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Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno

Può un giallo divertire, pur rimanendo nel solco della più classica delle tradizioni del romanzo crime? La risposta è sì, se l’autore, l’australiano Benjamin Stevenson, è un pluripremiato stand-up comedian, e se le premesse sono fin dal titolo paradossali: il vincolo che lega la famiglia protagonista, i Cunningham, è letteralmente “di sangue”. Tutti a modo loro sono colpevoli di un delitto, incluso Ernie, redattore di manuali su come si scrivono i gialli e investigatore d’ufficio per elezione professionale, nonché voce narrante della storia. A farli riunire in una prestigiosa stazione sciistica è la rimpatriata organizzata per festeggiare l’uscita di prigione di Michael, il fratello di Ernie. Mentre si scatena una bufera e la polizia brancola nel buio, spetterà a Ernie capire se il colpevole è uno dei suoi familiari, prima che vengano uccisi uno a uno. “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” sembra appartenere a più sottogeneri del romanzo giallo. Il Cozy Mystery à la Agatha Christie, anzitutto, per almeno tre ragioni: l’ambientazione – un resort di montagna isolato e apparentemente idilliaco – il detective-scrittore dilettante sulle orme di Jessica Fletcher, il comprimario che affianca il protagonista in tutte le fasi dell’indagine. L’omaggio alla struttura del Giallo Deduttivo, o Whodunit Novel, è suggerito dall’esplicito riferimento al “Decalogo del giallo perfetto” di Ronald Knox. E, ultimo ma non ultimo, il registro ironico tipico del Comic Mystery, che vanta prestigiosi predecessori nel filone cinematografico di “Invito a cena con delitto” di Robert Moore (1976), con uno strepitoso Truman Capote nei panni del misterioso miliardario Lionel Twain, “Signori, il delitto è servito” (1985), in cui Jonathan Lynn mette in scena una dichiarata parodia di “Cluedo”, fino al più recente “Knives Out”, diretto da Rian Johnson, con un cast in cui figurano star del calibro Daniel Craig, Jamie Lee Curtis, Toni Collette e Christopher Plummer. Caso editoriale nel 2022, il romanzo, edito in Italia da Feltrinelli, è stato tradotto in oltre 20 paesi e diventerà una miniserie per HBO, grazie alla collaborazione tra Made Up Stories ed Endeavor Content.  Un’indagine ad alta quota da condurre “in famiglia”, per un’evasione letteraria dalle rimpatriate natalizie.

Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno

Benjamin Stevenson

Feltrinelli, 2022

Può un giallo divertire, pur rimanendo nel solco della più classica delle tradizioni del romanzo crime? La risposta è sì, se l’autore, l’australiano Benjamin Stevenson, è un pluripremiato stand-up comedian, e se le premesse sono fin dal titolo paradossali: il vincolo che lega la famiglia protagonista, i Cunningham, è letteralmente “di sangue”. Tutti a modo loro sono colpevoli di un delitto, incluso Ernie, redattore di manuali su come si scrivono i gialli e investigatore d’ufficio per elezione professionale, nonché voce narrante della storia. A farli riunire in una prestigiosa stazione sciistica è la rimpatriata organizzata per festeggiare l’uscita di prigione di Michael, il fratello di Ernie. Mentre si scatena una bufera e la polizia brancola nel buio, spetterà a Ernie capire se il colpevole è uno dei suoi familiari, prima che vengano uccisi uno a uno. “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” sembra appartenere a più sottogeneri del romanzo giallo. Il Cozy Mystery à la Agatha Christie, anzitutto, per almeno tre ragioni: l’ambientazione – un resort di montagna isolato e apparentemente idilliaco – il detective-scrittore dilettante sulle orme di Jessica Fletcher, il comprimario che affianca il protagonista in tutte le fasi dell’indagine. L’omaggio alla struttura del Giallo Deduttivo, o Whodunit Novel, è suggerito dall’esplicito riferimento al “Decalogo del giallo perfetto” di Ronald Knox. E, ultimo ma non ultimo, il registro ironico tipico del Comic Mystery, che vanta prestigiosi predecessori nel filone cinematografico di “Invito a cena con delitto” di Robert Moore (1976), con uno strepitoso Truman Capote nei panni del misterioso miliardario Lionel Twain, “Signori, il delitto è servito” (1985), in cui Jonathan Lynn mette in scena una dichiarata parodia di “Cluedo”, fino al più recente “Knives Out”, diretto da Rian Johnson, con un cast in cui figurano star del calibro Daniel Craig, Jamie Lee Curtis, Toni Collette e Christopher Plummer. Caso editoriale nel 2022, il romanzo, edito in Italia da Feltrinelli, è stato tradotto in oltre 20 paesi e diventerà una miniserie per HBO, grazie alla collaborazione tra Made Up Stories ed Endeavor Content.  Un’indagine ad alta quota da condurre “in famiglia”, per un’evasione letteraria dalle rimpatriate natalizie.

Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno

Benjamin Stevenson

Feltrinelli, 2022

La notte più bella

New York, 9 Novembre 1965 ore 5:27 pm. D’improvviso, tutto si spegne. La città che non dorme mai si immobilizza. Tutto è avvolto nell’oscurità. Per lunghi minuti si sentono soltanto i clacson di guidatori spaventati suonare incessanti. Poi al buio si aggiunge il silenzio e ognuno si trova a fare i conti con l’ignoto, il mistero e la paura, aiutati solo dalla luce di una luna brillante e chiara. C’è Nathan, un giovane discendente dei Mohawk, che deve tornare alla riserva dal nonno, Alce Piumato; c’è Stephanie, una giovane pattinatrice, che sta attraversando Central Park e fermandosi su una panchina in attesa di luce incontra Lee; c’è un veterano che ha appena ricevuto una lettera di JFK rimasta inevasa da due anni; c’è un senza tetto che ama i libri e una giovane che si batte per l’uguaglianza; c’è un gruppo di ragazze in fuga da un orfanatrofio femminile per andare a ballare per la prima volta; c’è un ragazzino che spera di acquisire i poteri di Spiderman per affrontare i bulli a scuola; ci sono una nonna e una nipote che vanno in visita al cimitero e potranno rincontrare davvero per un po’ i loro cari; e poi c’è Neil, che stende la lunga coperta di nonna Edna dal suo tetto fino alla luna.

“La notte più bella” è una raccolta di otto racconti che attraversano il grande blackout di New York del 1965, causato dal guasto alla centrale elettrica vicino alla Cascate del Niagara. Attraverso le pagine, Daniela Palumbo tratteggia le diverse sfaccettature degli Stati Uniti degli anni Sessanta. Un’epoca in bilico tra la guerra in Vietnam e la controcultura hippie, tra la conquista della Luna, le riserve indiane e Martin Luther King, tra Kennedy e “Colazione da Tiffany”.

Otto storie dentro la Storia intrecciano finzione e realtà legando tra loro i grandi momenti che hanno segnato la contemporaneità americana e le vicende personali che caratterizzano la vita di ognuno di noi: la nascita di un amore, il ritorno alle origini, la ricerca del proprio posto nel mondo.

La notte più bella
di Daniela Palumbo
Il Battello a Vapore, 2023

New York, 9 Novembre 1965 ore 5:27 pm. D’improvviso, tutto si spegne. La città che non dorme mai si immobilizza. Tutto è avvolto nell’oscurità. Per lunghi minuti si sentono soltanto i clacson di guidatori spaventati suonare incessanti. Poi al buio si aggiunge il silenzio e ognuno si trova a fare i conti con l’ignoto, il mistero e la paura, aiutati solo dalla luce di una luna brillante e chiara. C’è Nathan, un giovane discendente dei Mohawk, che deve tornare alla riserva dal nonno, Alce Piumato; c’è Stephanie, una giovane pattinatrice, che sta attraversando Central Park e fermandosi su una panchina in attesa di luce incontra Lee; c’è un veterano che ha appena ricevuto una lettera di JFK rimasta inevasa da due anni; c’è un senza tetto che ama i libri e una giovane che si batte per l’uguaglianza; c’è un gruppo di ragazze in fuga da un orfanatrofio femminile per andare a ballare per la prima volta; c’è un ragazzino che spera di acquisire i poteri di Spiderman per affrontare i bulli a scuola; ci sono una nonna e una nipote che vanno in visita al cimitero e potranno rincontrare davvero per un po’ i loro cari; e poi c’è Neil, che stende la lunga coperta di nonna Edna dal suo tetto fino alla luna.

