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Abbiamo ancora bisogno degli intellettuali?

“Abbiamo ancora bisogno degli intellettuali?”. Se lo chiede Alberto Brevini, professore di Letteratura all’Università di Bergamo, in un volume per Raffaello Cortina Editore dedicato alla “crisi dell’autorità culturale. Si esaminano le trasformazioni del rapporto tra élite e popolo, nelle tante e diverse accezioni dei frequentatori dei social media. E si critica l’idea del privilegio del peso quantitativo sul valore qualitativo (hanno ragione i più e non i migliori) e d’un individualismo che, saltate le tradizionali intermediazioni culturali, pure nell’informazione, è “sempre meno disposto a venire a patti con la realtà” (i fenomeni delle credenze antiscientifiche e del successo delle fake news ne sono conferma). Negli ultimi anni, la necessità di risposte efficaci alla pandemia e alla crisi economica ha rilanciato i valori della conoscenza e delle competenze. Ma restano aperte questioni che riguardano la scuola, la diffusione della cultura, il ruolo responsabile del pensiero critico.

 

Abbiamo ancora bisogno degli intellettuali? La crisi dell’autorità culturale

Alberto Brevini

Raffaello Cortina Editore, 2021

“Abbiamo ancora bisogno degli intellettuali?”. Se lo chiede Alberto Brevini, professore di Letteratura all’Università di Bergamo, in un volume per Raffaello Cortina Editore dedicato alla “crisi dell’autorità culturale. Si esaminano le trasformazioni del rapporto tra élite e popolo, nelle tante e diverse accezioni dei frequentatori dei social media. E si critica l’idea del privilegio del peso quantitativo sul valore qualitativo (hanno ragione i più e non i migliori) e d’un individualismo che, saltate le tradizionali intermediazioni culturali, pure nell’informazione, è “sempre meno disposto a venire a patti con la realtà” (i fenomeni delle credenze antiscientifiche e del successo delle fake news ne sono conferma). Negli ultimi anni, la necessità di risposte efficaci alla pandemia e alla crisi economica ha rilanciato i valori della conoscenza e delle competenze. Ma restano aperte questioni che riguardano la scuola, la diffusione della cultura, il ruolo responsabile del pensiero critico.

 

Abbiamo ancora bisogno degli intellettuali? La crisi dell’autorità culturale

Alberto Brevini

Raffaello Cortina Editore, 2021

Il re del gelato

Il nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia è un prequel alla serie di indagini del vicequestore aggiunto Giovanna “Vanina” Guarrasi, iniziate con il libro “Sabbia nera”. Vanina è stata trasferita da poco a Catania dopo qualche anno di servizio a Milano e si trova a indagare su uno strano fatto: il gelataio e imprenditore Agostino Lomonaco, proprietario di una serie di locali storici della città siciliana, ha ricevuto numerose denunce di avvelenamento da parte dei suoi clienti, nei suoi gelati sono state infatti ritrovate delle pillole. Da una prima impressione non sembra trattarsi di un fatto particolarmente preoccupante, ma poco dopo la visita della polizia all’imprenditore, quest’ultimo viene assassinato. Iniziano quindi le indagini della squadra di Guarrasi per scoprire l’assassino, guidate dal suo grande intuito, che la porterà da subito a diffidare della pista più semplice. Un breve romanzo che fa tornare il lettore all’ombra dell’Etna, tra tappe gastronomiche, che non mancano mai nei libri di Cassar Scalia , inseguimenti in auto e misteri da risolvere. Gli appassionati della serie potranno ritrovare personaggi già noti come l’ex commissario Patané, Marta Bonazzoli, Tito Macchia e molti altri. Un giallo da leggere in un pomeriggio assolato mangiando un buon gelato siciliano, o anche una bella granita con brioche.

