Assistenza alla consultazione

Per richiedere la consultazione del materiale conservato nell'Archivio Storico e nelle Biblioteche della Fondazione Pirelli al fine di studi e ricerche e conoscere le modalità di utilizzo dei materiali per prestiti e mostre, compila il seguente modulo.
Riceverai una mail di conferma dell'avvenuta ricezione della richiesta e sarai ricontattato.

Percorsi Fondazione Pirelli Educational

Seleziona il grado di istruzione della scuola di appartenenza

Visita la Fondazione

Per informazioni sulle attività della Fondazione, visite guidate e l'accessibilità agli spazi contattare il numero 0264423971 o compilare il form qui sotto anticipando nel campo note i dettagli nella richiesta.

Mastro Geppetto

Ricostruire aspetti essenziali dell’identità italiana, complessa, aperta, ricca di affascinanti diversità. E rileggere libri e storie che hanno contribuito a delinearne i caratteri. Un libro cardine è “Pinocchio”, di Carlo Collodi, pubblicato nel 1883 dalla Libreria Editrice Paggi, con intenti pedagogici. Fabio Stassi riscrive per Sellerio la storia dal punto di vista di “Mastro Geppetto”, costruendo un’ironica e amara “favola capovolta”. Il protagonista è un “falegname ammalato di miseria, solitudine e vecchiaia”, desideroso d’amore e paternità, nevrotico, vittima degli scherni dei malevoli concittadini dietro i pretesti delle avventure di una marionetta di legno. Spariscono le magie, resta la cattiveria di un borgo dell’Appennino che fa da paradigma di un mondo avaro di buoni sentimenti.

Mastro Geppetto
Fabio Stassi
Sellerio, 2021

Ricostruire aspetti essenziali dell’identità italiana, complessa, aperta, ricca di affascinanti diversità. E rileggere libri e storie che hanno contribuito a delinearne i caratteri. Un libro cardine è “Pinocchio”, di Carlo Collodi, pubblicato nel 1883 dalla Libreria Editrice Paggi, con intenti pedagogici. Fabio Stassi riscrive per Sellerio la storia dal punto di vista di “Mastro Geppetto”, costruendo un’ironica e amara “favola capovolta”. Il protagonista è un “falegname ammalato di miseria, solitudine e vecchiaia”, desideroso d’amore e paternità, nevrotico, vittima degli scherni dei malevoli concittadini dietro i pretesti delle avventure di una marionetta di legno. Spariscono le magie, resta la cattiveria di un borgo dell’Appennino che fa da paradigma di un mondo avaro di buoni sentimenti.

Mastro Geppetto
Fabio Stassi
Sellerio, 2021

Flora

La Milano contemporanea, quella delle Tv, dei successi mediatici, delle ricchezze esibite e delle apparenze, è lo scenario luccicante dell’ultimo libro di Alessandro Robecchi, “Flora”, Sellerio. Flora è la De Pisis, la star conduttrice di “Crazy Love”, cinica e seduttrice, popolare per “pettinare storie” di amori canaglieschi e infelici, abile a rendere la finzione più vera del vero. Adesso viene rapita, da una strana coppia di appassionati lettori di Robert Desnos, poeta surrealista nella Parigi degli anni Trenta, vittima dei nazisti in un lager. Il riscatto chiesto è un’ora di trasmissione Tv, condotta da Flora, senza pubblicità né vincoli. Da quel momento… In scena ecco Carlo Monterossi, l’autore “pentito” di “Crazy Love”, la bella e sagace fidanzata Bianca Ballesi, due abili investigatori privati e tanti protagonisti minori del mondo dei media. Robecchi scrive il suo libro più complesso e maturo. E l’ironia si mescola a un’amarevole malinconia. Serve, in questo mondo così scomposto, riscoprire i poeti.

