Categoria: Libri scelti per voi




GIO PONTI
Il volume “GIO PONTI”, pubblicato dalla casa editrice Taschen, è una monografia dell'opera dell’ architetto italiano Gio Ponti. Il progetto editoriale condensa in 572 pagine 60 anni di intensa carriera di uno dei più grandi architetti, designer e direttori artistici del XX secolo. Una pubblicazione realizzata con materiali spesso inediti di progetti e di vita privata, a comporre una testimonianza approfondita e variegata dell’opera e della figura di Ponti. A corredo dell’apparato iconografico anche alcune immagini provenienti dall’archivio fotografico della Fondazione Pirelli, in cui è conservata la documentazione completa della costruzione del Grattacielo Pirelli, dagli scavi alla sua inaugurazione. Tra le immagini scelte per la pubblicazione anche gli interni dell’edificio con gli arredi progettati dall’architetto, dove si intravede anche il famoso pavimento in linoleum giallo a strisce, ripreso anche in copertina. Il progetto del Grattacielo è documentato nel volume accanto a progetti di chiese, altri grattacieli, centrali elettriche, piscine, hotel e musei. Gio Ponti ha inoltre progettato maniglie, tessuti, arredi, posate, etichette per vino, stoviglie e costumi teatrali, vasi, lenzuola, automobili. Senza dimenticare gli interni dei grandi transatlantici nel loro periodo d’oro, attività che ha impegnato Ponti nel dopoguerra, tra il 1949 e il 1953. Il volume è curato da Stefano Casciani e Karl Kolbitz con la collaborazione di Lisa Licitra Ponti e di Salvatore Licitra, responsabile dell’Archivio Gio Ponti. GIO PONTI Di Stefano Casciani e Karl Kolbitz con il contributo di Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Brian Kish, Fabio Marino Taschen




PaperDante
Nell’anno in cui si celebrano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri viene pubblicata la prima storia a fumetti a lui dedicata, accompagnata dalle due parodie storiche della Divina commedia: “L’inferno di Topolino” di Guido Martina e Angelo Bioletto e “L’inferno di Paperino”, di Giulio Chierchini. La prima di queste due parodie fu pubblicata tra il 1949 e il 1950 e diede inizio a quella che divenne una grande tradizione della Disney italiana, innumerevoli sono infatti i classici della letteratura che nel corso degli anni sono stati adattati a fumetti con protagonisti i topi e i paperi più famosi del mondo. La storia con protagonista Paperino mostra invece attenzione per alcune delle tematiche dominanti negli Settanta e Ottanta, come quella dell’ecologia. La nuova storia dedicata al Sommo Poeta è stata invece realizzata quest’anno da Augusto Macchetto e Giada Perissinotto, con i colori di Andrea Cagol, che descrivono un episodio immaginario dell’infanzia di Dante, impersonato da un giovane Paperino. Il libro è un’ottima occasione per far avvicinare i piccoli lettori all’opera del più grande poeta italiano di tutti i tempi, ma anche per gli appassionati di fumetti di tutte le età, che così possono rileggere le storiche parodie a lui dedicate. PaperDante. Letteratura a fumetti Augusto Macchetto, Giada Perissinotto et al. Disney Libri – Giunti, 2021




Che bella parola!
L’italiano è una lingua piena di bellissime parole, parole antiche ancora molto usate, parole desuete, parole nuovissime, appena entrate nel nostro vocabolario. Alcune sono molto semplici, bastano appena poche sillabe per pronunciarle, altre sono lunghe. Dietro ognuna c’è sempre una storia da raccontare per capire da dove arriva e come entrata nella nostra lingua. Il libro di Marella Nappi, è una bellissima guida, illustrata da Sara Not, che porta i ragazzi a scoprire cosa si nasconde dietro le parole che utilizziamo tutti i giorni. Un viaggio nel tempo e nello spazio per ragazzi curiosi che vogliano partire alla ricerca dei significati e della storia dei vocaboli dell’italiano, per divertirsi e allo stesso tempo imparare. Che bella parola! Parole di ieri e di oggi Marella Nappi ; illustrazioni di Sara Not Einaudi Ragazzi, 2019




