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Il panettone non bastò

Dino Buzzati non amava il Natale, i festeggiamenti, la bontà di facciata che viene rispolverata per un solo giorno all’anno, il consumismo che già dagli anni del boom economico ha sempre più caratterizzato questa Festa. Nonostante questa avversità, nel corso della sua vita l’autore ha dedicato molti testi al Natale. La raccolta postuma “Il panettone non bastò”, edita per la prima volta da Mondadori nel 2004, ne raccoglie trentatré, pubblicati a partire dagli anni Trenta in poi sul Corriere della Sera e su altri giornali. Lorenzo Viganò, curatore dell’antologia, ha scelto articoli, fiabe, racconti e poesie, tra cui troviamo ricordi d’infanzia di Buzzati, corrispondenze da inviato di guerra, una fiaba illustrata, una poesia su Gesù Bambino, la ricerca della spiritualità, le sue riflessioni e analisi sui regali, le considerazioni sull’importanza della fantasia dei bambini. Il racconto che dà il titolo alla raccolta è ambientato durante la guerra, quando il protagonista cerca di organizzare la cena della Vigilia con la speranza di dimenticare il mondo esterno e gli orrori di quel periodo, speranza disattesa dalla constatazione che “nonostante il panettone, ne era venuto fuori un giorno solito, con la solita dannata aspettazione, squallido, rassegnato e nevrastenico come tutti gli altri giorni della guerra”. Pagine intense, a volte delicate a volte amare, che raccontano la magia del Natale nonostante le sue contraddizioni.

Il panettone non bastò

Dino Buzzati

Mondadori, 2004

Dino Buzzati non amava il Natale, i festeggiamenti, la bontà di facciata che viene rispolverata per un solo giorno all’anno, il consumismo che già dagli anni del boom economico ha sempre più caratterizzato questa Festa. Nonostante questa avversità, nel corso della sua vita l’autore ha dedicato molti testi al Natale. La raccolta postuma “Il panettone non bastò”, edita per la prima volta da Mondadori nel 2004, ne raccoglie trentatré, pubblicati a partire dagli anni Trenta in poi sul Corriere della Sera e su altri giornali. Lorenzo Viganò, curatore dell’antologia, ha scelto articoli, fiabe, racconti e poesie, tra cui troviamo ricordi d’infanzia di Buzzati, corrispondenze da inviato di guerra, una fiaba illustrata, una poesia su Gesù Bambino, la ricerca della spiritualità, le sue riflessioni e analisi sui regali, le considerazioni sull’importanza della fantasia dei bambini. Il racconto che dà il titolo alla raccolta è ambientato durante la guerra, quando il protagonista cerca di organizzare la cena della Vigilia con la speranza di dimenticare il mondo esterno e gli orrori di quel periodo, speranza disattesa dalla constatazione che “nonostante il panettone, ne era venuto fuori un giorno solito, con la solita dannata aspettazione, squallido, rassegnato e nevrastenico come tutti gli altri giorni della guerra”. Pagine intense, a volte delicate a volte amare, che raccontano la magia del Natale nonostante le sue contraddizioni.

Il panettone non bastò

Dino Buzzati

Mondadori, 2004

Il mago dei numeri

Come si trasforma la matematica da incubo a sogno? Accade nel libro “Il mago dei numeri”, di Hans Magnus Enzensberger, uno dei massimi esponenti della letteratura tedesca contemporanea, che nel 1997 esce con il suo primo lavoro rivolto a bambini e adolescenti, diventato subito un best seller internazionale e tradotto e ripubblicato in molteplici edizioni fino a oggi.

Roberto è un bambino di undici anni che odia la matematica, anzi ne ha paura, e certo non gli viene in aiuto il suo antipatico insegnante, incapace di trasmetterne l’utilità, tanto meno il fascino.