“La notte più bella” è una raccolta di otto racconti che attraversano il grande blackout di New York del 1965, causato dal guasto alla centrale elettrica vicino alla Cascate del Niagara. Attraverso le pagine, Daniela Palumbo tratteggia le diverse sfaccettature degli Stati Uniti degli anni Sessanta. Un’epoca in bilico tra la guerra in Vietnam e la controcultura hippie, tra la conquista della Luna, le riserve indiane e Martin Luther King, tra Kennedy e “Colazione da Tiffany”.

Otto storie dentro la Storia intrecciano finzione e realtà legando tra loro i grandi momenti che hanno segnato la contemporaneità americana e le vicende personali che caratterizzano la vita di ognuno di noi: la nascita di un amore, il ritorno alle origini, la ricerca del proprio posto nel mondo.

La notte più bella
di Daniela Palumbo
Il Battello a Vapore, 2023

Fuori è quasi buio

In un capanno abbandonato, senza nessuno su cui contare, Simone e Mattia sono soli.

Da quando l’auto della madre si è scontrata con un camion, i due fratelli scappano dai servizi sociali senza una meta. Vivono di espedienti: non parlano con nessuno, fanno la spesa centellinando i pochi soldi rimasti, si lavano nel fiume vicino al capanno. Le uniche costanti sono Mattia, le sue crisi respiratorie e quelle epilettiche. Simone cerca di gestirle basandosi sui ricordi di ciò che la madre gli aveva insegnato: contare (tre minuti, non di più), stappare la siringa, iniettare. Se non funziona, iniettarne una seconda. E aspettare. Aspettare che Mattia riprenda conoscenza e che – a gesti – gli parli.  Simone ha imparato: la mano sul gomito è “pane”, il cerchio sul petto è “abbraccio”, il pugno è “neve”. Ma anche “mamma”. Sarà l’incontro con Mercy, una bambina con una sorellina disabile, a far capire ai due fratelli che non c’è niente di male nel chiedere aiuto e che – in fondo – un’altra “casa” è possibile.

Un romanzo dai tratti poetici, strazianti e profondi. “Fuori è quasi buio” parla di forza, di resilienza intrinseca in ognuno di noi, ma anche di cura reciproca e di solidarietà, di comprensione e di emozioni compresse che cercano il modo, attraverso il fisico, di farsi sentire. Figura imponente, a campeggiare nell’intero romanzo, è quella della madre: nervosa, a tratti spaventosa, assente già prima dello scontro con il camion. Eppure sempre ricercata, agognata dal piccolo Simone; indispensabile per Mattia e la sua sopravvivenza. In una identificazione e sovrapposizione, Simone assume il ruolo materno, salvo poi restare pur sempre un preadolescente in cerca del proprio posto nel mondo.

Fuori è quasi buio
di Alice Keller
Risma, 2023

In un capanno abbandonato, senza nessuno su cui contare, Simone e Mattia sono soli.

Da quando l’auto della madre si è scontrata con un camion, i due fratelli scappano dai servizi sociali senza una meta. Vivono di espedienti: non parlano con nessuno, fanno la spesa centellinando i pochi soldi rimasti, si lavano nel fiume vicino al capanno. Le uniche costanti sono Mattia, le sue crisi respiratorie e quelle epilettiche. Simone cerca di gestirle basandosi sui ricordi di ciò che la madre gli aveva insegnato: contare (tre minuti, non di più), stappare la siringa, iniettare. Se non funziona, iniettarne una seconda. E aspettare. Aspettare che Mattia riprenda conoscenza e che – a gesti – gli parli.  Simone ha imparato: la mano sul gomito è “pane”, il cerchio sul petto è “abbraccio”, il pugno è “neve”. Ma anche “mamma”. Sarà l’incontro con Mercy, una bambina con una sorellina disabile, a far capire ai due fratelli che non c’è niente di male nel chiedere aiuto e che – in fondo – un’altra “casa” è possibile.