 

Il re del gelato

Cristina Cassar Scalia

Einaudi, 2023

Il nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia è un prequel alla serie di indagini del vicequestore aggiunto Giovanna “Vanina” Guarrasi, iniziate con il libro “Sabbia nera”. Vanina è stata trasferita da poco a Catania dopo qualche anno di servizio a Milano e si trova a indagare su uno strano fatto: il gelataio e imprenditore Agostino Lomonaco, proprietario di una serie di locali storici della città siciliana, ha ricevuto numerose denunce di avvelenamento da parte dei suoi clienti, nei suoi gelati sono state infatti ritrovate delle pillole. Da una prima impressione non sembra trattarsi di un fatto particolarmente preoccupante, ma poco dopo la visita della polizia all’imprenditore, quest’ultimo viene assassinato. Iniziano quindi le indagini della squadra di Guarrasi per scoprire l’assassino, guidate dal suo grande intuito, che la porterà da subito a diffidare della pista più semplice. Un breve romanzo che fa tornare il lettore all’ombra dell’Etna, tra tappe gastronomiche, che non mancano mai nei libri di Cassar Scalia , inseguimenti in auto e misteri da risolvere. Gli appassionati della serie potranno ritrovare personaggi già noti come l’ex commissario Patané, Marta Bonazzoli, Tito Macchia e molti altri. Un giallo da leggere in un pomeriggio assolato mangiando un buon gelato siciliano, o anche una bella granita con brioche.

 

Il re del gelato

Cristina Cassar Scalia

Einaudi, 2023

Gli sbagliati del Dubai

È passato un anno. Un anno dalla morte di Flavio. Un’overdose.

Diego, suo fratello, la mattina di quel terribile anniversario però non può proprio entrare in classe e decide di partire per un’avventura. Non sarà solo. Game, Valentino, Vic, Leti, Sestina, Sballo e Maya lo accompagneranno ovunque voglia andare e qualsiasi cosa voglia fare. Dalla periferia al mare, tra luoghi sconosciuti e colpi di scena. Partiti poco più che sconosciuti, a tornare sarà un gruppo di amici. Quel giorno, a un tratto, diventa IL giorno. Quello in cui scatta l’Amicizia con la A maiuscola, quello in cui i ragazzi e delle ragazze si riconoscono reciprocamente nelle loro solitudini, che si dissolvono però nella consapevolezza di non essere più soli o sbagliati.

In una trama limpida, essenziale ma al contempo capace di tenere insieme molteplici fili, si muovono i corpi e le voci di otto ragazzi. Otto personalità diverse, sensibili, isolate e – ognuna a modo proprio – “in fuga”. Il legame che una singola giornata sa sprigionare però sarà così profondo e intenso da ricucire in ognuno quei pezzi di storia personale che li caratterizza come individui. In uno specchio della nostra stessa umanità e universalità, la penna di Daniela Palumbo regala al lettore intensità, emozione e Verità, come sempre nei suoi libri di testimonianza sociale. Gli sbagliati del Dubai non fa eccezione. I temi trattati non sono semplici (discriminazioni, stigma, dipendenze, periferie), eppure l’autrice riesce a immedesimarsi non in un solo personaggio ma in tutti e otto, entrando nelle fragilità di ognuno e facendole risuonare come universali con lo stile diretto e forte che la contraddistingue.

Un inno all’unione, alla fratellanza, all’accettazione e vicinanza della sofferenza altrui perché anche nostra.

Un piccolo particolare da notare? I titoli dei capitoli sono ispirati alle scritte sui muri delle città, che raccolgono – come “gli sbagliati” – tutta la sapienza e la spietatezza della strada.

 

Gli sbagliati del Dubai

di Daniela Palumbo

Il Castoro, 2022

È passato un anno. Un anno dalla morte di Flavio. Un’overdose.

Diego, suo fratello, la mattina di quel terribile anniversario però non può proprio entrare in classe e decide di partire per un’avventura. Non sarà solo. Game, Valentino, Vic, Leti, Sestina, Sballo e Maya lo accompagneranno ovunque voglia andare e qualsiasi cosa voglia fare. Dalla periferia al mare, tra luoghi sconosciuti e colpi di scena. Partiti poco più che sconosciuti, a tornare sarà un gruppo di amici. Quel giorno, a un tratto, diventa IL giorno. Quello in cui scatta l’Amicizia con la A maiuscola, quello in cui i ragazzi e delle ragazze si riconoscono reciprocamente nelle loro solitudini, che si dissolvono però nella consapevolezza di non essere più soli o sbagliati.

