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La bicicletta di Bartali

L’avvio della 108° edizione del Giro d’Italia è l’occasione per tornare a parlare di un grande campione del ciclismo italiano e mondiale, vincitore di tre Giri d’Italia e di due Tour de France, fra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Ma chi era Gino Bartali, oltre la passione per la competizione?

‘La bicicletta di Bartali’ è un libro che vuole raccontare ai ragazzi la profondità di un personaggio noto al mondo per le sue imprese sportive, ma da conoscere anche per il suo coraggio e la profonda umanità che nella Firenze del ’43 lo portarono a salvare oltre ottocento ebrei dai campi di sterminio nazisti, nascondendo nella canna della sua bicicletta verde i documenti falsi che servivano per l’espatrio.

Il libro, scritto con un linguaggio vivace e molto diretto, al punto da mescolare scritto e parlato, riporta in appendice la testimonianza di Andrea Bartali, figlio di Gino, che ricorda questo e altri momenti di vita del padre e della famiglia. È soltanto a lui che il grande campione aveva rivelato più tardi la sua impresa eroica, nella convinzione che “Il bene si fa ma non si dice”.

Una storia vera, con un personaggio vero, dove si parla con parole vere: da consigliare per il valore storico della testimonianza, da leggere per la trama narrativa, capace di ingaggiare i giovani lettori.

Età di lettura: da 10 anni

La bicicletta di Bartali 

Simone Dini Gandini, illustrazioni di Roberto Lauciello

Notes Edizioni, 2015

L’avvio della 108° edizione del Giro d’Italia è l’occasione per tornare a parlare di un grande campione del ciclismo italiano e mondiale, vincitore di tre Giri d’Italia e di due Tour de France, fra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Ma chi era Gino Bartali, oltre la passione per la competizione?

‘La bicicletta di Bartali’ è un libro che vuole raccontare ai ragazzi la profondità di un personaggio noto al mondo per le sue imprese sportive, ma da conoscere anche per il suo coraggio e la profonda umanità che nella Firenze del ’43 lo portarono a salvare oltre ottocento ebrei dai campi di sterminio nazisti, nascondendo nella canna della sua bicicletta verde i documenti falsi che servivano per l’espatrio.

Il libro, scritto con un linguaggio vivace e molto diretto, al punto da mescolare scritto e parlato, riporta in appendice la testimonianza di Andrea Bartali, figlio di Gino, che ricorda questo e altri momenti di vita del padre e della famiglia. È soltanto a lui che il grande campione aveva rivelato più tardi la sua impresa eroica, nella convinzione che “Il bene si fa ma non si dice”.

Una storia vera, con un personaggio vero, dove si parla con parole vere: da consigliare per il valore storico della testimonianza, da leggere per la trama narrativa, capace di ingaggiare i giovani lettori.

Età di lettura: da 10 anni

La bicicletta di Bartali 

Simone Dini Gandini, illustrazioni di Roberto Lauciello

Notes Edizioni, 2015

‘La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi’

26 settembre 1944, siamo nel pieno dell’occupazione nazista. A Bassano del Grappa, dove Tina Anselmi abita, i tedeschi impiccano 31 giovani partigiani nella piazza del paese. Scioccata, la studentessa diciassettenne, di famiglia cattolica antifascista, decide di unirsi alla lotta partigiana. Nome di battaglia: Gabriella.

“La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi” è la storia della staffetta partigiana Gabriella, che per molti mesi percorre un centinaio di chilometri al giorno in bicicletta per mantenere i collegamenti tra le formazioni partigiane. Trasporta stampa clandestina, armi, messaggi, correndo quotidianamente rischi enormi ma ricevendo anche tanto aiuto da chi – come lei – col coraggio che viene dalla certezza di stare dalla parte della ragione, sta vivendo in prima persona la Resistenza: “C’era un pizzico di incoscienza, ma c’era soprattutto la convinta fiducia in quello che facevamo”, commenta l’autrice.