Ma una notte, in sogno, Roberto incontra il Mago dei Numeri, un anziano signore, piccolo, rosso e irascibile, che per le dodici notti successive gli farà scoprire passo passo il paese incantato dei numeri, affascinandolo e ammettendolo via via a conoscenze sempre più elevate, fra potenze, radici quadrate, numeri primi e teoremi.

Così Roberto viene promosso al primo livello degli Apprendisti dei Numeri e ottiene l’onorificenza della collana con la stella, che si ritroverà al collo anche nella realtà una volta svegliatosi. Cosa succederà a scuola nei giorni successivi è facile da immaginare.

Grazie a un linguaggio divertente, che gioca con i suoni e i significati delle parole, e a una struttura che si costruisce sulla meccanica vorticosa dell’iniziazione, la matematica diventa un mondo fantasioso e fiabesco in cui trattenersi.

Un classico già per la generazione X, “Il mago dei numeri” approda ora alla generazione Alpha, per vivere la matematica come un sapere alla portata di tutti e non come un mondo “per pochi eletti”. E di questo, oggi, c’è ancora un gran bisogno.

Età di lettura: dai 10 anni

Il mago dei numeri. Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica.

Hans Magnus Enzensberger, illustrazioni di Rotraud Susanne Berner

Einaudi, 2014

Come si trasforma la matematica da incubo a sogno? Accade nel libro “Il mago dei numeri”, di Hans Magnus Enzensberger, uno dei massimi esponenti della letteratura tedesca contemporanea, che nel 1997 esce con il suo primo lavoro rivolto a bambini e adolescenti, diventato subito un best seller internazionale e tradotto e ripubblicato in molteplici edizioni fino a oggi.

Roberto è un bambino di undici anni che odia la matematica, anzi ne ha paura, e certo non gli viene in aiuto il suo antipatico insegnante, incapace di trasmetterne l’utilità, tanto meno il fascino.

Ma una notte, in sogno, Roberto incontra il Mago dei Numeri, un anziano signore, piccolo, rosso e irascibile, che per le dodici notti successive gli farà scoprire passo passo il paese incantato dei numeri, affascinandolo e ammettendolo via via a conoscenze sempre più elevate, fra potenze, radici quadrate, numeri primi e teoremi.

Così Roberto viene promosso al primo livello degli Apprendisti dei Numeri e ottiene l’onorificenza della collana con la stella, che si ritroverà al collo anche nella realtà una volta svegliatosi. Cosa succederà a scuola nei giorni successivi è facile da immaginare.

Grazie a un linguaggio divertente, che gioca con i suoni e i significati delle parole, e a una struttura che si costruisce sulla meccanica vorticosa dell’iniziazione, la matematica diventa un mondo fantasioso e fiabesco in cui trattenersi.

Un classico già per la generazione X, “Il mago dei numeri” approda ora alla generazione Alpha, per vivere la matematica come un sapere alla portata di tutti e non come un mondo “per pochi eletti”. E di questo, oggi, c’è ancora un gran bisogno.

Età di lettura: dai 10 anni

Il mago dei numeri. Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica.

Hans Magnus Enzensberger, illustrazioni di Rotraud Susanne Berner

Einaudi, 2014

Due

“Jack Frusciante è uscito dal gruppo” è un romanzo che ha segnato una generazione, quella cresciuta negli anni Novanta, che si è appassionata alla storia di Alessandro e Adelaide sulle pagine del libro e poi sul grande schermo, grazie alla pellicola di Enza Negroni del 1996, con una colonna sonora che vantava pezzi di alcune delle band e dei musicisti italiani più importanti di quegli anni, tra cui C.S.I. e Marlene Kuntz. A distanza di trent’anni dall’uscita del libro, Enrico Brizzi ne scrive il seguito, che riprende le fila della storia dei due protagonisti, con Alex che deve raccogliere i pezzi della sua vita, profondamente segnata dal suicidio dell’amico Martino e dalla partenza di Aidi, che ritroviamo in Pennsylvania, dove svolge uno scambio culturale per un anno. Brizzi ci riporta indietro nel tempo, suscitando nostalgia in chi quegli anni li ha vissuti e curiosità in chi è nato dopo. Si torna a Tangentopoli e alle stragi di mafia, ai viaggi in treno per l’Europa con i biglietti InterRail, al tempo in cui la comunicazione era più lenta, ci si scriveva lettere e si attendeva la risposta per settimane o mesi. E poi anche in questo sequel c’è la musica, che accompagna le emozioni dei protagonisti, Manu Chao – che tra l’altro compare nel libro, incontrando Alex a Parigi – , The Cure, Nirvana e molti altri, sono la colonna sonora che il lettore riproduce nella sua mente sfogliando le pagine del libro.

