Categoria: Libri scelti per voi




La storia di Malala
Malala ha solo undici anni quando decide di alzare la voce contro il regime talebano scrivendo, per la BBC, un blog in urdu in cui denuncia la vita delle ragazze musulmane costrette a lasciare la scuola dopo l’arrivo dei talebani. E ne ha quindici quando, in un giorno come tanti, mentre insieme alle sue amiche sta andando a lezione su uno scuolabus dagli ondeggianti tendoni verdi, i talebani tentano di ucciderla. “Simbolo degli infedeli e dell’oscenità”, per un manipolo di estremisti rimasti, Malala rappresenta un pericolo: è la testimonianza vivente che le donne possono essere sentite. E quindi, quella voce, va messa a tacere. Le illustrazioni di Paolo D’Altan accolgono il giovane lettore aprendogli la porta di ogni nuovo capitolo. L’autrice, Viviana Mazza, ripercorre con fermezza e attenzione gli eventi storici più salienti che la ragazza si trova ad attraversare seguendo la quotidianità della famiglia Yousafzai fino alla fuga dalla valle di Swat a Islamabad, dal rifugio del padre a Peshawar fino a Birmingham. Un percorso attraverso Stati e città distrutte che è, contemporaneamente, un viaggio dentro l’anima di Malala e testimonianza della forte, crescente convinzione di non poter più tacere. Certezza che, dopo l’attentato, esce rafforzata. Vincitrice del Premio Nobel per la Pace e di numerosissimi altri riconoscimenti, oggi Malala cammina sulle orme di Benazir Bhutto (prima donna Primo ministro del Pakistan, di cui spesso indossa il velo) continuando a essere voce per gli oltre 66 milioni di bambini che ancora si vedono negata libertà, istruzione e infanzia. Continuando a offrire la forza della propria voce a chi esige i propri diritti, a chi esige la pace, a chi esige protezione. La storia di Malala Viviana Mazza Mondadori Ragazzi, 2013




Le repubbliche marinare
Si giocano tra porti e viaggi, commerci e conflitti, vele, cannoni e lettere di cambio, le sorti delle grandi repubbliche marinare, come documenta bene Ermanno Orlando in “Le repubbliche marinare”, Il Mulino, parlando di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, ricostruendo le stagioni del loro splendore nel Mediterraneo, tra Medio Evo e Rinascimento e poi il loro declino, di fronte alle sfide delle nuove rotte dell’Atlantico, dopo la scoperta dell’America. Sono storie complesse e fascinose, di marinai e banchieri, di piccole repubbliche che trovano uno spazio originale tra gli imperi (finanziandone anche le avventure) ma poi tramontano di fronte alle nuove dimensioni di potenza, economica e militare. Ma che ancora vanno studiate, per le loro capacità di intraprendenza e la fierezza identitaria. Le repubbliche marinare Ermanno Orlando Il Mulino, 2021




Girotondo
Girotondo? Di quale giratondo stiamo parlando? Quello fatto mano nella mano dai bambini? No, quello in cui vengono risucchiati i ragazzi durante l’adolescenza. Ancor più oggi. Al tempo di whatsapp e della velocità digitale. Dieci episodi, mille sfumature. Una giostra di amori, amicizie, innamoramenti, cotte, tradimenti. Una ruota che sembra non fermarsi mai, che va a mille all’ora; una centrifuga di sentimenti e azioni difficili spesso da mettere a fuoco e capire quando “ci si è dentro”. Agnese Innocente e Sergio Rossi, con schiettezza e lucidità, aprono una riflessione sull’amore oggi, raccontando i giovani come loro stessi si racconterebbero. Con uno sguardo e un tratto di grande dolcezza il lettore osserva, quasi in silenzio, quasi per non disturbare, lo sbocciare dei primi amori, le speranze e le attese dei protagonisti. In un intreccio che non cede spazio a giudizi o pregiudizi ma solo alla possibilità di riconoscersi in dettagli (magari mai colti prima) di sé. La potenza di questa graphic novel, vincitrice del Premio Andersen 2021, si riassume tutta in un’unica parola: empatia. Più dettagliata, invece, la motivazione lasciata dalla giuria che ne ha decretata la vittoria «per la capacità non solo di trasporre nel linguaggio del fumetto un classico della letteratura drammaturgia ma anche, e soprattutto, per averlo fatto con un’originalità che si fa intensamente interprete delle sensibilità e dei turbamenti dell’adolescenza contemporanea» Girotondo di Sergio Rossi con le illustrazioni di Agnese Innocente Il Castoro, 2020




