Categoria: Libri scelti per voi




I lucci della via lago
Giugno 1982. L’estate di Mauri e dei suoi amici trascorre lenta, come ogni anno, tra giochi inventati, gare di nuoto e di pallone. Improvvisamente, però, la tranquillità del Lago d’Iseo viene sconvolta da un evento misterioso: nel tentativo di prendere all’amo un leggendario e gigantesco pesce, Brando, il miglior amico di Mauri, si immerge nelle acque immobili del lago per non tornare più in superficie. Al suo posto riemergono misteriosi biglietti scritti di suo pugno. Una parola tra tutti li colpisce: zombie. Dentro di loro, tra dubbi e sospetto reciproci, si fa strada il timore che la leggenda sia vera: ci sono spiriti che abitano il fondo del lago? Con uno stile calzante, ritmato e ricco di suspance, l’autore intreccia, in quello che possiamo definire il suo romanzo più completo, le tre anime che da sempre ne contraddistinguono lo stile: romanzo di formazione, mistery e approfondimento psicologico. Di taglio semi-autobiografico “I lucci della via Lago” dipinge, con leggerezza e attenzione ai particolari, un ritratto fedele dei “ragazzi degli anni Ottanta” dimostrando al giovane lettore d’oggi che emozioni e sentimenti sono universali e non fanno distinzione di generazione. Un invito a fidarsi dell’acume e della spavalderia tipica della gioventù che, spesso, vede più in là della moderazione degli adulti. I lucci della via lago di Giuseppe Festa Salani Editore, 2021




Il futuro. Storia di un’idea
Il futuro e la memoria. Le capacità di progettare e l’impegno a fare. L’innovazione e le sue radici. La creatività e la fabbrica. Nelle stagioni della crisi e della metamorfosi, è necessario ragionare con lucidità e vivere con passione i cambiamenti. Interpretare i segni del tempo. Capire, per esempio, dove stiamo andando, con le pagine d’un libro edito da Laterza e intitolato, con esemplare essenzialità, “Il futuro. Storia di un’idea”. 55 autori scrivono di filosofia e architettura, musica e teatro, scienza e letteratura, politica ed economia, riflettendo sui testi di Sofocle e Platone, Leonardo e Brunelleschi, Machiavelli e Giordano Bruno, Marinetti e Salgari, Keynes e Olivetti, Le Corbusier e Chagall, John Lennon e Papa Francesco. Il risultato è il racconto contemporaneamente singolare e corale d’un lungo impegno a pensare e costruire un futuro migliore, più giusto ed equilibrato, rispetto ai tempi che si vivevano nella storia e ancora oggi stiamo faticosamente attraversando. Con un’indicazione finale, affidata alle sapienti parole di Karl Popper: “Il futuro è decisamente aperto. Esso dipende da noi; da tutti noi. Dipende da quello che noi e molte altre persone facciamo e faremo… dai nostri desideri, dalle nostre speranze, dalle nostre paure. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità largamente disponibili del futuro”.
Il futuro. Storia di un’idea
Aavv
Laterza, 2021




Il giardino del Mediterraneo
“Il Mediterraneo è il mare delle diversità, luogo di incontro di piante, animali e culture di Europa, Asia, Africa”, scrive Giuseppe Barbera, professore di Colture arboree all’università di Palermo in “Il giardino del Mediterraneo - Storie e paesaggi da Omero all’Antropocene”, il Saggiatore. E, per fare capire meglio, fa riferimento a Fernand Braudel, uno dei maggiori storici del Novecento: “Il Mediterraneo è mille cose insieme. Non un paesaggio ma innumerevoli paesaggi. Non un mare ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”. Per trovare il senso d’una storia molteplice, d’una “natura ibrida” (la sua forza sta proprio nelle diversità dialoganti), Barbera segue i segni distintivi del paesaggio, considerato, secondo la lezione di Alexander von Humboldt, padre ottocentesco della geografia, come “un palinsesto” ovvero come “la totalità dei caratteri di un territorio”. E privilegia i sentieri della diffusione del fico d’India, importato dal Messico in Europa dai conquistadores spagnoli e diventato elemento simbolico del paesaggio. E poi si muove sulle tracce dell’ulivo e della vite. Si concentra su esempi tratti dall’osservazione e dallo studio della Sicilia, isola esemplare di incroci e contaminazioni. Insiste: “il Mediterraneo insegna che la natura e la cultura privilegiano la diversità, l’incontro altruista e non l’esclusione egoista”. E denuncia, con un solido apparato di dati e documentazioni, i danni provocati dalle cattive abitudini dell’epoca dell’Antropocene, con l’uomo che cerca di prendere il sopravvento sulla natura e ne altera radicalmente gli equilibri. Il giardino del Mediterraneo - Storie e paesaggi da Omero all’Antropocene Giuseppe Barbera Il Saggiatore, 2021