Un romanzo dai tratti poetici, strazianti e profondi. “Fuori è quasi buio” parla di forza, di resilienza intrinseca in ognuno di noi, ma anche di cura reciproca e di solidarietà, di comprensione e di emozioni compresse che cercano il modo, attraverso il fisico, di farsi sentire. Figura imponente, a campeggiare nell’intero romanzo, è quella della madre: nervosa, a tratti spaventosa, assente già prima dello scontro con il camion. Eppure sempre ricercata, agognata dal piccolo Simone; indispensabile per Mattia e la sua sopravvivenza. In una identificazione e sovrapposizione, Simone assume il ruolo materno, salvo poi restare pur sempre un preadolescente in cerca del proprio posto nel mondo.

Fuori è quasi buio
di Alice Keller
Risma, 2023

Il grande discorso di Cocco Tartaglia

Cocco Barocco è un coccodrillo timido, molto timido. Così tanto che spesso, quando deve parlare, tartaglia. Per questo motivo è conosciuto da tutti come Cocco Tartaglia. La sua maggior paura prende forma quando viene invitato all’annuale grande raduno internazionale dei coccodrilli e gli si chiede di tenere il discorso celebrativo durante la cena. Cocco va nel panico. Che fare? Forse gli altri animali hanno dei consigli per lui! Nonostante, in un primo tempo, gli sembrino tutti suggerimenti inadeguati alla sua situazione, nel momento del discorso gli torneranno, tutti, estremamente utili.

“Il grande discorso di Cocco Tartaglia” di Fabrizio Silei è un inno all’ascolto. Di sé stessi e del prossimo. È infatti solo ascoltando le proprie emozioni e paure che il protagonista si renderà conto che nessuno è esente da esse (nemmeno chi sembra molto sicuro di sé) e che si possono superare. E perché no? Per farlo, a volte, chiedere aiuto e ascoltare i consigli che si ricevono è la strategia migliore.

Il grande discorso di Cocco Tartaglia
di Fabrizio Silei
Emme Edizioni, 2023

Cocco Barocco è un coccodrillo timido, molto timido. Così tanto che spesso, quando deve parlare, tartaglia. Per questo motivo è conosciuto da tutti come Cocco Tartaglia. La sua maggior paura prende forma quando viene invitato all’annuale grande raduno internazionale dei coccodrilli e gli si chiede di tenere il discorso celebrativo durante la cena. Cocco va nel panico. Che fare? Forse gli altri animali hanno dei consigli per lui! Nonostante, in un primo tempo, gli sembrino tutti suggerimenti inadeguati alla sua situazione, nel momento del discorso gli torneranno, tutti, estremamente utili.

“Il grande discorso di Cocco Tartaglia” di Fabrizio Silei è un inno all’ascolto. Di sé stessi e del prossimo. È infatti solo ascoltando le proprie emozioni e paure che il protagonista si renderà conto che nessuno è esente da esse (nemmeno chi sembra molto sicuro di sé) e che si possono superare. E perché no? Per farlo, a volte, chiedere aiuto e ascoltare i consigli che si ricevono è la strategia migliore.

