seguito, l’autore rimise mano ai suoi scritti e rese la prima parte di questo ciclo un romanzo autonomo, pubblicandola nel 1958 con il titolo “Primavera di bellezza”. Si trattava di una versione ridotta rispetto ai progetti iniziali e copriva il periodo che va dal gennaio 1943 fino a poco tempo dopo l’8 settembre dello stesso anno, rinunciando apparentemente a perseguire l’idea iniziale. Dopo la morte dell’autore Einaudi pubblicò postumo “Il partigiano Johnny” a cura di Lorenzo Mondo, che vide la luce nel 1968. Del romanzo esistevano due stesure con finali differenti. Dopo molti anni e diverse interpretazioni sul destino editoriale delle opere dell’autore, la casa editrice torinese decide di pubblicare un’edizione curata da Gabriele Pedullà in cui viene, per la prima volta, ricostruito il continuum narrativo del romanzo, così come Fenoglio l’aveva inizialmente ideato. Si tratta di un’opera che rimanda alla lirica greca e latina, in particolare all’Odissea e all’Eneide, esplicitamente citata dal curatore come possibile modello d’ispirazione. Un’epopea umana, in cui il protagonista intraprende un viaggio che lo porta lontano dalla terra natìa, vive una serie di avventure in cui incontra nuovi compagni di viaggio e intraprende un’epica lotta, che diventa emblematica della grande battaglia di un popolo contro l’oppressione.

Il libro di Johnny

Beppe Fenoglio; a cura di Gabriele Pedullà

Einaudi, 2015

La gang dei sogni

Ambientato nella New York dei primi decenni del Novecento, “La gang dei sogni” racconta la storia di Natale, che a soli sei mesi sbarca a Ellis Island con la madre Concetta, in fuga dalla Calabria. Il suo nome si trasforma in Christmas e crescerà insieme alla madre nei bassifondi della città, il Lower East Side, un mondo segnato da povertà, violenza e discriminazioni. Christmas inizia a sognare un futuro diverso, un riscatto che gli permetta di uscire dalla miseria e di affermare la propria identità in una società che sembra aver già deciso chi può farcela e chi no. Nel corso della sua vita rischierà di perdersi, sprofondando per poi riemergere, troverà l’amore e fonderà la prima radio indipendente di New York. Con uno stile potente e cinematografico, Luca Di Fulvio racconta l’America degli ultimi, alternando crudezza e momenti di profonda umanità. Un romanzo che parla di ambizione, di ingiustizia e di sogni da inseguire a qualsiasi costo, ricordandoci quanto sia difficile – e necessario – restare fedeli a ciò che desideriamo diventare.

La gang dei sogni

Luca Di Fulvio

HarperCollins, 2026

Ambientato nella New York dei primi decenni del Novecento, “La gang dei sogni” racconta la storia di Natale, che a soli sei mesi sbarca a Ellis Island con la madre Concetta, in fuga dalla Calabria. Il suo nome si trasforma in Christmas e crescerà insieme alla madre nei bassifondi della città, il Lower East Side, un mondo segnato da povertà, violenza e discriminazioni. Christmas inizia a sognare un futuro diverso, un riscatto che gli permetta di uscire dalla miseria e di affermare la propria identità in una società che sembra aver già deciso chi può farcela e chi no. Nel corso della sua vita rischierà di perdersi, sprofondando per poi riemergere, troverà l’amore e fonderà la prima radio indipendente di New York. Con uno stile potente e cinematografico, Luca Di Fulvio racconta l’America degli ultimi, alternando crudezza e momenti di profonda umanità. Un romanzo che parla di ambizione, di ingiustizia e di sogni da inseguire a qualsiasi costo, ricordandoci quanto sia difficile – e necessario – restare fedeli a ciò che desideriamo diventare.