Due

Enrico Brizzi

HarperCollins, 2024

“Jack Frusciante è uscito dal gruppo” è un romanzo che ha segnato una generazione, quella cresciuta negli anni Novanta, che si è appassionata alla storia di Alessandro e Adelaide sulle pagine del libro e poi sul grande schermo, grazie alla pellicola di Enza Negroni del 1996, con una colonna sonora che vantava pezzi di alcune delle band e dei musicisti italiani più importanti di quegli anni, tra cui C.S.I. e Marlene Kuntz. A distanza di trent’anni dall’uscita del libro, Enrico Brizzi ne scrive il seguito, che riprende le fila della storia dei due protagonisti, con Alex che deve raccogliere i pezzi della sua vita, profondamente segnata dal suicidio dell’amico Martino e dalla partenza di Aidi, che ritroviamo in Pennsylvania, dove svolge uno scambio culturale per un anno. Brizzi ci riporta indietro nel tempo, suscitando nostalgia in chi quegli anni li ha vissuti e curiosità in chi è nato dopo. Si torna a Tangentopoli e alle stragi di mafia, ai viaggi in treno per l’Europa con i biglietti InterRail, al tempo in cui la comunicazione era più lenta, ci si scriveva lettere e si attendeva la risposta per settimane o mesi. E poi anche in questo sequel c’è la musica, che accompagna le emozioni dei protagonisti, Manu Chao – che tra l’altro compare nel libro, incontrando Alex a Parigi – , The Cure, Nirvana e molti altri, sono la colonna sonora che il lettore riproduce nella sua mente sfogliando le pagine del libro.

Due

Enrico Brizzi

HarperCollins, 2024

Il topo sognatore e altri animali di paese

Dal poeta e paesologo Franco Arminio, una nuova edizione del moderno bestiario dell’Italia dei paesi, che incanta e diverte adulti e bambini per il suo racconto capace di tenere lirismo e umorismo insieme. Ci sono il ragno disoccupato, l’asina acquaiola, il calabrone immaginario, la vacca depressa, il cane smemorato, l’anguilla solitaria, il pitone clandestino, il grillo vedovo… Una galleria di cinquantasei piccole storie dove i protagonisti sono sì gli animali, sempre però nella loro relazione con le persone – spesso di affetto, qualche volta di risentimento. Il loro stato d’animo, le loro vicende, ci fanno sorridere per la sincerità – talvolta l’ingenuità – del tono di voce, portandoci a capire quanto sia ancora indissolubile il legame fra gli animali e il genere umano. Un legame che sopravvive proprio nelle comunità dei paesi tanto care alla poetica di Arminio, che supera lo schema della favola e la personificazione degli animali nel suo essere funzionale a parlare di vizi e virtù umane, per consegnare agli animali stessi un’identità: un nome proprio, un ruolo sociale, un carattere con delle precise emozioni, e un ritratto, opera del talento illustrativo di Giulia Masia.

