Categoria: Libri scelti per voi




Viola e il blu
Viola è una ragazzina che non ama giocare ad essere una principessa. Preferirebbe il calcio. Ama tutti i colori, tanto da scriverli con la maiuscola perchè per lei sono proprio come le persone: ciascuno è unico. Ma tanti adulti pensano che esistano colori ‘da maschi’ e colori ‘da femmine’. Non capendone la ragione, la bambina decide di chiedere al suo papà, che di lavoro fa il pittore e di colori se ne intende.
In un dialogo a due voci tra padre e figlia, illustrato sulle monocromatiche sfumature del blu e ispirato alle conversazioni con le sue figlie, Matteo Bussola riflette sul tema degli stereotipi di genere attraverso uno scambio reciproco che arriva a celebrare la diversità e l’importanza di crescere nel rispetto delle tante sfaccettature che la vita propone. Con la capacità di rendere semplici i temi più profondi che lo contraddistingue, e un linguaggio dolce, l’autore porta all’attenzione di grandi e piccini come gli stereotipi altro non siano che gabbie dorate entro cui uomini e donne si trovano a vivere senza rendersi spesso conto della prigionia. Colori, gusti, preferenze non hanno (o meglio, non dovrebbero avere) alcuna etichetta.
Viola e il blu
Di Matteo Bussola
Salani, 2021




Le vie dei libri
Un’Italia a due facce. La prima è quella dell’ignoranza crescente dei nostri ragazzi (il 44% degli studenti delle superiori non raggiunge il livello minimo in Italiano, il 51% in Matematica, con dati ancora più gravi nel Mezzogiorno e nelle famiglie economicamente disagiate). La seconda faccia è quell’altra, consolante, del clamoroso aumento dei lettori in tempi difficili di pandemia e chiusure (15 milioni di copie di libri vendute in più nel primo semestre ‘21 rispetto all’anno precedente, una crescita del 44%: “Il libro è vivo e vegeto”, si entusiasma a ragione Ricardo Franco Levi, presidente dell’Aie, l’Associazione Editori). Bisogna insistere sui libri, dunque, capitale fondamentale pure per riformare e valorizzare la scuola. Seguire “Le vie dei libri”, come suggerisce Marina Roggero, docente di Storia all’università di Torino, scrivendo per Il Mulino di “Letture, lingua e pubblico nell’Italia moderna” e ritrovando le radici del nostro essere “un paese di pochi lettori” nella lunga stagione dell’analfabetismo, vistoso anche nella seconda metà del Novecento e “nel divario tra colti e semicolti scavato da una lingua scritta bella e impossibile”. Le vie dei libri. Letture, lingua e pubblico nell’Italia moderna Marina Roggero Il Mulino, 2021




Morte e vita di Bobby Z
Il libro di Don Winslow “Morte e vita di Bobby Z”, Einaudi, racconta la guerra sui confini tra gli Usa e il Messico, per il controllo del narcotraffico e dell’immigrazione clandestina. Guerra dai confini incerti, tra bande criminali e polizia, con ampie aree di compromissione e corruzione. Guerra in cui si ritrova scaraventato Tim Kearney, ex eroe militare precipitato nel disonore e nei piccoli traffici illeciti, sino al clamore di un omicidio in galera. Con il ritmo dei migliori romanzi di Winslow, qui si gioca con scambi di persona, doppi e tripli giochi, tradimenti, violenze, affari e vendette. E clamorosi colpi di scena. Un noir esemplare. Ma anche molto di più. Un ritratto ironico e senza sconti sull’anima cupa degli Usa e sulle fragilità dell’esistenza umana. Per cui c’è però, nonostante tutto, una possibilità di ripresa e riscatto.
Morte e vita di Bobby Z
Don Winslow
HarperCollins, 2021




Il figlio unico
Sola a casa mentre i genitori sono lontani, una bambina cinese decide di andare dalla nonna. Durante il percorso si perde e si lascia andare alla paura e allo sconforto della solitudine. A portarla in salvo, attraverso un viaggio fiabesco e fantastico, è un misterioso e magico cervo. “Il figlio unico” è un silent book adatto a tutte le età che affronta il tema della legge cinese del figlio unico. Per trovare un rimedio al sovraffollamento, negli anni Ottanta, il Governo vietò alle coppie di avere più di un bambino. Guojing, anche lei necessariamente figlia unica, racconta il senso di isolamento e solitudine che, come tanti altri, ha dovuto affrontare attraverso un approccio fiabesco e fantastico. Interamente giocato sui toni del grigio, del seppia, del bianco creati dalla sfumatura a matita delle illustrazioni, l’autrice propone un viaggio su più livelli – magico, emotivo, metaforico – con continui cambi di prospettiva in grado di raccontare, senza il bisogno di una singola parola, il desiderio dei tanti “figli unici”, costretti a crescere senza fratelli e con genitori assenti, il desiderio di avere qualcuno con cui trascorrere il tempo, e la vita. Il figlio unico di Guojing Mondadori Ragazzi, 2017




