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Diario di un sogno possibile

«Sono un chirurgo. Una scelta fatta tanto tempo fa, da ragazzo. Non c’erano medici in famiglia, ma quel mestiere godeva di grande considerazione in casa mia. Fa il dutur l’è minga un laurà, diceva mia madre, l’è una missiùn. Un’esagerazione? Non so, ma il senso di quella frase me lo porto ancora dentro»

La voce di Gino Strada risuona con la stessa forza che aveva in vita nelle pagine di “Diario di un sogno possibile”, uno strumento pensato per spiegare la guerra ai ragazzi e raccontare i diritti, che devono essere di tutti “sennò sono privilegi”.

Il racconto, in prima persona, ripercorre la storia dell’uomo che non ha mai scelto di girarsi dall’altra parte, del chirurgo di guerra che si è formato a Milano ma che ha portato la sua missione di vita ovunque potesse servire: Pakistan, Etiopia, Thailandia, Afghanistan e Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia, Iraq, Cambogia e molti altri Paesi. Il principio-guida è semplice: davanti a un problema, bisogna salvare il salvabile. Agendo subito.

Su queste basi, nel 1994, Gino Strada fonda EMERGENCY, dedicando tutta l’esperienza in chirurgia di urgenza alla cura dei feriti in territori martoriati dalle guerre e da altre emergenze umanitarie nella convinzione che il diritto alla salute debba essere universale.

Le sue parole, i pensieri e il racconto in prima persona di quello che ha visto nel mondo si snodano in una narrazione limpida e, a tratti, volutamente sconvolgente. Ma il fine è anche questo: smuovere le coscienze dei più giovani, far capir loro che un’altra strada è possibile, che chiedere l’abolizione della guerra non è solo un’utopia e che si possono sempre cambiare le cose anche quando sembra impossibile: «Non si può dire che una cosa è impossibile finché non provi a farla. E se vedi che non ci riesci, allora tenta in un modo diverso», diceva.

 

Diario di un sogno possibile

di Gino Strada

Feltrinelli Kids, 2023

«Sono un chirurgo. Una scelta fatta tanto tempo fa, da ragazzo. Non c’erano medici in famiglia, ma quel mestiere godeva di grande considerazione in casa mia. Fa il dutur l’è minga un laurà, diceva mia madre, l’è una missiùn. Un’esagerazione? Non so, ma il senso di quella frase me lo porto ancora dentro»

La voce di Gino Strada risuona con la stessa forza che aveva in vita nelle pagine di “Diario di un sogno possibile”, uno strumento pensato per spiegare la guerra ai ragazzi e raccontare i diritti, che devono essere di tutti “sennò sono privilegi”.

Il racconto, in prima persona, ripercorre la storia dell’uomo che non ha mai scelto di girarsi dall’altra parte, del chirurgo di guerra che si è formato a Milano ma che ha portato la sua missione di vita ovunque potesse servire: Pakistan, Etiopia, Thailandia, Afghanistan e Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia, Iraq, Cambogia e molti altri Paesi. Il principio-guida è semplice: davanti a un problema, bisogna salvare il salvabile. Agendo subito.

Su queste basi, nel 1994, Gino Strada fonda EMERGENCY, dedicando tutta l’esperienza in chirurgia di urgenza alla cura dei feriti in territori martoriati dalle guerre e da altre emergenze umanitarie nella convinzione che il diritto alla salute debba essere universale.

Le sue parole, i pensieri e il racconto in prima persona di quello che ha visto nel mondo si snodano in una narrazione limpida e, a tratti, volutamente sconvolgente. Ma il fine è anche questo: smuovere le coscienze dei più giovani, far capir loro che un’altra strada è possibile, che chiedere l’abolizione della guerra non è solo un’utopia e che si possono sempre cambiare le cose anche quando sembra impossibile: «Non si può dire che una cosa è impossibile finché non provi a farla. E se vedi che non ci riesci, allora tenta in un modo diverso», diceva.

