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La grande fabbrica delle parole

In occasione di San Valentino recensiamo un longseller di Agnès de Lestrade, giornalista e autrice di libri per bambini, illustrato dall’argentina Valeria Docampo per le edizioni Terre di Mezzo. Un successo internazionale, tradotto in trenta lingue, vincitore del Prix Papillotes 2010 e il Prix littéraire de la Citoyenneté 2010.
Il piccolo Philéas è innamorato della dolce Cybelle e vorrebbe dirle “Ti amo”, ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio. Al contrario di Oscar, che è invece ricchissimo e sfrontato, e ha deciso di dichiarare alla bambina che un giorno la sposerà. Già, perché i protagonisti di questa storia vivono in un paese dove le persone parlano poco, perché per poter pronunciare le parole bisogna comprarle. Le parole più importanti, però, costano molto, dunque soltanto chi può permettersele, ovvero i ricchi, ha la possibilità di scegliere quelle che davvero desidera, mentre i poveri debbono accontentarsi delle parole che avanzano, spesso inadatte rispetto alle intenzioni. Ma le parole per dire l’amore – questo è il messaggio della storia – sono quelle più semplici che arrivano dritte al cuore, come “Ciliegia… polvere… seggiola!”.  Riuscirà Philéas a conquistare il cuore di Cybelle?
“La grande fabbrica delle parole” è un libro squisito, ricco di contenuti poetici e contemporanei, in primis il valore delle parole e del loro potere inestimabile di renderci liberi.

Età di lettura: dai 4 anni

La grande fabbrica delle parole

Agnès de Lestrade, illustrazioni di Valeria Docampo

Terre di mezzo Editore, 2010

In occasione di San Valentino recensiamo un longseller di Agnès de Lestrade, giornalista e autrice di libri per bambini, illustrato dall’argentina Valeria Docampo per le edizioni Terre di Mezzo. Un successo internazionale, tradotto in trenta lingue, vincitore del Prix Papillotes 2010 e il Prix littéraire de la Citoyenneté 2010.
Il piccolo Philéas è innamorato della dolce Cybelle e vorrebbe dirle “Ti amo”, ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio. Al contrario di Oscar, che è invece ricchissimo e sfrontato, e ha deciso di dichiarare alla bambina che un giorno la sposerà. Già, perché i protagonisti di questa storia vivono in un paese dove le persone parlano poco, perché per poter pronunciare le parole bisogna comprarle. Le parole più importanti, però, costano molto, dunque soltanto chi può permettersele, ovvero i ricchi, ha la possibilità di scegliere quelle che davvero desidera, mentre i poveri debbono accontentarsi delle parole che avanzano, spesso inadatte rispetto alle intenzioni. Ma le parole per dire l’amore – questo è il messaggio della storia – sono quelle più semplici che arrivano dritte al cuore, come “Ciliegia… polvere… seggiola!”.  Riuscirà Philéas a conquistare il cuore di Cybelle?
“La grande fabbrica delle parole” è un libro squisito, ricco di contenuti poetici e contemporanei, in primis il valore delle parole e del loro potere inestimabile di renderci liberi.

Età di lettura: dai 4 anni

La grande fabbrica delle parole

Agnès de Lestrade, illustrazioni di Valeria Docampo

Terre di mezzo Editore, 2010

Officina Gio Ponti

Personalità poliedrica, Gio Ponti è stato uno dei più importanti architetti e intellettuali italiani del XX secolo. Il volume edito da Quodlibet ne vuole raccontare proprio la molteplicità di attitudini e ambiti di lavoro, attraverso otto saggi divisi in quattro aree tematiche, dedicate alla scrittura per riviste e giornali, alla grafica e all’illustrazione editoriale, all’architettura e al design. Il lavoro di Ponti viene paragonato a quello di un artigiano, un lavoro di metodo comune applicato a materiali differenti, il prodotto di un’officina di progetto, da cui il titolo del volume. Celebre esempio di questo approccio multidisciplinare è stata la progettazione del “Pirellone”, di cui si parla nel saggio di Fulvio Irace. Gio Ponti curò non solo la progettazione strutturale, che si inseriva nella sua più ampia visione di una Milano verticale, ma anche gli interni, con minuziosa attenzione a ogni singolo dettaglio, calcolando le relazioni tra spazio e lavoro, l’illuminazione, l’acustica, gli arredi, creando una corrispondenza organica tra interno ed esterno dell’edifico. Ogni piano venne progettato tenendo conto delle necessità delle persone che lo avrebbero popolato. Un’architettura sempre sociale, volta a costruire paesaggi urbani che rispondessero alle esigenze della comunità.

