Categoria: Libri scelti per voi




Giù nella valle
L’ultimo romanzo di Paolo Cognetti è la storia di due fratelli e di due alberi. I protagonisti sono Luigi e Alfredo, per i quali il padre ha piantato due alberi, rispettivamente un larice e un abete, prima di togliersi la vita. Luigi è una guardia forestale; è alcolizzato e passa le sue notti fuori casa a dormire nel bosco. Alfredo è un personaggio cupo e violento, che da giovane ha lasciato la valle per andare a vivere in Canada, tra i boschi e i lupi. Elisabetta è la moglie di Luigi, che ha scelto una vita lontana dalle città. La valle dove si svolge il racconto è la Valsesia, che si sviluppa attorno al fiume con un lato al sole e un lato in ombra, come tutti gli elementi di questo romanzo, umani, ambientali e animali. Un giorno vengono ritrovati i corpi di cani azzannati alla gola e si cerca di capire se siano stati uccisi da un cane o da un lupo. Come da tradizione, nei romanzi di Cognetti l’ambiente è un personaggio fondamentale per il libro, che si apre con l’amore fra una cagna e un lupo e si chiude con un capitolo che è un canto epico dedicato agli alberi e alla loro lotta con l’uomo che avanza, distruggendoli.
Giù nella valle
Paolo Cognetti
Einaudi, 2023




Quello che noi non siamo
Gianni Biondillo nel suo ultimo romanzo, con un titolo che richiama la celebre poesia di Eugenio Montale, racconta una generazione di architetti che aderirono al razionalismo, convinti della sua carica innovativa e che anche il fascismo potesse rivoluzionare la società italiana. Queste donne e uomini lottarono contro l’accademismo italiano, legato a Roma e centralizzato. Nella prima parte del libro l’autore parla dell’entusiasmo e delle idee di questi giovani architetti che da tutta Italia si radunavano tra Milano e Como, veri e propri laboratori sperimentali per l’avanguardia. Gli ideali furono però traditi dalla realtà del fascismo e la fiducia crollò definitivamente dopo le leggi razziali, il legame sempre più forte con il nazismo e l’inizio della guerra. È così che molti aderirono alla Resistenza o fuggirono all’estero per evitare la deportazione. La seconda parte del romanzo ripercorre proprio degli anni della guerra e della lotta contro il regime, che portò molti dei protagonisti del libro a prendere una netta posizione di rifiuto del fascismo e a subire carcerazioni, torture e deportazioni.
Quello che noi non siamo
Gianni Biondillo
Guanda, 2023




Piero Manzoni: BACGLSP
Paolo Bacilieri firma la biografia a fumetti del grande artista Piero Manzoni, proseguendo il suo racconto di Milano attraverso i luoghi e le architetture della città e i grandi personaggi che l’hanno attraversata. Manzoni ha segnato l’arte internazionale con le sue provocazioni, dalla “merda d’artista” in scatola che campeggia nella copertina del volume edito da Coconino, alle uova sode firmate. Il libro ripercorre la sua vita sin dalla nascita, nel 1933: una carriera folgorante ma rapidissima, conclusasi con la morte dell’artista, scomparso giovanissimo nel 1963. . Il bianco e nero delle tavole raffigura con poesia una città piena di contraddizioni e in rapida evoluzione dopo la Guerra, scorrono immagini delle vie del centro e delle coree, del Pirellone e degli orti in città. Le notti trascorse al Bar Jamaica di Brera e il rapporto con i colleghi e amici come Ettore Sottsass e Lucio Fontana.
Piero Manzoni: BACGLSP. Basta a ciascun giorno la sua pena
Paolo Bacilieri
Coconino press, 2023




Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente
A Capitol è la mattina della decima mietitura degli Hunger Games. Il giovane Coriolanus Snow, mentore dei Giochi, sa bene che è la sua unica possibilità per redimere il buon nome della sua famiglia e raggiungere la gloria portando il suo tributo alla vittoria. La strada è tutt’altro che spianata: gli sarà affidata una donna, e per di più del distretto più debole, il 12. Dentro l’arena i ragazzi si battono all’ultimo sangue, mentre fuori dai giochi Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo. La scelta tra seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi, sarà sempre più complessa.
Ballata dell’usignolo e del serpente è una cruda narrazione tripartita (tra prima, durante e dopo gli Hunger Games) che approfondisce la sottile e ambigua differenza tra bene e male, maturità e immaturità, etica e immoralità, amore e opportunismo. Attraverso lo sguardo del futuro, dittatoriale, Presidente di Panem, il lettore viene accompagnato in un arco temporale di tre mesi attraverso la sua ascesa al potere. Un’ascesa tutt’altro che scontata e facile, che passa attraverso un costante conflitto tra scelte giuste e sbagliate, sacrificio dell’etica e sopraffazione dell’ego sulla vita altrui. Come già la trilogia originaria, anche Ballata dell’usignolo e del serpente si presenta come un’analisi in forma romanzesca della natura umana, specialmente della sua più ambigua caratteristica: la tendenza alla manipolazione.
Hunger Games. Ballata dell'usignolo e del serpente
di Suzanne Collins
Mondadori




Grande meraviglia
La protagonista dell’ultimo romanzo di Viola Ardone si chiama Elba, come un fiume dell’Europa Centrale che sfocia nel Mare del Nord. L’unica realtà che conosce è quella del manicomio in cui è cresciuta con la madre, il Fascione, da lei chiamato il “mezzomondo”. Dopo la morte della madre, Elba rimane chiusa tra le mura della clinica, scrivendo e annotando la sua quotidianità fatta di persone, odori e sapori. Un mondo in cui vive aspettando pazientemente che la madre ritorni da lei. Sono passati pochi anni dall’approvazione della legge Basaglia, ma la realtà è ancora quella del contenimento dei pazienti nei manicomi, dell’elettroshock, delle camicie di forza. Al Fascione lavora il dottor Fausto Meraviglia, uno psichiatra che crede nel lavoro di Basaglia e nel superamento del sistema attuale per ridare dignità alle persone. Decide di adottare Elba e di farla crescere in casa sua. Il romanzo prosegue poi nel 2019, dove troviamo un vecchio e stanco Dottor Meraviglia che ripercorre la sua vita e i suoi rimpianti. Un libro che arriva al cuore del lettore raccontando l’amore che si sviluppa tra i due protagonisti, come “una forma di pazzia”, e che chiude un’ideale trilogia sulla seconda metà del Novecento, iniziata con “Il treno dei bambini” e proseguita con “Oliva Denaro”.
Grande meraviglia
Viola Ardone
Einaudi, 2023




Se riesco io, puoi farcela anche tu
Quando una primavera anticipata risveglia dal letargo gli animali del bosco, Tartaruga comincia il viaggio verso la cima della collina, dove festeggerà il suo primo centenario. Sul suo cammino incontra Orso, prepotente solo all’apparenza. Strada facendo ai due amici si uniranno tanti animali che, superati i primi burberi approcci di Orso, creeranno una compagnia ben numerosa e assortita. Passo dopo passo insegneranno a Orso quanto sia bello collaborare e si godranno, infine, un magnifico spettacolo, reso ancora più bello dall’essere insieme.
Incamminarsi da soli o procedere in gruppo verso l’obiettivo comune? Se riesco io, puoi farcela anche tu si presenta come un delicato albo illustrato capace di esaltare il valore della gentilezza e della cooperazione. Non è un caso, infatti, che la dedica sia “A chi con coraggio sceglie la strada della cooperazione”. Il signor Tartaruga ci apre gli occhi su quanto sia bello e importante collaborare, stare insieme, condividere e dividere, parlare e confrontarsi, ci spalanca la porta sul significato etimologico, vero e profondo della parola “compagnia”. Se riesco io, puoi farcela anche tu parla esattamente di quanto poco faticosa possa essere anche la salita più ripida, se hai le persone giuste accanto. Per ogni problema che si presenta, il signor Tartaruga sa sempre cosa fare: chiedere un aiuto con gentilezza. Ed è proprio con l’aiuto di tutti, che tutti raggiungono la cima della collina. Lenti o veloci, svelti o pigri, piccoli o grandi: grazie alle abilità di ciascuno, tutti arriveranno alla meta… insieme!
Una semplice passeggiata si trasforma, pagina dopo pagina, in un viaggio comune, ricco di esperienze, nuovi incontri e un panorama davvero mozzafiato.
Se riesco io, puoi farcela anche tu
di Roberta Brioschi, Annarita Da Bellonio, Lorenzo Sangiò
Carthusia, 2020