In una trama limpida, essenziale ma al contempo capace di tenere insieme molteplici fili, si muovono i corpi e le voci di otto ragazzi. Otto personalità diverse, sensibili, isolate e – ognuna a modo proprio – “in fuga”. Il legame che una singola giornata sa sprigionare però sarà così profondo e intenso da ricucire in ognuno quei pezzi di storia personale che li caratterizza come individui. In uno specchio della nostra stessa umanità e universalità, la penna di Daniela Palumbo regala al lettore intensità, emozione e Verità, come sempre nei suoi libri di testimonianza sociale. Gli sbagliati del Dubai non fa eccezione. I temi trattati non sono semplici (discriminazioni, stigma, dipendenze, periferie), eppure l’autrice riesce a immedesimarsi non in un solo personaggio ma in tutti e otto, entrando nelle fragilità di ognuno e facendole risuonare come universali con lo stile diretto e forte che la contraddistingue.

Un inno all’unione, alla fratellanza, all’accettazione e vicinanza della sofferenza altrui perché anche nostra.

Un piccolo particolare da notare? I titoli dei capitoli sono ispirati alle scritte sui muri delle città, che raccolgono – come “gli sbagliati” – tutta la sapienza e la spietatezza della strada.

 

Gli sbagliati del Dubai

di Daniela Palumbo

Il Castoro, 2022

Petrolio

Romanzo sul potere, sperimentazione letteraria, non-fiction novel, inchiesta sulle ombre del mercato energetico italiano, poema in prosa. Il fascino della straordinaria e controversa opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini è spesso legato ai molti misteri che lo riguardano, come quello sul presunto capitolo scomparso, intitolato “Appunto 21. Lampi sull’ENI”. In questo scritto mai pubblicato sarebbe stata esposta l’ipotesi che la morte di Enrico Mattei sia stata frutto di una congiura, orchestrata da Eugenio Cefis, personaggi presentati nel libro con gli pseudonimi di Aldo Troya ed Ernesto Bonocore. Dell’opera, che avrebbe dovuto rappresentare, secondo le parole dell’autore, “la summa di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie”, rimangono solo alcune parti rispetto al progetto iniziale, oltre 500 pagine di appunti, titoli e frammenti di capitoli, che cercano di raccontare la corruzione dell’Italia del boom economico, attraverso il personaggio di Carlo Valletti, ingegnere che lavora all’ENI, di formazione cattolica e di ideali politici di sinistra, una figura dalla personalità dissociata, da un lato moralmente onesto e cordiale, dall’altro ipocrita e schiavo delle sue pulsioni sessuali. Il passaggio chiave che racconta la duplice natura del protagonista si ha nel momento in cui, guardandosi allo specchio, scopre di essere diventato donna. Il libro era già un’opera frammentata nell’intenzione dell’autore, che ne presenta la chiave di lettura come metaromanzo filologico, proponendo come “edizione critica di un testo inedito”. “Petrolio” fu pubblicato da Einaudi solo nel 1992, circa 17 anni dopo la morte dell’autore, attraverso un lavoro di curatela di Maria Careri e Graziella Chiarcossi, con la supervisione di Aurelio Roncaglia.

 

Petrolio

Pier Paolo Pasolini

Einaudi, 1992

Romanzo sul potere, sperimentazione letteraria, non-fiction novel, inchiesta sulle ombre del mercato energetico italiano, poema in prosa. Il fascino della straordinaria e controversa opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini è spesso legato ai molti misteri che lo riguardano, come quello sul presunto capitolo scomparso, intitolato “Appunto 21. Lampi sull’ENI”. In questo scritto mai pubblicato sarebbe stata esposta l’ipotesi che la morte di Enrico Mattei sia stata frutto di una congiura, orchestrata da Eugenio Cefis, personaggi presentati nel libro con gli pseudonimi di Aldo Troya ed Ernesto Bonocore. Dell’opera, che avrebbe dovuto rappresentare, secondo le parole dell’autore, “la summa di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie”, rimangono solo alcune parti rispetto al progetto iniziale, oltre 500 pagine di appunti, titoli e frammenti di capitoli, che cercano di raccontare la corruzione dell’Italia del boom economico, attraverso il personaggio di Carlo Valletti, ingegnere che lavora all’ENI, di formazione cattolica e di ideali politici di sinistra, una figura dalla personalità dissociata, da un lato moralmente onesto e cordiale, dall’altro ipocrita e schiavo delle sue pulsioni sessuali. Il passaggio chiave che racconta la duplice natura del protagonista si ha nel momento in cui, guardandosi allo specchio, scopre di essere diventato donna. Il libro era già un’opera frammentata nell’intenzione dell’autore, che ne presenta la chiave di lettura come metaromanzo filologico, proponendo come “edizione critica di un testo inedito”. “Petrolio” fu pubblicato da Einaudi solo nel 1992, circa 17 anni dopo la morte dell’autore, attraverso un lavoro di curatela di Maria Careri e Graziella Chiarcossi, con la supervisione di Aurelio Roncaglia.