 

Diario di un sogno possibile

di Gino Strada

Feltrinelli Kids, 2023

La libreria dei gatti neri

Les chates noirs è una libreria specializzata in romanzi gialli. È stata aperta a Cagliari da Marzio Montecristo, che ha deciso di darle questo nome in omaggio a due gatti, da lui chiamati Miss Marple e Poirot, come i due celebri protagonisti dei gialli di Agatha Christie. Ogni martedì in questa libreria si riunisce un gruppo di lettura, ovviamente composto da appassionati di romanzi polizieschi, “Gli investigatori del martedì”, appunto. Nel nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi questo gruppo di detective improvvisati dovrà dare una mano alla sovrintendente Angela Dimase a risolvere un caso complicato: un killer che mette le sue vittime di fronte alla scelta di chi dovrà morire, dando solo un minuto di tempo per decidere. Proprio per questo viene chiamato “l’assassino delle clessidre”. Un giallo scritto con sapienza e pieno di riferimenti letterari, con alcuni colpi di scena ben piazzati in grado di sorprendere e commuovere il lettore. C’è anche un pizzico di ironia, che alleggerisce il racconto e stempera la tensione che si accumula con il dispiegarsi della storia e il susseguirsi dei cruenti delitti del killer.

La libreria dei gatti neri

Piergiorgio Pulixi

Marsilio, 2023

Les chates noirs è una libreria specializzata in romanzi gialli. È stata aperta a Cagliari da Marzio Montecristo, che ha deciso di darle questo nome in omaggio a due gatti, da lui chiamati Miss Marple e Poirot, come i due celebri protagonisti dei gialli di Agatha Christie. Ogni martedì in questa libreria si riunisce un gruppo di lettura, ovviamente composto da appassionati di romanzi polizieschi, “Gli investigatori del martedì”, appunto. Nel nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi questo gruppo di detective improvvisati dovrà dare una mano alla sovrintendente Angela Dimase a risolvere un caso complicato: un killer che mette le sue vittime di fronte alla scelta di chi dovrà morire, dando solo un minuto di tempo per decidere. Proprio per questo viene chiamato “l’assassino delle clessidre”. Un giallo scritto con sapienza e pieno di riferimenti letterari, con alcuni colpi di scena ben piazzati in grado di sorprendere e commuovere il lettore. C’è anche un pizzico di ironia, che alleggerisce il racconto e stempera la tensione che si accumula con il dispiegarsi della storia e il susseguirsi dei cruenti delitti del killer.

La libreria dei gatti neri

Piergiorgio Pulixi

Marsilio, 2023

La torta in cielo

Sono le sei di una mattina di aprile. Una grande e strana ombra sorvola la borgata romana del Trullo e si deposita su una collinetta. Gli adulti gridano agli UFO, costituiscono un commando militare per studiare e distruggere l’oggetto. I bambini – che invece ne sanno più degli adulti e non si fermano mai alle apparenze – si accorgono che si tratta di un’enorme torta di cioccolato finissimo e si avventurano alla sua scoperta. All’interno, uno strano signore. Ma perché vive in una torta? Perché è atterrato proprio lì e, soprattutto, come può una torta gigante, buonissima, dai mille gusti andare sprecata?

“La torta in cielo” prende forma nel 1964 da un “esperimento di scrittura creativa”, diremmo oggi, organizzato dalla Maestra Maria Luisa Bigiaretti, Gianni Rodari con e per gli alunni di quinta elementare della “Collodi” di Roma. Nello stesso anno viene pubblicata a puntate sul “Corriere dei Piccoli” fino a vedere la prima edizione completa in libreria, edita da Einaudi, due anni dopo. Ad accompagnare il racconto, nella prima edizione, le preziose illustrazioni di Bruno Munari. Oggi, la ristampa dedicata al centenario dell’autore le affida alla matita di Chiara Baglioni.

Il racconto, divertente e fantasioso, mette a confronto e in contrapposizione il “mondo dei grandi”, fatto di paura, sospetto e ideali di forza come solo mezzo per la risoluzione dei conflitti, con quello pacifico, curioso e coraggioso dei bambini. E a raccontare il loro mondo sono proprio i bambini, gli alunni della classe coinvolta che – partendo dal loro vissuto – e rielaborandolo in forma narrativa grazie alla guida degli adulti, riescono nel generare una storia fantastica, capace di incantare, spiazzare, divertire e far riflettere. Capacità che ogni testo di Rodari conserva, come tutti i grandi classici, anche a distanza di decenni o centinaia di anni.