Il grande discorso di Cocco Tartaglia
di Fabrizio Silei
Emme Edizioni, 2023

Il lungo inverno di Ugo Singer

Un guscio si schiude in uno scantinato buio. A uscirne fuori è una piccola tartaruga di nome Ugo, Singer perché è nato in una vecchia macchina da cucire. Ugo sogna il mondo esterno, del quale ha sentito parlare dalla madre Ester durante i lunghi mesi in cui è stato chiuso nel suo uovo. Sam è un topolino curioso, che vince la diffidenza verso questa specie così strana e fa amicizia prima con Ester, della quale si prende cura portandole del cibo e, una volta arrivato al mondo, con il piccolo Ugo. Il tempo per i due amici trascorre però con ritmi molto diversi. Durante i lunghi inverni di letargo della tartaruga, che rimane sempre uguale, il topo cresce velocemente, diventa irriconoscibile mettendo dei lunghi baffi e poi anziano, in men che non si dica. Ugo soffre di questa differenza, vorrebbe cambiare i suoi ritmi, invecchiare insieme all’amico, e uscire a scoprire il mondo e vedere l’inverno senza assopirsi. Elisa Ruotolo scrive con delicatezza e poesia una piccola storia di amicizia e diversità, crescita e solitudine, che sa commuovere ed emozionare i lettori di tutte le età, grazie anche alle bellissime illustrazioni di Chiara Palillo.

Il lungo inverno di Ugo Singer

Elisa Ruotolo; illustrazioni di Chiara Palillo

Bompiani, 2023

Un guscio si schiude in uno scantinato buio. A uscirne fuori è una piccola tartaruga di nome Ugo, Singer perché è nato in una vecchia macchina da cucire. Ugo sogna il mondo esterno, del quale ha sentito parlare dalla madre Ester durante i lunghi mesi in cui è stato chiuso nel suo uovo. Sam è un topolino curioso, che vince la diffidenza verso questa specie così strana e fa amicizia prima con Ester, della quale si prende cura portandole del cibo e, una volta arrivato al mondo, con il piccolo Ugo. Il tempo per i due amici trascorre però con ritmi molto diversi. Durante i lunghi inverni di letargo della tartaruga, che rimane sempre uguale, il topo cresce velocemente, diventa irriconoscibile mettendo dei lunghi baffi e poi anziano, in men che non si dica. Ugo soffre di questa differenza, vorrebbe cambiare i suoi ritmi, invecchiare insieme all’amico, e uscire a scoprire il mondo e vedere l’inverno senza assopirsi. Elisa Ruotolo scrive con delicatezza e poesia una piccola storia di amicizia e diversità, crescita e solitudine, che sa commuovere ed emozionare i lettori di tutte le età, grazie anche alle bellissime illustrazioni di Chiara Palillo.

Il lungo inverno di Ugo Singer

Elisa Ruotolo; illustrazioni di Chiara Palillo

Bompiani, 2023

Un bambino, una gatta e un cane

Andrej è un bambino rimasto orfano che viene venduto da suo zio per chiedere l’elemosina sulle strade di Trieste, da cui riesce però a scappare per dirigersi a Torino. Ettore è un cane che vive felice a Schiavonea, sul mare calabrese, con il suo padrone Rosario, ma viene rapito da due ragazzi per una scommessa per poi essere abbandonato. Bianca come la neve è una gattina che è stata separata dalla sua famiglia. I tre protagonisti del libro di Angelo Petrosino sono tre randagi che si incontrano sulle strade del capoluogo piemontese e insieme affrontano i pericoli e le sfide che trovano sul loro cammino. Per sopravvivere saranno fondamentali la loro amicizia e la loro solidarietà, ma anche i sorrisi e la gentilezza di persone sconosciute che accorreranno in loro aiuto. Un’avventura per ragazzi che insegna ad avere fiducia in sé stessi e affrontare gli ostacoli senza paura, raccontata con eleganza e semplicità e arricchita dalle divertenti illustrazioni di Sara Not.