 

Petrolio

Pier Paolo Pasolini

Einaudi, 1992

Temporali

Venerdì 19 maggio, ore 11.56. A Bologna sta piovendo. Un improvviso boato sembra far presagire uno di quei temporali che potrebbe spazzare via ogni cosa. Ma non è un tuono. È una bomba. Quella appena scoppiata in un liceo di Bologna. È l’attentato terroristico più grave della storia italiana. O meglio, lo sarebbe stato se non che… l’attentato non è ancora avvenuto, e questa storia comincia giovedì 18 maggio. Gli Agenti hanno ventiquattro ore per andare avanti e indietro nel tempo ed evitare la tragedia.

Una storia, due versioni. Un gioco combinatorio che lascia al lettore la più grande delle libertà: scegliere in che ordine andranno gli eventi. È il tempo la chiave di tutto. Sarà quello lineare e cronologico di “Fabula” oppure quello fatto di salti avanti e indietro nel tempo che segue i movimenti dei protagonisti di “Intreccio”?

I due romanzi, diversi solo per l’ordine dei capitoli e la copertina, possono essere letti in entrambe le modalità. In coda a ogni volume si trova, infatti, un doppio indice, quello relativo al libro stesso e quello che rimette i capitoli nell’ordine dell’altro. Per il resto, i capitoli sono identici ma, se letti nell’ordine proposto da “Fabula” il lettore avrà davanti a sé un giallo dal ritmo incalzante in cui interrogativi ed eventi sempre più misteriosi portano alla risoluzione dell’enigma, mentre se letti in modalità “Intreccio” si entrerà in un thriller da “fiato sospeso” che trascina il lettore fino alla fine della missione.

Quello proposto da Morosinotto è un esercizio che supera il topos dei “paradossi temporali” portandoli a un altro livello, quello metanarrativo. Temporali lascia il lettore con un grande quesito: qual è, a tutti gli effetti, il “giusto” ordine della storia? E se ogni scelta che facciamo influenza il futuro, lo sono forse entrambi?

Temporali

di Davide Morosinotto

Camelozampa, 2022

Venerdì 19 maggio, ore 11.56. A Bologna sta piovendo. Un improvviso boato sembra far presagire uno di quei temporali che potrebbe spazzare via ogni cosa. Ma non è un tuono. È una bomba. Quella appena scoppiata in un liceo di Bologna. È l’attentato terroristico più grave della storia italiana. O meglio, lo sarebbe stato se non che… l’attentato non è ancora avvenuto, e questa storia comincia giovedì 18 maggio. Gli Agenti hanno ventiquattro ore per andare avanti e indietro nel tempo ed evitare la tragedia.

Una storia, due versioni. Un gioco combinatorio che lascia al lettore la più grande delle libertà: scegliere in che ordine andranno gli eventi. È il tempo la chiave di tutto. Sarà quello lineare e cronologico di “Fabula” oppure quello fatto di salti avanti e indietro nel tempo che segue i movimenti dei protagonisti di “Intreccio”?

I due romanzi, diversi solo per l’ordine dei capitoli e la copertina, possono essere letti in entrambe le modalità. In coda a ogni volume si trova, infatti, un doppio indice, quello relativo al libro stesso e quello che rimette i capitoli nell’ordine dell’altro. Per il resto, i capitoli sono identici ma, se letti nell’ordine proposto da “Fabula” il lettore avrà davanti a sé un giallo dal ritmo incalzante in cui interrogativi ed eventi sempre più misteriosi portano alla risoluzione dell’enigma, mentre se letti in modalità “Intreccio” si entrerà in un thriller da “fiato sospeso” che trascina il lettore fino alla fine della missione.