Sono le sei di una mattina di aprile. Una grande e strana ombra sorvola la borgata romana del Trullo e si deposita su una collinetta. Gli adulti gridano agli UFO, costituiscono un commando militare per studiare e distruggere l’oggetto. I bambini – che invece ne sanno più degli adulti e non si fermano mai alle apparenze – si accorgono che si tratta di un’enorme torta di cioccolato finissimo e si avventurano alla sua scoperta. All’interno, uno strano signore. Ma perché vive in una torta? Perché è atterrato proprio lì e, soprattutto, come può una torta gigante, buonissima, dai mille gusti andare sprecata?

“La torta in cielo” prende forma nel 1964 da un “esperimento di scrittura creativa”, diremmo oggi, organizzato dalla Maestra Maria Luisa Bigiaretti, Gianni Rodari con e per gli alunni di quinta elementare della “Collodi” di Roma. Nello stesso anno viene pubblicata a puntate sul “Corriere dei Piccoli” fino a vedere la prima edizione completa in libreria, edita da Einaudi, due anni dopo. Ad accompagnare il racconto, nella prima edizione, le preziose illustrazioni di Bruno Munari. Oggi, la ristampa dedicata al centenario dell’autore le affida alla matita di Chiara Baglioni.

Il racconto, divertente e fantasioso, mette a confronto e in contrapposizione il “mondo dei grandi”, fatto di paura, sospetto e ideali di forza come solo mezzo per la risoluzione dei conflitti, con quello pacifico, curioso e coraggioso dei bambini. E a raccontare il loro mondo sono proprio i bambini, gli alunni della classe coinvolta che – partendo dal loro vissuto – e rielaborandolo in forma narrativa grazie alla guida degli adulti, riescono nel generare una storia fantastica, capace di incantare, spiazzare, divertire e far riflettere. Capacità che ogni testo di Rodari conserva, come tutti i grandi classici, anche a distanza di decenni o centinaia di anni.

Easter parade

Il romanzo familiare di Richard Yates, pubblicato per la prima volta in America nel 1976, racconta le storie di due sorelle. Emily vive a New York, sta facendo carriera in un’agenzia pubblicitaria e ha continue relazioni amorose senza cercare una stabilità. Sarah, la sorella maggiore, è invece rimasta a vivere in un paesino della provincia americana e ha messo su famiglia, trovandosi a dover fare i conti con un matrimonio infelice. Emily e Sarah sono state segnate dalla separazione dei genitori quando erano piccole e dalla figura della madre, Pookie, una donna gretta e superficiale, ossessionata dall’idea di poter costruire una vita idilliaca. Le vite delle due protagoniste sono segnate dall’infelicità e dal crollo di un ideale familiare che non trova riscontro nei diversi percorsi da loro intrapresi. La cornice è quella di un’America che cambia nel corso di circa cinquant’anni, svelando tutte le fragilità del “sogno americano”. Il titolo si riferisce alla celebre parata di Pasqua newyorkese, nella quale Sarah e il marito Tony vengono immortalati in una foto del New York Times, un momento di apparente ed effimera felicità che si scontra con la realtà di una quotidianità nella quale le illusioni si dipanano.

Easter parade

Richard Yates

Minimum fax, 2019

Il romanzo familiare di Richard Yates, pubblicato per la prima volta in America nel 1976, racconta le storie di due sorelle. Emily vive a New York, sta facendo carriera in un’agenzia pubblicitaria e ha continue relazioni amorose senza cercare una stabilità. Sarah, la sorella maggiore, è invece rimasta a vivere in un paesino della provincia americana e ha messo su famiglia, trovandosi a dover fare i conti con un matrimonio infelice. Emily e Sarah sono state segnate dalla separazione dei genitori quando erano piccole e dalla figura della madre, Pookie, una donna gretta e superficiale, ossessionata dall’idea di poter costruire una vita idilliaca. Le vite delle due protagoniste sono segnate dall’infelicità e dal crollo di un ideale familiare che non trova riscontro nei diversi percorsi da loro intrapresi. La cornice è quella di un’America che cambia nel corso di circa cinquant’anni, svelando tutte le fragilità del “sogno americano”. Il titolo si riferisce alla celebre parata di Pasqua newyorkese, nella quale Sarah e il marito Tony vengono immortalati in una foto del New York Times, un momento di apparente ed effimera felicità che si scontra con la realtà di una quotidianità nella quale le illusioni si dipanano.