Il topo sognatore e altri animali di paese. Esercizi di paezoologia  

Franco Arminio; illustrazioni di Giulia Masia

Electakids, 2024

Dal poeta e paesologo Franco Arminio, una nuova edizione del moderno bestiario dell’Italia dei paesi, che incanta e diverte adulti e bambini per il suo racconto capace di tenere lirismo e umorismo insieme. Ci sono il ragno disoccupato, l’asina acquaiola, il calabrone immaginario, la vacca depressa, il cane smemorato, l’anguilla solitaria, il pitone clandestino, il grillo vedovo… Una galleria di cinquantasei piccole storie dove i protagonisti sono sì gli animali, sempre però nella loro relazione con le persone – spesso di affetto, qualche volta di risentimento. Il loro stato d’animo, le loro vicende, ci fanno sorridere per la sincerità – talvolta l’ingenuità – del tono di voce, portandoci a capire quanto sia ancora indissolubile il legame fra gli animali e il genere umano. Un legame che sopravvive proprio nelle comunità dei paesi tanto care alla poetica di Arminio, che supera lo schema della favola e la personificazione degli animali nel suo essere funzionale a parlare di vizi e virtù umane, per consegnare agli animali stessi un’identità: un nome proprio, un ruolo sociale, un carattere con delle precise emozioni, e un ritratto, opera del talento illustrativo di Giulia Masia.

Il topo sognatore e altri animali di paese. Esercizi di paezoologia  

Franco Arminio; illustrazioni di Giulia Masia

Electakids, 2024

Bambino

Mattia Gregori, conosciuto a Trieste come “Bambino”, è un ex fascista, la più spietata camicia nera della città, che ha lasciato innumerevoli morti lungo il suo cammino. Mattia è il protagonista dell’ultimo romanzo di Marco Balzano, insieme alla città di Trieste, luogo liminale, dall’identità fluida, che in pochi anni passa attraverso periodi di grande violenza, dal fascismo al nazismo, fino a una breve parentesi comunista. “Bambino” nasce nel 1900 e la sua infanzia è attraversata da diversi abbandoni: il fratello parte per l’America, il suo migliore amico lo lascia e scopre anche che la donna che lo ha cresciuto non è la sua vera madre. La rabbia monta dentro di lui, una ferocia difficile da sedare. Poi l’ingresso nelle camicie nere e un turbinio di eventi che sfociano nella Seconda Guerra Mondiale, nell’occupazione nazista e poi in quella jugoslava, per arrivare alle foibe. Dopo “Resto Qui”, Balzano torna a cimentarsi con il romanzo storico, interrogandosi sui confini dell’animo, sulla Storia e su come questa venga vissuta dagli individui, con le loro scelte personali. E per farlo delinea un personaggio duro e feroce, che lascia il segno nel lettore.

Bambino

Marco Balzano

Einaudi, 2024

Mattia Gregori, conosciuto a Trieste come “Bambino”, è un ex fascista, la più spietata camicia nera della città, che ha lasciato innumerevoli morti lungo il suo cammino. Mattia è il protagonista dell’ultimo romanzo di Marco Balzano, insieme alla città di Trieste, luogo liminale, dall’identità fluida, che in pochi anni passa attraverso periodi di grande violenza, dal fascismo al nazismo, fino a una breve parentesi comunista. “Bambino” nasce nel 1900 e la sua infanzia è attraversata da diversi abbandoni: il fratello parte per l’America, il suo migliore amico lo lascia e scopre anche che la donna che lo ha cresciuto non è la sua vera madre. La rabbia monta dentro di lui, una ferocia difficile da sedare. Poi l’ingresso nelle camicie nere e un turbinio di eventi che sfociano nella Seconda Guerra Mondiale, nell’occupazione nazista e poi in quella jugoslava, per arrivare alle foibe. Dopo “Resto Qui”, Balzano torna a cimentarsi con il romanzo storico, interrogandosi sui confini dell’animo, sulla Storia e su come questa venga vissuta dagli individui, con le loro scelte personali. E per farlo delinea un personaggio duro e feroce, che lascia il segno nel lettore.