Sandro Munari. Una vita di traverso
Nel 2007 Sandro Munari, il “Drago di Cavarzere”, decide di raccontare la sua storia al giornalista sportivo Sergio Remondino. Ne nasce una biografia che, a distanza di oltre un decennio, viene rivista dall’autore, che ne ha modificato quasi tutti i testi, arricchendola di due contributi inediti. Dall’infanzia nella bassa polesana fino all’ultima vera corsa del 1996, attraversando le grandi vittorie che lo hanno consacrato tra i più grandi piloti di rally di tutti i tempi. Veloce, con una grande intelligenza tattica, ma anche dotato di grande sensibilità e finezza. La leggenda del Drago viene delineata anche attraverso il racconto delle auto che ha pilotato e con le quali ha compiuto storiche imprese, come la gloriosa Lancia Stratos, con la quale “sbancò Montecarlo” per tre anni consecutivi, o la Fulvia HS. Entrambe queste automobili hanno segnato la storia dello sviluppo degli pneumatici Pirelli, con l’affermazione del CINTURATO nelle competizioni automobilistiche, con lo sviluppo del CN36, del CN54 e, successivamente, del P7, che inaugura una nuova generazione di cinturati. Importantissime anche le figure dei suoi navigatori storici quali, tra gli altri, Luciano Lombardini, Mario Mannucci e Silvio Maiga, compagni d’avventura con i quali ha condiviso le innumerevoli vittorie. “Una vita di traverso” è il titolo che proprio il grande campione ha scelto per questo libro, frutto di decine di ore di conversazione con l’autore.
Sandro Munari. Una vita di traverso
Sergio Remondino
Giorgio Nada Editore, 2023




L’ultima cosa bella sulla faccia della terra
Harmony è una cittadina del Sud degli Stati Uniti, un piccolo centro i cui abitanti sono spesso chiusi nei loro pregiudizi e nelle loro solitudini. La voce narrante che troviamo nella prima parte del libro è una voce corale, che rappresenta uno dei tanti ragazzi cresciuti nella cittadina e ormai invecchiati, scavati da una tragedia che ha segnato la vita di tutti gli abitanti di Harmony. Una domenica di diciotto anni prima Iggy entra in una chiesa con una tanica di benzina. Si avvicina all’altare, tremante, e cerca di darsi fuoco. La benzina finisce sul pavimento, il fiammifero gli cade di mano. Scoppia un incendio in cui muoiono 25 persone, ma lui sopravvive e viene condannato alla pena capitale. La sua voce straziante, in attesa dell’esecuzione, racconta la seconda parte, cuore del romanzo. A poche settimane dall’iniezione fatale, chiuso dentro il braccio della morte, Iggy osa ancora sognare, ripercorrendo la sua vita e chiedendosi cosa l’abbia portato a compiere quell’atto. Forse l’eroina e l’alcol, l’amore struggente per Paul e Cleo, il padre violento, ma “Non è niente di tutto questo. O forse tutte queste cose insieme”. Il dolore che si portava dentro non è stato compreso e ascoltato, un’oscurità ignorata e invisibile agli occhi dei suoi amici, fino al giorno in cui è esplosa. La tragedia assume una dimensione collettiva, diventando il fallimento di un’intera comunità e non solo di un individuo. Anche la narrazione del romanzo è corale e intreccia voci e tempi diversi. A quella del protagonista segue la voce di Farber, tornando all’anno prima dell’incendio, e infine conclude il racconto quella di Nuvola, l’anno seguente rispetto all’inizio del libro. L’esordio di Michael Bible è un romanzo sorprendente, scritto con un linguaggio asciutto, tagliente e poetico, che regala delle pagine di grande letteratura.
L’ultima cosa bella sulla faccia della terra
Michael Bible
Adelphi, 2023