Un pinguino a Trieste
Marzo, 1953. Sono molte le cose che Nicolò, quindici anni, non sa di suo padre. Non sa dove si trovi, prima di tutto: in un campo di prigionia in Eritrea? Così si dice. Ma la guerra è finita e lui non è tornato. L’unica cosa che gli è rimasta è un pinguino di legno. Quando un articolo di giornale lascia intravvedere un’altra possibilità Nicolò non esita ad imbarcarsi come piccolo di camera sulla motonave Europa con destinazione Sud Africa per inseguirla. A bordo e a terra, solo e ostinato, affronterà un viaggio contro tutte le proprie paure fino a quando non si troverà davanti a un uomo segnato dal dolore. Tra dati storici e finzione, cronaca ed immaginazione il romanzo di Chiara Carminati intreccia sapientemente le vicende di un pinguino di nome Marco che approda a Trieste per vivere coccolato da tutti per il resto della sua vita e la storia della città, sospesa tra Italia e Jugoslavia, pretesa da entrambe le parti. Un romanzo di legami densi come il legno, come un pinguino pazientemente intagliato da un uomo scomparso, e indistruttibili come l’amore, che non sbiadisce mai. Anche a distanza di quindici anni o di ottomila chilometri, anche quando per recuperarlo bisogna entrare nell’occhio del ciclone e attraversare non solo sé stessi ma anche le proprie paure più oscure. Un pinguino a Trieste Chiara Carminati Bompiani, 2021




Una settimana in giallo
Indagare su un delitto, una scomparsa, una frase ambigua, vuol dire addentrarsi nei meandri della psicologia umana. Come mostrano gli undici racconti di “Una settimana in giallo” scritti per Sellerio da Alicia Giménez-Bartlett, Alessandro Robecchi, Santo Piazzese, Andrej Longo, Fabio Stassi, Gaetano Savatteri, Marco Malvaldi, Simona Tanzini, Giampaolo Simi, Francesco Recami e Antonio Manzini. In tutti, un filo rosso che porta ad Andrea Camilleri, citato con un’allusione, un rinvio a un’indagine, un gioco di parole. Nelle pagine, indagini e avventure, dal mistero di un erede rancoroso al delitto per stroncare una serie di violenze familiari, dai salvataggi dei migranti nel Mediterraneo agli affari di droga, etc. Con una pagina preziosa: la ricomparsa in vita di Osvaldo Soriano per venire a capo della strana sparizione dei personaggi dei grandi romanzi. La letteratura migliore fa sorprendenti regali. Una settimana in giallo Aavv Sellerio, 2021




La scatola dei sogni
Marcel è un giovane giardiniere al servizio della famiglia Lumière. Sono gli anni in cui i celebri fratelli intraprendono la grande avventura del Cinema e Marcel finisce per diventare uno dei loro aiutanti. Inizia come assistente alle riprese ma pian piano il giovane si fa coraggio e cerca di dare qualche suggerimento o idea. È un mondo nuovo quello del cinema, in cui ogni piccola intuizione può dar vita a un sogno, può creare una nuova tecnica, un nuovo modo di utilizzare la macchina da presa e la pellicola. E poi c’è Nina. Figlia ribelle di una famiglia dell’aristocrazia francese, che non ne vuole sapere di pettinarsi i capelli o di andare in moglie al giovane dalla faccia di cavallo scelto dai suoi genitori. Preferisce incontrare di nascosto Marcel e farsi raccontare i suoi sogni, legati a un futuro nel nascente mondo del cinema. A un certo punto un ladro inizia a rubare nelle case visitate dai fratelli Lumière e il mistero porterà i due giovani innamorati a prendere una decisione importante per le loro vite. Il libro di Quarzo e Vivarelli è la bellissima avventura di questi due ragazzi, fatta di sogni, amore e piccole grandi avventure. La prosa semplice ma coinvolgente conquista i lettori, portandoli a scoprire dettagli e curiosità sulla nascita del cinematografo e ad appassionarsi al destino di Nina e Marcel. Un libro per far sognare grandi e piccoli lettori attraverso la magia senza tempo del cinema.
La scatola dei sogni
G. Quarzo; A. Vivarelli
Editoriale Scienza, 2021