La gang dei sogni

Luca Di Fulvio

HarperCollins, 2026

Il custode

Niccolò Ammaniti, con il suo nuovo libro “Il custode”, ci riporta in Sicilia, in un paesino che si affaccia sul mare, sospeso nel tempo. Qui incontriamo Nilo, un tredicenne che vive con la madre Agata, capofamiglia autoritario, che gestisce un’azienda di lavorazione del marmo, e la zia Rosi. Una famiglia apparentemente normale, che però nasconde un segreto che viene tramandato di generazione in generazione: i Vasciaveo sono i custodi di un essere antico e misterioso, che vive nel bagno della loro casa. Un compito che li vincola, rendendoli a loro volta prigionieri. La vita di Nilo sembra così segnata da un destino già deciso, ma l’arrivo in paese di Arianna e di sua figlia Saskia spariglia le carte, portando il protagonista a scoprire nuovi sentimenti e interrogarsi sul proprio compito. Ammaniti scrive un romanzo di formazione che si intreccia al racconto horror e alla weird fiction, attingendo alla mitologia greca per creare un’atmosfera surreale e onirica. Una storia breve, viscerale e intensa, scritta con uno stile tagliente ed evocativo, che riesce a mettere addosso al lettore una profonda inquietudine. L’autore costruisce un mondo in cui il male s’insinua nel quotidiano, nella casa e nella famiglia del protagonista, che per crescere dovrà affrontare l’orrore e infrangere le sue certezze.

Il custode

Niccolò Ammaniti

Einaudi, 2026

Niccolò Ammaniti, con il suo nuovo libro “Il custode”, ci riporta in Sicilia, in un paesino che si affaccia sul mare, sospeso nel tempo. Qui incontriamo Nilo, un tredicenne che vive con la madre Agata, capofamiglia autoritario, che gestisce un’azienda di lavorazione del marmo, e la zia Rosi. Una famiglia apparentemente normale, che però nasconde un segreto che viene tramandato di generazione in generazione: i Vasciaveo sono i custodi di un essere antico e misterioso, che vive nel bagno della loro casa. Un compito che li vincola, rendendoli a loro volta prigionieri. La vita di Nilo sembra così segnata da un destino già deciso, ma l’arrivo in paese di Arianna e di sua figlia Saskia spariglia le carte, portando il protagonista a scoprire nuovi sentimenti e interrogarsi sul proprio compito. Ammaniti scrive un romanzo di formazione che si intreccia al racconto horror e alla weird fiction, attingendo alla mitologia greca per creare un’atmosfera surreale e onirica. Una storia breve, viscerale e intensa, scritta con uno stile tagliente ed evocativo, che riesce a mettere addosso al lettore una profonda inquietudine. L’autore costruisce un mondo in cui il male s’insinua nel quotidiano, nella casa e nella famiglia del protagonista, che per crescere dovrà affrontare l’orrore e infrangere le sue certezze.

Il custode

Niccolò Ammaniti

Einaudi, 2026

Che poesia mi racconti?

In occasione della Giornata mondiale della poesia, riscopriamo una delle più amate raccolte di poesie di Roberto Piumini, autore per ragazzi fra i più popolari e prolifici in Italia, vincitore nel 1983 del prestigioso Premio Andersen Baia delle favole.

“Che poesia mi racconti?” si presta infatti a rappresentare la domanda di poesia, un genere considerato dai più obsoleto, in realtà fondamentale per lo sviluppo di molte facoltà – memoria, sensibilità linguistica, immaginazione.

In questo libro si susseguono poesie corte e lunghe, storie giocose, ritmiche e rimate, memorie locali e individuali, un caleidoscopio di luoghi, fatti, personaggi che giocano con ilarità con le parole, le note, i numeri e le stagioni. Versi, che sanno evocare colori, visioni, suoni ed emozioni.

Un’opera ideale per celebrare la poesia, in quanto intrattenimento, ma anche come esperienza dell’apprendimento, perché – come dice Italo Calvino in un’intervista del 1981 – “Imparare delle poesie a memoria… molte poesie a memoria… da bambini, da giovani… anche da vecchi… perché fanno compagnia… e poi lo sviluppo della memoria è molto importante…”. E ancora: la poesia come “talismano per il futuro”.

Età di lettura: da 6 anni.

Che poesia mi racconti?

Roberto Piumini, illustrazioni di Manuel Tanco

Einaudi Ragazzi, 2018

In occasione della Giornata mondiale della poesia, riscopriamo una delle più amate raccolte di poesie di Roberto Piumini, autore per ragazzi fra i più popolari e prolifici in Italia, vincitore nel 1983 del prestigioso Premio Andersen Baia delle favole.

“Che poesia mi racconti?” si presta infatti a rappresentare la domanda di poesia, un genere considerato dai più obsoleto, in realtà fondamentale per lo sviluppo di molte facoltà – memoria, sensibilità linguistica, immaginazione.

In questo libro si susseguono poesie corte e lunghe, storie giocose, ritmiche e rimate, memorie locali e individuali, un caleidoscopio di luoghi, fatti, personaggi che giocano con ilarità con le parole, le note, i numeri e le stagioni. Versi, che sanno evocare colori, visioni, suoni ed emozioni.