Easter parade

Richard Yates

Minimum fax, 2019

E alla fine muoiono

Un saggio a fumetti, che ci rivela “la sporca verità” dietro alle fiabe popolari. Lou Lubie racconta in maniera molto dettagliata la storia di alcuni tra i più celebri racconti popolari, analizzando le varie versioni nelle quali sono stati codificati, a partire da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile fino alle animazioni di Walt Disney, passando per le versioni “educative” di Perrault e quelle più fedeli alla cultura popolare dei fratelli Grimm. Con uno stile divertente e cinico l’autrice ci porta a studiare l’evoluzione delle fiabe, strappandoci qualche risata e facendoci riflettere sul senso di queste storie nella società contemporanea, sul ruolo delle donne e sulla morale. I vari capitoli analizzano nel dettaglio l’evoluzione delle storie di Cenerentola, Raperonzolo, Barbablù, Cappuccetto Rosso, ma anche di alcune favole meno conosciute come quelle che risalgono all’Antico Egitto o alla tradizione russa. Non mancano approfondimenti sull’interpretazione psicologica di Bruno Bettelheim o sui vari studi relativi alla struttura delle fiabe. Il volume di Bao si presenta in una bellissima edizione con decorazioni dorate, che lo impreziosiscono.

E alla fine muoiono. La sporca verità sulle fiabe

Lou Lubie

Bao Publishing, 2023

Un saggio a fumetti, che ci rivela “la sporca verità” dietro alle fiabe popolari. Lou Lubie racconta in maniera molto dettagliata la storia di alcuni tra i più celebri racconti popolari, analizzando le varie versioni nelle quali sono stati codificati, a partire da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile fino alle animazioni di Walt Disney, passando per le versioni “educative” di Perrault e quelle più fedeli alla cultura popolare dei fratelli Grimm. Con uno stile divertente e cinico l’autrice ci porta a studiare l’evoluzione delle fiabe, strappandoci qualche risata e facendoci riflettere sul senso di queste storie nella società contemporanea, sul ruolo delle donne e sulla morale. I vari capitoli analizzano nel dettaglio l’evoluzione delle storie di Cenerentola, Raperonzolo, Barbablù, Cappuccetto Rosso, ma anche di alcune favole meno conosciute come quelle che risalgono all’Antico Egitto o alla tradizione russa. Non mancano approfondimenti sull’interpretazione psicologica di Bruno Bettelheim o sui vari studi relativi alla struttura delle fiabe. Il volume di Bao si presenta in una bellissima edizione con decorazioni dorate, che lo impreziosiscono.

E alla fine muoiono. La sporca verità sulle fiabe

Lou Lubie

Bao Publishing, 2023

La piccola storia dei bambini radice

Classico della letteratura per l’infanzia sin dal 1906, tradotto in tantissime lingue, “La piccola storia dei bambini radice” non ha perso attualità – nei suoi 117 anni di vita – né nel contenuto, né nello stile, né nelle illustrazioni.

Sono dieci i libri per bambini che la scrittrice e monaca Sibylle von Olfers scrisse e illustrò con un peculiare e riconoscibile “stile art nouveau”. Fiori, terra, alberi, formiche operose e mondo umano si intersecano a costruire con attenzione e precisione la passione e la meraviglia dei bambini posti davanti alla natura. E sono infatti loro i protagonisti di questo albo illustrato. In simbiosi con la natura, i “bambini radice” ci accompagnano attraverso le stagioni che si susseguono ciclicamente, insegnandoci la magia dei piccoli gesti che rendono così straordinaria la natura intorno a noi e ricordandoci – preparando una meravigliosa primavera – il gusto delle piccole cose, dei piccoli segnali che, come germogli, sono l’inizio di qualcosa di molto più grande di cui i bambini sono parte.

E a quegli stessi bambini è indirizzato questo delicato albo, con l’intento di avvicinarli al rispetto per la Natura e alla passione per la lettura. A questo rimanda anche la scelta della casa editrice Pulce di utilizzare lo stampatello maiuscolo per facilitare la lettura in autonomia dei più piccoli .

Un testo in rima, incastonato nelle sue splendide illustrazioni, che accompagna con grande dolcezza il piccolo lettore nel mondo naturale spalancandogli uno scenario reale e immaginario insieme. Un libro che è prima di tutto un incantesimo in cui si entra e non si esce più.

La piccola storia dei bambini radice

di Sibylle von Olfers

Pulce, 2021

Classico della letteratura per l’infanzia sin dal 1906, tradotto in tantissime lingue, “La piccola storia dei bambini radice” non ha perso attualità – nei suoi 117 anni di vita – né nel contenuto, né nello stile, né nelle illustrazioni.