Officina Gio Ponti. Scrittura, grafica, architettura, design

A cura di Manfredo di Robilant e Manuel Orazi

Quodlibet, 2023

Personalità poliedrica, Gio Ponti è stato uno dei più importanti architetti e intellettuali italiani del XX secolo. Il volume edito da Quodlibet ne vuole raccontare proprio la molteplicità di attitudini e ambiti di lavoro, attraverso otto saggi divisi in quattro aree tematiche, dedicate alla scrittura per riviste e giornali, alla grafica e all’illustrazione editoriale, all’architettura e al design. Il lavoro di Ponti viene paragonato a quello di un artigiano, un lavoro di metodo comune applicato a materiali differenti, il prodotto di un’officina di progetto, da cui il titolo del volume. Celebre esempio di questo approccio multidisciplinare è stata la progettazione del “Pirellone”, di cui si parla nel saggio di Fulvio Irace. Gio Ponti curò non solo la progettazione strutturale, che si inseriva nella sua più ampia visione di una Milano verticale, ma anche gli interni, con minuziosa attenzione a ogni singolo dettaglio, calcolando le relazioni tra spazio e lavoro, l’illuminazione, l’acustica, gli arredi, creando una corrispondenza organica tra interno ed esterno dell’edifico. Ogni piano venne progettato tenendo conto delle necessità delle persone che lo avrebbero popolato. Un’architettura sempre sociale, volta a costruire paesaggi urbani che rispondessero alle esigenze della comunità.

Officina Gio Ponti. Scrittura, grafica, architettura, design

A cura di Manfredo di Robilant e Manuel Orazi

Quodlibet, 2023

Ho sognato la cioccolata per anni

È il romanzo autobiografico sulla tragedia dell’Olocausto trai più letti nelle scuole, scritto da Trudi Birger con l’aiuto di Jeffrey M. Green, suo editore, pubblicato nel 1992, tradotto in tutto il mondo e vincitore in Italia del Premio Andersen 2005 – categoria oltre i 12 anni.
Lo recensiamo in occasione del Giorno della Memoria, perché si tratta di una testimonianza di grande impatto emotivo, la storia vera di una ragazzina, raccontata in prima persona con un linguaggio molto semplice, che parla dritto al cuore.
Trudi viene strappata alla sua quotidianità nella Francoforte benestante dei “the danzanti” e si ritrova rinchiusa nel ghetto di Kosvo e poi deportata all’età di sedici anni con la mamma nel campo di concentramento di Stutthof. Per cinque anni vive gli orrori del campo di sterminio – la fame, il freddo, le umiliazioni, la spietatezza disumana dei soldati, la disperazione – scampando alla morte sulla porta di un forno crematorio. Ma in questa tragedia c’è una forza superiore che impedisce a Trudi di disperare: è il legame con la madre, intenso e profondo. Nonostante l’inferno in cui è immersa, Trudi non smette di sperare, di desiderare, di pensare che la vita sia ancora possibile, che ci sia ancora un futuro per lei. Non smette nemmeno di sognare, quelle tazze fumanti di cioccolata che hanno scaldato e coccolato la sua infanzia tornano la notte nel lager facendole riassaporare il calore della sua famiglia. Ed è proprio grazie alla tenacia e ai valori delle sue origini che Trudi si salva. La storia continua fuori dal libro: Trudi Birger, sopravvissuta agli orrori della Shoah, alla fine della Seconda guerra mondiale si trasferisce a Gerusalemme dove, insieme alla sua numerosa famiglia, si dedica ai bambini più poveri, di qualunque etnia e religione, fino alla sua morte, nel 2002.

