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  • 30 Settembre 2022 Le fiabe della terra addormentata Sotto la coltre di neve della Taiga dormono spiriti buoni e malvagi e ogni elemento naturale ha una sua voce: volpi bianche, orsi, foche non sono mai quello ... +
  • 30 Settembre 2022

    Le fiabe della terra addormentata

    Sotto la coltre di neve della Taiga dormono spiriti buoni e malvagi e ogni elemento naturale ha una sua voce: volpi bianche, orsi, foche non sono mai quello che sembrano. Così come il fuoco, la pioggia, il gelo. Nascondono spiriti, che stregano e guidano gli uomini e le donne nelle loro imprese, tesori di un folklore secolare tutto da riscoprire.   Da sempre tramandate da famiglia in famiglia, Le fiabe della terra addormentata insegna ai piccoli lettori coraggiosi ed astuti a non avere paura, a custodire la memoria degli antenati, a valorizzare amicizia e solidarietà, ma soprattutto a vivere in armonia con la Natura. Dense di metafore, significati nascosti, allegorie e una morale da ricordare, la raccolta dipinge il ritratto di una terra sconfinata, ricca di foreste rigogliose, fiumi vorticosi, chiamata dagli antichi proprio “addormentata”. Un mondo difficile in cui vivere ma non per questo più avaro di bellezza: gli uomini nati nelle terre addormentate dovevano e devono tutt’ora lottare quotidianamente per la loro sopravvivenza e, per farlo, è necessario trovare (nonchè mantenere) un equilibrio con essa. In Siberia, spiega Lilin, i nativi non vogliono lottare o prevaricare la Madre Terra, ma cercano di coesistere in armonia con essa. A differenza delle fiabe occidentali, infatti, in cui il fulcro sono le relazioni tra gli uomini, quelle siberiane sono incentrate sul rapporto Uomo-Natura e sulla necessità di trovare un modo di coesistere in sintonia con i suoi grandi meccanismi. E così il mondo proposto dall’autore diventa una meravigliosa sinergia tra le miriadi di varietà di esseri viventi che lo popolano e interagiscono tra loro, seguendo regole mistiche.  

    Le fiabe della terra addormentata
    di Nicolai Lilin
    Mondadori Electa, 2021

    Le fiabe della terra addormentata
  • 21 Settembre 2022 Vita da macchine Ironiche, sagaci, divertenti, le vignette di Riccardo Manzi nel volume “Vita da macchine” rappresentano la vita dell’uomo moderno negli anni Cinquanta, fatta di routine quotidiane e gesti meccanici ... +
  • 21 Settembre 2022

    Vita da macchine

    Ironiche, sagaci, divertenti, le vignette di Riccardo Manzi nel volume “Vita da macchine” rappresentano la vita dell’uomo moderno negli anni Cinquanta, fatta di routine quotidiane e gesti meccanici che lo rendono del tutto simile a una macchina. In una delle vignette un uomo osserva una macchina, contorta, piena di ingranaggi, ma con una forma esterna che ricorda la sua: la vignetta s’intitola infatti “La somiglianza”. Le macchine delle vignette parlano in numeri, aiutano l’uomo a compiere i suoi gesti quotidiani: pettinarsi, giocare a carte, comunicare, lo aiutano anche a trovare “il profumo della vita”. Uomini che osservano macchine e macchine che si osservano una di fronte all’altra, entità che provano a conoscersi ma che sono apparentemente incapaci di comunicare. Manzi fu un grande vignettista, oltre che pittore, e venne chiamato sul finire degli anni Quaranta da Leonardo Sinisgalli, il “poeta-ingegnere” che all’epoca dirigeva la Rivista Pirelli, sia come illustratore del magazine, sia per collaborare alla comunicazione visiva dell’azienda. Nacquero così iconiche campagne pubblicitarie come “A occhi chiusi”, per il pneumatico “Cinturato”, che ironizza sul tema della sicurezza.    