Murdo
Murdo è uno yeti e vive tra le pagine del libro pubblicato da L’Ippocampo Ragazzi. Murdo non esiste eppure ha vinto il Premio Andersen come “Miglior libro 6-9 anni”. Intrappolato in una storia, la sua, che prende vita solo se letta da altri. A Murdo, però, questo non bastae così inizia a sognare di uscire dalle pagine, di realizzare vivere tutto ciò che desidera e – come spesso accade a chi è bloccato in un posto – si diverte a creare associazioni fantasiose e strampalate. Capita quindi di imbattersi in ombrelli magici, mondi alla rovescia, pianeti nascosti sotto le bucce di un’arancia o giungle talmente piccole da poter essere tenute nel palmo di una mano. Ma i suoi sogni sono limitati, anzi numerati (da uno a cinquantanove) e compongono progressivamente un vero e proprio catalogo, ricco di invenzioni e creatività. Grazie al linguaggio semplice ma ricercato di Alex Cousseau e al suo perfetto contraltare, le illustrazioni di Éva Offredo, ha ricevuto il prezioso riconoscimento «per una scrittura giocosa e al contempo poetica, che trova nella misura breve del testo e nella limitata palette di colori delle illustrazioni un’occasione per aprire agli spazi infiniti dell’immaginazione. Per un libro dove s’incontrano assurdo e incanto, umorismo e sorpresa: un’opera aperta che invita il lettore a proseguire il viaggio.» Murdo di Alex Cousseau con le illustrazioni di Éva Offredo e la traduzione di Simone Barillari L’ippocampo Ragazzi, 2021




Io sono foglia
Quando si pensa a un libro si immagina sempre che il punto di partenza siano le parole. “Io sono foglia”, miglior libro per il Premio Andersen della fascia 0-6 anni, invece, è la testimonianza del contrario: le parole di Angelo Mozzilo sono arrivate dopo, mai scontate e sempre in rima, a dar voce alla danza che la matita di Marianna Balducci ha saputo creare tra foglia e bambino. Il loro incontro dice di pensieri, emozioni, stati d’animo di chi si scopre sempre diverso nello scorrere naturale – qui sta la parola chiave – del tempo. Il bambino assomiglia ad ogni foglia, ogni foglia assomiglia al bambino: si imitano, si trasformano, si eguagliano nei movimenti che sono espressione dell’interiorità stessa. Il lettore è invitato ad attraversare le fluttuazioni dell’animo insieme a loro, ad imparare ad accettare che ogni giorno (spesso più volte nella stessa giornata) si può essere luce e ombra, solleone e acquazzone, felicità e tristezza, entuasiamo e paura, noia e coraggio. Protagonisti o spettatori. E tutto questo è normale. Nulla fa eccezione. In questo carosello senza fine però una sola cosa, ci dicono i due autori, è punto fisso: trovare per sè un ramo. Un luogo che sia lì ad attendere, uno spazio in cui essere accolti e coccolati. Riceve il premio «per la profonda delicatezza con cui gli autori hanno dato vita a un insolito e felice progetto editoriale. Per la precisione e la delicatezza con la quale raccontano gli stati d’animo, spesso confusi e contrastanti, che i piccoli attraversano. Per tavole raffinate e brillanti che coniugano trepida grazia e lieve ironia.» Io sono foglia di Angelo Mozzillo con le illustrazioni di Marianna Balducci Bacchilega Junior, 2020




Il libro dei fiori
Cosa mangia la pianta carnivora venere acchiappamosche? È possibile far crescere una rosa in assenza di gravità? Come e quando è meglio piantare un bulbo di tulipano o i semi di girasole? Ci si può sedere su una ninfea gigante di due metri e galleggiare sull’acqua? Quanto sono alti i papaveri? Fioriture, corolle, impollinazioni, pistilli, radici, foglie, biodiversità. Questi e molti altri sono i temi trattati da Zommer. Il meraviglioso mondo vegetale non avrà più segreti per chi si immergerà nella sua lettura e - perchè no? – magari da qui sarà possibile prendere ispirazione per partire all’esplorazione della stessa Natura che l’autore ritrae, imparando anche come migliorarne l’ecosistema. “Il libro dei fiori” di Yuval Zommer si presenta come un delicatissimo albo illustrato capace di incantare i lettori ricostruendo il processo di crescita di fiori e piante. Con consigli pratici legati al momento perfetto per la semina, la quantità e l’orario migliore per l’irrigazione di ogni specie e box didattici sull’origine di ogni fiore, apre una cornice curiosa e affascinante per conoscerne caratteristiche e peculiarità. Il tutto arricchito dai colori e dal tratto delle illustrazioni che hanno reso famoso l’autore in tutto il mondo. Il libro dei fiori Yuval Zommer Mondadori Electa, 2020




Jacominus. Ti aspetto
Siamo tornati nel bellissimo paese di Jacominus Gainsborough. Lui ha preso un appuntamento con la sua amata Douce a mezzogiorno in punto perché sta per imbarcarsi e ha qualcosa di davvero molto importante da dirle. Lei verrà? Arriverà in tempo? Dopo “Il libro delle ore felici”, Rébecca Dautremer ci invita nuovamente nella vita di Jacominus Gainsborough, ma questa volta lo fa chiedendoci di attraversare letteralmente e fisicamente le pagine del libro. Con un illustrato studiato nel minimi particolari, caratterizzato da una costruzione a intaglio sovrapposto, il lettore è contemporaneamente nella testa di Jacominus e nella pelliccia di Douce che avanza verso di lui. La tridimensionalità delle illustrazioni e delle pagine pensate per regalare ogni volta un dettaglio in più (un rastrello, un banchetto di arance, il fumo della nave) genera una visione a imbuto da cui è impossibile staccarsi fino alla fine. Seguiamo Douce attraverso il frutteto, la periferia, il mercato e – insieme a lei – scorgiamo la sagoma di Jacominus sul ponte di una nave in partenza. È mezzogiorno. Jacominus. Ti aspetto Di Rébecca Dautremer Rizzoli, 2019