Ecco un libro che riesce a spiegare con parole semplici e immediate le ragioni della coraggiosa scelta dei giovani di allora ai giovani di oggi e gli ideali della Resistenza, gli stessi che hanno accompagnato Tina Anselmi per tutta la sua vita al servizio del Paese, delle istituzioni e della storia. “Dobbiamo non perdere la memoria di quello che è avvenuto, di quello che abbiamo pagato perché la storia si ripete, non c’è niente e nessuno che ci possa salvare il giorno in cui noi questa storia la tradissimo proprio nella memoria.”

Il libro contiene anche una serie di schede sui momenti più significativi del Fascismo e della Resistenza, sui principali personaggi, come Matteotti e Pertini, e alcune lettere dei partigiani condannati a morte.

Età di lettura: da 10 anni

La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi  

Tina Anselmi, con un’introduzione di Laura Boldrini

Manni, 2019

26 settembre 1944, siamo nel pieno dell’occupazione nazista. A Bassano del Grappa, dove Tina Anselmi abita, i tedeschi impiccano 31 giovani partigiani nella piazza del paese. Scioccata, la studentessa diciassettenne, di famiglia cattolica antifascista, decide di unirsi alla lotta partigiana. Nome di battaglia: Gabriella.

“La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi” è la storia della staffetta partigiana Gabriella, che per molti mesi percorre un centinaio di chilometri al giorno in bicicletta per mantenere i collegamenti tra le formazioni partigiane. Trasporta stampa clandestina, armi, messaggi, correndo quotidianamente rischi enormi ma ricevendo anche tanto aiuto da chi – come lei – col coraggio che viene dalla certezza di stare dalla parte della ragione, sta vivendo in prima persona la Resistenza: “C’era un pizzico di incoscienza, ma c’era soprattutto la convinta fiducia in quello che facevamo”, commenta l’autrice.

Ecco un libro che riesce a spiegare con parole semplici e immediate le ragioni della coraggiosa scelta dei giovani di allora ai giovani di oggi e gli ideali della Resistenza, gli stessi che hanno accompagnato Tina Anselmi per tutta la sua vita al servizio del Paese, delle istituzioni e della storia. “Dobbiamo non perdere la memoria di quello che è avvenuto, di quello che abbiamo pagato perché la storia si ripete, non c’è niente e nessuno che ci possa salvare il giorno in cui noi questa storia la tradissimo proprio nella memoria.”

Il libro contiene anche una serie di schede sui momenti più significativi del Fascismo e della Resistenza, sui principali personaggi, come Matteotti e Pertini, e alcune lettere dei partigiani condannati a morte.

Età di lettura: da 10 anni

La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi  

Tina Anselmi, con un’introduzione di Laura Boldrini

Manni, 2019

L’Eternauta

Tutto inizia con una nevicata su Buenos Aires. Una strana neve fosforescente cade dal cielo e uccide chiunque tocchi. Si tratta di un’invasione aliena che decimerà la popolazione mondiale, mentre i sopravvissuti vengono rastrellati e confinati nello Stadio del River Plate dai militari che cercano di organizzare una difesa. Inizia un assedio fatto di attacchi da parte di creature insettiformi e di allucinazioni causate da sostanze misteriose. L’Eternauta del titolo è il protagonista, Khruner, che significa il “vagabondo dell’infinito”, un viaggiatore del tempo che racconta questa storia a uno scrittore di fumetti in un lungo flashback, alla fine del quale riesce a salvarsi fuggendo su un’astronave aliena, che lo porta a perdersi nel tempo e in universi paralleli. Al termine del suo racconto una domanda rimane aperta: è successo in un’altra dimensione o si tratta di quello che succederà a breve? “L’Eternauta” di Hector Oesterheld, con i disegni di Francisco Lopez, è ormai entrato nella storia della letteratura a fumetti, anche per la sua complessa storia editoriale. Venne infatti pubblicato per la prima volta tra il 1957 e il 1959, e gli eventi narrati, in particolare il rastrellamento della popolazione negli stadi e gli alieni Krol come metafora per i militari, furono profetici rispetto a quanto accadde circa vent’anni dopo in Argentina sotto la dittatura della giunta militare, ma prim’ancora in Cile con Pinochet e in Uruguay. Oesterheld stesso, insieme alle sue figlie, finì per diventare uno dei tanti desaparecidos di quel periodo, circa 30.000 persone solo in Argentina, di cui si perse ogni traccia. Dopo quasi settant’anni questa storia mantiene intatta la sua forza narrativa ed è diventata un simbolo della resistenza a ogni dittatura. Un fumetto rimasto nell’immaginario collettivo e diventato un classico, recentemente adattato anche da Netflix per una serie TV di prossima uscita.