Quello proposto da Morosinotto è un esercizio che supera il topos dei “paradossi temporali” portandoli a un altro livello, quello metanarrativo. Temporali lascia il lettore con un grande quesito: qual è, a tutti gli effetti, il “giusto” ordine della storia? E se ogni scelta che facciamo influenza il futuro, lo sono forse entrambi?

Temporali

di Davide Morosinotto

Camelozampa, 2022

Requiem per un killer

Marco Michele Sigeri, per gli amici Emme Emme, è il protagonista dell’ultimo romanzo di Piero Colaprico, un noir ambientato a Milano. Sigeri è un uomo dalla doppia vita, rispettato sovrintendente della Omicidi di Milano, ma anche sicario che uccide per conto di don Benigno Morlacco, boss della ‘ndrangheta. Il protagonista creato da Colaprico è un uomo intelligente e solitario, colto e appassionato di libri, un antieroe degno dei grandi romanzi hard boiled. La storia si apre quando Sigeri riceve due nuove commissioni da parte del padrino: l’omicidio di un avvocato del clan, con la richiesta che l’esecuzione “faccia morire dal ridere” e l’intimidazione di una manager che resiste alle richieste di finanziamenti illeciti. Quest’ultimo lavoro si rivela più arduo del previsto, Mira Scarlatti è infatti una donna di grande carattere e di ferrea volontà, che non si lascia spaventare facilmente. In lei Sigeri troverà un’inaspettata alleata, pronta ad aiutarlo nel suo personale piano di giustizia privata. Un libro dal ritmo serrato, narrato in prima persona dal killer/giustiziere, che avvince il lettore e racconta la Milano contemporanea con tutte le sue cupe ombre.

 

Requiem per un killer

Piero Colaprico

Feltrinelli, 2023

Marco Michele Sigeri, per gli amici Emme Emme, è il protagonista dell’ultimo romanzo di Piero Colaprico, un noir ambientato a Milano. Sigeri è un uomo dalla doppia vita, rispettato sovrintendente della Omicidi di Milano, ma anche sicario che uccide per conto di don Benigno Morlacco, boss della ‘ndrangheta. Il protagonista creato da Colaprico è un uomo intelligente e solitario, colto e appassionato di libri, un antieroe degno dei grandi romanzi hard boiled. La storia si apre quando Sigeri riceve due nuove commissioni da parte del padrino: l’omicidio di un avvocato del clan, con la richiesta che l’esecuzione “faccia morire dal ridere” e l’intimidazione di una manager che resiste alle richieste di finanziamenti illeciti. Quest’ultimo lavoro si rivela più arduo del previsto, Mira Scarlatti è infatti una donna di grande carattere e di ferrea volontà, che non si lascia spaventare facilmente. In lei Sigeri troverà un’inaspettata alleata, pronta ad aiutarlo nel suo personale piano di giustizia privata. Un libro dal ritmo serrato, narrato in prima persona dal killer/giustiziere, che avvince il lettore e racconta la Milano contemporanea con tutte le sue cupe ombre.

 

Requiem per un killer

Piero Colaprico

Feltrinelli, 2023

Siamo come scintille

Scià ha 16 anni e 2 milioni di follower. È quella che si definisce una instapoet e di sé mostra solo il nickname, Shadow.

Gregorio ha 55 anni, un solo romanzo di successo all’attivo, di trent’anni prima.

Così, quando gli viene proposto di fare da ghostwriter a una giovane influencer e seguirla nei suoi reading in spiaggia, accetta. Con la superiorità di chi sa di essere colto e profondo conoscitore della grande letteratura, pensa di non aver nulla da imparare dalla “piccola” Scià, tutta social e frasi fatte. Ma si sbaglia di grosso. Tra i due nasce una forte amicizia, che attraversa le generazioni e i preconcetti, lo trascina in un viaggio – fisico e metaforico – on the road, –in cui i grandi poeti di ieri trovano espressione nei mezzi di comunicazione di oggi.