Flora
Alessandro Robecchi
Sellerio, 2021

La Milano contemporanea, quella delle Tv, dei successi mediatici, delle ricchezze esibite e delle apparenze, è lo scenario luccicante dell’ultimo libro di Alessandro Robecchi, “Flora”, Sellerio. Flora è la De Pisis, la star conduttrice di “Crazy Love”, cinica e seduttrice, popolare per “pettinare storie” di amori canaglieschi e infelici, abile a rendere la finzione più vera del vero. Adesso viene rapita, da una strana coppia di appassionati lettori di Robert Desnos, poeta surrealista nella Parigi degli anni Trenta, vittima dei nazisti in un lager. Il riscatto chiesto è un’ora di trasmissione Tv, condotta da Flora, senza pubblicità né vincoli. Da quel momento… In scena ecco Carlo Monterossi, l’autore “pentito” di “Crazy Love”, la bella e sagace fidanzata Bianca Ballesi, due abili investigatori privati e tanti protagonisti minori del mondo dei media. Robecchi scrive il suo libro più complesso e maturo. E l’ironia si mescola a un’amarevole malinconia. Serve, in questo mondo così scomposto, riscoprire i poeti.

Flora
Alessandro Robecchi
Sellerio, 2021

Il solitario di Rodriguez

Sballottata tra genitori divorziati, Nina ha dodici anni e pochi amici. Le vacanze di Natale si avvicinano e così anche la festa di Capodanno. Mentre tutti aspettano i festeggiamenti, Nina viene mandata in uno sperduto borgo in mezzo ai colli toscani dai parenti del padre. Quella che alla protagonista sembra inizialmente una punizione si trasformerà invece in una rivelazione: le storie d’infanzia che suo padre le raccontava sono reali. Ma allora, quali altri segreti nasconde la sua famiglia? Chi è la creatura misteriosa che vive nella serra?

Fra bizzarri personaggi, ragazzi indecifrabili, arcane presenze nei boschi e la leggenda di un misterioso uomo-uccello, Nina non riscopre solo il passato nascosto della sua famiglia, ma anche lo splendore della natura e i segreti di un mondo fuori dal tempo.

Alice Keller mette alla prova la sua capacità di scrittura con un primo romanzo, corposo per pagine e intreccio, raccontando senza addolcirla la difficoltà di parlarsi, di guardarsi, di abbracciarsi tra padre e figlia quando è passato ormai il tempo per recuperare e, con esso, tanto silenzio. A ben vedere, infatti, il tempo è un altro dei protagonisti de “Il solitario di Rodriguez”: il suo scorrere, il modo in cui scegliamo di gestirlo o di rimanere passivi nel suo procedere. Ma è anche il tempo narrativo che la fa da padrone grazie a colpi di scena che lo portano ad accelerare fino a collassare per poi rallentare di nuovo accompagnando il lettore verso un finale aperto.

Non c’è soluzione, non c’è risposta qui. Quest’ultimo segreto, quest’ultima ricerca è lasciata al lettore.

Il solitario di Rodriguez

Alice Keller

Risma Editore, 2020

Sballottata tra genitori divorziati, Nina ha dodici anni e pochi amici. Le vacanze di Natale si avvicinano e così anche la festa di Capodanno. Mentre tutti aspettano i festeggiamenti, Nina viene mandata in uno sperduto borgo in mezzo ai colli toscani dai parenti del padre. Quella che alla protagonista sembra inizialmente una punizione si trasformerà invece in una rivelazione: le storie d’infanzia che suo padre le raccontava sono reali. Ma allora, quali altri segreti nasconde la sua famiglia? Chi è la creatura misteriosa che vive nella serra?

Fra bizzarri personaggi, ragazzi indecifrabili, arcane presenze nei boschi e la leggenda di un misterioso uomo-uccello, Nina non riscopre solo il passato nascosto della sua famiglia, ma anche lo splendore della natura e i segreti di un mondo fuori dal tempo.

Alice Keller mette alla prova la sua capacità di scrittura con un primo romanzo, corposo per pagine e intreccio, raccontando senza addolcirla la difficoltà di parlarsi, di guardarsi, di abbracciarsi tra padre e figlia quando è passato ormai il tempo per recuperare e, con esso, tanto silenzio. A ben vedere, infatti, il tempo è un altro dei protagonisti de “Il solitario di Rodriguez”: il suo scorrere, il modo in cui scegliamo di gestirlo o di rimanere passivi nel suo procedere. Ma è anche il tempo narrativo che la fa da padrone grazie a colpi di scena che lo portano ad accelerare fino a collassare per poi rallentare di nuovo accompagnando il lettore verso un finale aperto.