Design made in Italy
«Il design ha da sempre espresso più aspetti valoriali. Quello che è alla base di tutti è l’amore per la bellezza»
Sullo sfondo del secondo dopoguerra, caratterizzato non solo da arretratezza socio-culturale, ma anche da pesanti risvolti economici, inizia a definirsi una nuova Italia, quella delle fabbriche, dell’industria e della Ricostruzione. Una rinascita all’insegna della riscoperta di un “saper fare” di straordinaria qualità, che sarà capace di appropriarsi – soprattutto durante il boom economico – dei mercati, imponendo a livello internazionale quel gusto per le cose belle che contraddistingue il nostro Paese.
“Design made in Italy” raccoglie alcuni esempi di “fotografia di design”, di cui Niccolò Biddau è nome di spicco nel panorama italiano. Non è un caso che a lui sia stata affidata la documentazione di alcuni oggetti industriali diventati iconici per il grande pubblico.
Già da inizio Novecento, l’intenzione di fissare sulla pellicola e diffondere un prodotto attraverso un progetto estetico diventa non solo un modo per evidenziarne la bellezza, l’essenzialità e l’universalità, ma anche uno stimolo creativo che si traduce in vero asset aziendale. Dalla produzione di beni immateriali e materiali, dagli oggetti d’uso quotidiano alla creazione artistico-letteraria. Il Made in Italy trova un’espressione unica nel suo genere anche all’interno dei poli produttivi, le fabbriche, gli stabilimenti grazie a un costante dialogo tra architetti e artigiani, industria e accademia, fabbrica e artisti.
Ne è un esempio la Pirelli, che attraverso il sodalizio con artisti, designer e grafici è riuscita nell’intento di generare un linguaggio visivo coerente ai principi di innovazione, qualità e sperimentazione che rappresentano il cardine stesso dell’azienda.
Nella prefazione di “Design made in Italy”, il fotografo Niccolò Biddau conversa con il giornalista Giovanni Pelloso sul ruolo strategico e vincente giocato dal design nel futuro della produzione italiana. Calligaris, Lamborghini, Flos, Agape, Ferrari, Maserati, Ducati, Borsalino, Missoni e molti altri brand d’eccellenza. Attraverso il suo obiettivo, Biddau ha saputo coglierne l’eccezionalità giocando su una cura dei dettagli capace di spostare l’attenzione dell’osservatore su uno specifico “pezzo di realtà”.
Nel volume sono raccolti anche gli scatti realizzati nel Polo Industriale di Settimo Torinese di Pirelli, dove Biddau ha immortalato il processo di post-vulcanizzazione dei pneumatici, imprimendo sulla carta l’immagine di una “fabbrica bella”, 4.0, in grado di generare prodotti e di rappresentare al contempo un luogo di espressione della cultura d’impresa e del “saper fare” del Made in Italy.
Realismo, oggettività, neutralità. I tre fondamentali della fotografia di Biddau trovano corrispondenza nel trasmettere la matericità degli oggetti e nel fissare dettagli passibili di obsolescenza, specie nell’era della digitalizzazione. Scatti che resistono al tempo e ai mutamenti dei prodotti.
Design made in Italy
di Niccolò Biddau
Photo publisher




Io non ci volevo venire
Giovanni Di Dio, detto Giovà, è il protagonista di “Io non ci volevo venire”, il nuovo romanzo di Roberto Alajmo, Sellerio. Fa, da trent’anni, la guardia giurata di uno strano istituto di vigilanza, assunto per raccomandazione del boss del suo quartiere, Partanna, in una prepotente, sconsolante Palermo. E si abbandona, giorno dopo giorno, alla confortevole quotidianità di chi ha imparato a schivare problemi e preoccupazioni. Quando a un tratto viene convocato dal boss, detto “lo Zzu”, e incaricato d’una missione rischiosa: indagare, in assoluta segretezza, sulla scomparsa di una ragazza. La segretezza regge poco, di fronte all’intelligenza pettegola delle quattro donne di casa. La scomparsa nasconde un omicidio. Il boss entra in crisi per le trame dei figli. Maestro d’ironia e di sapidi ritratti di ambienti e persone, Alajmo capovolge gli stereotipi del noir e dei ritratti della Sicilia, mette in scena un protagonista un po’ scemo un po’ furbo e smonta la convenzione della casa e della famiglia sicura. Anche se poi, sempre a casa, si torna. Io non ci volevo venire Roberto Alajmo Sellerio, 2021