La sinagoga degli zingari
È la fine di dicembre del 1942. A Stalingrado. E il maggiore Martin von Bora, protagonista di “La sinagoga degli zingari” di Ben Pastor, Sellerio, uomo di punta dell’Abwehr, i servizi segreti dell’esercito tedesco, si ritrova al centro del fronte, durante la controffensiva russa per la riconquista della città. Durissimi scontri quotidiani, mentre tutto fa presagire la sconfitta delle truppe dell’Asse (i tedeschi e i loro alleati italiani, rumeni e ungheresi). Ma anche una difficile indagine sul misterioso omicidio di due scienziati rumeni, fisico lui (addentro ai segreti dell’energia atomica) e chimica lei, sedicente esperta di combustibile sintetico. Tutto si tiene: l’orrore della guerra, la vischiosità degli interessi politici ed economici, la vanità del potere, la ferocia delle relazioni. L’onore e l’amor di patria dell’ufficiale d’origine prussiana, discendente dalla famiglia di Martin Lutero. E i dubbi etici e politici sul senso di un conflitto scatenato da un regime nazista che ha sempre meno a che vedere con i valori della migliore cultura tedesca ed europea, cui è stata ispirata la formazione di Bora. Ancora una volta, come in tutti gli altri romanzi di Ben Pastor, le vicende belliche e i risvolti polizieschi rivelano una profonda sensibilità per le pieghe dell’animo umano e il senso dei grandi quesiti storici e morali. E nel dolore del conflitto, storico e personale, s’intravvede una sincera ricerca di verità e di essenzialità umana. La sinagoga degli zingari Ben Pastor Sellerio, 2021




La tigre di Noto
“Il professore entrò, salutò, ci contò velocemente. Si soffermò su di me e sorrise. Ero l’unica donna”. Facoltà di matematica dell’università “La Sapienza” di Roma. Autunno 1915. Lei è Anna Maria Ciccone, protagonista di “La tigre di Noto” di Simona Lo Iacono, scrittrice di sicuro e affascinante talento, per l’editore Neri Pozza. Ed è riportata alla meritata attenzione del pubblico, in un libro bello e necessario, che mescola la scrupolosa attenzione per i fatti storici all’immaginazione in parte romanzata di passioni e sentimenti, come una donna di scienza e di forte tempra morale. Anna Maria, Marianna per gli amici, è ragazza curiosa, intraprendente, decisa a non seguire le sorti delle ragazze di buona famiglia siciliana (era nata a Noto nel 1891): un matrimonio di rango, i figli, le cure della casa, la scansione benestante e noiosa del tempo della provincia antica. Ha una brillante inclinazione per la scienza, la ricerca sulla luce e le stelle. E così, contro il parere dei genitori, lascia la Sicilia, comincia a studiare matematica a Roma e subito vince un concorso per la Normale di Pisa. Affascinata dalle idee allora rivoluzionarie di Einstein, si fa notare tra i suoi pochi sostenitori. E poi, da Pisa alla Germania e poi ancora a Pisa, cercando sempre “un piccolo bagliore di conoscenza”. Cui si aggiungono una solida passione civile e un forte senso di responsabilità morale (che la porta a opporsi alle razzie antisemite dei nazisti e a salvare 5 mila preziosi volumi di cultura ebraica). Il piacere per le nuove idee che, attraverso la relatività e la fisica quantistica, stanno cambiando il mondo. E una vocazione affettuosa e severa per la didattica. Ha insegnato Fisica sperimentale a Pisa, ha fatto ricerca al Laboratorio di fisica atomica e nucleare del Collège de France, s’è abilitata in due concorsi per professore ordinario. Ma “non le venne mai assegnata alcuna cattedra perché donna”. La tigre di Noto Simona Lo Iacono Neri Pozza, 2021