L’Eternauta
Hector German Oesterheld, Francisco Solano Lopez; edizione a cura di Antonio Scuzzarella; prefazione di Goffredo Fofi
001 Edizioni, 2017

Tutto inizia con una nevicata su Buenos Aires. Una strana neve fosforescente cade dal cielo e uccide chiunque tocchi. Si tratta di un’invasione aliena che decimerà la popolazione mondiale, mentre i sopravvissuti vengono rastrellati e confinati nello Stadio del River Plate dai militari che cercano di organizzare una difesa. Inizia un assedio fatto di attacchi da parte di creature insettiformi e di allucinazioni causate da sostanze misteriose. L’Eternauta del titolo è il protagonista, Khruner, che significa il “vagabondo dell’infinito”, un viaggiatore del tempo che racconta questa storia a uno scrittore di fumetti in un lungo flashback, alla fine del quale riesce a salvarsi fuggendo su un’astronave aliena, che lo porta a perdersi nel tempo e in universi paralleli. Al termine del suo racconto una domanda rimane aperta: è successo in un’altra dimensione o si tratta di quello che succederà a breve? “L’Eternauta” di Hector Oesterheld, con i disegni di Francisco Lopez, è ormai entrato nella storia della letteratura a fumetti, anche per la sua complessa storia editoriale. Venne infatti pubblicato per la prima volta tra il 1957 e il 1959, e gli eventi narrati, in particolare il rastrellamento della popolazione negli stadi e gli alieni Krol come metafora per i militari, furono profetici rispetto a quanto accadde circa vent’anni dopo in Argentina sotto la dittatura della giunta militare, ma prim’ancora in Cile con Pinochet e in Uruguay. Oesterheld stesso, insieme alle sue figlie, finì per diventare uno dei tanti desaparecidos di quel periodo, circa 30.000 persone solo in Argentina, di cui si perse ogni traccia. Dopo quasi settant’anni questa storia mantiene intatta la sua forza narrativa ed è diventata un simbolo della resistenza a ogni dittatura. Un fumetto rimasto nell’immaginario collettivo e diventato un classico, recentemente adattato anche da Netflix per una serie TV di prossima uscita.

L’Eternauta
Hector German Oesterheld, Francisco Solano Lopez; edizione a cura di Antonio Scuzzarella; prefazione di Goffredo Fofi
001 Edizioni, 2017

Una questione di soldi

Lolita Lobosco è diventata ormai celebre, grazie alla serie TV “Le indagini di Lolita Lobosco”, trasmessa su RAI 1, con Luisa Ranieri nei panni della protagonista. In questo nuovo romanzo, la commissaria si trova a indagare su uno strano caso, che ha per lei dei risvolti inquietanti. La vittima si chiama Margherita Colonna, direttrice di banca molto avvenente, ma c’è un dettaglio che sconvolge la commissaria Lobosco: la donna le assomiglia moltissimo, quasi una sosia. Apparentemente Margherita si è buttata dal balcone, ma l’ipotesi di suicidio viene quasi subito accantonata e – scavando nella vita della vittima – inizia a emergere un passato di relazioni infelici, oscuri legami, avidità e acquisti compulsivi di beni di lusso. L’indagine porta la commissaria a scoprire che in tanti potrebbero avere avuto un movente. Forse si tratta di un delitto legato alla sfera sentimentale o forse, appunto, “una questione di soldi”. La cornice del romanzo è sempre la bellissima Bari, con le sue delizie culinarie a fare da contorno, come gli immancabili spaghetti all’assassina.