Il mio amico Dante
È il Dantedì. Geronimo parte per Firenze per prendere parte alle celebrazioni dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Ahimè, come spesso gli accade mentre è in volo, si addormenta e inizia a sognare: nei panni di un turista attraversa le porte dell’inferno e viene accolto da Dante “in pelliccia e baffi”. Poco lontano scorge Virgilio in veste di “tour operator” in cerca di una pausa dalla folla di turisti che ha dovuto accompagnare per i gironi da quando sono iniziate le celebrazioni. Insieme a loro Geronimo farà un viaggio guidato attraverso “le attrazioni” e i luoghi della “Divina Commedia” rivisistati con lo humor e la simpatia tipici del topo-giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo. Come sempre nel mondo di Stilton, però, le avventure sono espedienti educativi e dunque non mancano nel testo box didattici, cronologie con informazioni e aneddoti che avvicinano il giovane lettore alla figura di Dante e alla grandezza delle sue opere. Il mio amico Dante Geronimo Stilton Edizioni Piemme, 2021




L’acqua del lago non è mai dolce
Nel libro di Giulia Caminito troviamo la storia di due donne. Una madre, Antonia, e una figlia, Gaia. Antonia, la rossa, è una donna caparbia e stoica, cresce quattro figli e si prende cura del marito rimasto disabile dopo un incidente sul lavoro. Lotta per ottenere un’abitazione, sin dalla scena di apertura del libro, nella quale si batte per l’assegnazione di una casa popolare in un ufficio dell’ATER. In seguito la famiglia si sposterà ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Gaia è una ragazza che si sente sempre un passo indietro rispetto ai suoi coetanei, ogni piccola cosa che la vita le offre non è mai ottenuta senza fatica, è sempre una conquista. Viaggia come pendolare per Roma, per andare a scuola, ambiente in cui non sempre le relazioni con i coetanei sono semplici, ad esempio il rapporto con Alessandro, che non smette di prenderla in giro, vessandola continuamente, fino al giorno in cui per dispetto le rompe una racchetta da tennis, ottenuta con i sacrifici di tutta la famiglia. Gaia potrebbe denunciare la cosa agli insegnanti, ai genitori del ragazzo, ma per la prima volta decide di fare affidamento solo su sé stessa. E gli rompe un ginocchio. La rabbia di Gaia è una delle chiavi di lettura del libro. Una rabbia individuale e individualista, che non ci parla della sua condizione sociale, che non viene canalizzata in una lotta, a differenza di quella del fratello, Mariano, che prende un treno di nascosto e va a Genova per il G8, evento del quale si parla in televisione, al TG, ma le compagne di classe di Gaia preferiscono guardare le puntate di Dawson’s Creek. Un rancore che continua ad accompagnarla lungo il corso della sua vita, che procede nel racconto tra amicizie importanti come quella con Iris - altra fondamentale donna del romanzo - amori, tradimenti e ancora tanta rabbia. Una vita che rimane irrisolta nel romanzo, con un passaggio all’età adulta, una formazione, che attendiamo, ma che non arriva e che forse ci dice molto della generazione cresciuta a cavallo del cambio di millennio. L’acqua del lago non è mai dolce Giulia Caminito Bompiani, 2020




Un’estate fa
I ricordi delle estati passate, le partenze in auto con la famiglia verso la meta tanto attesa per tutto l’anno, sia essa stata una spiaggia assolata, una baita di montagna o una casetta in riva al lago, sono tra le memorie che conserviamo per tutta la vita e che riaffiorano ogni estate. A volte il ricordo è una canzone cantata in auto, il profumo del mare all’arrivo, le pagine dei libri letti durante le vacanze, un’amicizia estiva che dura ancora oggi, un fugace amore durato solo una stagione. La graphic novel dello sceneggiatore belga Zidrou e del disegnatore spagnolo Jordi Lafebre, ci restituisce quel senso di nostalgia per i ricordi estivi, raccontando tre estati, tra gli anni ’60 e gli anni ’70, vissute da Pierre, fumettista che non vede l’ora di finire le tavole alle quali sta lavorando per poter andare in vacanza con la famiglia, che aspetta ansiosa la fine del suo lavoro e il momento della partenza. Una storia delicata e poetica che parla di una famiglia come tante, nella quale ci si può riconoscere e immedesimare, al di là degli anni e dei luoghi nei quali abbiamo trascorso le nostre estati. Un’estate fa Zidrou ; Jordi Lafebre Bao Publishing, 2019