Età di lettura: dagli 11 anni

Ho sognato la cioccolata per anni
Trudi Birger
Pickwick, 2013

È il romanzo autobiografico sulla tragedia dell’Olocausto trai più letti nelle scuole, scritto da Trudi Birger con l’aiuto di Jeffrey M. Green, suo editore, pubblicato nel 1992, tradotto in tutto il mondo e vincitore in Italia del Premio Andersen 2005 – categoria oltre i 12 anni.
Lo recensiamo in occasione del Giorno della Memoria, perché si tratta di una testimonianza di grande impatto emotivo, la storia vera di una ragazzina, raccontata in prima persona con un linguaggio molto semplice, che parla dritto al cuore.
Trudi viene strappata alla sua quotidianità nella Francoforte benestante dei “the danzanti” e si ritrova rinchiusa nel ghetto di Kosvo e poi deportata all’età di sedici anni con la mamma nel campo di concentramento di Stutthof. Per cinque anni vive gli orrori del campo di sterminio – la fame, il freddo, le umiliazioni, la spietatezza disumana dei soldati, la disperazione – scampando alla morte sulla porta di un forno crematorio. Ma in questa tragedia c’è una forza superiore che impedisce a Trudi di disperare: è il legame con la madre, intenso e profondo. Nonostante l’inferno in cui è immersa, Trudi non smette di sperare, di desiderare, di pensare che la vita sia ancora possibile, che ci sia ancora un futuro per lei. Non smette nemmeno di sognare, quelle tazze fumanti di cioccolata che hanno scaldato e coccolato la sua infanzia tornano la notte nel lager facendole riassaporare il calore della sua famiglia. Ed è proprio grazie alla tenacia e ai valori delle sue origini che Trudi si salva. La storia continua fuori dal libro: Trudi Birger, sopravvissuta agli orrori della Shoah, alla fine della Seconda guerra mondiale si trasferisce a Gerusalemme dove, insieme alla sua numerosa famiglia, si dedica ai bambini più poveri, di qualunque etnia e religione, fino alla sua morte, nel 2002.

Età di lettura: dagli 11 anni

Ho sognato la cioccolata per anni
Trudi Birger
Pickwick, 2013

Nella tua pelle

L’Istituto per i figli della guerra di Portogruaro è un luogo che accoglie quei bambini, spesso nati da relazioni illegittime o da violenze perpetrate durante la Prima Guerra Mondiale, che sono stati in seguito abbandonati dalle loro famiglie. È lì che, all’inizio degli anni Venti, incontriamo Giovanna, Caterina e Vittorio, tre bambini ripudiati dalle loro famiglie che si conoscono nell’Istituto e che poi si separano per le circostanze della vita. Giovanna viene adottata da una ricca coppia di Padova che le cambia il nome e cerca di trasformarla in una signorina perbene. Vittorio fugge dall’istituto. Caterina, invece, può contare sulla forza di un legame che la guida e le offre una nuova possibilità. Chiara Carminati torna a raccontarci una storia che intreccia le vite dei suoi protagonisti a fatti storici dimenticati o passati in secondo piano, grazie anche a un’accurata ricerca nell’archivio dell’Istituto San Filippo Neri, creato nel 1918 a Portogruaro e a cui si ispira quello del romanzo. Con uno stile elegante e poetico, l’autrice ci fa appassionare alle vicende dei tre protagonisti nel corso di quasi quindici anni, in cui li vediamo crescere e cambiare, cercando di trovare la loro strada.

Età di lettura: da 11 anni.

Nella tua pelle

Chiara Carminati

Bompiani, 2024

L’Istituto per i figli della guerra di Portogruaro è un luogo che accoglie quei bambini, spesso nati da relazioni illegittime o da violenze perpetrate durante la Prima Guerra Mondiale, che sono stati in seguito abbandonati dalle loro famiglie. È lì che, all’inizio degli anni Venti, incontriamo Giovanna, Caterina e Vittorio, tre bambini ripudiati dalle loro famiglie che si conoscono nell’Istituto e che poi si separano per le circostanze della vita. Giovanna viene adottata da una ricca coppia di Padova che le cambia il nome e cerca di trasformarla in una signorina perbene. Vittorio fugge dall’istituto. Caterina, invece, può contare sulla forza di un legame che la guida e le offre una nuova possibilità. Chiara Carminati torna a raccontarci una storia che intreccia le vite dei suoi protagonisti a fatti storici dimenticati o passati in secondo piano, grazie anche a un’accurata ricerca nell’archivio dell’Istituto San Filippo Neri, creato nel 1918 a Portogruaro e a cui si ispira quello del romanzo. Con uno stile elegante e poetico, l’autrice ci fa appassionare alle vicende dei tre protagonisti nel corso di quasi quindici anni, in cui li vediamo crescere e cambiare, cercando di trovare la loro strada.