Un’opera ideale per celebrare la poesia, in quanto intrattenimento, ma anche come esperienza dell’apprendimento, perché – come dice Italo Calvino in un’intervista del 1981 – “Imparare delle poesie a memoria… molte poesie a memoria… da bambini, da giovani… anche da vecchi… perché fanno compagnia… e poi lo sviluppo della memoria è molto importante…”. E ancora: la poesia come “talismano per il futuro”.

Età di lettura: da 6 anni.

Che poesia mi racconti?

Roberto Piumini, illustrazioni di Manuel Tanco

Einaudi Ragazzi, 2018

Lezioni di chimica

Ambientato negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, “Lezioni di chimica” di Bonnie Garmus racconta la storia di Elizabeth Zott, una brillante chimica che si trova a lottare contro i pregiudizi e gli ostacoli di una società profondamente maschilista. Elizabeth lavora in un laboratorio di ricerca californiano, dove la sua competenza viene spesso messa in discussione solo perché è una donna, ma la sua determinazione e il suo pensiero fuori dagli schemi la portano a sfidare convenzioni e stereotipi. A cambiare il corso della sua vita sarà una trasmissione televisiva di cucina, “Cena alle sei”, in cui Elizabeth trasforma ogni ricetta in una vera e propria lezione di scienza, conquistando il pubblico. Garmus scrive una commedia vivace e ironica sulla società americana del tempo, in cui la protagonista si trova a farsi spazio in una realtà dominata principalmente dagli uomini, riuscendo a diventare un simbolo per le sue telespettatrici, spronandole a riconoscere il proprio valore e a non farsi imprigionare nei ruoli imposti dalla società. Nel 2023 dal libro è stata tratta una miniserie tv con Brie Larson nel ruolo della protagonista.

Lezioni di chimica

Bonnie Garmus

Rizzoli, 2025

Ambientato negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, “Lezioni di chimica” di Bonnie Garmus racconta la storia di Elizabeth Zott, una brillante chimica che si trova a lottare contro i pregiudizi e gli ostacoli di una società profondamente maschilista. Elizabeth lavora in un laboratorio di ricerca californiano, dove la sua competenza viene spesso messa in discussione solo perché è una donna, ma la sua determinazione e il suo pensiero fuori dagli schemi la portano a sfidare convenzioni e stereotipi. A cambiare il corso della sua vita sarà una trasmissione televisiva di cucina, “Cena alle sei”, in cui Elizabeth trasforma ogni ricetta in una vera e propria lezione di scienza, conquistando il pubblico. Garmus scrive una commedia vivace e ironica sulla società americana del tempo, in cui la protagonista si trova a farsi spazio in una realtà dominata principalmente dagli uomini, riuscendo a diventare un simbolo per le sue telespettatrici, spronandole a riconoscere il proprio valore e a non farsi imprigionare nei ruoli imposti dalla società. Nel 2023 dal libro è stata tratta una miniserie tv con Brie Larson nel ruolo della protagonista.

Lezioni di chimica

Bonnie Garmus

Rizzoli, 2025

Proteggimi

Da una delle voci più rilevanti della narrativa americana contemporanea per ragazzi, un romanzo sull’importanza di ascoltare e sostenere chi ci circonda, indipendentemente dalle differenze – di colore della pelle, di classe, di identità.

Haley è una studentessa di prima media che frequenta una classe con altri cinque bambini con difficoltà di apprendimento. Un giorno l’insegnante pensa per loro a uno spazio di confronto senza adulti, dove potersi raccontare liberamente una volta la settimana. In quell’aula, dopo un primo momento di esitazione, i ragazzi iniziano ad aprirsi. Ognuno di loro ha una storia di lotta, conquista e paura. Haley registra tutto ciò che accade — storie, poesie, barzellette — con un registratore portatile che affida a turno a ciascun compagno, per dare voce a tutti e permettere a tutti di riascoltarsi.

“Proteggimi” è un romanzo molto poetico, che crea mondi ed esistenze, testimoniando il potere delle storie e il valore della condivisione e dell’empatia.

Jacqueline Woodson, vincitrice nel 2018 dell’Astrid Lindgren Memorial Award, uno dei premi più autorevoli al mondo nella letteratura per ragazzi, ha vinto con “Proteggimi” anche il Premio Strega 2024.