Una questione di soldi

Gabriella Genisi

Sonzogno editori, 2025

Lolita Lobosco è diventata ormai celebre, grazie alla serie TV “Le indagini di Lolita Lobosco”, trasmessa su RAI 1, con Luisa Ranieri nei panni della protagonista. In questo nuovo romanzo, la commissaria si trova a indagare su uno strano caso, che ha per lei dei risvolti inquietanti. La vittima si chiama Margherita Colonna, direttrice di banca molto avvenente, ma c’è un dettaglio che sconvolge la commissaria Lobosco: la donna le assomiglia moltissimo, quasi una sosia. Apparentemente Margherita si è buttata dal balcone, ma l’ipotesi di suicidio viene quasi subito accantonata e – scavando nella vita della vittima – inizia a emergere un passato di relazioni infelici, oscuri legami, avidità e acquisti compulsivi di beni di lusso. L’indagine porta la commissaria a scoprire che in tanti potrebbero avere avuto un movente. Forse si tratta di un delitto legato alla sfera sentimentale o forse, appunto, “una questione di soldi”. La cornice del romanzo è sempre la bellissima Bari, con le sue delizie culinarie a fare da contorno, come gli immancabili spaghetti all’assassina.

Una questione di soldi

Gabriella Genisi

Sonzogno editori, 2025

Il favoloso viaggio delle piante

Chi l’ha detto che le piante non si possono muovere? Dopo il successo de “Il favoloso mondo delle piante”, insignito dell’Ibby Italian Choice 2024, Stefano Mancuso, studioso delle piante e scienziato di fama mondiale, e Philip Giordano, illustratore italiano premiato a livello internazionale, tornano insieme per raccontare le incredibili imprese degli esseri viventi più imperscrutabili della Terra – a partire dalla loro capacità di spostarsi conquistando, generazione dopo generazione, luoghi anche molto lontani.
La grande abilità divulgativa dei due autori costruisce un “racconto scientifico” avventuroso e affascinante, che ha per protagonisti i semi e i loro viaggi nello spazio e nel tempo, con gli animali nel ruolo di veicolarli in giro per il mondo. Le loro imprese sono incredibili: viaggiano a bordo di un treno, navigano per mare, vengono sparati con un’esplosione o ingeriti da mastodonti! Con resilienza sopravvivono alle peggiori avversità, sotto terra mentre fuori scoppia la bomba atomica… “Il favoloso viaggio delle piante” è una lettura coinvolgente, resa ancor più avvincente dal tratto coloratissimo delle immagini, ma ha anche il compito di stimolare la curiosità dei lettori più giovani verso l’ambiente, la scienza e il rapporto fra noi e il pianeta. Parola di un botanico che trent’anni fa s’interessò alle piante in quanto esseri “intelligenti”, oggi incluso dal “New Yorker” tra coloro che sono “destinati a cambiarci la vita”.

Età di lettura: dai 7 anni

Il favoloso viaggio delle piante 

Stefano Mancuso, Philip Giordano

Aboca Kids, 2025

Chi l’ha detto che le piante non si possono muovere? Dopo il successo de “Il favoloso mondo delle piante”, insignito dell’Ibby Italian Choice 2024, Stefano Mancuso, studioso delle piante e scienziato di fama mondiale, e Philip Giordano, illustratore italiano premiato a livello internazionale, tornano insieme per raccontare le incredibili imprese degli esseri viventi più imperscrutabili della Terra – a partire dalla loro capacità di spostarsi conquistando, generazione dopo generazione, luoghi anche molto lontani.
La grande abilità divulgativa dei due autori costruisce un “racconto scientifico” avventuroso e affascinante, che ha per protagonisti i semi e i loro viaggi nello spazio e nel tempo, con gli animali nel ruolo di veicolarli in giro per il mondo. Le loro imprese sono incredibili: viaggiano a bordo di un treno, navigano per mare, vengono sparati con un’esplosione o ingeriti da mastodonti! Con resilienza sopravvivono alle peggiori avversità, sotto terra mentre fuori scoppia la bomba atomica… “Il favoloso viaggio delle piante” è una lettura coinvolgente, resa ancor più avvincente dal tratto coloratissimo delle immagini, ma ha anche il compito di stimolare la curiosità dei lettori più giovani verso l’ambiente, la scienza e il rapporto fra noi e il pianeta. Parola di un botanico che trent’anni fa s’interessò alle piante in quanto esseri “intelligenti”, oggi incluso dal “New Yorker” tra coloro che sono “destinati a cambiarci la vita”.