Un bambino, una gatta e un cane

Angelo Petrosino; illustrazioni di Sara Not

Einaudi Ragazzi, 2023

Andrej è un bambino rimasto orfano che viene venduto da suo zio per chiedere l’elemosina sulle strade di Trieste, da cui riesce però a scappare per dirigersi a Torino. Ettore è un cane che vive felice a Schiavonea, sul mare calabrese, con il suo padrone Rosario, ma viene rapito da due ragazzi per una scommessa per poi essere abbandonato. Bianca come la neve è una gattina che è stata separata dalla sua famiglia. I tre protagonisti del libro di Angelo Petrosino sono tre randagi che si incontrano sulle strade del capoluogo piemontese e insieme affrontano i pericoli e le sfide che trovano sul loro cammino. Per sopravvivere saranno fondamentali la loro amicizia e la loro solidarietà, ma anche i sorrisi e la gentilezza di persone sconosciute che accorreranno in loro aiuto. Un’avventura per ragazzi che insegna ad avere fiducia in sé stessi e affrontare gli ostacoli senza paura, raccontata con eleganza e semplicità e arricchita dalle divertenti illustrazioni di Sara Not.

Un bambino, una gatta e un cane

Angelo Petrosino; illustrazioni di Sara Not

Einaudi Ragazzi, 2023

Storia del pirata col mal di denti e del drago senza fuoco

Il nostromo Copecoperso è un pirata un po’ attempato, ormai in pensione e non più dedito agli arrembaggi di vascelli carichi d’oro e alle battaglie con la sciabola in mano. Copecoperso soffre di un terribile mal di denti, ma di dentisti non se ne trovano. Il suo vecchio capitano Panciagialla gli consiglia allora di cercare Anselmo, un drago non più in grado di sputare fuoco e che ha deciso di fare il dentista per non essere costretto a volare. Soffre infatti di vertigini e i dentisti, si sa, non volano. Per volare bastano i pensieri. Anselmo è anche un filosofo che si dedica ogni giorno al suo orto, vive però nei meandri della foresta di Orcum dove è difficile rintracciarlo. Copecoperso e Panciagialla partono così insieme a Genoveffa, tartaruga intelligente e sagace che li sbeffeggia a ogni occasione, e si avventurano nella foresta alla ricerca del dentista. Troveranno molti amici, tra cui un Gorilla che fuma sigari e pipa, un leone azzoppato, un cucciolo di ippopotamo, una puzzola che ama il baseball e un orco che non fa paura a nessuno. Nel libro di Andrea Molesini gli elementi per una bella favola ci sono tutti e non mancano certo battaglie e inseguimenti, prove da superare, situazioni inaspettate e un finale da leggenda. Ci sono poi tantissimi odori e sapori: il sapore di zuppe di ceci o di verze, ma anche di tartaruga, il burroso profumo parigino delle brioches, la fragranza del pane degli orchi condito con pistacchio e rosmarino, anche se usato per accompagnare gli spiedini di cucciolo di bipede! Non mancano neanche gli odori meno gradevoli, come le puzzette – anzi puzzone -di leone o la temibile puzza di piedi degli orchi.  Gli umani in questa storia non fanno certo bella figura, mentre gli animali sanno bene che è inutile aspettarsi molto da questi “bipedi saputi saputi” che non sono così intelligenti come si credono.

Storia del pirata col mal di denti e del drago senza fuoco

Andrea Molesini

HarperCollins, 2023

Il nostromo Copecoperso è un pirata un po’ attempato, ormai in pensione e non più dedito agli arrembaggi di vascelli carichi d’oro e alle battaglie con la sciabola in mano. Copecoperso soffre di un terribile mal di denti, ma di dentisti non se ne trovano. Il suo vecchio capitano Panciagialla gli consiglia allora di cercare Anselmo, un drago non più in grado di sputare fuoco e che ha deciso di fare il dentista per non essere costretto a volare. Soffre infatti di vertigini e i dentisti, si sa, non volano. Per volare bastano i pensieri. Anselmo è anche un filosofo che si dedica ogni giorno al suo orto, vive però nei meandri della foresta di Orcum dove è difficile rintracciarlo. Copecoperso e Panciagialla partono così insieme a Genoveffa, tartaruga intelligente e sagace che li sbeffeggia a ogni occasione, e si avventurano nella foresta alla ricerca del dentista. Troveranno molti amici, tra cui un Gorilla che fuma sigari e pipa, un leone azzoppato, un cucciolo di ippopotamo, una puzzola che ama il baseball e un orco che non fa paura a nessuno. Nel libro di Andrea Molesini gli elementi per una bella favola ci sono tutti e non mancano certo battaglie e inseguimenti, prove da superare, situazioni inaspettate e un finale da leggenda. Ci sono poi tantissimi odori e sapori: il sapore di zuppe di ceci o di verze, ma anche di tartaruga, il burroso profumo parigino delle brioches, la fragranza del pane degli orchi condito con pistacchio e rosmarino, anche se usato per accompagnare gli spiedini di cucciolo di bipede! Non mancano neanche gli odori meno gradevoli, come le puzzette – anzi puzzone -di leone o la temibile puzza di piedi degli orchi.  Gli umani in questa storia non fanno certo bella figura, mentre gli animali sanno bene che è inutile aspettarsi molto da questi “bipedi saputi saputi” che non sono così intelligenti come si credono.