Non c’è soluzione, non c’è risposta qui. Quest’ultimo segreto, quest’ultima ricerca è lasciata al lettore.

Il solitario di Rodriguez

Alice Keller

Risma Editore, 2020

La felicità degli altri

Clotilde ha avuto una vita complicata e un passato pieno di fantasmi che l’assediano, spiriti che riaffiorano, portando alla luce ferite non sanate. Dopo un’infanzia segnata dal dolore della tragica perdita del fratello Emmanuel – la cui causa viene da lei attribuita alla madre – cresce in una casa di accoglienza su una collina, “La casa dei timidi”, gestita da Madame e il Generale, fino a quando, compiuta la maggiore età, decide di andare via e scoprire il mondo. Anni dopo Cloe si sposta a Venezia, dove inizia a studiare arte e conosce il Professor T, che insegna estetica dell’ombra, e nelle sue parole trova un’assonanza che porta i due a conoscersi, passeggiando silenziosamente per le calli e i campi veneziani, anime affini che vedono riflessa nell’altro la propria oscurità. Un romanzo malinconico e nostalgico, che cerca di ricostruire la vita della protagonista, a partire dai frammenti delle sue memorie, come se si trattasse del restauro di un tempio andato in frantumi dopo una catastrofe, un’anastilosi, come dichiara la protagonista nelle prime pagine del libro usando un linguaggio pieno di rimandi all’antichità greca per raccontare questa moderna tragedia frantumata.

La felicità degli altri
Carmen Pellegrino
La Nave di Teseo, 2021

Clotilde ha avuto una vita complicata e un passato pieno di fantasmi che l’assediano, spiriti che riaffiorano, portando alla luce ferite non sanate. Dopo un’infanzia segnata dal dolore della tragica perdita del fratello Emmanuel – la cui causa viene da lei attribuita alla madre – cresce in una casa di accoglienza su una collina, “La casa dei timidi”, gestita da Madame e il Generale, fino a quando, compiuta la maggiore età, decide di andare via e scoprire il mondo. Anni dopo Cloe si sposta a Venezia, dove inizia a studiare arte e conosce il Professor T, che insegna estetica dell’ombra, e nelle sue parole trova un’assonanza che porta i due a conoscersi, passeggiando silenziosamente per le calli e i campi veneziani, anime affini che vedono riflessa nell’altro la propria oscurità. Un romanzo malinconico e nostalgico, che cerca di ricostruire la vita della protagonista, a partire dai frammenti delle sue memorie, come se si trattasse del restauro di un tempio andato in frantumi dopo una catastrofe, un’anastilosi, come dichiara la protagonista nelle prime pagine del libro usando un linguaggio pieno di rimandi all’antichità greca per raccontare questa moderna tragedia frantumata.

La felicità degli altri
Carmen Pellegrino
La Nave di Teseo, 2021

Destinazione vita

Problem solving, decision making, gestione dello stress, comunicazione efficace, empatia, uso consapevole del digitale e pensiero critico. Sono solo alcune delle soft skills che gli autori di “Destinazione vita” hanno selezionato come principali strumenti da portare sempre con sé per affrontare al meglio il viaggio impervio della vita. Un’avventura che spesso ha bisogno di grandi abilità non solo cognitive, ma anche emotive e relazionali per essere vissuta nel modo più sereno e consapevole possibile. Ma cosa sono? Come è possibile acquisirle e, ancor più, svilupparle per una migliore gestione della quotidianità e del futuro? Per aiutare i ragazzi a riconoscerle, a capire come e dove migliorarsi, gli autori hanno creato un divertente (ma istruttivo) percorso diviso in sette sezioni, una per ogni soft skill, che prende le mosse da casi pratici “pronti all’uso” arricchiti da rapidi e intriganti test per valutarne il livello di sviluppo. A ognuna vengono poi associate una playlist tematica, suggerimenti di film, serie tv e libri in grado di aiutare i lettori a metterla in luce con più facilità e – perchè no? – trovare l’ispirazione per accrescerla.