Alice resta a casa
Questa è la storia di Alice, un quindicenne con cui è difficile andare d’accordo. Incredibilmente antipatica sin dalle primissime pagine, sembra odiare tutto e tutti tranne Andrea, la sua migliore amica, e suo nonno Bob. Lui, a differenza dei genitori che si trovano a lavorare in ospedale durante la pandemia di Covid-19, e non hanno tempo di starle dietro presi come sono a cercare di capire un virus che non conoscono e che sta uccidendo moltissime persone, la ascolta davvero e non bolla tutto ciò che dice come “infantile”. Ad ascoltarla però c’è anche Skià, uno youtuber che la costringerà a mettersi in discussione e ad aprirsi a nuovi sogni per spiccare il volo.
Una storia che confonde realtà e fantasia, fa dubitare di tutto – persino della protagonista – e che può apparire inquietante in alcuni punti, ma sicuramente brillante per l’originalità del risultato. I due autori approfondiscono molti temi, primo tra tutti il Coronavirus e le conseguenze che ha nella vita delle persone e dei ragazzi “in formazione”, già alle prese con gli anni dell’adolescenza e le insicurezze che porta con sé. Perfettamente giocato, a livello stilistico e contenutistico, sulla contrapposizione tra reale e fantasy, su mondo degli adulti e quello dei ragazzi, su stili di scrittura che si intrecciano e discostano al contempo, Alice resta a casa fa da contraltare ad un’altra Alice, quella nel Paese delle Meraviglie.
Alice resta a casa
Di Manlio Castagna e Marco Ponti
Mondadori, 2021




Raccontare un quartiere. Luoghi, volti e memorie della Bicocca
Edito da Scalpendi nel novembre 2018 – per i vent'anni dell'Università Statale Milano Bicocca – e curato da Giorgio Bigatti e Giampaolo Nuvolati, il volume "Raccontare un quartiere. Luoghi, volti e memorie della Bicocca" è un affascinante viaggio nello storico quartiere cresciuto nel corso del Novecento attorno alla fabbrica Pirelli. Un racconto a più voci che traccia un percorso storico e geografico tra case in stile liberty e avveniristici edifici post-industriali, lungo viali che un tempo correvano tra calandre e vulcanizzatori, tra luoghi della memoria e luoghi del sapere. Sullo sfondo un senso forte di appartenenza ad una comunità che nel corso degli anni è stata capace di garantirsi continuamente integrazione e identità. Storie di gente comune e sguardi di grandi fotografi, vite di colletti blu e le visioni di architetti in grado di guardare lontano. La Fondazione Pirelli, custode della Memoria dell'azienda, guarda il quartiere di Bicocca da una posizione privilegiata.




La più grande
Shi Yu è nata a Canton, in Cina. Ha sei anni e non ha mai conosciuto i suoi genitori. Costretta a subire le angherie del locandiere per cui lavora, un giorno incontra Li Wei, un ragazzino esperto in arti marziali che la convincerà a imparare a difendersi grazie al wushu. Quando, pochi anni dopo, viene rapita dai pirati, a salvarle la vita sarà proprio la sua abilità nella lotta, che ne faranno un membro della ciurma invece di ucciderla. E dopo non molto tempo diventerà comandante della flotta pirata più temuta di tutto il Mar della Cina. Il suo nome risuona ovunque e i nemici sono dietro l’angolo, pronti a distruggere lei e il wushu dell'Aria e dell'Acqua, di cui è diventata l’ultima maestra. Ispirato a una delle tante figure storiche femminili di cui è ricca la letteratura cinese, “La più grande” racconta la vita di Cheng Shih, comandante di una delle più temute flotte di pirati del Settecento. Il lettore accompagna Shi Yu nella sua evoluzione, da bambina che vuole difendersi dalle angherie degli uomini a guerriera fiera e inarrestabile. Lasciando sulla terraferma la brutalità di una società assuefatta al maschilismo e imbarcandosi nella ciurma libera e “dal codice d’onore” del Drago d’Oro, Yu viaggia tra navi i cui nomi diventeranno familiari (Stella Cadente, Sirena Azzurra, Vendetta), amori, torture, battaglie, evasioni, vendette, tradimenti. Insomma, tutti gli ingredienti principali delle storie di pirati, con un tocco di magia in più e con parole capaci di dipingere contorni sempre più vividi, pagina dopo pagina. Fino a quando il fumo della battaglia non oscurerà la vista del lettore portandolo direttamente sul campo, accanto a Yu, a cercare di scrutare oltre il fumo. La più grande di Davide Morosinotto Rizzoli 2020




Quando cessarono gli spari
Giovanni Pesce racconta le giornate della liberazione di Milano dal nazifascismo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, costruendo un mosaico fatto di testimonianze ed esperienze vissute in prima persona, come comandante della III Brigata GAP “Rubini”. Una delle pagine più importanti della storia italiana ricostruita attraverso le storie di centinaia di partigiani, di giovani uomini e donne, intellettuali e operai, con attenzione a quanto avvenne tra il 23 aprile e il 6 maggio del 1945 nelle diverse parti del capoluogo lombardo, dalle periferie alle stazioni, ma anche fuori da Milano, dal Lodigiano alla Brianza, da Legnano all’Olrepò Pavese. Pesce racconta molto bene le attività di resistenza all’interno delle fabbriche milanesi e il ruolo degli operai, mostrando lo sforzo comune di tutte le persone coinvolte nella Resistenza nei giorni che liberarono l’Italia.
Quando cessarono gli spari. 23 aprile-6 maggio 1945: la liberazione di Milano
Giovanni Pesce
Feltrinelli, 1977




