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Bestiario familiare

Lilith Moscon ripercorre la sua infanzia con un libro che è un po’ autobiografia e un po’ favola, piena di strani personaggi, che prendono vita da persone realmente conosciute ma si trasformano in figure fiabesche. Nel romanzo Lilith si immagina come una piccola strega, suo fratello Gorkij è un troll, sua madre una motociclista, i polli della nonna sono dinosauri, discendenti diretti del T-Rex. Una storia raccontata con parole eleganti e poetiche, dove i ricordi sbiadiscono diventando onirici e vengono colorati dalla fervida immaginazione dell’autrice che li ricompone in un fantastico racconto, che si completa con le bellissime illustrazioni di Francesco Chiacchio. Le memorie di Lilith tornano indietro al pollaio dei nonni in un piccolo paesino del Veneto, attraversano la pianura padana fino alle risaie piemontesi, passando anche linguisticamente da un dialetto a un altro, arrivando fino a Berlino, dove si chiude la sua adolescenza e si apre una nuova fase della sua vita.

Bestiario familiare
Lilith Moscon; illustrazioni di Francesco Chiacchio
Topipittori, 2022

Lilith Moscon ripercorre la sua infanzia con un libro che è un po’ autobiografia e un po’ favola, piena di strani personaggi, che prendono vita da persone realmente conosciute ma si trasformano in figure fiabesche. Nel romanzo Lilith si immagina come una piccola strega, suo fratello Gorkij è un troll, sua madre una motociclista, i polli della nonna sono dinosauri, discendenti diretti del T-Rex. Una storia raccontata con parole eleganti e poetiche, dove i ricordi sbiadiscono diventando onirici e vengono colorati dalla fervida immaginazione dell’autrice che li ricompone in un fantastico racconto, che si completa con le bellissime illustrazioni di Francesco Chiacchio. Le memorie di Lilith tornano indietro al pollaio dei nonni in un piccolo paesino del Veneto, attraversano la pianura padana fino alle risaie piemontesi, passando anche linguisticamente da un dialetto a un altro, arrivando fino a Berlino, dove si chiude la sua adolescenza e si apre una nuova fase della sua vita.

Bestiario familiare
Lilith Moscon; illustrazioni di Francesco Chiacchio
Topipittori, 2022

A rifare il mondo

Il potere della parola è creativo, Ilaria Rigoli usa la poesia per ricreare il mondo, impresa ardua, per la quale servono “le parole brave/ le parole forti/ le parole verdi”, ma serve anche il silenzio, servono mani e tempo, “serviranno le storie, le canzoni/ serviranno le zappe, i picconi”. E così, per ogni parola prendono vita brevi poesie, scandite dal passare delle stagioni, attraverso le quali l’autrice ricostruisce i pensieri, le emozioni, i desideri e le relazioni di un bambino, tutte accompagnate dalle delicate illustrazioni di Ilaria Faccioli. Troviamo parole come “Pioggia” e la tristezza che questa porta, oppure “Albero”, con la ruvidità della sua corteccia, “Luna”, lieve nella notte e “Quasi”, parola che porta con sé l’emozione dell’attesa. “Basta”, vocabolo che denota esasperazione ma anche voglia di cambiamento o anche “Nonna”, parola morbida e profumata, che si rispecchia in tutti gli oggetti della casa, anche quando lei non c’è più. Nella semplicità delle parole poetiche di questo libro si può trovare il puro piacere della lettura e la voglia di guardare al mondo con gli occhi curiosi e pieni di sorpresa di un ragazzo.