Sono dieci i libri per bambini che la scrittrice e monaca Sibylle von Olfers scrisse e illustrò con un peculiare e riconoscibile “stile art nouveau”. Fiori, terra, alberi, formiche operose e mondo umano si intersecano a costruire con attenzione e precisione la passione e la meraviglia dei bambini posti davanti alla natura. E sono infatti loro i protagonisti di questo albo illustrato. In simbiosi con la natura, i “bambini radice” ci accompagnano attraverso le stagioni che si susseguono ciclicamente, insegnandoci la magia dei piccoli gesti che rendono così straordinaria la natura intorno a noi e ricordandoci – preparando una meravigliosa primavera – il gusto delle piccole cose, dei piccoli segnali che, come germogli, sono l’inizio di qualcosa di molto più grande di cui i bambini sono parte.

E a quegli stessi bambini è indirizzato questo delicato albo, con l’intento di avvicinarli al rispetto per la Natura e alla passione per la lettura. A questo rimanda anche la scelta della casa editrice Pulce di utilizzare lo stampatello maiuscolo per facilitare la lettura in autonomia dei più piccoli .

Un testo in rima, incastonato nelle sue splendide illustrazioni, che accompagna con grande dolcezza il piccolo lettore nel mondo naturale spalancandogli uno scenario reale e immaginario insieme. Un libro che è prima di tutto un incantesimo in cui si entra e non si esce più.

La piccola storia dei bambini radice

di Sibylle von Olfers

Pulce, 2021

Notturno Francese

Un treno sbagliato che porta in una direzione inaspettata, con nuovi compagni di viaggio. Vince Corso avrebbe dovuto prendere un treno per incontrare la fidanzata Feng, direzione Napoli, invece si dirige a nord, verso Milano, e incontra Saverio, un uomo misterioso, molto colto ed enigmatico. È così che il viaggio si trasforma e porta il biblioterapeuta e detective a imbattersi in un’indagine importantissima e molto personale: scoprire chi è suo padre. Un viaggio che non aveva programmato ma che, come gli dice Saverio, è forse quello che deve intraprendere. Un viaggio esistenziale, oltre che geografico, pieno di citazioni e rimandi ad altri libri. Una storia fatta di storie. La sua ricerca lo porterà a spostarsi da Genova alla Costa Azzurra, tra errori e coincidenze, tasselli che pian piano ricompongono il puzzle di questo mistero. Il titolo del romanzo richiama il libro che Vince porta con sé prima di partire, “Notturno indiano” di Tabucchi. Fabio Stassi, con la sua scrittura elegante, ci regala un notturno che è malinconico e nostalgico ma anche ironico e pieno di speranza.

Notturno francese

Fabio Stassi

Sellerio, 2023

Un treno sbagliato che porta in una direzione inaspettata, con nuovi compagni di viaggio. Vince Corso avrebbe dovuto prendere un treno per incontrare la fidanzata Feng, direzione Napoli, invece si dirige a nord, verso Milano, e incontra Saverio, un uomo misterioso, molto colto ed enigmatico. È così che il viaggio si trasforma e porta il biblioterapeuta e detective a imbattersi in un’indagine importantissima e molto personale: scoprire chi è suo padre. Un viaggio che non aveva programmato ma che, come gli dice Saverio, è forse quello che deve intraprendere. Un viaggio esistenziale, oltre che geografico, pieno di citazioni e rimandi ad altri libri. Una storia fatta di storie. La sua ricerca lo porterà a spostarsi da Genova alla Costa Azzurra, tra errori e coincidenze, tasselli che pian piano ricompongono il puzzle di questo mistero. Il titolo del romanzo richiama il libro che Vince porta con sé prima di partire, “Notturno indiano” di Tabucchi. Fabio Stassi, con la sua scrittura elegante, ci regala un notturno che è malinconico e nostalgico ma anche ironico e pieno di speranza.

Notturno francese

Fabio Stassi

Sellerio, 2023

Libere. Circe e le altre

I miti sono come un prisma. Riverberano storie diverse a seconda della voce che le trasmette. E allora, cosa sappiamo davvero – ad esempio – di maghe, dee e ninfe come Circe, Ifigenia, Dafne e Cassandra se non quello che i protagonisti maschili hanno detto di loro?