Età di lettura: dagli 11 anni

Proteggimi

Jacqueline Woodson

Fandango Libri, 2024

Da una delle voci più rilevanti della narrativa americana contemporanea per ragazzi, un romanzo sull’importanza di ascoltare e sostenere chi ci circonda, indipendentemente dalle differenze – di colore della pelle, di classe, di identità.

Haley è una studentessa di prima media che frequenta una classe con altri cinque bambini con difficoltà di apprendimento. Un giorno l’insegnante pensa per loro a uno spazio di confronto senza adulti, dove potersi raccontare liberamente una volta la settimana. In quell’aula, dopo un primo momento di esitazione, i ragazzi iniziano ad aprirsi. Ognuno di loro ha una storia di lotta, conquista e paura. Haley registra tutto ciò che accade — storie, poesie, barzellette — con un registratore portatile che affida a turno a ciascun compagno, per dare voce a tutti e permettere a tutti di riascoltarsi.

“Proteggimi” è un romanzo molto poetico, che crea mondi ed esistenze, testimoniando il potere delle storie e il valore della condivisione e dell’empatia.

Jacqueline Woodson, vincitrice nel 2018 dell’Astrid Lindgren Memorial Award, uno dei premi più autorevoli al mondo nella letteratura per ragazzi, ha vinto con “Proteggimi” anche il Premio Strega 2024.

Età di lettura: dagli 11 anni

Proteggimi

Jacqueline Woodson

Fandango Libri, 2024

Il giudice e il suo boia

Il 3 novembre 1948, nei pressi di un tranquillo paesino della Svizzera, viene rinvenuto un cadavere all’interno di una Mercedes ferma sul ciglio della strada. Si tratta di un poliziotto di nome Ulrich Schmied. A indagare sul caso saranno il vecchio commissario Bärlach e il giovane e promettente agente Tschanz. Le premesse sono quelle di un classico romanzo poliziesco, con un omicidio oscuro e un’indagine appassionante, ma la tensione narrativa che sta al cuore del romanzo di Dürrenmatt è più filosofica, si tratta di quella tra Bärlach e il ricco signor Gastmann, che a breve diventa il principale indiziato. I due personaggi rappresentano due poli opposti del sentire umano, quest’ultimo è un totale nichilista, scevro da ogni morale, mentre il primo è ossessionato da un’idea di giustizia a tutti i costi, radicalizzatasi in seguito al loro primo incontro e confronto, avvenuto molti anni prima. L’autore, esplorando il conflitto tra i due, si interroga su cosa sia la giustizia, sull’incapacità di questa di giungere alla verità e sui moti dell’animo che possono spingere a sovvertire e manipolare questi concetti anche quando si persegue un “bene” idealizzato. Lo stile elegante, diretto e asciutto colpisce il lettore come una pallottola, aprendo uno squarcio sulle proprie convinzioni morali.

Il giudice e il suo boia

Friedrich Dürrenmatt

Adelphi, 2015 (ed. originale, 1952)

Il 3 novembre 1948, nei pressi di un tranquillo paesino della Svizzera, viene rinvenuto un cadavere all’interno di una Mercedes ferma sul ciglio della strada. Si tratta di un poliziotto di nome Ulrich Schmied. A indagare sul caso saranno il vecchio commissario Bärlach e il giovane e promettente agente Tschanz. Le premesse sono quelle di un classico romanzo poliziesco, con un omicidio oscuro e un’indagine appassionante, ma la tensione narrativa che sta al cuore del romanzo di Dürrenmatt è più filosofica, si tratta di quella tra Bärlach e il ricco signor Gastmann, che a breve diventa il principale indiziato. I due personaggi rappresentano due poli opposti del sentire umano, quest’ultimo è un totale nichilista, scevro da ogni morale, mentre il primo è ossessionato da un’idea di giustizia a tutti i costi, radicalizzatasi in seguito al loro primo incontro e confronto, avvenuto molti anni prima. L’autore, esplorando il conflitto tra i due, si interroga su cosa sia la giustizia, sull’incapacità di questa di giungere alla verità e sui moti dell’animo che possono spingere a sovvertire e manipolare questi concetti anche quando si persegue un “bene” idealizzato. Lo stile elegante, diretto e asciutto colpisce il lettore come una pallottola, aprendo uno squarcio sulle proprie convinzioni morali.