Bambino

Marco Balzano

Einaudi, 2024

Kafka per bambini. Il cavaliere del secchio e altri racconti

Avvicinare i bambini alla lettura dei classici attraverso la dimensione onirica e fantastica del racconto. Ci prova Atmosphere Libri con la collana “Zucchero filato”, di cui fa parte anche “Kafka per bambini. Il cavaliere del secchio e altri racconti”. Il libro raccoglie quattro microstorie scritte da Franz Kafka intorno al 1917, particolarmente misteriose e criptiche, a tratti grottesche, capaci per questo di sintonizzarsi con la naturale attrazione dei bambini verso lo straordinario e il meraviglioso.

“Il cavaliere del secchio”, in particolare, è la storia narrata in prima persona da un misterioso personaggio che in una notte gelida va alla ricerca di un po’ di carbone per la stufa e accade che il secchio vuoto che ha in mano gli faccia da cavallo, sollevandolo magicamente in cielo verso la casa del carbonaio cui pietire un po’ di rifornimento. In questa notte nera che si preannuncia prodigiosa, il miracolo tuttavia non avviene: il pover’uomo viene cacciato a grembiulate dalla moglie del carbonaio, insensibile alle sue richieste nonostante la volontà del marito, ed è così costretto a prendere la via dei monti ghiacciati. Un finale che chiede di essere accettato nella sua stranezza, ma capace di accendere la fantasia dei bambini in cerca di un suo completamento.

Gli splendidi disegni di Strambetty, illustratrice e grafica comasca cui è assegnata l’interna collana, rilanciano la dimensione surreale delle storie amplificandone la presa, anche sui lettori adulti.

Nell’anno in cui ricorre il centenario della morte di uno dei più grandi scrittori europei del Novecento, “Kafka per bambini. Il cavaliere del secchio e altri racconti” è un libro da leggere, anche per le sue molteplici potenzialità di significato e messaggi. Parola di Italo Calvino, che in chiusura della lezione americana Leggerezza scrive: «Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi. La leggerezza, per esempio, le cui virtù questa conferenza ha cercato d’illustrare».

Kafka per bambini. Il cavaliere del secchio e altri racconti

Illustrazioni di Strambetty

Atmoshpere Libri, 2020

Avvicinare i bambini alla lettura dei classici attraverso la dimensione onirica e fantastica del racconto. Ci prova Atmosphere Libri con la collana “Zucchero filato”, di cui fa parte anche “Kafka per bambini. Il cavaliere del secchio e altri racconti”. Il libro raccoglie quattro microstorie scritte da Franz Kafka intorno al 1917, particolarmente misteriose e criptiche, a tratti grottesche, capaci per questo di sintonizzarsi con la naturale attrazione dei bambini verso lo straordinario e il meraviglioso.

“Il cavaliere del secchio”, in particolare, è la storia narrata in prima persona da un misterioso personaggio che in una notte gelida va alla ricerca di un po’ di carbone per la stufa e accade che il secchio vuoto che ha in mano gli faccia da cavallo, sollevandolo magicamente in cielo verso la casa del carbonaio cui pietire un po’ di rifornimento. In questa notte nera che si preannuncia prodigiosa, il miracolo tuttavia non avviene: il pover’uomo viene cacciato a grembiulate dalla moglie del carbonaio, insensibile alle sue richieste nonostante la volontà del marito, ed è così costretto a prendere la via dei monti ghiacciati. Un finale che chiede di essere accettato nella sua stranezza, ma capace di accendere la fantasia dei bambini in cerca di un suo completamento.

Gli splendidi disegni di Strambetty, illustratrice e grafica comasca cui è assegnata l’interna collana, rilanciano la dimensione surreale delle storie amplificandone la presa, anche sui lettori adulti.

Nell’anno in cui ricorre il centenario della morte di uno dei più grandi scrittori europei del Novecento, “Kafka per bambini. Il cavaliere del secchio e altri racconti” è un libro da leggere, anche per le sue molteplici potenzialità di significato e messaggi. Parola di Italo Calvino, che in chiusura della lezione americana Leggerezza scrive: «Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi. La leggerezza, per esempio, le cui virtù questa conferenza ha cercato d’illustrare».