Sabina Colloredo, una delle scrittrici più amate della letteratura per ragazzi, tradotta in molte lingue e apprezzata dal pubblico adulto per i suoi romanzi storici e le biografie femminili, in Libere. Circe e le altre dà voce a quattro amatissimi miti greci, indagandone le vite, l’intimità, i segreti. In un re-telling potente che dà una nuova caratterizzazione ad alcune delle personalità più ribelli e lontane dalle imposizioni sociali, maschiliste e possessive dell’epoca: Circe, Ifigenia, Dafne e Cassandra. Tutte, pur affrontando dolorosissime e inimmaginabili prove, hanno raggiunto una propria forma di “libertà” dall’egemonia maschile: Ifigenia la trova nel sacrificio, Dafne nella metamorfosi. La loro libertà sta nel rifiutare la costrizione di vivere come dettato dagli uomini diventando altro. Donne forti, diremmo anticonformiste oggi.

Con uno stile tagliente, diretto, mai banale, Sabina Colloredo offre uno spaccato sul presente della storia di ognuna di cui ignoriamo passato e futuro.

Libere. Circe e le altre

Di Sabina Colloredo

Rizzoli, 2022

I miti sono come un prisma. Riverberano storie diverse a seconda della voce che le trasmette. E allora, cosa sappiamo davvero – ad esempio – di maghe, dee e ninfe come Circe, Ifigenia, Dafne e Cassandra se non quello che i protagonisti maschili hanno detto di loro?

Sabina Colloredo, una delle scrittrici più amate della letteratura per ragazzi, tradotta in molte lingue e apprezzata dal pubblico adulto per i suoi romanzi storici e le biografie femminili, in Libere. Circe e le altre dà voce a quattro amatissimi miti greci, indagandone le vite, l’intimità, i segreti. In un re-telling potente che dà una nuova caratterizzazione ad alcune delle personalità più ribelli e lontane dalle imposizioni sociali, maschiliste e possessive dell’epoca: Circe, Ifigenia, Dafne e Cassandra. Tutte, pur affrontando dolorosissime e inimmaginabili prove, hanno raggiunto una propria forma di “libertà” dall’egemonia maschile: Ifigenia la trova nel sacrificio, Dafne nella metamorfosi. La loro libertà sta nel rifiutare la costrizione di vivere come dettato dagli uomini diventando altro. Donne forti, diremmo anticonformiste oggi.

Con uno stile tagliente, diretto, mai banale, Sabina Colloredo offre uno spaccato sul presente della storia di ognuna di cui ignoriamo passato e futuro.

Libere. Circe e le altre

Di Sabina Colloredo

Rizzoli, 2022

Così parlò Lupo Blu

Lupo Blu è uno dei tanti cuccioli del Clan del Lupo e, come tale, deve imparare a cacciare. Dopo mesi e mesi di lezioni arriva il momento per lui e i nuovi di dimostrare le proprie abilità agli anziani del branco. Per farlo dovrà uccidere la lepre di cui è diventato amico nel corso delle esercitazioni. Lupo Blu non può far altro che rifiutarsi andando incontro a una morte certa a causa dell’esilio. È così che inizia a raccontare invece di cacciare, dando voce alle storie poetiche e senza tempo che parlano d’amore, perdita, rinascita, resilienza e coraggio.

 

In una commistione tra le parole di Elisabetta Dami e i delicatissimi disegni di Chiara Fedele, l’autrice accompagna il lettore con semplicità e naturalezza in una metafora della vita, in un percorso di trasformazione che deriva proprio dalla volontà e capacità di raccontare di Lupo Blu. Solo così, infatti, il protagonista troverà il senso della propria esistenza in un cerchio perfetto che unisce passato e futuro. E lo farà con uno stile quasi “cantilenante”, poetico. I suoi racconti nel racconto dicono di un “diverso” che fatica a emergere e a non farsi sbranare – anche letteralmente – dal resto del mondo. Eppure, a modo suo, lotta per essere accettato in questa diversità.

Un’avventura senza tempo, in una natura selvaggia, alla scoperta della bellezza di essere diversi e del potere straordinario delle storie.