Il giudice e il suo boia

Friedrich Dürrenmatt

Adelphi, 2015 (ed. originale, 1952)

Il topo dalla coda verde

Vale la pena riscoprire questo racconto di Leo Lionni (1910-1999), artista poliedrico – pittore, grafico, scrittore, scultore, illustratore – che con il suo stile innovativo e gli oltre quaranta titoli, ha lasciato il segno nella letteratura per l’infanzia.

Ne “Il topo dalla coda verde”, un topo di città irrompe un giorno nella tranquilla routine di una compagnia di topi di campagna. Dai suoi racconti la metropoli emerge come un posto sempre triste e pericoloso, tranne che a Carnevale, quando diventa bellissima e divertentissima. Affascinati dalle parole del topo di città, i topi di campagna decidono di copiare l’idea della festa, con trombette, stelle filanti, coriandoli e maschere di animali feroci. Proprio le maschere, però, giocheranno un ruolo deflagrante negli equilibri della comunità: a forza di indossarle, i topi non si riconoscono più, così paura e sospetto iniziano a circolare, sostituendosi alla fiducia e minando la pace.

Un racconto che ben rappresenta lo stile di Leo Lionni, considerato pioniere di un nuovo genere per i lettori più piccoli  – favole contemporanee dove la morale, poco esplicita, corrisponde a un mondo di valori con l’unicità dell’individuo, la cooperazione e la pace al centro. Da leggere, non solo a Carnevale.

Età di lettura: dai 4 anni

Il topo dalla coda verde

Leo Lionni

Babalibri, 2007

Vale la pena riscoprire questo racconto di Leo Lionni (1910-1999), artista poliedrico – pittore, grafico, scrittore, scultore, illustratore – che con il suo stile innovativo e gli oltre quaranta titoli, ha lasciato il segno nella letteratura per l’infanzia.

Ne “Il topo dalla coda verde”, un topo di città irrompe un giorno nella tranquilla routine di una compagnia di topi di campagna. Dai suoi racconti la metropoli emerge come un posto sempre triste e pericoloso, tranne che a Carnevale, quando diventa bellissima e divertentissima. Affascinati dalle parole del topo di città, i topi di campagna decidono di copiare l’idea della festa, con trombette, stelle filanti, coriandoli e maschere di animali feroci. Proprio le maschere, però, giocheranno un ruolo deflagrante negli equilibri della comunità: a forza di indossarle, i topi non si riconoscono più, così paura e sospetto iniziano a circolare, sostituendosi alla fiducia e minando la pace.

Un racconto che ben rappresenta lo stile di Leo Lionni, considerato pioniere di un nuovo genere per i lettori più piccoli  – favole contemporanee dove la morale, poco esplicita, corrisponde a un mondo di valori con l’unicità dell’individuo, la cooperazione e la pace al centro. Da leggere, non solo a Carnevale.

Età di lettura: dai 4 anni

Il topo dalla coda verde

Leo Lionni

Babalibri, 2007

Le nostre anime di notte

Holt, Colorado, la città in cui sono ambientati tutti i romanzi di Kent Haruf. Addie Moore vive da sola da anni, dopo la morte del marito, e la solitudine è un peso che cresce con il passare dei giorni. Un giorno chiede al vicino di casa, Louis Walter, vedovo anche lui da tempo, di trascorrere le notti insieme, da buoni amici, per parlare di sé e stare al caldo, perché le notti solitarie sono per Addie la parte peggiore della giornata. Inizia così la tenera storia d’amore tra due persone che si sono trovate in là negli anni, fatta di ricordi, confessioni e piccoli gesti quotidiani. Una relazione da curare e preservare con coraggio, lottando contro i pregiudizi di una piccola cittadina dell’entroterra americano, i cui abitanti sono sempre pronti a giudicare con facilità le scelte degli altri. Un breve romanzo scritto da Haruf con il consueto stile semplice, diretto ed elegante, che in poche pagine ci racconta l’intimità e la complicità di due vite che condividono sogni, speranze, paure e desideri. L’ultima opera di uno dei più grandi autori statunitensi degli ultimi decenni, riscoperto e portato al successo in Italia da NNE, con le ottime traduzioni di Fabio Cremonesi.