Destinazione vita
di Alberto Pellai e Barbara Tamborini
Illustrazioni di Pemberley Pond
Mondadori, 2021

Problem solving, decision making, gestione dello stress, comunicazione efficace, empatia, uso consapevole del digitale e pensiero critico. Sono solo alcune delle soft skills che gli autori di “Destinazione vita” hanno selezionato come principali strumenti da portare sempre con sé per affrontare al meglio il viaggio impervio della vita. Un’avventura che spesso ha bisogno di grandi abilità non solo cognitive, ma anche emotive e relazionali per essere vissuta nel modo più sereno e consapevole possibile. Ma cosa sono? Come è possibile acquisirle e, ancor più, svilupparle per una migliore gestione della quotidianità e del futuro? Per aiutare i ragazzi a riconoscerle, a capire come e dove migliorarsi, gli autori hanno creato un divertente (ma istruttivo) percorso diviso in sette sezioni, una per ogni soft skill, che prende le mosse da casi pratici “pronti all’uso” arricchiti da rapidi e intriganti test per valutarne il livello di sviluppo. A ognuna vengono poi associate una playlist tematica, suggerimenti di film, serie tv e libri in grado di aiutare i lettori a metterla in luce con più facilità e – perchè no? – trovare l’ispirazione per accrescerla.

Destinazione vita
di Alberto Pellai e Barbara Tamborini
Illustrazioni di Pemberley Pond
Mondadori, 2021

Il libro delle case

Il libro di Andrea Bajani ricostruisce la vita di un uomo, chiamato semplicemente Io, a partire da tutte le case nelle quali ha vissuto, da quella della sua infanzia, alle case da studente, a quella presa in affitto con la sua famiglia. Una casa non è solo un edificio composto da quattro mura e un tetto, ma un luogo popolato da ricordi ed emozioni, può essere casa anche l’automobile familiare, chiamata “Casa semovente di Famiglia”, oppure la stanza di un ospedale nella quale si trovano ricordi dolorosi. È casa anche il guscio di una tartaruga, compagna di giochi del piccolo Io o la stanza nella quale era rinchiuso prigioniero Aldo Moro. Il libro di Andrea Bajani, scritto con una prosa poetica e con uno stile narrativo ricercato e originale ci racconta mezzo secolo di storia attraversando le architetture di diverse città, dagli appartamenti di Torino e Roma, alle mansarde di Parigi, alle camere d’albergo di Londra. Case all’interno delle quali si trovano ricordi scomposti, narrati in brevi capitoli che si muovono tra salti temporali e spazi metaforici, come la “Casa del risparmio” che è in realtà un conto bancario o la “Casa del persempre”, che è una fede nuziale. All’interno del libro si trovano anche le mappe catastali delle case, per visualizzare gli spazi domestici che prendono vita sulle pagine del libro, raccontando le relazioni di chi le vive e i legami di Io, i suoi genitori e i parenti, le sue amicizie, i suoi amori.

Il libro delle case
Andrea Bajani
Feltrinelli, 2021

Il libro di Andrea Bajani ricostruisce la vita di un uomo, chiamato semplicemente Io, a partire da tutte le case nelle quali ha vissuto, da quella della sua infanzia, alle case da studente, a quella presa in affitto con la sua famiglia. Una casa non è solo un edificio composto da quattro mura e un tetto, ma un luogo popolato da ricordi ed emozioni, può essere casa anche l’automobile familiare, chiamata “Casa semovente di Famiglia”, oppure la stanza di un ospedale nella quale si trovano ricordi dolorosi. È casa anche il guscio di una tartaruga, compagna di giochi del piccolo Io o la stanza nella quale era rinchiuso prigioniero Aldo Moro. Il libro di Andrea Bajani, scritto con una prosa poetica e con uno stile narrativo ricercato e originale ci racconta mezzo secolo di storia attraversando le architetture di diverse città, dagli appartamenti di Torino e Roma, alle mansarde di Parigi, alle camere d’albergo di Londra. Case all’interno delle quali si trovano ricordi scomposti, narrati in brevi capitoli che si muovono tra salti temporali e spazi metaforici, come la “Casa del risparmio” che è in realtà un conto bancario o la “Casa del persempre”, che è una fede nuziale. All’interno del libro si trovano anche le mappe catastali delle case, per visualizzare gli spazi domestici che prendono vita sulle pagine del libro, raccontando le relazioni di chi le vive e i legami di Io, i suoi genitori e i parenti, le sue amicizie, i suoi amori.