Attraverso un fil rouge di poemi, l’autore incentra il suo ultimo romanzo sul tema della poesia, riuscendo nell’intento principale di tenere unite due generazioni, l’una capace di mettere per iscritto le paure dell’altra. Quasi come in uno specchio rovesciato, entrambe hanno tutto da imparare dall’altra, ma devono mettersi in ascolto ed essere disponibili a “incontrarsi”.

La poesia diventa lo strumento perfetto: espressione di sentimenti, di speranza e ancor più di salvezza. Ma lo fa utilizzando il linguaggio e i mezzi dei ragazzi d’oggi, quelli appena usciti dalla pandemia, quelli di Instagram e di TikTok.

“Siamo come scintille”, titolo che recupera un verso di Scià stessa, è un esperimento dell stesso autore, che si calaper primo nei panni di instapoet, cerca di incantare i lettori come Scià incanta i compagni e, ancor più, di avvicinarsi a tutta una generazione che sembra in preda a una perenne incertezza e angoscia. Mostrando come i loro sentimenti, le loro paure e i loro amori non siano poi tanto lontani da quelli di chi li ha preceduti.

I social, ci dice Garlando attraverso i suoi componimenti inediti, non sono solo selfie in costume o muscoli al vento. C’è un grande potenziale di bellezza dietro, c’è poesia, c’è comunità, c’è espressione. Come in ogni campo della vita, se si sa guardarla dalla giusta prospettiva.

Siamo come scintille

di Luigi Garlando

Rizzoli, 2022

Scià ha 16 anni e 2 milioni di follower. È quella che si definisce una instapoet e di sé mostra solo il nickname, Shadow.

Gregorio ha 55 anni, un solo romanzo di successo all’attivo, di trent’anni prima.

Così, quando gli viene proposto di fare da ghostwriter a una giovane influencer e seguirla nei suoi reading in spiaggia, accetta. Con la superiorità di chi sa di essere colto e profondo conoscitore della grande letteratura, pensa di non aver nulla da imparare dalla “piccola” Scià, tutta social e frasi fatte. Ma si sbaglia di grosso. Tra i due nasce una forte amicizia, che attraversa le generazioni e i preconcetti, lo trascina in un viaggio – fisico e metaforico – on the road, –in cui i grandi poeti di ieri trovano espressione nei mezzi di comunicazione di oggi.

Attraverso un fil rouge di poemi, l’autore incentra il suo ultimo romanzo sul tema della poesia, riuscendo nell’intento principale di tenere unite due generazioni, l’una capace di mettere per iscritto le paure dell’altra. Quasi come in uno specchio rovesciato, entrambe hanno tutto da imparare dall’altra, ma devono mettersi in ascolto ed essere disponibili a “incontrarsi”.

La poesia diventa lo strumento perfetto: espressione di sentimenti, di speranza e ancor più di salvezza. Ma lo fa utilizzando il linguaggio e i mezzi dei ragazzi d’oggi, quelli appena usciti dalla pandemia, quelli di Instagram e di TikTok.

“Siamo come scintille”, titolo che recupera un verso di Scià stessa, è un esperimento dell stesso autore, che si calaper primo nei panni di instapoet, cerca di incantare i lettori come Scià incanta i compagni e, ancor più, di avvicinarsi a tutta una generazione che sembra in preda a una perenne incertezza e angoscia. Mostrando come i loro sentimenti, le loro paure e i loro amori non siano poi tanto lontani da quelli di chi li ha preceduti.

I social, ci dice Garlando attraverso i suoi componimenti inediti, non sono solo selfie in costume o muscoli al vento. C’è un grande potenziale di bellezza dietro, c’è poesia, c’è comunità, c’è espressione. Come in ogni campo della vita, se si sa guardarla dalla giusta prospettiva.