Età di lettura: dai 7 anni

Il favoloso viaggio delle piante 

Stefano Mancuso, Philip Giordano

Aboca Kids, 2025

Il problema del tempo umano

Le biblioteche di fabbrica istituite da Adriano Olivetti a partire gli anni Quaranta, così come il Centro Culturale di Ivrea, hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione, facendo irrompere la cultura nei luoghi di lavoro. Un cambio di paradigma, che reinterpreta i luoghi della produzione, tenendo conto del tempo degli operai e cercando di trasformarli in veri e propri luoghi di comunità, favorendo il confronto e la condivisione culturale. La visione di Olivetti sovverte la concezione di una cultura d’élite, accessibile a pochi, reinterpretandola come conoscenza partecipata e diffusa. Se è pur vero che esempi di biblioteche aziendali già esistevano – vale la pena ricordare la biblioteca Pirelli per gli iscritti al dopolavoro aziendale, che risale già al 1928 – il merito di Olivetti è stato quello di mettere i libri e la cultura al centro di una riflessione sul problema del tempo e dello sviluppo dell’essere umano. Il libro di Chiara Faggiolani ripercorre l’esperienza delle biblioteche olivettiane ponendo l’accento sull’idea che con i libri si possa cambiare la vita delle persone. Un’idea tanto potente da portare Olivetti a includere la cultura e la formazione tra i servizi sociali di fabbrica, pensandoli come parte integrante del salario operaio. L’autrice si interroga sulla forza che questa idea possa – o non possa – avere sul presente e sul futuro, in cui pensare e progettare ancora biblioteche come luoghi di riconquista di un tempo di curiosità, immaginazione, dialogo, lettura. Le biblioteche Pirelli, presenti oggi sia nella sede centrale di Bicocca che nelle fabbriche di Settimo Torinese e Bollate, sono uno degli esempi contemporanei di biblioteche aziendali in Italia, che stanno conoscendo un nuovo sviluppo, legato anche alle attuali riflessioni sul rapporto tra tempo e lavoro, di cui Olivetti è stato precursore.

Il problema del tempo umano. Le biblioteche di Adriano Olivetti: storia di un’idea rivoluzionaria

Chiara Faggiolani

Edizioni di Comunità, 2025

Le biblioteche di fabbrica istituite da Adriano Olivetti a partire gli anni Quaranta, così come il Centro Culturale di Ivrea, hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione, facendo irrompere la cultura nei luoghi di lavoro. Un cambio di paradigma, che reinterpreta i luoghi della produzione, tenendo conto del tempo degli operai e cercando di trasformarli in veri e propri luoghi di comunità, favorendo il confronto e la condivisione culturale. La visione di Olivetti sovverte la concezione di una cultura d’élite, accessibile a pochi, reinterpretandola come conoscenza partecipata e diffusa. Se è pur vero che esempi di biblioteche aziendali già esistevano – vale la pena ricordare la biblioteca Pirelli per gli iscritti al dopolavoro aziendale, che risale già al 1928 – il merito di Olivetti è stato quello di mettere i libri e la cultura al centro di una riflessione sul problema del tempo e dello sviluppo dell’essere umano. Il libro di Chiara Faggiolani ripercorre l’esperienza delle biblioteche olivettiane ponendo l’accento sull’idea che con i libri si possa cambiare la vita delle persone. Un’idea tanto potente da portare Olivetti a includere la cultura e la formazione tra i servizi sociali di fabbrica, pensandoli come parte integrante del salario operaio. L’autrice si interroga sulla forza che questa idea possa – o non possa – avere sul presente e sul futuro, in cui pensare e progettare ancora biblioteche come luoghi di riconquista di un tempo di curiosità, immaginazione, dialogo, lettura. Le biblioteche Pirelli, presenti oggi sia nella sede centrale di Bicocca che nelle fabbriche di Settimo Torinese e Bollate, sono uno degli esempi contemporanei di biblioteche aziendali in Italia, che stanno conoscendo un nuovo sviluppo, legato anche alle attuali riflessioni sul rapporto tra tempo e lavoro, di cui Olivetti è stato precursore.