Età di lettura: da 11 anni.

Nella tua pelle

Chiara Carminati

Bompiani, 2024

Il ciambellano e il lupo

Simona Baldelli entra nella terna finalista del Premio Campiello Junior 2025, 11-14 anni, con un romanzo di formazione per ragazzi dedicato alla relazione con il padre. La storia è quella di Giorgio, un ragazzino di 14 anni che vive sulle colline intorno a Pesaro, terra d’origine dell’autrice e protagonista di molte sue opere. Giorgio sta crescendo ed è alle prese con tutte le sue paure, del buio, dei lupi, del mare. Ma soprattutto con la sua identità, quell’identità che sta abbandonando il territorio dell’infanzia per affacciarsi nel complicato e spinoso mondo dell’età adulta. Solo che a sostenere questo processo manca il padre, partito per la guerra e rientrato trasformato: ha perso l’uso di una gamba ed è irascibile. Giorgio non riesce a riconoscerlo e fatica anche a costruirsi un insieme di riferimenti che abbia senso e restituisca conferme. Sarà l’amore verso Marianna a spingerlo a spostarsi, destinazione il mare, e in una notte coraggiosa, grazie all’amicizia con un lupo, il ragazzo ritroverà suo padre, scoprendo l’uomo vero che è in lui, con le sue paure e le sue debolezze. Il libro è una storia delicata che parla di crescita, di ricerca e di cambiamento, raccontata con un linguaggio vivido ricco di discorsi in dialetto, che lo rendono ancora più autentico e territorialmente radicato. Da leggere anche per cogliere il valore speciale dell’amicizia con un animale, in questo caso ferito, in virtù di quel prendersi cura nella relazione di reciprocità, che allena all’attenzione e alla premura anche verso se stessi.

Età di lettura: dai 10 anni

Il ciambellano e il lupo

Simona Baldelli, illustrazioni di Francesco Chiacchio

Emons edizioni, 2024

Simona Baldelli entra nella terna finalista del Premio Campiello Junior 2025, 11-14 anni, con un romanzo di formazione per ragazzi dedicato alla relazione con il padre. La storia è quella di Giorgio, un ragazzino di 14 anni che vive sulle colline intorno a Pesaro, terra d’origine dell’autrice e protagonista di molte sue opere. Giorgio sta crescendo ed è alle prese con tutte le sue paure, del buio, dei lupi, del mare. Ma soprattutto con la sua identità, quell’identità che sta abbandonando il territorio dell’infanzia per affacciarsi nel complicato e spinoso mondo dell’età adulta. Solo che a sostenere questo processo manca il padre, partito per la guerra e rientrato trasformato: ha perso l’uso di una gamba ed è irascibile. Giorgio non riesce a riconoscerlo e fatica anche a costruirsi un insieme di riferimenti che abbia senso e restituisca conferme. Sarà l’amore verso Marianna a spingerlo a spostarsi, destinazione il mare, e in una notte coraggiosa, grazie all’amicizia con un lupo, il ragazzo ritroverà suo padre, scoprendo l’uomo vero che è in lui, con le sue paure e le sue debolezze. Il libro è una storia delicata che parla di crescita, di ricerca e di cambiamento, raccontata con un linguaggio vivido ricco di discorsi in dialetto, che lo rendono ancora più autentico e territorialmente radicato. Da leggere anche per cogliere il valore speciale dell’amicizia con un animale, in questo caso ferito, in virtù di quel prendersi cura nella relazione di reciprocità, che allena all’attenzione e alla premura anche verso se stessi.

