In un libro il ragionamento sull’evoluzione dei rapporti fra individuo e società in un mondo sempre più interconnesso eppure popolato da individui

 

Imprese come comunità. Imprenditori e manager come uomini e donne immersi in ambiti sociali complessi. L’azienda non solo come organizzazione meccanica ma come insieme di relazioni umane e tecnologiche. Si tratta di alcuni dei concetti di una cultura d’impresa che guarda alla totalità dell’uomo lavoratore, ai meccanismi complessi del produrre, al fitto intreccio fra prodotto e produttore che caratterizza l’impresa moderna. Approcci che necessitano anche di una “collocazione” in ambiti più vasti, che consentano una consapevolezza più ampia dell’agire imprenditoriale e produttivo.

E’ proprio un quadro di questo genere ciò che fornisce la lettura di “Vivere insieme. Comunità e relazioni nella società globale”. Il libro – scritto da Piero Amerio, professore emerito di Psicologia sociale  all’Università di Torino -, è una gran viaggio attorno ad alcune delle idee più importanti del vivere oggi: l’individuo, la globalizzazione,  la sicurezza, la solidarietà, le possibili comunità.

Alla base di tutto una considerazione. Oggi grazie alla rete possiamo entrare in contatto con persone in ogni parte del globo e intrattenere relazioni ben al di là degli spazi tradizionali. Un mondo globalizzato che coinvolge strutture sociali e processi mentali e che va compreso anche con strumenti diversi dai consueti.

Amerio inizia quindi da un ragionamento sulle categorie dell’individuo come essere sociale e come essere individuale per passare poi ad un approfondimento sull’apparente paradosso di un mondo globalizzato e quindi sempre più connesso nelle sue parti, ma in realtà sempre più disunito e “privato”. E’ proprio nell’ambito della fotografia dell’oggi, che Amerio tocca anche situazione, ruolo e comportamenti delle imprese in relazione agli individui e ai mercati. Ma non solo.  Il libro prosegue infatti sottolineando il ruolo della ricerca di sicurezza e dei rischi (nel terzo capitolo), oltre che della solidarietà (nel quarto capitolo), come altrettanti elementi di continuità e di novità nell’agire dell’uomo. Il traguardo del “divenire persone in comunità possibili”, e quindi la precisazione di quali siano queste comunità, conclude il racconto.

Amerio riesce a prendere per mano chi legge per condurlo lungo un cammino che tocca anche concetti difficili; e lo fa con un linguaggio sempre piano seppur denso, comprensibile anche quando affronta passaggi oggettivamente complessi.

 

 

Vivere insieme. Comunità e relazioni nella società globale

Piero Amerio

il Mulino, 2017

24/10/2017