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Crescere per davvero

La situazione demografica italiana è sempre più difficile. Un libro appena pubblicato spiega perché e, soprattutto, come fare superare le difficoltà

 

L’Italia è uno dei paesi al mondo in cui l’inver­no demografico è più accentuato. Constatazione importante e grave, che tocca numerosi aspetti del vivere sociale, ma anche dell’economia e della produzione. Un paese senza giovani, di fatto, un paese senza futuro. Una prospettiva che, evidentemente, non può essere accettabile sul lungo periodo. E’ attorno a questi temi – che toccano anche le politiche d’impresa e la stessa cultura d’impresa -, che ragiona Alessandro Rosina (ordinario di demografia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove dirige il Center for Applied Statistics in Business and Economics), nel suo ultimo libro “Crisi demografica. Politiche per un paese che ha smesso di crescere” e che ha nello stesso titolo il suo tratto caratteristico di non essere solo un’analisi (ben condotta) della situazione demografica italiana ma anche una sorta di vademecum di quanto occorrerebbe fare per uscire da questa stessa situazione.

L’autore, in ogni caso, parte da una lucida fotografia di quanto è acceduto e sta accadendo spiegando quindi che se gli attuali andamenti non verranno invertiti, inevitabilmente si andrà incontro a criticità irrimediabili. Alla base di tutto, viene precisato, non è un minor numero di figli desiderati, ma politiche meno efficienti a favore delle famiglie e delle nuove generazioni: una condizione che distingue l’Italia dagli altri paesi alle prese con gli stessi problemi. Tutto, poi, è stato reso più complesso (e per certi versi drammatico) dagli effetti dello scatenarsi della pandemia di Covid-19 (anche se l’autore precisa che le cause della bassa natalità devono essere ricercate più indietro nel tempo, appunto). Rosina quindi spiega come oggi ci si trovi di fronte a un bivio ineludibile: da un lato c’è il sentiero stretto e in salita che porta alla nuova fase di sviluppo eco­nomico e sociale resa possibile dai fondi europei (non a caso denominati Next Generation Eu), e, dall’altro, se questa occasione unica non verrà colta, l’ampia strada verso un declino irreversi­bile e insostenibile. Cosa occorre per intraprendere la strada giusta?  La risposta di Rosina è contemporaneamente semplice e complessa: grande chiarezza di intenti e ancor più grande determi­nazione nell’imboccare il percorso verso il futuro.

Si tratta, lo scrive lo stesso Rosina di qualcosa di fattibile anche per l’Italia, a patto che vengano avviate “concrete politiche sistemiche” – dai servizi per l’infanzia all’assegno unico e universale per i figli, fino a incisive riforme del mondo del lavoro – per consentire alle nuove ge­nerazioni di sentirsi davvero protagoniste in un paese che cresce con loro.

Scrive l’autore nelle ultime righe del suo libro: “per superare gli squilibri demografici crescenti accumulati non è necessaria qualche strana cura, ma semplicemente fare ancora di più e ancora meglio quello che dovremmo comunque fare come Paese, ovvero mettere le persone nelle condizioni di poter realizzare insieme e con successo (…) i propri obiettivi professionali e i propri progetti di vita”.

Il libro di Alessandro Rosina costituisce una buona sintesi dello stato di fatto e delle prospettive di un tema che deve essere all’attenzione di tutti.

Crisi demografica. Politiche per un paese che ha smesso di crescere

Alessandro Rosina

Vita e Pensiero, 2022

La situazione demografica italiana è sempre più difficile. Un libro appena pubblicato spiega perché e, soprattutto, come fare superare le difficoltà

 

L’Italia è uno dei paesi al mondo in cui l’inver­no demografico è più accentuato. Constatazione importante e grave, che tocca numerosi aspetti del vivere sociale, ma anche dell’economia e della produzione. Un paese senza giovani, di fatto, un paese senza futuro. Una prospettiva che, evidentemente, non può essere accettabile sul lungo periodo. E’ attorno a questi temi – che toccano anche le politiche d’impresa e la stessa cultura d’impresa -, che ragiona Alessandro Rosina (ordinario di demografia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove dirige il Center for Applied Statistics in Business and Economics), nel suo ultimo libro “Crisi demografica. Politiche per un paese che ha smesso di crescere” e che ha nello stesso titolo il suo tratto caratteristico di non essere solo un’analisi (ben condotta) della situazione demografica italiana ma anche una sorta di vademecum di quanto occorrerebbe fare per uscire da questa stessa situazione.

L’autore, in ogni caso, parte da una lucida fotografia di quanto è acceduto e sta accadendo spiegando quindi che se gli attuali andamenti non verranno invertiti, inevitabilmente si andrà incontro a criticità irrimediabili. Alla base di tutto, viene precisato, non è un minor numero di figli desiderati, ma politiche meno efficienti a favore delle famiglie e delle nuove generazioni: una condizione che distingue l’Italia dagli altri paesi alle prese con gli stessi problemi. Tutto, poi, è stato reso più complesso (e per certi versi drammatico) dagli effetti dello scatenarsi della pandemia di Covid-19 (anche se l’autore precisa che le cause della bassa natalità devono essere ricercate più indietro nel tempo, appunto). Rosina quindi spiega come oggi ci si trovi di fronte a un bivio ineludibile: da un lato c’è il sentiero stretto e in salita che porta alla nuova fase di sviluppo eco­nomico e sociale resa possibile dai fondi europei (non a caso denominati Next Generation Eu), e, dall’altro, se questa occasione unica non verrà colta, l’ampia strada verso un declino irreversi­bile e insostenibile. Cosa occorre per intraprendere la strada giusta?  La risposta di Rosina è contemporaneamente semplice e complessa: grande chiarezza di intenti e ancor più grande determi­nazione nell’imboccare il percorso verso il futuro.

Si tratta, lo scrive lo stesso Rosina di qualcosa di fattibile anche per l’Italia, a patto che vengano avviate “concrete politiche sistemiche” – dai servizi per l’infanzia all’assegno unico e universale per i figli, fino a incisive riforme del mondo del lavoro – per consentire alle nuove ge­nerazioni di sentirsi davvero protagoniste in un paese che cresce con loro.

Scrive l’autore nelle ultime righe del suo libro: “per superare gli squilibri demografici crescenti accumulati non è necessaria qualche strana cura, ma semplicemente fare ancora di più e ancora meglio quello che dovremmo comunque fare come Paese, ovvero mettere le persone nelle condizioni di poter realizzare insieme e con successo (…) i propri obiettivi professionali e i propri progetti di vita”.

Il libro di Alessandro Rosina costituisce una buona sintesi dello stato di fatto e delle prospettive di un tema che deve essere all’attenzione di tutti.

Crisi demografica. Politiche per un paese che ha smesso di crescere

Alessandro Rosina

Vita e Pensiero, 2022