Il problema del tempo umano. Le biblioteche di Adriano Olivetti: storia di un’idea rivoluzionaria

Chiara Faggiolani

Edizioni di Comunità, 2025

Furto a regola d’arte. La famiglia Swift

Un nuovo caso per gli Swift, la famiglia di detective più bizzarra d’Inghilterra, nata dalla penna di Beth Lincoln e dalla sua passione per i romanzi gialli e il gotico allegro, vera e propria celebrazione delle parole e dell’individualità. L’autrice inglese torna in libreria con una storia piena di suspense, dialoghi arguti, giochi di parole, che si intrecciano in un linguaggio divertente ed eccentrico, creatore di personaggi stravaganti orgogliosamente portatori della loro unicità – fisica e caratteriale. Marachella, la più giovane degli Swift, è stata invitata a Parigi all’Hotel Martinet per indagare sui ripetuti furti delle opere del famoso artista Pierrot, opera di un gruppo di strani ladri acrobati. Ma la situazione è intricata, il tuttofare dell’albergo sparisce all’improvviso, messaggi segreti spuntano dai posti più impensabili, e moltissime altre stranezze ancora, come scale che portano da nessuna parte e finestre che non corrispondono ai piani… e perfino un omicidio! Marachella è decisa a incastrare i colpevoli, ma la realtà potrebbe non essere quella che sembra… “Furto a regola d’arte” è un libro che i ragazzi leggono tutto d’un fiato perché avvincente e spassoso, ma è veicolo anche di un importante messaggio: essere fedeli a sé stessi nonostante ciò che gli altri pensino che siamo o dovremmo essere. Parola della famiglia Swift.

Età di lettura: dagli 11 anni

Furto a regola d’arte. La famiglia Swift

Beth Lincoln

Mondadori, 2025

Un nuovo caso per gli Swift, la famiglia di detective più bizzarra d’Inghilterra, nata dalla penna di Beth Lincoln e dalla sua passione per i romanzi gialli e il gotico allegro, vera e propria celebrazione delle parole e dell’individualità. L’autrice inglese torna in libreria con una storia piena di suspense, dialoghi arguti, giochi di parole, che si intrecciano in un linguaggio divertente ed eccentrico, creatore di personaggi stravaganti orgogliosamente portatori della loro unicità – fisica e caratteriale. Marachella, la più giovane degli Swift, è stata invitata a Parigi all’Hotel Martinet per indagare sui ripetuti furti delle opere del famoso artista Pierrot, opera di un gruppo di strani ladri acrobati. Ma la situazione è intricata, il tuttofare dell’albergo sparisce all’improvviso, messaggi segreti spuntano dai posti più impensabili, e moltissime altre stranezze ancora, come scale che portano da nessuna parte e finestre che non corrispondono ai piani… e perfino un omicidio! Marachella è decisa a incastrare i colpevoli, ma la realtà potrebbe non essere quella che sembra… “Furto a regola d’arte” è un libro che i ragazzi leggono tutto d’un fiato perché avvincente e spassoso, ma è veicolo anche di un importante messaggio: essere fedeli a sé stessi nonostante ciò che gli altri pensino che siamo o dovremmo essere. Parola della famiglia Swift.