A rifare il mondo
Ilaria Rigoli; illustrato da Ilaria Faccioli
Bompiani, 2022

Il potere della parola è creativo, Ilaria Rigoli usa la poesia per ricreare il mondo, impresa ardua, per la quale servono “le parole brave/ le parole forti/ le parole verdi”, ma serve anche il silenzio, servono mani e tempo, “serviranno le storie, le canzoni/ serviranno le zappe, i picconi”. E così, per ogni parola prendono vita brevi poesie, scandite dal passare delle stagioni, attraverso le quali l’autrice ricostruisce i pensieri, le emozioni, i desideri e le relazioni di un bambino, tutte accompagnate dalle delicate illustrazioni di Ilaria Faccioli. Troviamo parole come “Pioggia” e la tristezza che questa porta, oppure “Albero”, con la ruvidità della sua corteccia, “Luna”, lieve nella notte e “Quasi”, parola che porta con sé l’emozione dell’attesa. “Basta”, vocabolo che denota esasperazione ma anche voglia di cambiamento o anche “Nonna”, parola morbida e profumata, che si rispecchia in tutti gli oggetti della casa, anche quando lei non c’è più. Nella semplicità delle parole poetiche di questo libro si può trovare il puro piacere della lettura e la voglia di guardare al mondo con gli occhi curiosi e pieni di sorpresa di un ragazzo.

A rifare il mondo
Ilaria Rigoli; illustrato da Ilaria Faccioli
Bompiani, 2022

Poesie del camminare

Il cammino è fatto di passi, di gambe che si muovono, di battiti del cuore. Eppure, al contempo, è il luogo delle scoperte, degli incontri, dei pensieri che maturano e dei dubbi che si sciolgono o delle idee che diventano progressivamente e inspiegabilmente più nitide. Il cammino scandisce il trascorrere del tempo, accompagna l’esperienza della crescita e della consapevolezza.

Poesie del camminare di Carlo Marconi si presenta come un albo illustrato di ventotto poesie in dieci versi (due quartine e un distico) a rime alternate o baciate. Ognuna in stretto dialogo con le immagini prodotte dalla matita di Serena Viola che l’arricchiscono. Un legame necessario, per restituire al lettore l’esperienza immersiva del cammino. Una passeggiata che racchiude in sé l’intero mondo dell’infanzia e dei bambini: rime che delineano i piccoli movimenti che danno significato alla vita di ognuno di noi, invitano a viaggiare e a cogliere ogni aspetto della nostra più grande avventura, la vita e molti dei grandi temi che essa porta con sé.

Un libro perfetto per chi ama voltarsi, osservare le impronte lasciate sulla sabbia o sul terreno, per chi vuole conoscere sé stesso. Grande o piccino che sia.

Poesie del camminare

Di Carlo Marconi

Lapis Edizioni

Il cammino è fatto di passi, di gambe che si muovono, di battiti del cuore. Eppure, al contempo, è il luogo delle scoperte, degli incontri, dei pensieri che maturano e dei dubbi che si sciolgono o delle idee che diventano progressivamente e inspiegabilmente più nitide. Il cammino scandisce il trascorrere del tempo, accompagna l’esperienza della crescita e della consapevolezza.

Poesie del camminare di Carlo Marconi si presenta come un albo illustrato di ventotto poesie in dieci versi (due quartine e un distico) a rime alternate o baciate. Ognuna in stretto dialogo con le immagini prodotte dalla matita di Serena Viola che l’arricchiscono. Un legame necessario, per restituire al lettore l’esperienza immersiva del cammino. Una passeggiata che racchiude in sé l’intero mondo dell’infanzia e dei bambini: rime che delineano i piccoli movimenti che danno significato alla vita di ognuno di noi, invitano a viaggiare e a cogliere ogni aspetto della nostra più grande avventura, la vita e molti dei grandi temi che essa porta con sé.

Un libro perfetto per chi ama voltarsi, osservare le impronte lasciate sulla sabbia o sul terreno, per chi vuole conoscere sé stesso. Grande o piccino che sia.

Poesie del camminare

Di Carlo Marconi

Lapis Edizioni

L’incredibile notte di Billy Bologna

Matamoto, temibile maestro giapponese che parla in haiku, ha costruito un gigantesco dòmino fatto di milioni di tessere. La notte prima dell’esposizione al pubblico, Billy va a vederlodi nascosto. Ne rimane incantato… e incastrato! Mette male un piede e il dòmino crolla. Disperato e nel bel mezzo della notte, Billy scappa per raggiungere un’isola in cui nascondersi. Sulla spiaggia, un giovane vestito di bianco si offre di aiutarlo: ha solo una notte di tempo per far tornare tutto com’era prima.