    Vita da macchine
    Riccardo Manzi
    Feltrinelli, 1958

    Vita da macchine
  • 16 Settembre 2022 L’equazione del cuore Crescere, anche da anziani, significa varcare i confini delle rassicuranti abitudini provando a risolvere “L’equazione del cuore”, come indica il titolo dell’ultimo libro di Maurizio de Giovanni per ... +
  • 16 Settembre 2022

    L’equazione del cuore

    Crescere, anche da anziani, significa varcare i confini delle rassicuranti abitudini provando a risolvere “L’equazione del cuore”, come indica il titolo dell’ultimo libro di Maurizio de Giovanni per Mondadori. Non ci sono né il commissario Ricciardi né i “bastardi di Pizzofalcone”, né Sara né Mina Settembre. Ci si avventura invece, con originali intense emozioni, nelle terre ignote del rapporto tra un anziano, solitario professore di matematica e un bambino, Francesco detto Checco, rimasto orfano e in coma dopo l’incidente stradale in cui sono morti i genitori. Massimo De Gaudio abbandona l’isola piena di sole in cui vive giorni tranquilli, tra lo studio e la pesca e corre in una gelida città della pianura padana, per fare fronte ai lutti e alla crisi. Trova un modo di consuetudini e interessi cui non è abituato. Scopre le ombre della vita della figlia. E la struggente tenerezza dell’essere nonno. Il dolore. E la speranza. Un mondo inatteso. Che ti cambia nel profondo. Il romanzo è tutto da leggere.   L’equazione del cuore Maurizio De Giovanni Einaudi, 2021

    L’equazione del cuore
  • 08 Settembre 2022 Il rinomato Catalogo Walker & Dawn Louisiana, 1904.  Nel grande intreccio di canali, paludi, foreste di palme che costituiscono il Bayou, la mitica terra paludosa del delta del Mississipi, vivono Te Trois, Eddie, Julie ... +
  • 08 Settembre 2022

    Il rinomato Catalogo Walker & Dawn

    Louisiana, 1904.  Nel grande intreccio di canali, paludi, foreste di palme che costituiscono il Bayou, la mitica terra paludosa del delta del Mississipi, vivono Te Trois, Eddie, Julie e Tit. Liberi come solo i ragazzini di quel tempo e di quei luoghi, si sono costruiti un rifugio segreto e una canoa con la quale affrontare il fiume e i suoi tranelli. E proprio il fiume restituirà loro tre dollari con cui decidono di acquistare dal “Catalogo Walker & Dawn” una pistola. Ad essere consegnato sarà però un vecchio orologio rotto che in molti cercano di ottenere.   Attraverso una scrittura vivida e descrizioni potenti (che gli sono valsi numerosi premi e il riconoscimento internazionale), Davide Morosinotto costruisce un romanzo d’avventura al contempo divertente e commovente che intreccia perfettamente i temi del romanzo di formazione. Attraverso ostacoli e difficoltà, i quattro protagonisti cresceranno e acquisiranno consapevolezza. Sullo sfondo, uno spaccato della società americana dell’epoca, quella delle piantagioni di cotone, delle prigioni per i minori e dei vagoni bestiame. In perfetto stile “alla Mark Twain”, si dipana davanti agli occhi dei lettori una storia di profonda amicizia, unione, coraggio, voglia di giustizia e rivincita in cui l’unione fa la forza. È la voce dell’autore ad unire e tenere le fila di una narrazione quadripartita narrata da ognuno dei protagonisti, mettendo rispettivamente in luce i tratti caratteriali con espedienti narrativi sempre diversi: la prima parte ha per oggetto una pagina del rinomato catalogo per ogni capitolo raccontato da Te Trois, l’anima motrice del gruppo, l’avventuriero puro; la seconda parte è affidata da Ed, l’interprete della natura e degli uomini che i ragazzi stanno imparando a leggere come mappe nel viaggio dalla Louisiana a Chicago; la terza narratrice è Juju, la mente razionale e analitica, quella che si pone le domande, decodifica gli indizi e trova le risposte. La sua parte di narrazione è rappresentata dagli articoli di giornale che raccontano il giallo dei signori Walker & Dawn. Chiude la narrazione, con brevi parole e senza immagini, com’è da lui, Tit, il piccolo diventato uomo che racconta a modo suo non com’è andata a finire l’avventura dell’orologio ritrovato, ma com’è andata a finire la loro vita, cosa ognuno di loro è diventato.  