Alice attraverso lo specchio
Un classico che non ha bisogno di presentazioni né di recensioni, riletto e riproposto al lettore attraverso le oniriche illustrazioni di uno dei più apprezzati illustratori francesi contemporanei. Benjamin Lacombe invita il lettore ad addentrarsi nella tana del coniglio: «Giù, giù, giù. Sarebbe mai cessata quella caduta?», in una perdita d’identità e trasformazioni guidate dai personaggi più strampalati.
Il sequel di Lewis Carroll ha compiuto 150 anni da poco più di due mesi e nel Regno Unito sono previsti importanti festeggiamenti, tra i quali una mostra al Victoria & Albert Museum. Per l’occasione, i disegni di Lacombe riescono nel rendere universale il viaggio di Alice grazie a immagini piene di meraviglie, ma anche paure e incertezze, tratte da una commistione di pittori folk, incisori vittoriani e manga giapponesi dando vita a uno stile personalissimo.
Dopo Racconti macabri di Edgar Allan Poe e Notre Dame de Paris di Victor Hugo, Lacombe mette la sua fantasia al servizio di Lewis Carroll, chiedendosi cosa possa esistere al di là di uno specchio. E per scoprirlo lo attraversa, insieme ad Alice.
Alice attraverso lo specchio
Lewis Carroll
Ippocampo Edizioni, 2022




Vogliamo la luna. Il futuro raccontato dalle ragazze e dai ...
Il Covid-19 ha fatto vacillare ogni certezza, catapultato il mondo in un limbo da cui – ancora oggi – è difficile capire quando sarà possibile uscire. In questa dimensione sospesa, l’autrice ha chiesto a centoquaranta ragazzi quale parola porterebbero con loro nel futuro. Perchè, dopo ogni catastrofe, non è solo il mondo “esterno” a perdere pezzi ma anche quello “interno”. Quello delle persone e delle parole. Mentre gli adulti si confrontano con lockdown, green pass e vaccini, i ragazzi portano avanti sogni, desideri e speranza per un futuro che spetta a noi tutti scrivere. Oggi. Non domani. Dimostrando, ancora una volta, di avere una marcia in più. “Vogliamo la luna” è un abbecedario di più di cento parole scelte da ragazzi e ragazze di tutt’Italia fra gli undici e i diciotto anni, dalla A di abbraccio (quel contatto fisico che purtroppo la pandemia ci ha tolto) fino alla Z di chi comincia dalla fine. Ognuno ha voluto lasciare la propria parola, ognuno lo ha fatto con una voce unica e autentica. È un catalogo di sogni, “una lettera ai posteri” di poesie, pagine di diario, discorsi immaginari o epistole ad amici. «Hanno perlustrato i fondali, e poi sono riemersi, sentendosi come naufraghi che avevano preso con sé, per il domani incerto, poche cose: i fondamentali». Vogliamo la luna. Il futuro raccontato dalle ragazze e dai ragazzi di Daniela Palumbo Edizioni Piemme-Il Battello a Vapore, 2021




Un’educazione milanese
Il libro di Alberto Rollo ci racconta mezzo secolo di Milano attraverso i suoi ricordi, in un’autobiografia che è anche il romanzo di una città in continua evoluzione. L’educazione di cui parla Rollo nel titolo è quella della cultura proletaria che gli veniva insegnata dal padre, operaio e comunista, e che si imparava anche nelle officine e nelle fabbriche, considerate quasi come luoghi sacri, in una Milano industriale nella quale anche l’estate “aveva l’odore dell’acciaio caldo e dell’olio di raffreddamento. Un odore che si confondeva con quello forte, acido, della pasta lavamani”. I racconti di Rollo iniziano dagli anni Cinquanta, dalla sua famiglia che viveva in Via Mac Mahon, e proseguono con la sua giovinezza, negli anni Sessanta e Settanta, a fianco dell’amico Marco, insieme al quale conosce una Milano diversa da quella delle fabbriche, la città della cultura, dei teatri, delle università e anche della lotta politica studentesca. Un’educazione milanese Alberto Rollo Manni, 2016




La Pirelli. Vita di una azienda industriale
Alberto Pirelli, figlio di Giovanni Battista che nel 1872 ha fondato l’omonima azienda, racconta in questo libro del 1946 la sua esperienza alla guida della Pirelli, rievocando vicende di vita lavorativa e ricordi personali, senza nascondere i profondi sentimenti affettivi. Alberto, insieme al fratello Piero, è praticamente nato e cresciuto tra le mura della prima fabbrica di via Ponte Seveso, che ricorda con affetto e attaccamento emotivo. Già da bambini, racconta nel libro, sentivano il pulsare delle macchine dalla camera da letto, poiché all’epoca vivevano accanto alla fabbrica. Il libro ripercorre quasi 75 anni di vita pirelliana, dalle origini alla prima metà del novecento, seguendone lo sviluppo dall’Italia all’estero e le sue attività, dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione di articoli in gomma e pneumatici. Il racconto di un’azienda innovativa nata 150 anni fa, poco dopo l’Unità d’Italia, e che ha segnato lo sviluppo industriale del nostro paese lungo il corso della sua storia. La Pirelli. Vita di una azienda industriale Alberto Pirelli Milano, 1946