Le nostre anime di notte

Kent Haruf; traduzione di Fabio Cremonesi

NNE, 2017

Holt, Colorado, la città in cui sono ambientati tutti i romanzi di Kent Haruf. Addie Moore vive da sola da anni, dopo la morte del marito, e la solitudine è un peso che cresce con il passare dei giorni. Un giorno chiede al vicino di casa, Louis Walter, vedovo anche lui da tempo, di trascorrere le notti insieme, da buoni amici, per parlare di sé e stare al caldo, perché le notti solitarie sono per Addie la parte peggiore della giornata. Inizia così la tenera storia d’amore tra due persone che si sono trovate in là negli anni, fatta di ricordi, confessioni e piccoli gesti quotidiani. Una relazione da curare e preservare con coraggio, lottando contro i pregiudizi di una piccola cittadina dell’entroterra americano, i cui abitanti sono sempre pronti a giudicare con facilità le scelte degli altri. Un breve romanzo scritto da Haruf con il consueto stile semplice, diretto ed elegante, che in poche pagine ci racconta l’intimità e la complicità di due vite che condividono sogni, speranze, paure e desideri. L’ultima opera di uno dei più grandi autori statunitensi degli ultimi decenni, riscoperto e portato al successo in Italia da NNE, con le ottime traduzioni di Fabio Cremonesi.

Le nostre anime di notte

Kent Haruf; traduzione di Fabio Cremonesi

NNE, 2017

Su e giù per le montagne

C’è tutta la gioia dei bambini per l’avventura in montagna in questo silent book di Irene Penazzi, autrice e illustratrice romagnola per l’infanzia, molto apprezzata a livello internazionale, particolarmente legata alla rappresentazione degli habitat naturali e delle emozioni che suscitano.

Insieme ai quattro protagonisti – tre ragazzini e un cane – si viaggia lungo 48 pagine dove convivono scene ricche di particolari, attraversando la montagna in lungo e in largo. Foglio dopo foglio, si fa il giro dell’anno, passando dalla primavera all’inverno, accompagnati dai segni della natura – i colori del paesaggio, lo status delle foglie, gli animali che fanno via via capolino – e da quelli umani – gli abiti, gli oggetti, le posture. E quanto è divertente per i lettori il gioco di riconoscere le stagioni cercando gli indizi…

Tra stambecchi e marmotte, picnic lungo il fiume, notti in tenda sotto le stelle, passeggiate nei boschi a raccogliere funghi, bagni nel lago e rifugi dove riparare nei giorni di pioggia, dighe di sassi o guadi di rami costruiti sui torrenti, alberi abbracciati, temporali improvvisi… si resta immersi nella meraviglia della montagna, alle sue diverse latitudini, senza parole, sulla scia di quella felicità speciale che arriva dai bambini.

La mappa nei risguardi dell’album visualizza i sentieri percorsi nei diversi momenti dell’anno, una doppia veduta a volo d’uccello, per cogliere gli ultimi dettagli di un’esperienza che si ripete, sospesa nel tempo.

Età di lettura: dai 4 anni

Su e giù per le montagne

Irene Penazzi

Terre di mezzo, 2021

C’è tutta la gioia dei bambini per l’avventura in montagna in questo silent book di Irene Penazzi, autrice e illustratrice romagnola per l’infanzia, molto apprezzata a livello internazionale, particolarmente legata alla rappresentazione degli habitat naturali e delle emozioni che suscitano.

Insieme ai quattro protagonisti – tre ragazzini e un cane – si viaggia lungo 48 pagine dove convivono scene ricche di particolari, attraversando la montagna in lungo e in largo. Foglio dopo foglio, si fa il giro dell’anno, passando dalla primavera all’inverno, accompagnati dai segni della natura – i colori del paesaggio, lo status delle foglie, gli animali che fanno via via capolino – e da quelli umani – gli abiti, gli oggetti, le posture. E quanto è divertente per i lettori il gioco di riconoscere le stagioni cercando gli indizi…

Tra stambecchi e marmotte, picnic lungo il fiume, notti in tenda sotto le stelle, passeggiate nei boschi a raccogliere funghi, bagni nel lago e rifugi dove riparare nei giorni di pioggia, dighe di sassi o guadi di rami costruiti sui torrenti, alberi abbracciati, temporali improvvisi… si resta immersi nella meraviglia della montagna, alle sue diverse latitudini, senza parole, sulla scia di quella felicità speciale che arriva dai bambini.

La mappa nei risguardi dell’album visualizza i sentieri percorsi nei diversi momenti dell’anno, una doppia veduta a volo d’uccello, per cogliere gli ultimi dettagli di un’esperienza che si ripete, sospesa nel tempo.

Età di lettura: dai 4 anni

Su e giù per le montagne

Irene Penazzi

Terre di mezzo, 2021

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