Una storia di marachelle, paura, magia. Ma non solo. A una lettura più approfondita si può scorgere anche un’indiretta analisi del rapporto padre-figlio e la descrizione accurata di come agisce l’ansia sulle persone. L’incredibile notte di Billy Bologna prende però forma concretamente quando il ragazzino cerca una soluzione. L’unica papabile, per lui, è la fuga all’Isola dei Tramonti, lì dove nessun adulto verrebbe mai a cercarlo. Eppure qualcuno ad aspettarlo ci sarà, e ancor più sarà pronto a dargli una mano. Una storia di sorprese, avventure e magia con un finale dolcissimo e un’inaspettata lezione: talvolta anche da una bravata si può trarre qualcosa di buono.

L’incredibile notte di Billy Bologna

Di Nicola Cinquetti

Lapis Editore

Matamoto, temibile maestro giapponese che parla in haiku, ha costruito un gigantesco dòmino fatto di milioni di tessere. La notte prima dell’esposizione al pubblico, Billy va a vederlodi nascosto. Ne rimane incantato… e incastrato! Mette male un piede e il dòmino crolla. Disperato e nel bel mezzo della notte, Billy scappa per raggiungere un’isola in cui nascondersi. Sulla spiaggia, un giovane vestito di bianco si offre di aiutarlo: ha solo una notte di tempo per far tornare tutto com’era prima.

Una storia di marachelle, paura, magia. Ma non solo. A una lettura più approfondita si può scorgere anche un’indiretta analisi del rapporto padre-figlio e la descrizione accurata di come agisce l’ansia sulle persone. L’incredibile notte di Billy Bologna prende però forma concretamente quando il ragazzino cerca una soluzione. L’unica papabile, per lui, è la fuga all’Isola dei Tramonti, lì dove nessun adulto verrebbe mai a cercarlo. Eppure qualcuno ad aspettarlo ci sarà, e ancor più sarà pronto a dargli una mano. Una storia di sorprese, avventure e magia con un finale dolcissimo e un’inaspettata lezione: talvolta anche da una bravata si può trarre qualcosa di buono.

L’incredibile notte di Billy Bologna

Di Nicola Cinquetti

Lapis Editore

Il cortile delle sette fate

«Certe storie iniziano così, con due personaggi che anziché incontrarsi corrono in due direzioni diverse»

Arte è una gatta alla sua terza vita. Non ha scelto di rinascere nella Palermo del 1586, quella che fino alla Riforma Caracciolo ha ospitato la sede del Tribunale della Santa Inquisizione, ma ora si trova lì. E lì che corre anche Carmen, una bambina selvaggia cresciuta in un bosco. Ma Palermo racchiude un segreto. In una piazza, al riparo della torretta dell’acqua, sei donne, sei fate, danzano su canzoni ammalianti. Così a Carmen basta trovarsi nei pressi della torretta per essere travolta dalla danza di quelle bellissime donne, cadere in un sonno profondo e attirare a sé l’attenzione degli inquisitori che l’arresteranno. Le fate, però, saranno pronte ad aiutare tutte le gatte randagie e le bambine vagabonde che corrono verso la libertà.

Accompagnata dalle illustrazioni di Simona Mulazzi, prende forma una fiaba ipnotica, cupa. Una potente storia di libertà e incoraggiamento a non rinunciare alla propria essenza per omologarsi alla massa. Ma anche una metafora del potere che l’unione femminile attraverso la Storia. La danza corale delle fate riunite diventa simbolo di dissenso e di resistenza al male. Una resistenza che spesso viene anche da vacillamenti, volteggi, bisbigli e non, necessariamente, puntando il bersaglio.