Kafka per bambini. Il cavaliere del secchio e altri racconti

Illustrazioni di Strambetty

Atmoshpere Libri, 2020

Le verità spezzate

“Le verità spezzate” è il nuovo romanzo di Alessandro Robecchi, edito da Rizzoli. Il titolo del libro è anche quello del film più celebre del protagonista, Manlio Parrini, regista settantenne che decide di lanciarsi in un nuovo progetto, dopo anni di assenza dal mondo del cinema. Il film che vuole realizzare e per il quale cerca un produttore è basato sulla vita di Augusto De Angelis, giallista italiano – realmente esistito – che negli anni Quaranta venne violentemente ucciso in circostanze poco chiare, che fanno pensare allo squadrismo fascista. Un mistero importante da raccontare per Parrini, la vita di un uomo dal libero pensiero terminata probabilmente per motivi politici, a causa dell’ottusa censura del regime. Mentre Parrini si trova ancora in fase di scrittura del film, un nuovo mistero irrompe nella sua vita: l’omicidio della vedova Bastioni, sua vicina di casa, un caso che ricorda molto proprio i gialli di De Angelis. Una doppia indagine che incrocia misteri del passato e del presente, che hanno a che fare con la libertà e con i condizionamenti, narrata con la consueta ironia e leggerezza di penna di Robecchi.

Le verità spezzate
Alessandro Robecchi
Rizzoli, 2024

“Le verità spezzate” è il nuovo romanzo di Alessandro Robecchi, edito da Rizzoli. Il titolo del libro è anche quello del film più celebre del protagonista, Manlio Parrini, regista settantenne che decide di lanciarsi in un nuovo progetto, dopo anni di assenza dal mondo del cinema. Il film che vuole realizzare e per il quale cerca un produttore è basato sulla vita di Augusto De Angelis, giallista italiano – realmente esistito – che negli anni Quaranta venne violentemente ucciso in circostanze poco chiare, che fanno pensare allo squadrismo fascista. Un mistero importante da raccontare per Parrini, la vita di un uomo dal libero pensiero terminata probabilmente per motivi politici, a causa dell’ottusa censura del regime. Mentre Parrini si trova ancora in fase di scrittura del film, un nuovo mistero irrompe nella sua vita: l’omicidio della vedova Bastioni, sua vicina di casa, un caso che ricorda molto proprio i gialli di De Angelis. Una doppia indagine che incrocia misteri del passato e del presente, che hanno a che fare con la libertà e con i condizionamenti, narrata con la consueta ironia e leggerezza di penna di Robecchi.

Le verità spezzate
Alessandro Robecchi
Rizzoli, 2024

La favola di Mamma Pipistrello

A quale famiglia appartengono i pipistrelli? A quella dei topi, con cui condividono le orecchie grandi? A quella degli uccelli, perché volano? O a quella degli uomini, che allattano i loro piccoli, proprio come i pipistrelli? La favola africana di Mamma Pipistrello che un giorno decide di andare a far visita a qualcuno dei suoi parenti ma non viene riconosciuta da nessuno di loro, mette in scena con un linguaggio semplice e diretto la mancata esperienza dell’inclusione.

Poiché i topi non volano, gli uccelli non hanno denti e gli uomini non escono di notte a cacciare, Mamma Pipistrello viene respinta da tutti gli animali “parenti” cui si presenta, che incapaci di guardare oltre lo stereotipo, vedono di lei solo le differenze e per queste la rifiutano.

Ma come tutte le favole, la storia di Mamma Pipistrello, liberamente tratta dal racconto di Babakar Mbaye Ndaak, autore e cantore senegalese, ci consegna una morale: Mamma Pipistrello torna a casa delusa e arrabbiata, decidendo insieme ai suoi piccoli che d’ora in poi vivranno a modo loro, appesi a un albero a testa in giù. È la vittoria dell’unicità sullo stereotipo, oltre che una suggestiva affabulazione sulle origini di un animale davvero speciale.