Siamo come scintille

di Luigi Garlando

Rizzoli, 2022

Un giorno di festa

Frank ha trascorso 18 anni in un penitenziario, accusato di omicidio plurimo. Un giorno riesce a fuggire dall’infermeria e in un supermercato incontra Henry, voce narrante della storia, un ragazzino di tredici anni che sta affrontando i turbamenti dell’adolescenza. Vive con la madre Adele, venditrice telefonica di vitamine, che si è ritirata dalla vita sociale dopo che il marito li ha lasciati anni prima per iniziare una nuova vita con una donna più giovane. Henry si trova a crescere in fretta, con una madre depressa, che lo tratta come un suo pari anziché come un figlio, e senza un punto di riferimento maschile. Henry e Adele, nonostante il rischio che questo comporta, decidono di aiutare Frank e accoglierlo in casa loro. In pochissimo tempo Frank diventerà un amante per Adele e una figura paterna per Henry, cercando di riscattarsi dal suo passato. Ma l’equilibrio e la felicità che i tre riescono a costruire si scontrano con il mondo reale al di fuori delle quattro mura domestiche, dove la polizia cerca di catturare il fuggitivo. Il romanzo di Joyce Maynard è una delicata storia sull’amore e sulla fragilità della felicità, che scorre con leggerezza fino all’ultima pagina.

 

Un giorno di festa

Joyce Maynard

NNEditore, 2023

Frank ha trascorso 18 anni in un penitenziario, accusato di omicidio plurimo. Un giorno riesce a fuggire dall’infermeria e in un supermercato incontra Henry, voce narrante della storia, un ragazzino di tredici anni che sta affrontando i turbamenti dell’adolescenza. Vive con la madre Adele, venditrice telefonica di vitamine, che si è ritirata dalla vita sociale dopo che il marito li ha lasciati anni prima per iniziare una nuova vita con una donna più giovane. Henry si trova a crescere in fretta, con una madre depressa, che lo tratta come un suo pari anziché come un figlio, e senza un punto di riferimento maschile. Henry e Adele, nonostante il rischio che questo comporta, decidono di aiutare Frank e accoglierlo in casa loro. In pochissimo tempo Frank diventerà un amante per Adele e una figura paterna per Henry, cercando di riscattarsi dal suo passato. Ma l’equilibrio e la felicità che i tre riescono a costruire si scontrano con il mondo reale al di fuori delle quattro mura domestiche, dove la polizia cerca di catturare il fuggitivo. Il romanzo di Joyce Maynard è una delicata storia sull’amore e sulla fragilità della felicità, che scorre con leggerezza fino all’ultima pagina.

 

Un giorno di festa

Joyce Maynard

NNEditore, 2023

Notre-Dame de Paris

Nato nel 1821 dalla vena creativa di un giovane ventinovenne, Victor Hugo, “Notre-Dame de Paris” è un racconto che interseca dramma, epopea, pittoresco e poesia.

Parigi, 1482. In città gli zingari hanno occupato la “Corte dei miracoli”, una zona periferica dalla quale far partire le carovane per gli spettacoli di magia che in realtà fungono da diversivo per omicidi e furti. L’unica a distanziarsi da questo stile di vita è Esmeralda, una bellissima ragazza che si esibisce generalmente danzando. A guardarla, appollaiato sui gargoyles della Cattedrale, c’è il campanaro Quasimodo. A lui l’arcidiacono Claude Frollo ordinerà di rapire la zingara per farla sua, ma il cuore della ragazza apparterrà sin da subito al capitano delle guardie, Phoebus de Châteaupers, così come quello di Quasimodo a Esmeralda. Sarà lui a salvarle la vita trascinandola dentro la Notre-Dame, dove vige il diritto d’asilo.

Il celebre romanzo storico di Hugo trova il suo perfetto connubio nelle illustrazioni affidate a Benjamin Lacombe nell’edizione de L’Ippocampo. Le immagini create dall’artista s’intrecciano alle parole di Hugo dando un volto nuovo ai protagonisti e costruendo un immaginario inedito. L’attenzione e la precisione delle descrizioni, così dense di particolari, permettono a Lacombe di essere meticoloso nelle rappresentazioni e ai lettori di immedesimarsi sin da subito nelle varie circostanze come osservatori e testimoni silenziosi. Ancor più osservano i tratteggi creati dalla sensibilità dell’autore a corredo del testo, in cui i personaggi e le ambientazioni prendono vita.
A fare da scenario, l’affascinante architettura della Cattedrale.

Notre-Dame de Paris

di Victor Hugo con le illustrazioni di Benjamin Lacombe

L’Ippocampo, 2022

Nato nel 1821 dalla vena creativa di un giovane ventinovenne, Victor Hugo, “Notre-Dame de Paris” è un racconto che interseca dramma, epopea, pittoresco e poesia.