Il cortile delle sette fate

Di Nadia Terranova

Guanda Editore

«Certe storie iniziano così, con due personaggi che anziché incontrarsi corrono in due direzioni diverse»

Arte è una gatta alla sua terza vita. Non ha scelto di rinascere nella Palermo del 1586, quella che fino alla Riforma Caracciolo ha ospitato la sede del Tribunale della Santa Inquisizione, ma ora si trova lì. E lì che corre anche Carmen, una bambina selvaggia cresciuta in un bosco. Ma Palermo racchiude un segreto. In una piazza, al riparo della torretta dell’acqua, sei donne, sei fate, danzano su canzoni ammalianti. Così a Carmen basta trovarsi nei pressi della torretta per essere travolta dalla danza di quelle bellissime donne, cadere in un sonno profondo e attirare a sé l’attenzione degli inquisitori che l’arresteranno. Le fate, però, saranno pronte ad aiutare tutte le gatte randagie e le bambine vagabonde che corrono verso la libertà.

Accompagnata dalle illustrazioni di Simona Mulazzi, prende forma una fiaba ipnotica, cupa. Una potente storia di libertà e incoraggiamento a non rinunciare alla propria essenza per omologarsi alla massa. Ma anche una metafora del potere che l’unione femminile attraverso la Storia. La danza corale delle fate riunite diventa simbolo di dissenso e di resistenza al male. Una resistenza che spesso viene anche da vacillamenti, volteggi, bisbigli e non, necessariamente, puntando il bersaglio.

Il cortile delle sette fate

Di Nadia Terranova

Guanda Editore

Fiaba di Natale

“Lo prese una gioia improvvisa. Non gli era ancora chiaro cosa l’avesse mosso a compiere l’impresa, ma ne aveva comunque ricavato un senso. Aveva fatto i conti con la propria paura. Eppure, all’inizio di ogni traversata si disfaceva delle zavorre dell’animo, in modo che il filo fosse una strada per la libertà”. Mancano poche settimane a Natale quando l’uomo, un tempo funambolo abilissimo, decide di tentare ancora una volta una traversata sul filo, teso tra la terrazza d’una biblioteca e il campanile d’una chiesa abbandonata. Ha sessantasette anni, il corpo un po’ arrugginito, ma ancora una straordinaria vitalità. E così, all’alba d’un mattino freddo… Ecco “Fiaba di Natale” di Simona Baldelli, Sellerio, ovvero “il sorprendente viaggio dell’Uomo dell’aria”, una storia leggera e appena malinconica. Nella sua traversata, mentre sotto di lui tutta la città si blocca, l’uomo incontra un poliziotto e un pompiere che vogliono farlo scendere dal filo, un prete, il suo medico e, finalmente, la figlia. E, lì, tra il filo e una gru di salvataggio, si ricostruisce il loro rapporto, tra la memoria d’una famiglia infranta e il futuro intravvisto nel piccolo nipote fino ad allora sconosciuto. Ricordi: “‘Cosa sono le stelle?’, gli aveva chiesto la bambina. ‘Sogni’ le aveva risposto. ‘E ne abbiamo un gran bisogno, perché sono i sogni a dare origine a ogni cosa’”. Ecco la chiave del racconto: non perdersi nella paura e continuare a sognare.