Età di lettura: dai 10 anni

Il ciambellano e il lupo

Simona Baldelli, illustrazioni di Francesco Chiacchio

Emons edizioni, 2024

Una casa fuori dal tempo

Vera e Caspian sono due fratelli che hanno perso i genitori da piccoli, a causa di un naufragio. Vera ha trascorso l’infanzia a Londra, dalla zia Eunice, mentre il fratello più grande è rimasto lontano, in un collegio del Nord dell’Inghilterra ottocentesca. Dopo anni vissuti lontani Caspian, diventato archeologo, chiede alla sorella di unirsi a lui per un’avventura che li porterà in un luogo magico, cristallizzato nel tempo: la città di Pompei, che sta riaffiorando in seguito agli scavi archeologici nell’area. Come se fosse una sorta di Grand Tour, di quelli che fanno i giovani ricchi per conoscere il mondo e le civiltà del passato. Per Caspian si tratta di lavoro, ma per Vera è un’opportunità per iniziare una nuova vita. E così, come in un “romanzo per signorine”, decide di partire, nonostante l’iniziale opposizione della zia, che non trova adatto a lei un luogo così polveroso, assolato, pieno di uomini. Inizia una nuova stagione alle pendici del Vesuvio, piena di scoperte, luoghi da esplorare e un’amicizia importante, quella con Ginestra, che la guida alla scoperta dei segreti della città. Un romanzo di formazione magico e onirico, in cui la crescita interiore della protagonista si intreccia ai ritrovamenti archeologici e ai misteri che emergono dalle rovine di Pompei.

Età di lettura: da 10 anni.

Una casa fuori dal tempo

Beatrice Masini; illustrazioni di Elisabetta Stoinich

Mondadori, 2024

Vera e Caspian sono due fratelli che hanno perso i genitori da piccoli, a causa di un naufragio. Vera ha trascorso l’infanzia a Londra, dalla zia Eunice, mentre il fratello più grande è rimasto lontano, in un collegio del Nord dell’Inghilterra ottocentesca. Dopo anni vissuti lontani Caspian, diventato archeologo, chiede alla sorella di unirsi a lui per un’avventura che li porterà in un luogo magico, cristallizzato nel tempo: la città di Pompei, che sta riaffiorando in seguito agli scavi archeologici nell’area. Come se fosse una sorta di Grand Tour, di quelli che fanno i giovani ricchi per conoscere il mondo e le civiltà del passato. Per Caspian si tratta di lavoro, ma per Vera è un’opportunità per iniziare una nuova vita. E così, come in un “romanzo per signorine”, decide di partire, nonostante l’iniziale opposizione della zia, che non trova adatto a lei un luogo così polveroso, assolato, pieno di uomini. Inizia una nuova stagione alle pendici del Vesuvio, piena di scoperte, luoghi da esplorare e un’amicizia importante, quella con Ginestra, che la guida alla scoperta dei segreti della città. Un romanzo di formazione magico e onirico, in cui la crescita interiore della protagonista si intreccia ai ritrovamenti archeologici e ai misteri che emergono dalle rovine di Pompei.

Età di lettura: da 10 anni.

Una casa fuori dal tempo

Beatrice Masini; illustrazioni di Elisabetta Stoinich

Mondadori, 2024

I giorni di Alban

Milo è disorientato: mamma e papà non fanno che discutere, l’atmosfera in casa è tesa e lui è talmente preoccupato da non riuscire a prendere sonno. Si apre con una scena notturna e prodigiosa “I giorni di Alban”, l’ultimo lavoro per ragazzi della scrittrice milanese Guia Risari, affermatasi nella terna finalista al Premio Campiello Junior 2025, per la categoria 7-10 anni. In questa notte difficile, dove nessun gioco porta conforto, al piccolo protagonista viene in soccorso la luna, che con le sembianze di una signora vecchia e rugosa, gli annuncia che presto non sarà più solo perché arriverà un amico. Il giorno dopo la profezia già si avvera: in un mercatino Milo incontra Alban, un orsetto di peluche morbido e con gli arti snodati, e tra i due è amore a prima vista. Mentre a casa continuano i litigi, insieme e inseparabili i due si inventeranno mille avventure, esploreranno un villaggio di neve microscopico, nuoteranno nei mari inseguiti da una piovra gigante, conosceranno Don Chisciotte in persona e anche Robinson Crusoe, ma soprattutto faranno amicizia con Gilda, l’anziana signora che vive tutta sola in una casetta diroccata, nel vicolo più buio e malandato del quartiere. Con la sua saggezza Gilda farà capire a Milo cosa significa per le persone invecchiare e cambiare, aiutandolo così anche a immaginare cosa stiano passando i suoi genitori. In questo libro non sono solo realtà e fantasia a intrecciarsi, proprio come nei giochi dei bambini. Convivono nella trama anche due piani narrativi – quello felice e spensierato dell’immaginazione e quello angosciante della realtà di un bambino che assiste all’allontanamento tra i suoi genitori. Questo è un romanzo di educazione all’emotività, dove si celebra il valore della noia, oltre a quello dell’amicizia, dimostrando quanto sia prezioso il tempo “vuoto” per i bambini, per mettere a frutto le proprie risorse personali e trovare anche modo di elaborare le proprie emozioni creando un mondo parallelo. Da leggere anche solo per la raffinatezza con cui l’autrice ci fa entrare nello sguardo di Milo, negli occhi di un bambino che vede i genitori cambiare e non sa che significato dare a quello che succede intorno ai suoi giochi.

