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Cosa sta accadendo?

L’ultima raccolta di ricerca del centro Einaudi di Torino fornisce una buona guida per comprendere il cambiamento

 

Cambiamento (non necessariamente tutto negativo). E’ quanto sta vivendo il mondo. Una condizione che va compresa e quindi analizzata con attenzione, da parte di tutti. Soprattutto, una condizione i cui termini essenziali vanno chiariti da parte di chi, non solo nelle istituzioni ma anche nelle imprese e nei corpi della società, ha ruoli particolari di responsabilità. E’ essenziale, quindi, avere informazioni corrette e chiare. Ed è quanto si ottiene leggendo “Il mondo posglobale”, ultima raccolta di indagini curata da Mario Deaglio per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino con il contributo di Intesa Sanpaolo.

L’istantanea dalla quale parte la raccolta di ricerche è chiara: negli anni Venti del XXI secolo – e cioè oggi – il mondo è all’incrocio di quattro crisi: la crisi pandemica, non ancora conclusa e che ha accelerato e fatto emergere evoluzioni già in corso; la crisi climatico-ambientale, che nell’estate ha cominciato a mordere in molte aree del pianeta; la crisi geopolitica, con una guerra che si prolunga nel cuore del Vecchio continente; infine, la crisi economico-sociale, in parte innescata dall’innovazione tecnologica, complicata dalla crisi ambientale, dalla pandemia e dalla guerra. Non si tratta, viene precisato subito dagli autori delle diverse analisi, necessariamente di crisi in senso negativo ma di “crisi nel senso greco del termine” e cioè, provando una traduzione il più possibile fedele, di un “momento decisivo”. Il mondo, in altri termini, cambia. E la direzione del cambiamento dipende da una serie di scelte responsabilità delle società e non certo calate dall’alto e basta. Tenendo comunque conto che alcuni tratti del “mondo precedente” si stanno perdendo: i caratteri della globalità, per esempio, ma anche quelli collegati alla capacità di crescita. Per capire meglio, e per adottare le scelte più opportune, è necessario conoscere e provare strade nuove, così come guardare alla realtà con occhi diversi.

La raccolta di saggi curata da Deaglio, esplora così prima di tutto i tratti del 2022 indicato come “l’anno che ha cambiato il mondo”, per passare poi ad indagare da vicino i motivi del cambiamento che portano a dire che “il mondo non sarà più come prima” e quindi gli atteggiamenti di fronte a quanto sta accadendo di Stati Uniti ed Europa (che forniscono risposte diverse). L’attenzione viene poi posta sull’Italia per la quale ci si sforza di indicare che cosa occorrerebbe fare.

Scrive Deaglio nelle sue conclusioni: “Non aspettiamoci soluzioni su misura ai nostri problemi dai pensatori e dalle scuole di pensiero del passato. Il concetto di libertà va profondamente rivisto, e proiettato da un astratto presente fuori del tempo verso un futuro fatto di generazioni ‘incatenate tra loro’, nelle quali gli individui viventi sono in relazione con quelli che sono vissuti e con quelli che vivranno, così come vanno analogamente rivisti anche i concetti di produzione e dei suoi costi, di distribuzione della ricchezza e del reddito e via discorrendo”.

Il mondo postgobale

Mario Deaglio (a cura di)

Guerini e associati, 2022

L’ultima raccolta di ricerca del centro Einaudi di Torino fornisce una buona guida per comprendere il cambiamento

 

Cambiamento (non necessariamente tutto negativo). E’ quanto sta vivendo il mondo. Una condizione che va compresa e quindi analizzata con attenzione, da parte di tutti. Soprattutto, una condizione i cui termini essenziali vanno chiariti da parte di chi, non solo nelle istituzioni ma anche nelle imprese e nei corpi della società, ha ruoli particolari di responsabilità. E’ essenziale, quindi, avere informazioni corrette e chiare. Ed è quanto si ottiene leggendo “Il mondo posglobale”, ultima raccolta di indagini curata da Mario Deaglio per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino con il contributo di Intesa Sanpaolo.

L’istantanea dalla quale parte la raccolta di ricerche è chiara: negli anni Venti del XXI secolo – e cioè oggi – il mondo è all’incrocio di quattro crisi: la crisi pandemica, non ancora conclusa e che ha accelerato e fatto emergere evoluzioni già in corso; la crisi climatico-ambientale, che nell’estate ha cominciato a mordere in molte aree del pianeta; la crisi geopolitica, con una guerra che si prolunga nel cuore del Vecchio continente; infine, la crisi economico-sociale, in parte innescata dall’innovazione tecnologica, complicata dalla crisi ambientale, dalla pandemia e dalla guerra. Non si tratta, viene precisato subito dagli autori delle diverse analisi, necessariamente di crisi in senso negativo ma di “crisi nel senso greco del termine” e cioè, provando una traduzione il più possibile fedele, di un “momento decisivo”. Il mondo, in altri termini, cambia. E la direzione del cambiamento dipende da una serie di scelte responsabilità delle società e non certo calate dall’alto e basta. Tenendo comunque conto che alcuni tratti del “mondo precedente” si stanno perdendo: i caratteri della globalità, per esempio, ma anche quelli collegati alla capacità di crescita. Per capire meglio, e per adottare le scelte più opportune, è necessario conoscere e provare strade nuove, così come guardare alla realtà con occhi diversi.

La raccolta di saggi curata da Deaglio, esplora così prima di tutto i tratti del 2022 indicato come “l’anno che ha cambiato il mondo”, per passare poi ad indagare da vicino i motivi del cambiamento che portano a dire che “il mondo non sarà più come prima” e quindi gli atteggiamenti di fronte a quanto sta accadendo di Stati Uniti ed Europa (che forniscono risposte diverse). L’attenzione viene poi posta sull’Italia per la quale ci si sforza di indicare che cosa occorrerebbe fare.

Scrive Deaglio nelle sue conclusioni: “Non aspettiamoci soluzioni su misura ai nostri problemi dai pensatori e dalle scuole di pensiero del passato. Il concetto di libertà va profondamente rivisto, e proiettato da un astratto presente fuori del tempo verso un futuro fatto di generazioni ‘incatenate tra loro’, nelle quali gli individui viventi sono in relazione con quelli che sono vissuti e con quelli che vivranno, così come vanno analogamente rivisti anche i concetti di produzione e dei suoi costi, di distribuzione della ricchezza e del reddito e via discorrendo”.

Il mondo postgobale

Mario Deaglio (a cura di)

Guerini e associati, 2022