    Il rinomato Catalogo Walker & Dawn
    di Davide Morosinotto
    Mondadori, 2016

    Il rinomato Catalogo Walker & Dawn
  • 03 Agosto 2022 Perché le fabbriche fanno bene all’Italia Rachele Sessa, studiosa di economia, racconta bene, per l’editore Rubbettino, “Perché le fabbriche fanno bene all’Italia”, con un’interessante prefazione di Giuseppe Berta. La manifattura di qualità è cardine ... +
  • 03 Agosto 2022

    Perché le fabbriche fanno bene all’Italia

    Rachele Sessa, studiosa di economia, racconta bene, per l’editore Rubbettino, “Perché le fabbriche fanno bene all’Italia”, con un’interessante prefazione di Giuseppe Berta. La manifattura di qualità è cardine della nostra storia, di un’identità dinamica, aperta e inclusiva. E la coscienza della bellezza riguarda non soltanto ambiente e monumenti, ma anche gli oggetti prodotti dalla nostra industria e apprezzati nel mondo. Il design del made in Italy ne è testimonianza esemplare. Adesso che dobbiamo fare i conti con la transizione ambientale e digitale, anche la fabbrica va ripensate al di là dei canoni produttivi nel Novecento fordista. È il tempo della “fabbrica bella”, ben progettata, accogliente, sostenibile, sicura. Che l’opinione pubblica deve imparare a conoscere meglio. L’industria, insomma, “deve ritornare al centro delle politiche di una nazione come l’Italia. Una scelta civile, prima che politica in senso stretto”.  

    Perché le fabbriche fanno bene all’Italia
    Rachele Sessa
    Rubbettino, 2021

    Perché le fabbriche fanno bene all’Italia
  • 03 Agosto 2022 Un milione di ostriche in cima alla montagna Come hanno fatto milioni di ostriche ad arrivare fino alla cima di una montagna? Si sono arrampicate? Sono cadute come la pioggia, trasportate da un uragano? Sono semplicemente ... +
  • 03 Agosto 2022

    Un milione di ostriche in cima alla montagna

    Come hanno fatto milioni di ostriche ad arrivare fino alla cima di una montagna? Si sono arrampicate? Sono cadute come la pioggia, trasportate da un uragano? Sono semplicemente un mucchio di pietre che, per puro caso, hanno la forma di un’ostrica? La Terra ha molti segreti da raccontare e questo albo acclamatissimo ci guida alla scoperta di misteri incredibili, custoditi nelle profondità del nostro pianeta da milioni di anni. C’era il mare sulle montagne! O meglio, le montagne erano in fondo al mare, e poi i movimenti tettonici, e gli strati geologici. Insomma una storia molto complessa che questo libro ha la capacità di rendere semplice senza mai semplificare.   Un milione di ostriche in cima alla montagna è una micro-enciclopedia che porterà i piccoli lettori a prendere progressivamente confidenza con nozioni e terminologie via via sempre più complesse e specifiche dell’ambito geologico. Il percorso, poetico e interessante, creato dall’autore e dall’illustratrice con toni pastello di verdi, marroni e immagini morbide attraversa il Cretaceo, il Permiano, i concetti di rocce sedimentarie, la deriva dei continenti, le tettoniche a placche svelando concetti come i fossili, la datazione di uno strato a partire da un metallo e le radiazioni. Rigore scientifico e maieutico, contenuti studiati nei minimi dettagli per fornire risposte attraverso una narrazione entusiasmante e divertente sotto forma di dialogo tra adulto e bambino, raffinate e atmosferiche illustrazioni, schede di approfondimento e un glossario finale. Il tutto racchiuso in uno splendido albo illustrato, ideale per apprezzare la storia del nostro mondo e scoprirne la bellezza.  

    Un milione di ostriche in cima alla montagna
    di Alex Nogués e Miren Asian Lora
    Camelozampa Editore

    Un milione di ostriche in cima alla montagna
  • 02 Agosto 2022 Magellano e il tesoro delle Molucche XVI secolo. Una linea immaginaria divide il mondo in due: a ovest la Spagna, ad est il Portogallo. Al centro, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, invece si scorgono ... +
  • 02 Agosto 2022