Parigi, 1482. In città gli zingari hanno occupato la “Corte dei miracoli”, una zona periferica dalla quale far partire le carovane per gli spettacoli di magia che in realtà fungono da diversivo per omicidi e furti. L’unica a distanziarsi da questo stile di vita è Esmeralda, una bellissima ragazza che si esibisce generalmente danzando. A guardarla, appollaiato sui gargoyles della Cattedrale, c’è il campanaro Quasimodo. A lui l’arcidiacono Claude Frollo ordinerà di rapire la zingara per farla sua, ma il cuore della ragazza apparterrà sin da subito al capitano delle guardie, Phoebus de Châteaupers, così come quello di Quasimodo a Esmeralda. Sarà lui a salvarle la vita trascinandola dentro la Notre-Dame, dove vige il diritto d’asilo.

Il celebre romanzo storico di Hugo trova il suo perfetto connubio nelle illustrazioni affidate a Benjamin Lacombe nell’edizione de L’Ippocampo. Le immagini create dall’artista s’intrecciano alle parole di Hugo dando un volto nuovo ai protagonisti e costruendo un immaginario inedito. L’attenzione e la precisione delle descrizioni, così dense di particolari, permettono a Lacombe di essere meticoloso nelle rappresentazioni e ai lettori di immedesimarsi sin da subito nelle varie circostanze come osservatori e testimoni silenziosi. Ancor più osservano i tratteggi creati dalla sensibilità dell’autore a corredo del testo, in cui i personaggi e le ambientazioni prendono vita.
A fare da scenario, l’affascinante architettura della Cattedrale.

Notre-Dame de Paris

di Victor Hugo con le illustrazioni di Benjamin Lacombe

L’Ippocampo, 2022

Il problema dei tre corpi

Liu Cixin è considerato il più importante autore di romanzi di fantascienza cinese, pluripremiato in patria e all’estero è il rappresentante di una corrente che ha conosciuto molta fortuna nel mercato editoriale cinese degli ultimi decenni. Il libro è il primo capitolo di una suggestiva trilogia, che parte dall’idea di un primo contatto dell’umanità con una civiltà aliena, la quale rappresenta una minaccia per la sopravvivenza degli abitanti del pianeta terra. Vista così può sembrare una trama già sentita ed esplorata nel genere, ma il fascino del romanzo di Liu Cixin è quello di legare la fantascienza alla storia della Cina, esplorando un passato difficile come quello della Rivoluzione Culturale, e a tematiche attuali come quella dell’impatto degli esseri umani sull’ambiente. Inoltre, l’approccio scientifico e la scrittura minuziosa e dettagliata dell’autore, piena di rimandi a figure storiche e problemi matematici e fisici, contribuisce a dare solidità e corpo alla trama e a catturare l’attenzione del lettore. Alla fine del libro la storia rimane aperta, stimolando la curiosità verso i successivi capitoli della saga.

Il problema dei tre corpi

Liu Cixin

Mondadori, 2017

Liu Cixin è considerato il più importante autore di romanzi di fantascienza cinese, pluripremiato in patria e all’estero è il rappresentante di una corrente che ha conosciuto molta fortuna nel mercato editoriale cinese degli ultimi decenni. Il libro è il primo capitolo di una suggestiva trilogia, che parte dall’idea di un primo contatto dell’umanità con una civiltà aliena, la quale rappresenta una minaccia per la sopravvivenza degli abitanti del pianeta terra. Vista così può sembrare una trama già sentita ed esplorata nel genere, ma il fascino del romanzo di Liu Cixin è quello di legare la fantascienza alla storia della Cina, esplorando un passato difficile come quello della Rivoluzione Culturale, e a tematiche attuali come quella dell’impatto degli esseri umani sull’ambiente. Inoltre, l’approccio scientifico e la scrittura minuziosa e dettagliata dell’autore, piena di rimandi a figure storiche e problemi matematici e fisici, contribuisce a dare solidità e corpo alla trama e a catturare l’attenzione del lettore. Alla fine del libro la storia rimane aperta, stimolando la curiosità verso i successivi capitoli della saga.

Il problema dei tre corpi

Liu Cixin

Mondadori, 2017

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