Il posto degli uomini
“Il Purgatorio è un bel posto. Il nostro posto e pure quello di Dante: convinto di dover espiare il peccato di superbia. E per dare l’idea che sia davvero un bel posto, lo paragona di continuo a quello che proprio lui ha definito il Bel Paese: l’Italia”. Sono parole di Aldo Cazzullo in “Il posto degli uomini” ovvero “Dante in Purgatorio, dove andremo tutti”, Mondadori. Dopo “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia”, continua il viaggio attraverso l’opera cardine di tutta la nostra letteratura, uno straordinario, avvincente racconto sulla condizione umana che ancora, a sette secoli di distanza, riesce a emozionarci e farci riflettere. L’Inferno è il buio, la pena eterna, il dolore. Il Paradiso è luminoso, destinato ai santi. Il Purgatorio “è sempre cangiante”, il percorso verso la salvezza, l’ascesa verso Dio. Ed è il luogo in cui si riflette, meglio che altrove, sulla nostra essenza di uomini imperfetti, in cerca però di perfezione e di assoluto. Insiste Cazzullo: “Il Purgatorio è il luogo dell’amicizia, della mitezza, della cortesia. Dove ci si sorride”. Dante infatti incontra degli amici, il musico Casella, il poeta Guinizelli, Giotto. Rivaluta controverse figure di potenti invisi alla Chiesa come Manfredi, “biondo, bello e di gentile aspetto”, figlio di Federico di Svevia “stupor mundi”. Si commuove davanti a Pia de’ Tolomei. Continua, con passione civile, a raccontare i drammi dell’Italia “serva” e “di dolore ostello”. E guarda sempre, “puro e disposto a salire a le stelle”, verso Beatrice, che lo aspetta sulle porte del Paradiso. Il viaggio continua. Il posto degli uomini Aldo Cazzullo Mondadori, 2021




L’uccellino rosso
L’uccellino rosso, Suona il mio tiglio, canta il mio usignolo?Tum Tum Tum! Messer Nils di Eka. Iperborea raccoglie nella nuova collana “Miniborea” quattro racconti editi nel 1959 dall’acclamata scrittrice per ragazzi, Astrid Lindgren. L’autrice dà voce ai bambini, i suoi soggetti preferiti, in un’ambientazione che lei stessa definisce prendere forma durante “I giorni della miseria”, giorni tristi, in una Svezia lontana nel tempo, in cui la povertà sembra davvero regnare ovunque, e non lasciare scampo. Eppure basta un uccellino rosso insolitamente sgargiante e dal canto particolarmente melodioso, pochi versi di una dolce poesia, una vecchia leggenda narrata da secoli, il dipinto di un misterioso castello lontano, per allontanare la realtà e aprire scenari nuovi.
Infatti i piccoli protagonisti dell'«Uccellino rosso» non si perdono mai d'animo e attraverso il loro coraggio, forza di volontà e intraprendenza riescono sempre a cambiare il loro destino. E così, accanto al grigiore e la tristezza, che sembrano contaminare tutto, si affiancano le illustrazioni di Anna Pirolli, nota illustratrice milanese da tempo specializzata nei libri per l’infanzia, capaci di delicatezza nel creare piccoli mondi d’immaginazione, fantasia e magia.
L’uccellino rosso
Astrid Lindgren
Iperborea, 2019




La storia di Mila
Altopiano d’Asiago, 1955. Mila ha 11 anni e vive con i nonni. Da sempre dimostra uno spirito indomito, schierato in difesa del bene: a scuola tutti la conoscono, non solo per le sue treccine rosse come il fuoco, ma anche per il carattere deciso e insofferente a qualsiasi sopruso. Così, quando si trova alle prese con bulli, adulti o ragazzi che siano, trova sempre il coraggio di proteggere ciò in cui crede. L’amatissima protagonista de “La ballata di Mila” di Matteo Strukul torna in un prequel perfetto per inaugurare la nuova collana “Solferino Young” dedicata a storie illustrate per lettori giovanissimi, dai 5 agli 8 anni, che non hanno paura di uscire dagli schemi e coltivare senso di accoglienza e rispetto per l’ambiente. Il legame profondo tra territorio e uomo dà forza al racconto, rendendolo adatto a un pubblico sia di ragazzi sia di adulti, e permettendo all’autore di tenere alta l’attenzione del lettore. A trascinare nella storia della battagliera vendicatrice entrata nel cuore di tanti lettori e lettrici adulti, il tema dell’amicizia e le ricche tavole illustrate a tutta pagina da grandi artisti, dedicate a episodi clou del racconto. La storia di Mila di Matteo Strukul Solferino, 2021