Questa notte non torno
Udine. Mattia ha quindici anni e la sua vita scorre spensierata, se non per la morte recente del nonno e il pensiero di Sofia, che forse non si accorge dei suoi timidi approcci. Finchè, una sera, tornando a casa, riceve la notizia che i suoi genitori si stanno per separare. Così, scappa nel suo rifugio segreto: i sotterranei della scuola. Ma, vicino a una siepe, solo e affamato, incontra Aziz, un ragazzo afghano in fuga dal suo Paese, che ha dovuto abbandonare alla frontiera con l’Ungheria il padre (senza sapere cosa ne sarebbe stato) e vedere morire la madre durante un attacco americano alla ricerca di terroristi. Mattia lo accoglie, gli offre da mangiare quello che ha ma, nella notte, il ragazzo inizia ad avere la febbre molto alta. Curandolo scoprirà la vera identità di Aziz, che non è affatto chi sembra. Se nei precedenti romanzi di Antonella Sbuelz a farla da padrone era un travolgente amore per la Storia del nord-est italiano, ora l’autrice sembra avvertire un’urgenza diversa: quella di parlare ai ragazzi di inclusione, clandestinità obbligate, immigrazione mal gestita, famiglie separate (pur in modi diversi) e soprattutto umanità. Capitolo per capitolo, le due voci dei protagonisti si alternano e testimoniano pensieri, speranze dolori che arrivano da due mondi solo apparentemente diversi perchè stranieri l’uno all’altro. Pur con una scrittura densa, e a tratti poetica, Antonella Sbuelz non risparmia la crudezza determinata da una fasce di crescita, quella adolescenziale, dove spesso è difficile riuscire a prendere atto di ciò che accade nella vita e ridimensionarlo. Così, l’intensità del dialogo tra Mattia e Aziz porterà nuove consapevolezze nel primo e un finale inatteso, commovente fino all’ultima parola, per una storia che alterna ai colpi di scena la scoperta più emozionante. Questa notte non torno di Antonella Sbuelz Feltrinelli, 2021




Noi, ragazze senza paura
Margherita Hack, Denise Garofalo, Franca Rame, Franca Viola, le maestre marchigiane, Ilaria Alpi, Alda Merini, Teresa Mattei. Donna, italiane, tutte diverse tra loro, ma tutte indipendenti, fuori dagli schemi, coraggiose.
Dedicato a tutte le ragazze e donne, ma anche ai ragazzi e agli uomini che meritano di apprezzare il coraggio mai scontato e sempre prezioso dell’universo femminile. Un romanzo che è prima di tutto una testimonianza preziose, da quella della giovinezza di Margherita Hack all’emozionante storia di Franca Rame fino al contributo di Franca Viola e Denise Garofalo che hanno rispettivamente contribuito ad ottenere il reato contro la persona per violenza sessuale e di lotta contro la ‘ndrangheta a costo della vita. Così come lo sguardo di Alda Merini dal sanatorio, della partigiana Teresa Mattei e molte altre. Tutte hanno preteso per sé stesse un mondo a misura dei propri sogni e dei propri diritti. A volte pagando un prezzo altissimo, a volte semplicemente scegliendo di vivere la propria vita così come desideravano. Il loro gesto ha rotto con il passato, abbattuto muri, scardinato pregiudizi e, soprattutto, tracciato la strada per il più grande sogno di ogni ragazza a venire: la libertà.
Raccontate per fotogrammi, ricordi, parole, Daniela Palumbo ci restituisce ritratti inediti di queste grandi donne che raccontano battaglie di ieri su cui si fondano i diritti di oggi. E i diritti, come direbbe Vichi De Marchi, non hanno sesso.
Noi, ragazze senza paura
di Daniela Palumbo
Edizioni Piemme, 2017