Fiaba di Natale
Simona Baldelli
Sellerio, 2020

“Lo prese una gioia improvvisa. Non gli era ancora chiaro cosa l’avesse mosso a compiere l’impresa, ma ne aveva comunque ricavato un senso. Aveva fatto i conti con la propria paura. Eppure, all’inizio di ogni traversata si disfaceva delle zavorre dell’animo, in modo che il filo fosse una strada per la libertà”. Mancano poche settimane a Natale quando l’uomo, un tempo funambolo abilissimo, decide di tentare ancora una volta una traversata sul filo, teso tra la terrazza d’una biblioteca e il campanile d’una chiesa abbandonata. Ha sessantasette anni, il corpo un po’ arrugginito, ma ancora una straordinaria vitalità. E così, all’alba d’un mattino freddo… Ecco “Fiaba di Natale” di Simona Baldelli, Sellerio, ovvero “il sorprendente viaggio dell’Uomo dell’aria”, una storia leggera e appena malinconica. Nella sua traversata, mentre sotto di lui tutta la città si blocca, l’uomo incontra un poliziotto e un pompiere che vogliono farlo scendere dal filo, un prete, il suo medico e, finalmente, la figlia. E, lì, tra il filo e una gru di salvataggio, si ricostruisce il loro rapporto, tra la memoria d’una famiglia infranta e il futuro intravvisto nel piccolo nipote fino ad allora sconosciuto. Ricordi: “‘Cosa sono le stelle?’, gli aveva chiesto la bambina. ‘Sogni’ le aveva risposto. ‘E ne abbiamo un gran bisogno, perché sono i sogni a dare origine a ogni cosa’”. Ecco la chiave del racconto: non perdersi nella paura e continuare a sognare.

Fiaba di Natale
Simona Baldelli
Sellerio, 2020

Vita da macchine

Ironiche, sagaci, divertenti, le vignette di Riccardo Manzi nel volume “Vita da macchine” rappresentano la vita dell’uomo moderno negli anni Cinquanta, fatta di routine quotidiane e gesti meccanici che lo rendono del tutto simile a una macchina. In una delle vignette un uomo osserva una macchina, contorta, piena di ingranaggi, ma con una forma esterna che ricorda la sua: la vignetta s’intitola infatti “La somiglianza”. Le macchine delle vignette parlano in numeri, aiutano l’uomo a compiere i suoi gesti quotidiani: pettinarsi, giocare a carte, comunicare, lo aiutano anche a trovare “il profumo della vita”. Uomini che osservano macchine e macchine che si osservano una di fronte all’altra, entità che provano a conoscersi ma che sono apparentemente incapaci di comunicare. Manzi fu un grande vignettista, oltre che pittore, e venne chiamato sul finire degli anni Quaranta da Leonardo Sinisgalli, il “poeta-ingegnere” che all’epoca dirigeva la Rivista Pirelli, sia come illustratore del magazine, sia per collaborare alla comunicazione visiva dell’azienda. Nacquero così iconiche campagne pubblicitarie come “A occhi chiusi”, per il pneumatico “Cinturato”, che ironizza sul tema della sicurezza.

Vita da macchine

Riccardo Manzi

Feltrinelli, 1958

Ironiche, sagaci, divertenti, le vignette di Riccardo Manzi nel volume “Vita da macchine” rappresentano la vita dell’uomo moderno negli anni Cinquanta, fatta di routine quotidiane e gesti meccanici che lo rendono del tutto simile a una macchina. In una delle vignette un uomo osserva una macchina, contorta, piena di ingranaggi, ma con una forma esterna che ricorda la sua: la vignetta s’intitola infatti “La somiglianza”. Le macchine delle vignette parlano in numeri, aiutano l’uomo a compiere i suoi gesti quotidiani: pettinarsi, giocare a carte, comunicare, lo aiutano anche a trovare “il profumo della vita”. Uomini che osservano macchine e macchine che si osservano una di fronte all’altra, entità che provano a conoscersi ma che sono apparentemente incapaci di comunicare. Manzi fu un grande vignettista, oltre che pittore, e venne chiamato sul finire degli anni Quaranta da Leonardo Sinisgalli, il “poeta-ingegnere” che all’epoca dirigeva la Rivista Pirelli, sia come illustratore del magazine, sia per collaborare alla comunicazione visiva dell’azienda. Nacquero così iconiche campagne pubblicitarie come “A occhi chiusi”, per il pneumatico “Cinturato”, che ironizza sul tema della sicurezza.