Storia del pirata col mal di denti e del drago senza fuoco

Andrea Molesini

HarperCollins, 2023

Giù nella valle

L’ultimo romanzo di Paolo Cognetti è la storia di due fratelli e di due alberi. I protagonisti sono Luigi e Alfredo, per i quali il padre ha piantato due alberi, rispettivamente un larice e un abete, prima di togliersi la vita. Luigi è una guardia forestale; è alcolizzato e passa le sue notti fuori casa a dormire nel bosco. Alfredo è un personaggio cupo e violento, che da giovane ha lasciato la valle per andare a vivere in Canada, tra i boschi e i lupi. Elisabetta è la moglie di Luigi, che ha scelto una vita lontana dalle città. La valle dove si svolge il racconto è la Valsesia, che si sviluppa attorno al fiume con un lato al sole e un lato in ombra, come tutti gli elementi di questo romanzo, umani, ambientali e animali. Un giorno vengono ritrovati i corpi di cani azzannati alla gola e si cerca di capire se siano stati uccisi da un cane o da un lupo. Come da tradizione, nei romanzi di Cognetti l’ambiente è un personaggio fondamentale per il libro, che si apre con l’amore fra una cagna e un lupo e si chiude con un capitolo che è un canto epico dedicato agli alberi e alla loro lotta con l’uomo che avanza, distruggendoli.

Giù nella valle

Paolo Cognetti

Einaudi, 2023

L’ultimo romanzo di Paolo Cognetti è la storia di due fratelli e di due alberi. I protagonisti sono Luigi e Alfredo, per i quali il padre ha piantato due alberi, rispettivamente un larice e un abete, prima di togliersi la vita. Luigi è una guardia forestale; è alcolizzato e passa le sue notti fuori casa a dormire nel bosco. Alfredo è un personaggio cupo e violento, che da giovane ha lasciato la valle per andare a vivere in Canada, tra i boschi e i lupi. Elisabetta è la moglie di Luigi, che ha scelto una vita lontana dalle città. La valle dove si svolge il racconto è la Valsesia, che si sviluppa attorno al fiume con un lato al sole e un lato in ombra, come tutti gli elementi di questo romanzo, umani, ambientali e animali. Un giorno vengono ritrovati i corpi di cani azzannati alla gola e si cerca di capire se siano stati uccisi da un cane o da un lupo. Come da tradizione, nei romanzi di Cognetti l’ambiente è un personaggio fondamentale per il libro, che si apre con l’amore fra una cagna e un lupo e si chiude con un capitolo che è un canto epico dedicato agli alberi e alla loro lotta con l’uomo che avanza, distruggendoli.

Giù nella valle

Paolo Cognetti

Einaudi, 2023

Quello che noi non siamo

Gianni Biondillo nel suo ultimo romanzo, con un titolo che richiama la celebre poesia di Eugenio Montale, racconta una generazione di architetti che aderirono al razionalismo, convinti della sua carica innovativa e che anche il fascismo potesse rivoluzionare la società italiana. Queste donne e uomini lottarono contro l’accademismo italiano, legato a Roma e centralizzato. Nella prima parte del libro l’autore parla dell’entusiasmo e delle idee di questi giovani architetti che da tutta Italia si radunavano tra Milano e Como, veri e propri laboratori sperimentali per l’avanguardia. Gli ideali furono però traditi dalla realtà del fascismo e la fiducia crollò definitivamente dopo le leggi razziali, il legame sempre più forte con il nazismo e l’inizio della guerra. È così che molti aderirono alla Resistenza o fuggirono all’estero per evitare la deportazione. La seconda parte del romanzo ripercorre proprio degli anni della guerra e della lotta contro il regime, che portò molti dei protagonisti del libro a prendere una netta posizione di rifiuto del fascismo e a subire carcerazioni, torture e deportazioni.

