L’impresa si fa nella realtà produttiva di tutti i giorni, ma anche nelle aule e nella formazione economica che in un Paese vengono organizzate e diffuse. E, d’altra parte, la stessa cultura d’impresa nasce e prende forma  non solo dalla “fabbrica” in se’ stessa, ma anche dall’ambiente sociale, umano e culturale nel quale l’azienda è immersa e al quale la stessa attività aziendale dà in ogni sua fase di vita.  Capire gli intrecci di questa  situazione, è fondamentale per far crescere in maniera equilibrata produzione e società.

 

Per questo,  fa bene leggere “Concezioni d’impresa in competizione” di Mario Molteni  (Ordinario di Economia aziendale  all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), un saggio apparso recentemente su Impresa Progetto – Electronic Journal of Management, certamente non sempre facile da affrontare, ma denso di idee e intuizioni che vale la pena avere sotto mano.

 

Molteni cerca di mettere insieme il concetto di azienda di produzione, quello d’impresa e del suo comportamento nei confronti dell’etica e del mondo che si muove attorno ad essa, quello della necessità di tornare proprio ad affrontare anche i valori etici profondi che l’attività produttiva porta con se’.  “Le decisioni – dice Molteni nelle premesse che fanno da base al suo ragionamento -, implicano una responsabilità e assumono, dunque, una valenza etica. È astratta e, dunque, profondamente errata l’impostazione per la quale ci sarebbe una prospettiva ‘aziendale’ della scelta sulla quale, in un secondo tempo e a discrezione del decisore, si può innestare un punto di vista ‘etico’, che porta a considerare l’impatto della decisione nei confronti di tutti i soggetti coinvolti”. Impresa responsabile, dunque, ma anche pienamente consapevole degli effetti plurimi e densi che ottiene con il suo fare. Impresa che, fra l’altro, deve anche rendersi conto del “non poter essere neutrale” nei confronti dell’ambiente in cui si muove ma pure del fatto che il suo è un “limitato potere di influsso” sulle cose e sugli uomini. 

 

E’, come si è detto, da queste premesse che Molteni costruisce il suo modo di vedere l’impresa e, soprattutto, la sua idea di formazione alla cultura d’impresa. Un approccio nel l’etica e la responsabilità sociale hanno ruoli di primo piano accanto ovviamente alla necessità di una corretta gestione. 

 

Molteni quindi percorre alcune azioni che potrebbero essere intraprese per migliorare da un lato la formazione della cultura d’impresa e dall’altro la sua realizzazione pratica. La nuova impresa si costruisce, quindi, “gettando pounti con altre teorie”, recependo “i nuovi stimoli dell’ambiente”, promuovendo “casi capaci di suscitare ammirazione”, studiando e diffondendo quella “responsabilità d’impresa” che sempre di più appare come una delle strade maestre per far crescere gli effetti positivi dell’attività aziendale nella società. Ma anche cercando di far crescere “imprenditori di concezioni armoniche d’impresa”. Ad ogni azione Molteni dedica un capitolo del suo saggio. 

 

Il risultato finale di questo percorso è una prospettiva diversa da quella del passato, che punta a realizzare per  davvero una “dimensione etico-valoriale nel governo delle aziende”. Non un disegno utopico, ma qualcosa che nel ragionamento di Molteni è necessario e raggiungibile.

 

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Concezioni d’impresa in competizione

Mario Molteni

Impresa Progetto – Electronic Journal of Management

n. 3 – 2014