Così parlò Lupo Blu

di Elisabetta Dami

Rizzoli, 2022

Lupo Blu è uno dei tanti cuccioli del Clan del Lupo e, come tale, deve imparare a cacciare. Dopo mesi e mesi di lezioni arriva il momento per lui e i nuovi di dimostrare le proprie abilità agli anziani del branco. Per farlo dovrà uccidere la lepre di cui è diventato amico nel corso delle esercitazioni. Lupo Blu non può far altro che rifiutarsi andando incontro a una morte certa a causa dell’esilio. È così che inizia a raccontare invece di cacciare, dando voce alle storie poetiche e senza tempo che parlano d’amore, perdita, rinascita, resilienza e coraggio.

 

In una commistione tra le parole di Elisabetta Dami e i delicatissimi disegni di Chiara Fedele, l’autrice accompagna il lettore con semplicità e naturalezza in una metafora della vita, in un percorso di trasformazione che deriva proprio dalla volontà e capacità di raccontare di Lupo Blu. Solo così, infatti, il protagonista troverà il senso della propria esistenza in un cerchio perfetto che unisce passato e futuro. E lo farà con uno stile quasi “cantilenante”, poetico. I suoi racconti nel racconto dicono di un “diverso” che fatica a emergere e a non farsi sbranare – anche letteralmente – dal resto del mondo. Eppure, a modo suo, lotta per essere accettato in questa diversità.

Un’avventura senza tempo, in una natura selvaggia, alla scoperta della bellezza di essere diversi e del potere straordinario delle storie.

Così parlò Lupo Blu

di Elisabetta Dami

Rizzoli, 2022

Canto Milano

Una raccolta di poesie e di prosa, edite e inedite, che ci mostrano il complesso legame tra la “poetessa dei Navigli” e la città nella quale ha vissuto tutta la vita. Parole spesso cupe che raccontano la decadenza e la trasformazione di Milano, la città della sua infanzia, ormai perduta e irriconoscibile, quella delle osterie sui Navigli, dei poeti, dei folli, degli ultimi. Un volume ricco anche di fotografie, che raccontano i luoghi cantati e vissuti da Alda Merini, le rive dei Navigli e i vicoli, le osterie nelle quali fumava innumerevoli sigarette, bevendo un bicchiere di vino, in compagnia della sua fedele macchina da scrivere. La grande poetessa italiana è nata il 21 marzo, primo giorno di primavera, che dal 1999 è stato proclamato dall’Unesco Giornata mondiale della Poesia.

La celebriamo con una delle sue poesie:

È morta.
La città più cara al mio cuore
Tra nuvole polvere e sbarre
Si è accasciata come un fantoccio
Che abbia perduto la testa.
Sono venuti gli Alemanni
e le briglie d’oro della poesia,
sono venuti i trionfi di Cesare,
la storia si è così confusa
che non sappiamo più
chi sono i veri pirati del male.
Eppure in questo batticuore oltraggioso
Milano non ha la sua ragione
che era il perdono alla vita
e il canto della primavera.
(Alda Merini, È morta la città più cara al mio cuore)

Canto Milano

Alda Merini

Manni Editori, 2007

Una raccolta di poesie e di prosa, edite e inedite, che ci mostrano il complesso legame tra la “poetessa dei Navigli” e la città nella quale ha vissuto tutta la vita. Parole spesso cupe che raccontano la decadenza e la trasformazione di Milano, la città della sua infanzia, ormai perduta e irriconoscibile, quella delle osterie sui Navigli, dei poeti, dei folli, degli ultimi. Un volume ricco anche di fotografie, che raccontano i luoghi cantati e vissuti da Alda Merini, le rive dei Navigli e i vicoli, le osterie nelle quali fumava innumerevoli sigarette, bevendo un bicchiere di vino, in compagnia della sua fedele macchina da scrivere. La grande poetessa italiana è nata il 21 marzo, primo giorno di primavera, che dal 1999 è stato proclamato dall’Unesco Giornata mondiale della Poesia.

La celebriamo con una delle sue poesie:

È morta.
La città più cara al mio cuore
Tra nuvole polvere e sbarre
Si è accasciata come un fantoccio
Che abbia perduto la testa.
Sono venuti gli Alemanni
e le briglie d’oro della poesia,
sono venuti i trionfi di Cesare,
la storia si è così confusa
che non sappiamo più
chi sono i veri pirati del male.
Eppure in questo batticuore oltraggioso
Milano non ha la sua ragione
che era il perdono alla vita
e il canto della primavera.
(Alda Merini, È morta la città più cara al mio cuore)

Canto Milano

Alda Merini

Manni Editori, 2007

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