Vita da macchine

Riccardo Manzi

Feltrinelli, 1958

L’equazione del cuore

Crescere, anche da anziani, significa varcare i confini delle rassicuranti abitudini provando a risolvere “L’equazione del cuore”, come indica il titolo dell’ultimo libro di Maurizio de Giovanni per Mondadori. Non ci sono né il commissario Ricciardi né i “bastardi di Pizzofalcone”, né Sara né Mina Settembre. Ci si avventura invece, con originali intense emozioni, nelle terre ignote del rapporto tra un anziano, solitario professore di matematica e un bambino, Francesco detto Checco, rimasto orfano e in coma dopo l’incidente stradale in cui sono morti i genitori. Massimo De Gaudio abbandona l’isola piena di sole in cui vive giorni tranquilli, tra lo studio e la pesca e corre in una gelida città della pianura padana, per fare fronte ai lutti e alla crisi. Trova un modo di consuetudini e interessi cui non è abituato. Scopre le ombre della vita della figlia. E la struggente tenerezza dell’essere nonno. Il dolore. E la speranza. Un mondo inatteso. Che ti cambia nel profondo. Il romanzo è tutto da leggere.

L’equazione del cuore

Maurizio De Giovanni

Mondadori, 2021

Crescere, anche da anziani, significa varcare i confini delle rassicuranti abitudini provando a risolvere “L’equazione del cuore”, come indica il titolo dell’ultimo libro di Maurizio de Giovanni per Mondadori. Non ci sono né il commissario Ricciardi né i “bastardi di Pizzofalcone”, né Sara né Mina Settembre. Ci si avventura invece, con originali intense emozioni, nelle terre ignote del rapporto tra un anziano, solitario professore di matematica e un bambino, Francesco detto Checco, rimasto orfano e in coma dopo l’incidente stradale in cui sono morti i genitori. Massimo De Gaudio abbandona l’isola piena di sole in cui vive giorni tranquilli, tra lo studio e la pesca e corre in una gelida città della pianura padana, per fare fronte ai lutti e alla crisi. Trova un modo di consuetudini e interessi cui non è abituato. Scopre le ombre della vita della figlia. E la struggente tenerezza dell’essere nonno. Il dolore. E la speranza. Un mondo inatteso. Che ti cambia nel profondo. Il romanzo è tutto da leggere.

L’equazione del cuore

Maurizio De Giovanni

Mondadori, 2021

Perché sei speciale

Quali strumenti abbiamo a disposizione per affrontare la vita di tutti i giorni? Come si capisce di chi ci si può fidare?  Come distinguere le cose, o le persone, che ci fanno stare bene? Come si gestiscono rabbia, ansia e preoccupazioni?

Accompagnando i lettori, giovani o adulti che siano, attraverso le pagine di un percorso pratico di potenziamento delle abilità emotive e delle life skills, Alberto Pellai e Barbara Tamborini affrontano capitolo per capitolo alcuni dei punti salienti per imparare a conoscersi, trasformarsi e creare una nuova versione di sé stessi.

Ansia, fiducia, rabbia, solidarietà, autostima ed empowerment sono affrontanti con storie, test, giochi, meditazioni e consigli per interrogarsi, confrontarsi con gli altri e trovare l’equilibrio, nella testa e nel cuore. Un libro che non resterà mai “passivo” nelle mani del lettore ma si aprirà come un manuale da vivere, per dare il meglio nelle sfide in cui tutti ci si imbatte, allenare la mente al cambiamento e imparare a muoversi con consapevolezza nella vita e nelle sfide che ci presenta.

Perché sei speciale

Piccole attività, meditazioni, test per prenderti cura delle tue emozioni e sviluppare le life skills

di Alberto Pellai e Barbara Tamborini

Mondadori, 2022

Quali strumenti abbiamo a disposizione per affrontare la vita di tutti i giorni? Come si capisce di chi ci si può fidare?  Come distinguere le cose, o le persone, che ci fanno stare bene? Come si gestiscono rabbia, ansia e preoccupazioni?

Accompagnando i lettori, giovani o adulti che siano, attraverso le pagine di un percorso pratico di potenziamento delle abilità emotive e delle life skills, Alberto Pellai e Barbara Tamborini affrontano capitolo per capitolo alcuni dei punti salienti per imparare a conoscersi, trasformarsi e creare una nuova versione di sé stessi.