Il libro delle case
Andrea Bajani
Feltrinelli, 2021

I racconti dei vicoletti

Nie Jun è uno dei più importanti fumettisti cinesi, e nella sua graphic novel “I racconti dei vicoletti”, ci porta a Pechino, nella fitta rete di vicoli chiamati Hutong, dove conosciamo Yu’er, una bambina che non può più camminare a causa di una malformazione congenita alle gambe, ma che sogna di poter diventare una nuotatrice. Il nonno di Yu’er si chiama Doubao e le insegna che nella vita bisogna sempre lottare, senza mai arrendersi. L’eleganza degli acquerelli di Nie Jun (una delle principali forme di pittura dell’arte cinese) e la ricchezza dei dettagli delle tavole, ci fanno immergere tra i vicoli e i cortili che sono il cuore della capitale cinese, apprezzando la bellezza delle piccole storie quotidiane di Yu’er che si svolgono tra queste strade.

I racconti dei vicoletti
Nie Jun ; traduzione di Francesco Savino
Bao, 2017

Nie Jun è uno dei più importanti fumettisti cinesi, e nella sua graphic novel “I racconti dei vicoletti”, ci porta a Pechino, nella fitta rete di vicoli chiamati Hutong, dove conosciamo Yu’er, una bambina che non può più camminare a causa di una malformazione congenita alle gambe, ma che sogna di poter diventare una nuotatrice. Il nonno di Yu’er si chiama Doubao e le insegna che nella vita bisogna sempre lottare, senza mai arrendersi. L’eleganza degli acquerelli di Nie Jun (una delle principali forme di pittura dell’arte cinese) e la ricchezza dei dettagli delle tavole, ci fanno immergere tra i vicoli e i cortili che sono il cuore della capitale cinese, apprezzando la bellezza delle piccole storie quotidiane di Yu’er che si svolgono tra queste strade.

I racconti dei vicoletti
Nie Jun ; traduzione di Francesco Savino
Bao, 2017

Gli occhi di Sara

Viaggia attraverso il dolore (i ricordi amorosi e l’attualità d’un nipote bambino malato d’un raro tumore) la protagonista di “Gli occhi di Sara” di Maurizio De Giovanni, Rizzoli. Lei è Sara Morozzi, detta Mora, l’ex agente dei servizi segreti che ha già avuto successo nella serie di romanzi iniziata con “Sara al tramonto”, Sara è abilissima a decifrare segni del corpo e movimenti misteriosi che nessun altro sa vedere. Torna indietro negli anni, al terrorismo dei primi anni Novanta, per trovare un chirurgo che possa operare il piccolo Massimiliano, il nipotino di Sara. E rilegge scelte, errori, ferite. Finché… Mai arrendersi, anche nel cuore della disperazione più nera.

Gli occhi di Sara
Maurizio De Giovanni
Rizzoli, 2021

Viaggia attraverso il dolore (i ricordi amorosi e l’attualità d’un nipote bambino malato d’un raro tumore) la protagonista di “Gli occhi di Sara” di Maurizio De Giovanni, Rizzoli. Lei è Sara Morozzi, detta Mora, l’ex agente dei servizi segreti che ha già avuto successo nella serie di romanzi iniziata con “Sara al tramonto”, Sara è abilissima a decifrare segni del corpo e movimenti misteriosi che nessun altro sa vedere. Torna indietro negli anni, al terrorismo dei primi anni Novanta, per trovare un chirurgo che possa operare il piccolo Massimiliano, il nipotino di Sara. E rilegge scelte, errori, ferite. Finché… Mai arrendersi, anche nel cuore della disperazione più nera.

Gli occhi di Sara
Maurizio De Giovanni
Rizzoli, 2021

Prosciutto e uova verdi

Non riuscire a far mangiare qualche tipo di cibo ai bambini è un problema piuttosto comune, ma spesso un rifiuto nasce da un pregiudizio, si rifugge qualcosa che non si conosce, alla quale non si è mai data la possibilità di farsi apprezzare. Da questa piccola intuizione nasce un libro divertente e visionario, ormai un classico della letteratura per bambini. Nel libro di Dr. Seuss troviamo una strana creatura che si chiama Nando, detto Ferdi, il quale cerca di convincere un personaggio senza nome a mangiare una pietanza a suo dire deliziosa, un bel piatto di uova con contorno di prosciutto, entrambi però con un’insolita colorazione verde. L’interlocutore di Nando si rifiuta di mangiarlo, dicendo che proprio non gli piace, e ne segue un diverbio che porterà i due protagonisti in strambe situazioni, con luoghi e personaggi insoliti. Alla fine il personaggio stremato accetterà di provare il verde piatto e di mettere in discussione il suo rifiuto.