Le illustrazioni di Marta Solazzo, colorate e giocose, avvicinano la narrazione ai piccoli lettori, conferendole leggerezza e ilarità.

Questo è un libro per bambini con una storia che si fa ricordare.

La favola di Mamma Pipistrello

Liberamente tratta da un racconto di Babakar Mbaye Ndaak, illustrazioni di Marta Solazzo

Modu Modu, 2013

A quale famiglia appartengono i pipistrelli? A quella dei topi, con cui condividono le orecchie grandi? A quella degli uccelli, perché volano? O a quella degli uomini, che allattano i loro piccoli, proprio come i pipistrelli? La favola africana di Mamma Pipistrello che un giorno decide di andare a far visita a qualcuno dei suoi parenti ma non viene riconosciuta da nessuno di loro, mette in scena con un linguaggio semplice e diretto la mancata esperienza dell’inclusione.

Poiché i topi non volano, gli uccelli non hanno denti e gli uomini non escono di notte a cacciare, Mamma Pipistrello viene respinta da tutti gli animali “parenti” cui si presenta, che incapaci di guardare oltre lo stereotipo, vedono di lei solo le differenze e per queste la rifiutano.

Ma come tutte le favole, la storia di Mamma Pipistrello, liberamente tratta dal racconto di Babakar Mbaye Ndaak, autore e cantore senegalese, ci consegna una morale: Mamma Pipistrello torna a casa delusa e arrabbiata, decidendo insieme ai suoi piccoli che d’ora in poi vivranno a modo loro, appesi a un albero a testa in giù. È la vittoria dell’unicità sullo stereotipo, oltre che una suggestiva affabulazione sulle origini di un animale davvero speciale.

Le illustrazioni di Marta Solazzo, colorate e giocose, avvicinano la narrazione ai piccoli lettori, conferendole leggerezza e ilarità.

Questo è un libro per bambini con una storia che si fa ricordare.

La favola di Mamma Pipistrello

Liberamente tratta da un racconto di Babakar Mbaye Ndaak, illustrazioni di Marta Solazzo

Modu Modu, 2013

Popoff

Graziano Gala scrive una fiaba malinconica e a tratti comica, tenera e tragica allo stesso tempo. Popoff è il soprannome che viene affibbiato a un bambino misterioso, che appare una notte in paese, vestito con più strati di cappotti e una sciarpa che gli copre il viso, bussa alla porta di Cimino con una domanda “Mi scusi, signore, ha visto per caso mio padre?”. Popoff, come il piccolo cosacco della famosa canzone dello Zecchino d’Oro, che continua a ripetere la sua domanda cercando aiuto e trovandosi a volte di fronte alla gentilezza e a volte di fronte alla crudeltà e all’orrore della vita, che lo lasciano sgomento. Il romanzo è scritto con uno stile giocoso ma coltissimo, con una prosa che sembra una filastrocca, che parte dal dialetto salentino ma si trasforma in qualcos’altro e muta a seconda della parlata dei personaggi. L’autore si diverte a inventare neologismi e trovare una lingua quasi infantile, curiosa e irriverente, che ci stupisce con le sue trovate bizzarre e con la sua musicalità.

Popoff

Graziano Gala

Minimum fax, 2024

Graziano Gala scrive una fiaba malinconica e a tratti comica, tenera e tragica allo stesso tempo. Popoff è il soprannome che viene affibbiato a un bambino misterioso, che appare una notte in paese, vestito con più strati di cappotti e una sciarpa che gli copre il viso, bussa alla porta di Cimino con una domanda “Mi scusi, signore, ha visto per caso mio padre?”. Popoff, come il piccolo cosacco della famosa canzone dello Zecchino d’Oro, che continua a ripetere la sua domanda cercando aiuto e trovandosi a volte di fronte alla gentilezza e a volte di fronte alla crudeltà e all’orrore della vita, che lo lasciano sgomento. Il romanzo è scritto con uno stile giocoso ma coltissimo, con una prosa che sembra una filastrocca, che parte dal dialetto salentino ma si trasforma in qualcos’altro e muta a seconda della parlata dei personaggi. L’autore si diverte a inventare neologismi e trovare una lingua quasi infantile, curiosa e irriverente, che ci stupisce con le sue trovate bizzarre e con la sua musicalità.