Età di lettura: dagli 8 anni

I giorni di Alban

Guia Risari, illustrazioni di Francesca Gambatesa

Giunti, 2023

Milo è disorientato: mamma e papà non fanno che discutere, l’atmosfera in casa è tesa e lui è talmente preoccupato da non riuscire a prendere sonno. Si apre con una scena notturna e prodigiosa “I giorni di Alban”, l’ultimo lavoro per ragazzi della scrittrice milanese Guia Risari, affermatasi nella terna finalista al Premio Campiello Junior 2025, per la categoria 7-10 anni. In questa notte difficile, dove nessun gioco porta conforto, al piccolo protagonista viene in soccorso la luna, che con le sembianze di una signora vecchia e rugosa, gli annuncia che presto non sarà più solo perché arriverà un amico. Il giorno dopo la profezia già si avvera: in un mercatino Milo incontra Alban, un orsetto di peluche morbido e con gli arti snodati, e tra i due è amore a prima vista. Mentre a casa continuano i litigi, insieme e inseparabili i due si inventeranno mille avventure, esploreranno un villaggio di neve microscopico, nuoteranno nei mari inseguiti da una piovra gigante, conosceranno Don Chisciotte in persona e anche Robinson Crusoe, ma soprattutto faranno amicizia con Gilda, l’anziana signora che vive tutta sola in una casetta diroccata, nel vicolo più buio e malandato del quartiere. Con la sua saggezza Gilda farà capire a Milo cosa significa per le persone invecchiare e cambiare, aiutandolo così anche a immaginare cosa stiano passando i suoi genitori. In questo libro non sono solo realtà e fantasia a intrecciarsi, proprio come nei giochi dei bambini. Convivono nella trama anche due piani narrativi – quello felice e spensierato dell’immaginazione e quello angosciante della realtà di un bambino che assiste all’allontanamento tra i suoi genitori. Questo è un romanzo di educazione all’emotività, dove si celebra il valore della noia, oltre a quello dell’amicizia, dimostrando quanto sia prezioso il tempo “vuoto” per i bambini, per mettere a frutto le proprie risorse personali e trovare anche modo di elaborare le proprie emozioni creando un mondo parallelo. Da leggere anche solo per la raffinatezza con cui l’autrice ci fa entrare nello sguardo di Milo, negli occhi di un bambino che vede i genitori cambiare e non sa che significato dare a quello che succede intorno ai suoi giochi.

Età di lettura: dagli 8 anni

I giorni di Alban

Guia Risari, illustrazioni di Francesca Gambatesa

Giunti, 2023

Storia con mare, cielo e paura

Dalla poetessa e scrittrice Vivian Lamarque un libro straordinario per parlare di immigrazione e di migranti ai bambini, entrato a pieno titolo nella terna finalista del Premio Campiello Junior 2025, per la categoria 7-10 anni. Nella storia c’è una bambina di cui non si sa nulla, né il nome, né l’età, né da dove venga e perché viva tutta sola in una casetta sulla cima dell’albero maestro di una nave. La seguiamo nel suo presente, via via che fa amicizia con un simpatico gatto rosso, un bel gabbiano bianco e un bambino che la passa a trovare al porto fischiando, e la seguiamo nei momenti intimi più difficili, abitati dalla solitudine e dalla paura – del mare, delle notti buie. Con noi c’è sempre l’autrice, in continuo dialogo con i lettori; è lei che entra dichiaratamente nella narrazione e attribuisce un nome a tutti i personaggi: Alberella, Gatito, Gabb, Fischio. Ma in una notte di tempesta, dal mare, giungono ad Alberella suoni noti, sono vocali che chiedono aiuto. Poi emerge una manina, un braccino: si tratta di una bambina scampata al capovolgimento di un barcone carico di migranti, lei sola, mentre tutta la famiglia è sepolta sotto le onde del mare. Si chiama Nila. Con lei, Alberella ritrova la sua lingua e identità, ritrova la memoria, ricostruendo la propria storia di “bambina venuta dal mare”. Il finale è quello dell’accoglienza e della solidarietà, da parte di Alberella e di tutti i suoi amici. Da parte dell’autrice, chiude il libro una bellissima lettera a tutte le bambine e i bambini, colma di speranza per un mondo migliore, dove non ci saranno più bambini in fondo al mare, perché i bambini di oggi, adulti di domani, li salveranno tutti. Una toccante e poetica dichiarazione di amore e fiducia verso l’umanità che si fa avanti, verso i bambini, tutti.