Età di lettura: dagli 11 anni

Furto a regola d’arte. La famiglia Swift

Beth Lincoln

Mondadori, 2025

Quello che so di te

Quando Nadia Terranova si trova davanti a sua figlia appena nata si rende conto che c’è una cosa che non potrà più permettersi nella vita: impazzire. Non si tratta di un pensiero slegato dal suo vissuto, ma di qualcosa che è successo alla bisnonna Venera, ricoverata per un periodo presso l’ospedale psichiatrico Lorenzo Mandalari di Messina, in seguito a una depressione causata dalla perdita della terza figlia durante la gravidanza. Da questa considerazione scaturisce una ricerca nel passato della sua famiglia, in quella mitologia fatta di racconti che si tramandano e che narrano una storia che diventa canonica, ma piena di dettagli poco attendibili. “Quello che so di te” è un romanzo intenso e personale, una autofiction, in cui l’autrice si interroga sulla memoria e sul rapporto tra realtà e invenzione, scavando negli archivi del Mandalari e ricostruendo i frammenti della vita di Venera. Un continuo dialogo tra presente e passato, che nasce confrontando responsi storici, ricordi e racconti.

Quello che so di te

Nadia Terranova

Guanda, 2025

Quando Nadia Terranova si trova davanti a sua figlia appena nata si rende conto che c’è una cosa che non potrà più permettersi nella vita: impazzire. Non si tratta di un pensiero slegato dal suo vissuto, ma di qualcosa che è successo alla bisnonna Venera, ricoverata per un periodo presso l’ospedale psichiatrico Lorenzo Mandalari di Messina, in seguito a una depressione causata dalla perdita della terza figlia durante la gravidanza. Da questa considerazione scaturisce una ricerca nel passato della sua famiglia, in quella mitologia fatta di racconti che si tramandano e che narrano una storia che diventa canonica, ma piena di dettagli poco attendibili. “Quello che so di te” è un romanzo intenso e personale, una autofiction, in cui l’autrice si interroga sulla memoria e sul rapporto tra realtà e invenzione, scavando negli archivi del Mandalari e ricostruendo i frammenti della vita di Venera. Un continuo dialogo tra presente e passato, che nasce confrontando responsi storici, ricordi e racconti.

Quello che so di te

Nadia Terranova

Guanda, 2025

La storia di Malala raccontata ai bambini

Viviana Mazza, scrittrice e giornalista, è stata fra le prime in Italia a parlare ai più giovani della storia di Malala Yousafzai.

Pubblicato nel 2015, La storia di Malala raccontata ai bambini narra, con un linguaggio adatto ai lettori più giovani, la storia della ragazza attivista pakistana gravemente colpita nel 2012 dalla violenza talebana per aver documentato col suo blog la negazione dei diritti alle donne e all’istruzione nel suo paese. Il suo nome è diventato sinonimo di coraggio, il suo esempio una fonte d’ispirazione per le tante donne, ragazze e bambine che lottano per la propria libertà e per i propri diritti.

Lettura al contempo educativa ed emozionante, questo libro ha il merito di aver avvicinato anche i più piccoli alla storia di Malala, che «per la lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione» nel 2014 è stata insignita del Premio Nobel per la pace, insieme all’attivista Kailash Satyarthi, diventando a diciassette anni la più giovane vincitrice di un Nobel.

Età di lettura: dagli 8 anni

La storia di Malala raccontata ai bambini

Viviana Mazza, illustrazioni di Paolo D’Altan

Mondadori, 2020

Viviana Mazza, scrittrice e giornalista, è stata fra le prime in Italia a parlare ai più giovani della storia di Malala Yousafzai.

Pubblicato nel 2015, La storia di Malala raccontata ai bambini narra, con un linguaggio adatto ai lettori più giovani, la storia della ragazza attivista pakistana gravemente colpita nel 2012 dalla violenza talebana per aver documentato col suo blog la negazione dei diritti alle donne e all’istruzione nel suo paese. Il suo nome è diventato sinonimo di coraggio, il suo esempio una fonte d’ispirazione per le tante donne, ragazze e bambine che lottano per la propria libertà e per i propri diritti.