    Magellano e il tesoro delle Molucche

    XVI secolo. Una linea immaginaria divide il mondo in due: a ovest la Spagna, ad est il Portogallo. Al centro, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, invece si scorgono le Molucche, isole piene di meraviglie. Per raggiungerle, il Re di Spagna dovrebbe attraversare il territorio portoghese. Non esistono altre rotte. Oppure... Oppure potrebbe affidarsi all’intuizione di un temerario esploratore, Magellano, e cercare un passaggio segreto che dalle Americhe condurrebbe direttamente in Oriente. Tra ammutinamenti, tempeste, mari ghiacciati e tribù bellicose il capitano riuscirà a raggiungere l’Isola delle Spezie, dimostrando una volta per tutte che la Terra è rotonda. A rientrare in Spagna, però, sarà solo un veliero dell’enorme flotta con cui Magellano era salpato e, a bordo, un inaspettato scrivano è già alle prese con il racconto della straordinaria avventura, le cui pagine si intravedono già all’orizzonte.   Esplorazioni marittime, tesori, velieri e imprevisti. “Magellano e il tesoro della Molucche” interseca nel suo racconto Storia, avventura e paesaggi selvaggi di grande fascino. In un’epoca in cui salire a bordo di una nave significava – con ogni probabilità – poter vivere l’avventura di una vita, scoprire territori ignoti e (perchè no?) anche tesori, Spagna e Portogallo rappresentano due Paesi imbattibili per desiderio di possesso di oro, spezie, tessuti preziosi, gemme ma anche flora e fauna locale da mercanteggiare con grandi profitti. L’impresa è raccontata dalla voce del geografo e cronista, scrivano del diario di bordo, Pigafetta, con il piglio delle grandi avventure di mare “alla Emilio Salgari”. Un romanzo limpido, coerente che richiama senza alcuna difficoltà le atmosfere di Stevenson, Salgari, London, Conrad e persino Melville con immagini che rimangono impresse nell’immaginario del lettore o che lo riportano ai ricordi d’infanzia. Personaggi elegantemente tratteggiati capaci di far sì che il lettore si identifichi, vicende travolgenti che lo trascinano tra le onde e le tribù in luoghi che sembrano creati apposta per fare da palcoscenico ad eventi memoriabili.  

    Magellano e il tesoro delle Molucche
    di Gianluca Barbera
    Rizzoli, 2022

    Magellano e il tesoro delle Molucche
  • 28 Luglio 2022 I miei stupidi intenti Bernardo Zannoni scrive una favola cruda ed esistenzialista, nella quale i protagonisti sono degli animali che si relazionano e agiscono quasi come essere umani, le loro tane sono ... +
  • 28 Luglio 2022

    I miei stupidi intenti

    Bernardo Zannoni scrive una favola cruda ed esistenzialista, nella quale i protagonisti sono degli animali che si relazionano e agiscono quasi come essere umani, le loro tane sono delle case con letti e cucina, ma le loro vite sono regolate da istinti e necessità contingenti. Archy è un cucciolo di faina, nato insieme ai suoi fratelli e sorelle in un freddo inverno. Con l’arrivare della primavera rimane zoppo durante il tentativo di rubare delle uova da un nido e la madre, constatata la sua inutilità, decide di venderlo alla volpe Solomon, usuraio del bosco, in cambio di una gallina e mezza. Nonostante il duro lavoro e le botte subite durante la sua cattività, Solomon deciderà di farlo diventare suo apprendista, insegnandoli a leggere e scrivere, abilità imparate osservando il mondo degli uomini. Archy inizierà a scrivere anche le sue personali memorie, utilizzando il suo sangue come inchiostro. Solomon si accorgerà presto che nelle parole scritte dalla faina c’è dell’amore e deciderà di affidargli il compito di riscrivere la sua storia. Il vecchio usuraio è affascinato dal mondo degli umani da quando causalmente ritrovò una Bibbia, da quel giorno, nonostante la discutibile moralità delle sue azioni, la sua vita diventa una continua ricerca di significato, nel tentativo di comprendere le leggi di Dio e degli esseri umani suoi figli, arrivando a pensare di essere lui stesso un uomo tramutato in volpe. A fare da contraltare alla fede della volpe è invece l’odio che Archy inizia a provare per Dio colpevole di causare dolore e sofferenza nella sua vita e di aver riservato la salvezza solo agli esseri umani, dimenticando gli animali. Una scrittura semplice, pulita e diretta, dove le azioni degli animali e le tragedie della vita di Archy pongono interrogativi esistenziali al lettore, che come la giovane faina si trova a riflettere su concetti – forse - estranei al mondo animale: Dio, il tempo, la morte.  