Età di lettura: dagli 8 anni

Storia con mare, cielo e paura

Vivian Lamarque, illustrazioni di Nicola Gardini

Salani editore, 2024

Dalla poetessa e scrittrice Vivian Lamarque un libro straordinario per parlare di immigrazione e di migranti ai bambini, entrato a pieno titolo nella terna finalista del Premio Campiello Junior 2025, per la categoria 7-10 anni. Nella storia c’è una bambina di cui non si sa nulla, né il nome, né l’età, né da dove venga e perché viva tutta sola in una casetta sulla cima dell’albero maestro di una nave. La seguiamo nel suo presente, via via che fa amicizia con un simpatico gatto rosso, un bel gabbiano bianco e un bambino che la passa a trovare al porto fischiando, e la seguiamo nei momenti intimi più difficili, abitati dalla solitudine e dalla paura – del mare, delle notti buie. Con noi c’è sempre l’autrice, in continuo dialogo con i lettori; è lei che entra dichiaratamente nella narrazione e attribuisce un nome a tutti i personaggi: Alberella, Gatito, Gabb, Fischio. Ma in una notte di tempesta, dal mare, giungono ad Alberella suoni noti, sono vocali che chiedono aiuto. Poi emerge una manina, un braccino: si tratta di una bambina scampata al capovolgimento di un barcone carico di migranti, lei sola, mentre tutta la famiglia è sepolta sotto le onde del mare. Si chiama Nila. Con lei, Alberella ritrova la sua lingua e identità, ritrova la memoria, ricostruendo la propria storia di “bambina venuta dal mare”. Il finale è quello dell’accoglienza e della solidarietà, da parte di Alberella e di tutti i suoi amici. Da parte dell’autrice, chiude il libro una bellissima lettera a tutte le bambine e i bambini, colma di speranza per un mondo migliore, dove non ci saranno più bambini in fondo al mare, perché i bambini di oggi, adulti di domani, li salveranno tutti. Una toccante e poetica dichiarazione di amore e fiducia verso l’umanità che si fa avanti, verso i bambini, tutti.

Età di lettura: dagli 8 anni

Storia con mare, cielo e paura

Vivian Lamarque, illustrazioni di Nicola Gardini

Salani editore, 2024

La figlia del gigante

Layana è una bambina che vive in un’enorme villa a Vicenza, nella seconda metà del Settecento. Suo padre è un gigante. Non come quelli delle fiabe, che mangiano bambini e terrorizzano la popolazione, ma un gigante buono, che la ama molto e non le fa mancare nulla: servitori, abiti raffinati, animali esotici, gioielli. La ricopre talmente di attenzioni che per il suo dodicesimo compleanno le porta dodici regali diversi, uno più bello dell’altro. Manca solo quello che Layana desidera di più: uscire dalla villa e vedere il mondo. Il padre, infatti, non le ha mai permesso di andare fuori, per proteggerla – le dice – poiché il mondo esterno è un posto pericoloso, e la gente è cattiva. Nonostante queste raccomandazioni la curiosità di Layana è troppo forte e un giorno riesce a uscire, scoprendo un grande segreto che cambierà la sua vita. Ilaria Mattioni scrive una fiaba malinconica e a tratti comica, tenera e tragica allo stesso tempo, ispirata alla leggenda della bellissima villa Valmarana, celebre per i magnifici affreschi di Tiepolo conservati al suo interno.