Prosciutto e uova verdi
Dr. Seuss ; traduzione di Anna Sarfatti
Giunti Junior, 2008

Non riuscire a far mangiare qualche tipo di cibo ai bambini è un problema piuttosto comune, ma spesso un rifiuto nasce da un pregiudizio, si rifugge qualcosa che non si conosce, alla quale non si è mai data la possibilità di farsi apprezzare. Da questa piccola intuizione nasce un libro divertente e visionario, ormai un classico della letteratura per bambini. Nel libro di Dr. Seuss troviamo una strana creatura che si chiama Nando, detto Ferdi, il quale cerca di convincere un personaggio senza nome a mangiare una pietanza a suo dire deliziosa, un bel piatto di uova con contorno di prosciutto, entrambi però con un’insolita colorazione verde. L’interlocutore di Nando si rifiuta di mangiarlo, dicendo che proprio non gli piace, e ne segue un diverbio che porterà i due protagonisti in strambe situazioni, con luoghi e personaggi insoliti. Alla fine il personaggio stremato accetterà di provare il verde piatto e di mettere in discussione il suo rifiuto.

Prosciutto e uova verdi
Dr. Seuss ; traduzione di Anna Sarfatti
Giunti Junior, 2008

Italiani per forza

Rileggere la storia d’Italia, senza miti eroici né nostalgie ideologiche. E ragionare sulla conoscenza di dati e fatti. In tempi così densi di giudizi sommari e retoriche da propaganda, vale la pena prendere in mano libri ben documentati e provare a capire meglio quel che è successo nel lungo e controverso percorso dello Stato nazionale. Libri come “Italiani per forza” ovvero “le leggende contro l’unità d’Italia che è ora di sfatare”, di Dino Messina, Solferino: “Una ricostruzione controcorrente oltre il mito risorgimentale e ogni revisionismo storico di parte”. Messina, “grande firma” del Corriere della Sera, fa leva sul mestiere del buon giornalismo d’inchiesta e sulla passione per le accurate ricostruzioni storiche. L’Unità nazionale non è stata, certo, una passeggiata, ma un’operazione difficile e complessa, non priva di ombre e vecchie e nuove diseguaglianze. Ma comunque un ambizioso e lucido percorso politico e sociale, che ha migliorato, nel tempo, condizioni di vita ed equilibri politici ed economici. Una storia da conoscere meglio.

Italiani per forza. Le leggende contro l’unità d’Italia che è ora di sfatare
Dino Messina
Solferino, 2021

Rileggere la storia d’Italia, senza miti eroici né nostalgie ideologiche. E ragionare sulla conoscenza di dati e fatti. In tempi così densi di giudizi sommari e retoriche da propaganda, vale la pena prendere in mano libri ben documentati e provare a capire meglio quel che è successo nel lungo e controverso percorso dello Stato nazionale. Libri come “Italiani per forza” ovvero “le leggende contro l’unità d’Italia che è ora di sfatare”, di Dino Messina, Solferino: “Una ricostruzione controcorrente oltre il mito risorgimentale e ogni revisionismo storico di parte”. Messina, “grande firma” del Corriere della Sera, fa leva sul mestiere del buon giornalismo d’inchiesta e sulla passione per le accurate ricostruzioni storiche. L’Unità nazionale non è stata, certo, una passeggiata, ma un’operazione difficile e complessa, non priva di ombre e vecchie e nuove diseguaglianze. Ma comunque un ambizioso e lucido percorso politico e sociale, che ha migliorato, nel tempo, condizioni di vita ed equilibri politici ed economici. Una storia da conoscere meglio.

Italiani per forza. Le leggende contro l’unità d’Italia che è ora di sfatare
Dino Messina
Solferino, 2021

Iscriviti alla newsletter