Popoff

Graziano Gala

Minimum fax, 2024

Bambini nascosti

Una bambina, di spalle, in una stanza, appoggiata a una parete total blue, gli occhi sono chiusi, sta contando. Oltre la porta si spalanca lo spazio sconfinato del gioco più amato del mondo, i bambini nascosti che presto saranno cercati e ora sono soli, sospesi fra paura e desiderio di essere scoperti.

Inizia in copertina con un senso di inquietudine la storia di “Bambini nascosti”, l’ultimo libro di Franco Matticchio, tra i più noti e apprezzati disegnatori del panorama editoriale italiano, vincitore del Premio Extraordinary Award di Bologna Children’s Book Fair 2024. L’inquietudine condensa tutte le emozioni che il gioco del nascondino fa vivere, da sempre: l’attesa, la sorpresa, l’eccitazione della fuga, la corsa verso la salvezza…

Le illustrazioni raffinate di Matticchio mostrano pagina dopo pagina bambine e bambini nascosti fra fitti intrecci di rami d’albero, accoccolati dietro lo schienale di sedie, poltrone, strumenti musicali, in posizioni imprevedibili…

Queste tavole si accompagnano a un testo essenziale – una lista di nomi propri, che echeggiano l’euforia di chi ha scovato i compagni -, una breve poesia (donata da Vincenzo Mollica) e un incipit dantesco, a evocare  tutto il potere di formazione di questo gioco antichissimo.

Cercare il senso nascosto nel repertorio dei nomi – così ricco di citazioni e rimandi a personaggi della cultura e della storia – diventa il gioco dell’adulto, cercare le bambine e i bambini nascosti nei mille habitat possibili della fantasia oltre i confini delle stanze total blue è invece il gioco senza età che ci rende così cara la lettura di questo libro.

Bambini nascosti

Franco Matticchio

Vanvere Edizioni, 2023

Una bambina, di spalle, in una stanza, appoggiata a una parete total blue, gli occhi sono chiusi, sta contando. Oltre la porta si spalanca lo spazio sconfinato del gioco più amato del mondo, i bambini nascosti che presto saranno cercati e ora sono soli, sospesi fra paura e desiderio di essere scoperti.

Inizia in copertina con un senso di inquietudine la storia di “Bambini nascosti”, l’ultimo libro di Franco Matticchio, tra i più noti e apprezzati disegnatori del panorama editoriale italiano, vincitore del Premio Extraordinary Award di Bologna Children’s Book Fair 2024. L’inquietudine condensa tutte le emozioni che il gioco del nascondino fa vivere, da sempre: l’attesa, la sorpresa, l’eccitazione della fuga, la corsa verso la salvezza…

Le illustrazioni raffinate di Matticchio mostrano pagina dopo pagina bambine e bambini nascosti fra fitti intrecci di rami d’albero, accoccolati dietro lo schienale di sedie, poltrone, strumenti musicali, in posizioni imprevedibili…

Queste tavole si accompagnano a un testo essenziale – una lista di nomi propri, che echeggiano l’euforia di chi ha scovato i compagni -, una breve poesia (donata da Vincenzo Mollica) e un incipit dantesco, a evocare  tutto il potere di formazione di questo gioco antichissimo.

Cercare il senso nascosto nel repertorio dei nomi – così ricco di citazioni e rimandi a personaggi della cultura e della storia – diventa il gioco dell’adulto, cercare le bambine e i bambini nascosti nei mille habitat possibili della fantasia oltre i confini delle stanze total blue è invece il gioco senza età che ci rende così cara la lettura di questo libro.

Bambini nascosti

Franco Matticchio

Vanvere Edizioni, 2023

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