    I miei stupidi intenti
    Bernardo Zannoni,
    Sellerio, 2021

    I miei stupidi intenti
  • 19 Luglio 2022 Stradario aggiornato di tutti i miei baci Molto più simile ad un “saggio romanzato” che a un romanzo stesso, Stradario aggiornato di tutti i miei baci è – come lo definisce l’autrice stessa – “una ... +
  • 19 Luglio 2022

    Stradario aggiornato di tutti i miei baci

    Molto più simile ad un “saggio romanzato” che a un romanzo stesso, Stradario aggiornato di tutti i miei baci è – come lo definisce l’autrice stessa – “una disastrologia”, un trattato della difficoltà di stare al mondo, di essere allineati con le sue leggi: «parla degli “inadattabili”, quelli che stanno scomodi ovunque li si metta, quelli che sono isole nel mare degli altri uomini, che non hanno dimestichezza con le cose materiali e immateriali del mondo tra le quali – in primis – l’amore». Le tante sfaccettature dell’Eros (l’incontro, il flirt, il piacere, le convivenze sbagliate, la violenza, l’idealizzazione, la dipendenza) vengono sviscerate in un diario lucido e iperrealistico in cui ogni dettaglio assume al contempo i tratti di un dato scientifico e di una ferita dell’anima. Dalla pandemia di Covid-19 alla vita quotidiana di Roma, tutto è oggetto di una narrazione ironica e burrascosa insieme. Un ironico e dissacrante catalogo di “casi umani”, una galleria di ritratti di tipi umani e professionali, bozzetti di uomini che rappresentano le tappe di un percorso personale e interiore, in una sorta di studio antropologico dell’umanità maschile. Di tutti gli uomini che la protagonista colleziona l’unica costante è A., un Dionisio siciliano fuori dall’orizzonte in grado di mettere sotto scacco ogni suo tentativo di sabotaggio mentre migra, senza sosta, da un amore all’altro spinta ora dalla fame, ora dal bisogno di sentirsi amata o concupita, ora dalla necessità di colmare un vuoto emotivo di cui è lucidamente consapevole: quello lasciato dall’improvvisa morte del padre.  

    Stradario aggiornato di tutti i miei baci
    di Daniela Ranieri
    Ponte alle Grazie, 2021

    Stradario aggiornato di tutti i miei baci
  • 14 Luglio 2022 La foglia di fico Antonio lavora con le piante. Ne valuta lo stato di salute, ne analizza i danni, ne osserva meccanismi di adattamento e di difesa, ne riporta i risultati al ... +
  • 14 Luglio 2022

    La foglia di fico

    Antonio lavora con le piante. Ne valuta lo stato di salute, ne analizza i danni, ne osserva meccanismi di adattamento e di difesa, ne riporta i risultati al Ministero dell’Agricoltura. Le studia, insomma. E così, capita spesso che, osservandole, si affastellino nella sua mente storie, aneddoti, parallelismi e analogie di cui avverte l’impulso a scrivere: «Prima o poi ci devo scrivere una storia su questa cosa». Amore, libero arbitrio, felicità, dolore, abbandono, solitudine, vergogna, impermanenza. Ma soprattutto memoria. Una memoria ancestrale, quella della natura, ma anche una memoria umana e individuale. Una memoria profondamente legata al tema dell’oblio, vissuto nella sua duplice accezione di stato di grazia e di dannazione: «Sono ancora incerta sullo scopo finale della vita: ricordare tutto o dimenticare tutto?» Ripercorrendo in ordine sparso alcuni momenti quotidiani della sua infanzia, adolescenza e maturità, Antonio tocca alcuni dei temi universali più sentiti mostrando al lettore come, in realtà, l’Uomo altro non sia che parte integrante della Natura, e della Natura rispecchia meccanismi di adattamento e di difesa, in un ciclo inarrestabile e integrato di vita.  Giocando sul fil-rouge della memoria e delle suggestioni botaniche, Antonio Pascale affida a dieci piante diverse riflessioni filosofiche ed esistenziali, affrontate con delicatezza e calviniana leggerezza.  

    La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini
    Antonio Pascale; illustrazioni di Stefano Faravelli,
    Einaudi, 2021

    La foglia di fico
    CIAO, INIZIAMO?