Età di lettura: da 10 anni

La figlia del gigante

Ilaria Mattioni; illustrato da Kalina Muhova

Feltrinelli, 2024

Layana è una bambina che vive in un’enorme villa a Vicenza, nella seconda metà del Settecento. Suo padre è un gigante. Non come quelli delle fiabe, che mangiano bambini e terrorizzano la popolazione, ma un gigante buono, che la ama molto e non le fa mancare nulla: servitori, abiti raffinati, animali esotici, gioielli. La ricopre talmente di attenzioni che per il suo dodicesimo compleanno le porta dodici regali diversi, uno più bello dell’altro. Manca solo quello che Layana desidera di più: uscire dalla villa e vedere il mondo. Il padre, infatti, non le ha mai permesso di andare fuori, per proteggerla – le dice – poiché il mondo esterno è un posto pericoloso, e la gente è cattiva. Nonostante queste raccomandazioni la curiosità di Layana è troppo forte e un giorno riesce a uscire, scoprendo un grande segreto che cambierà la sua vita. Ilaria Mattioni scrive una fiaba malinconica e a tratti comica, tenera e tragica allo stesso tempo, ispirata alla leggenda della bellissima villa Valmarana, celebre per i magnifici affreschi di Tiepolo conservati al suo interno.

Età di lettura: da 10 anni

La figlia del gigante

Ilaria Mattioni; illustrato da Kalina Muhova

Feltrinelli, 2024

Piangiolina

Piangiolina è una bambina che piange moltissimo, per qualsiasi motivo. Piange di tristezza, di gioia, noia, delusione: piangere è proprio la sua caratteristica distintiva. Così, per non sprecare le sue lacrime, mamma e papà fondano una vera e propria fabbrica, la S.o.b., dove un macchinario ingegnoso le trasforma in squisiti ghiaccioli, profumi, gel per i brufoli e un sacco di altre cose. Si dà il caso che Piangiolina viva in una città dove non fa mai freddo né cade mai la neve. Anche per questo lei piange sempre tantissimo, e ancor di più a Natale. Ma un giorno a scuola arriva un nuovo compagno, si chiama Gianni, e viene da una città lontana, dove a Natale c’è sempre la neve. “Cosa ci fate?” viene subito da chiedere a Piangiolina. Gianni la stupisce con la sua risposta, con quel manto soffice e bianco non si produce niente, semplicemente si gioca! Si spalanca un Natale davvero speciale per Piangiolina, tutto da leggere e da gustare con le illustrazioni di Alessandra Cimatoribus, anche per i lettori più grandi, che amano riscoprirsi bambini.

Da Rosella Postorino una fiaba sul desiderio, le emozioni, il gioco e l’amicizia, condensati nella storia di Piangiolina e delle sue lacrime, e della sorpresa del suo nuovo Natale. Natale è neve, se non c’è neve che Natale è?

Età di lettura: dai 4 anni

Piangiolina. Una storia di Natale

Rosella Postorino, illustrazioni di Alessandra Cimatoribus

Fetrinelli, 2024

Piangiolina è una bambina che piange moltissimo, per qualsiasi motivo. Piange di tristezza, di gioia, noia, delusione: piangere è proprio la sua caratteristica distintiva. Così, per non sprecare le sue lacrime, mamma e papà fondano una vera e propria fabbrica, la S.o.b., dove un macchinario ingegnoso le trasforma in squisiti ghiaccioli, profumi, gel per i brufoli e un sacco di altre cose. Si dà il caso che Piangiolina viva in una città dove non fa mai freddo né cade mai la neve. Anche per questo lei piange sempre tantissimo, e ancor di più a Natale. Ma un giorno a scuola arriva un nuovo compagno, si chiama Gianni, e viene da una città lontana, dove a Natale c’è sempre la neve. “Cosa ci fate?” viene subito da chiedere a Piangiolina. Gianni la stupisce con la sua risposta, con quel manto soffice e bianco non si produce niente, semplicemente si gioca! Si spalanca un Natale davvero speciale per Piangiolina, tutto da leggere e da gustare con le illustrazioni di Alessandra Cimatoribus, anche per i lettori più grandi, che amano riscoprirsi bambini.

Da Rosella Postorino una fiaba sul desiderio, le emozioni, il gioco e l’amicizia, condensati nella storia di Piangiolina e delle sue lacrime, e della sorpresa del suo nuovo Natale. Natale è neve, se non c’è neve che Natale è?

Età di lettura: dai 4 anni

Piangiolina. Una storia di Natale

Rosella Postorino, illustrazioni di Alessandra Cimatoribus

Fetrinelli, 2024

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