Qui, solo qui
Una scuola piena di misteri, un club supersegreto e un’oscura, terribile minaccia.
È il primo giorno di lezione e Iris inizia subito a notare alcune ombre che gravano sull’edificio scolastico. Impronte di scarpe sui soffitti come se qualcuno camminasse a testa in giù, banchi che si spostano da soli, ragazzi che vengono cacciati dai bagni normali e bullizzati, guru che compiono miracoli e un “Club Ultrasegreto” che raccoglie alcuni allievi alla ricerca della sostanza misteriosa che provoca le stranezze della scuola e che porterà alla fine del mondo.
È un mondo spaventoso, quello che appare dietro ai cancelli della scuola. Non ci sarà spazio, qui, per chi piange, per chi è debole: le debolezze sono armi affilate nelle mani degli altri, che tenteranno in tutti i modi di difendersi dagli attacchi, per non subire a loro volta altre ferite.
L’atteso ritorno di Christelle Dabos in libreria ha molte sfaccettature. Muovendosi tra realtà e finzione, magia e turpiloquio, l’autrice è stata in grado di creare un romanzo di formazione in cui la scuola media assomiglia sempre di più a un regno fatto di regole e ritorsioni, in cui gli adulti figurano solo come pallide comparse. Varcati i cancelli della scuola, la protagonista deve affrontare lo strappo definitivo con l’infanzia ed entrare – fuor di metafora – in una nuova fase di vita, in cui la sorella maggiore non le terrà più la mano e sarà costretta crescere. Ma non sarà da sola: insieme a lei, Pierre, Madeleine e Guy narreranno – ognuno in prima persona – il proprio punto di vista. Lo stile è ruvido, il linguaggio gergale, molto diverso dalla pomposità della precedente saga ma capace di entrare in profondità nella psicologia dei protagonisti. Sarà impossibile rimanere indifferenti all’intensa introspezione che farà immergere il lettore nell’anima del racconto.
Qui, solo qui
di Christelle Dabos
E/O Edizioni




Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie
Aceri, fichi, ginko biloba, meli, pioppi, querce. Come in un bouquet, “Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie” propone una selezione di venti alberi e, per ognuno, un identikit fatto di caratteristiche botaniche e di riferimenti storico-artistici e letterari. Tra un capitolo e l’altro, alcune pagine bianche invitano il lettore a tornare bambino e conservarne degli esemplari: dai gialli e malinconici ventagli del ginkgo biloba alle punte rosso sangue degli aceri autunnali, dalle foglie alterne, ovato-romboidali, dentate e portate da un lungo picciolo della betulla, a quelle del platano, che ricordano il palmo di una mano, sino alle lucide, verdi, scure ed ellittiche foglie dei limoni, dai margini crenati.
“Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie” è una gemma in miniatura senza limite d’età che stimola l’ascolto e la comprensione del mondo che abbiamo sotto gli occhi, invita a ritornare alla giocosità dell’infanzia e alla nostalgia tipica della stagione autunnale. Il volume si chiude con una bibliografia, la “Piccola biblioteca arborea”, che da Mario Rigoni Stern a Michael Pollan, passando per Tiziano Fratus, Emanuele Coccia e Mauro Agnoletti, propone la lettura di alcuni passaggi di narrativa italiana e straniera a tema.
Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie
con i testi di Giuseppe Zare con le illustrazioni di Sofia Paravicini
Il Saggiatore, 2021