Ansia, fiducia, rabbia, solidarietà, autostima ed empowerment sono affrontanti con storie, test, giochi, meditazioni e consigli per interrogarsi, confrontarsi con gli altri e trovare l’equilibrio, nella testa e nel cuore. Un libro che non resterà mai “passivo” nelle mani del lettore ma si aprirà come un manuale da vivere, per dare il meglio nelle sfide in cui tutti ci si imbatte, allenare la mente al cambiamento e imparare a muoversi con consapevolezza nella vita e nelle sfide che ci presenta.

Perché sei speciale

Piccole attività, meditazioni, test per prenderti cura delle tue emozioni e sviluppare le life skills

di Alberto Pellai e Barbara Tamborini

Mondadori, 2022

Beco

Ayrton Senna è stato un mito, una leggenda, sulla pista e fuori dalla pista. Veloce, forse il più veloce di sempre, sicuramente il più amato. Vincente, oltre quaranta Gran Premi, una storia di successi sul circuito di Montecarlo, innumerevoli pole position. Una vita di grandi passioni, non solo per le corse automobilistiche, ma anche per altri sport come tennis, ciclismo, nuoto e per il volo. Una profonda fede religiosa che lo accompagnò per tutta la vita. Molti lo chiamavano Magic, pochi ricordano il suo soprannome da bambino: Beco, un nomignolo che involontariamente rappresenta anche la fragilità dell’uomo dietro la forza immortale del mito. Questo soprannome è il titolo del romanzo di Leonardo Guzzo, che tratteggia la figura di Ayrton Senna attraverso alcuni poetici frammenti della sua vita: quella vittoria stremante sul circuito di Interlagos, la rivalità con Prost, passando per le gare storiche di Imola e di Suzuka, la sua tragica fine in una splendida giornata di sole a Imola, chiuso nel suo abitacolo prima della partenza, pronto a inseguire l’ennesima vittoria.

“Così sapeva vivere. Intrappolato in un sentimento di solitudine, in una grazia che non trovava corrispettivi fuori di lui, se non nel vento, nel tumultuoso susseguirsi, nella percezione di un oltre, nel tempo sempre più breve che serviva a raggiungerlo, e a superarlo.”

 

Beco. Vita in romanzo di Ayrton Senna

Leonardo Guzzo

Pequod, 2022

Per leggere un ricordo di Ayrton Senna scritto dall’autore clicca qui.

Ayrton Senna è stato un mito, una leggenda, sulla pista e fuori dalla pista. Veloce, forse il più veloce di sempre, sicuramente il più amato. Vincente, oltre quaranta Gran Premi, una storia di successi sul circuito di Montecarlo, innumerevoli pole position. Una vita di grandi passioni, non solo per le corse automobilistiche, ma anche per altri sport come tennis, ciclismo, nuoto e per il volo. Una profonda fede religiosa che lo accompagnò per tutta la vita. Molti lo chiamavano Magic, pochi ricordano il suo soprannome da bambino: Beco, un nomignolo che involontariamente rappresenta anche la fragilità dell’uomo dietro la forza immortale del mito. Questo soprannome è il titolo del romanzo di Leonardo Guzzo, che tratteggia la figura di Ayrton Senna attraverso alcuni poetici frammenti della sua vita: quella vittoria stremante sul circuito di Interlagos, la rivalità con Prost, passando per le gare storiche di Imola e di Suzuka, la sua tragica fine in una splendida giornata di sole a Imola, chiuso nel suo abitacolo prima della partenza, pronto a inseguire l’ennesima vittoria.

“Così sapeva vivere. Intrappolato in un sentimento di solitudine, in una grazia che non trovava corrispettivi fuori di lui, se non nel vento, nel tumultuoso susseguirsi, nella percezione di un oltre, nel tempo sempre più breve che serviva a raggiungerlo, e a superarlo.”

 

Beco. Vita in romanzo di Ayrton Senna

Leonardo Guzzo

Pequod, 2022

Per leggere un ricordo di Ayrton Senna scritto dall’autore clicca qui.

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