Quello che noi non siamo

Gianni Biondillo

Guanda, 2023

Gianni Biondillo nel suo ultimo romanzo, con un titolo che richiama la celebre poesia di Eugenio Montale, racconta una generazione di architetti che aderirono al razionalismo, convinti della sua carica innovativa e che anche il fascismo potesse rivoluzionare la società italiana. Queste donne e uomini lottarono contro l’accademismo italiano, legato a Roma e centralizzato. Nella prima parte del libro l’autore parla dell’entusiasmo e delle idee di questi giovani architetti che da tutta Italia si radunavano tra Milano e Como, veri e propri laboratori sperimentali per l’avanguardia. Gli ideali furono però traditi dalla realtà del fascismo e la fiducia crollò definitivamente dopo le leggi razziali, il legame sempre più forte con il nazismo e l’inizio della guerra. È così che molti aderirono alla Resistenza o fuggirono all’estero per evitare la deportazione. La seconda parte del romanzo ripercorre proprio degli anni della guerra e della lotta contro il regime, che portò molti dei protagonisti del libro a prendere una netta posizione di rifiuto del fascismo e a subire carcerazioni, torture e deportazioni.

Quello che noi non siamo

Gianni Biondillo

Guanda, 2023

Piero Manzoni: BACGLSP

Paolo Bacilieri firma la biografia a fumetti del grande artista Piero Manzoni, proseguendo il suo racconto di Milano attraverso i luoghi e le architetture della città e i grandi personaggi che l’hanno attraversata. Manzoni ha segnato l’arte internazionale con le sue provocazioni, dalla “merda d’artista” in scatola che campeggia nella copertina del volume edito da Coconino, alle uova sode firmate. Il libro ripercorre la sua vita sin dalla nascita, nel 1933: una carriera folgorante ma rapidissima, conclusasi con la morte dell’artista, scomparso giovanissimo nel 1963. . Il bianco e nero delle tavole raffigura con poesia una città piena di contraddizioni e in rapida evoluzione dopo la Guerra, scorrono immagini delle vie del centro e delle coree, del Pirellone e degli orti in città. Le notti trascorse al Bar Jamaica di Brera e il rapporto con i colleghi e amici come Ettore Sottsass e Lucio Fontana.

Piero Manzoni: BACGLSP. Basta a ciascun giorno la sua pena

Paolo Bacilieri

Coconino press, 2023

Paolo Bacilieri firma la biografia a fumetti del grande artista Piero Manzoni, proseguendo il suo racconto di Milano attraverso i luoghi e le architetture della città e i grandi personaggi che l’hanno attraversata. Manzoni ha segnato l’arte internazionale con le sue provocazioni, dalla “merda d’artista” in scatola che campeggia nella copertina del volume edito da Coconino, alle uova sode firmate. Il libro ripercorre la sua vita sin dalla nascita, nel 1933: una carriera folgorante ma rapidissima, conclusasi con la morte dell’artista, scomparso giovanissimo nel 1963. . Il bianco e nero delle tavole raffigura con poesia una città piena di contraddizioni e in rapida evoluzione dopo la Guerra, scorrono immagini delle vie del centro e delle coree, del Pirellone e degli orti in città. Le notti trascorse al Bar Jamaica di Brera e il rapporto con i colleghi e amici come Ettore Sottsass e Lucio Fontana.

Piero Manzoni: BACGLSP. Basta a ciascun giorno la sua pena

Paolo Bacilieri

Coconino press, 2023

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