Lettura al contempo educativa ed emozionante, questo libro ha il merito di aver avvicinato anche i più piccoli alla storia di Malala, che «per la lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione» nel 2014 è stata insignita del Premio Nobel per la pace, insieme all’attivista Kailash Satyarthi, diventando a diciassette anni la più giovane vincitrice di un Nobel.

Età di lettura: dagli 8 anni

La storia di Malala raccontata ai bambini

Viviana Mazza, illustrazioni di Paolo D’Altan

Mondadori, 2020

I gufi dei ghiacci orientali

Jonathan C. Slaght è un biologo, ricercatore e scrittore americano, con una lunga esperienza sul campo nelle regioni dell’Estremo Oriente Russo, ed è proprio lì che ci porta con “I gufi dei ghiacci orientali”, edito da Iperborea. Il libro è un resoconto di quattro anni di ricerca per studiare il gufo pescatore di Blakiston, una specie in via d’estinzione che si trova nel Litorale, una striscia di terra al confine tra Russia, Giappone, Cina e Corea del Nord. Una landa remota e inospitale, con chilometri di foreste di conifere ammantate quasi perennemente da neve e ghiaccio. Non si tratta però di un trattato di ornitologia, ma di un bellissimo romanzo, in cui perdersi come se fosse un’avventura, tra le magnifiche descrizioni naturalistiche e i racconti delle persone che abitano quei luoghi, descritte con fine attenzione antropologica. È così che il lettore scopre questa “massa arruffata, del colore dei trucioli di legno”, un gufo di dimensioni eccezionali, “troppo ingombrante e buffo per essere un vero uccello”, ma anche pescatori che rimangono alla deriva in mare. Il silenzio della foresta in cui vivono cervi, tigri dell’Amur ed enormi salmoni e gli avamposti umani in cui l’autore incontra personaggi che in quelle terre cercano rifugio o avventure: ex agenti del KGB, cacciatori, eremiti, criminali in fuga. Una lettura appassionante, che ci fa riflettere sulla fragilità della natura e sull’impatto degli esseri umani negli ecosistemi.

I gufi dei ghiacci orientali

Jonathan C. Slaght

Iperborea, 2024

Jonathan C. Slaght è un biologo, ricercatore e scrittore americano, con una lunga esperienza sul campo nelle regioni dell’Estremo Oriente Russo, ed è proprio lì che ci porta con “I gufi dei ghiacci orientali”, edito da Iperborea. Il libro è un resoconto di quattro anni di ricerca per studiare il gufo pescatore di Blakiston, una specie in via d’estinzione che si trova nel Litorale, una striscia di terra al confine tra Russia, Giappone, Cina e Corea del Nord. Una landa remota e inospitale, con chilometri di foreste di conifere ammantate quasi perennemente da neve e ghiaccio. Non si tratta però di un trattato di ornitologia, ma di un bellissimo romanzo, in cui perdersi come se fosse un’avventura, tra le magnifiche descrizioni naturalistiche e i racconti delle persone che abitano quei luoghi, descritte con fine attenzione antropologica. È così che il lettore scopre questa “massa arruffata, del colore dei trucioli di legno”, un gufo di dimensioni eccezionali, “troppo ingombrante e buffo per essere un vero uccello”, ma anche pescatori che rimangono alla deriva in mare. Il silenzio della foresta in cui vivono cervi, tigri dell’Amur ed enormi salmoni e gli avamposti umani in cui l’autore incontra personaggi che in quelle terre cercano rifugio o avventure: ex agenti del KGB, cacciatori, eremiti, criminali in fuga. Una lettura appassionante, che ci fa riflettere sulla fragilità della natura e sull’impatto degli esseri umani negli ecosistemi.

I gufi dei ghiacci orientali

Jonathan C. Slaght

Iperborea, 2024

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