Cultura d’impresa in viaggio
Un libro racconta la storia di un’icona del Bel Paese e del dopoguerra – gli autogrill – facendone un esempio di bella idea imprenditoriale realizzata
L’idea alla base di tutto. E poi il coraggio e la capacità di renderla impresa. A ben vedere è questo il succo vero dell’essere imprenditore ma anche manager a tutto tondo. Ed è questo il contenuto di molte storie d’impresa. Come quella dell’area di ristoro Numero 1, a Novara sull’autostrada Torino-Milano, che Mario Pavesi costruì pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e che divenne un’icona della ripresa economica oltre che di un nuovo modo di pensare il viaggio, l’approccio al cliente, la modalità stessa di vendita di una serie corposa di prodotti. Tutto, adesso, è stato raccontato in “Novara: la prima area di ristoro autostradale”, scritto da Giuseppe Romano (giornalista e attento osservatore dei nuovi strumenti di comunicazione) e appena pubblicato.
Alla base di questa storia d’impresa c’è naturalmente un’idea semplice: in autostrada era importante rendere un servizio non soltanto all’automobile, ma anzitutto all’automobilista. E’ da qui che, appunto, nel ’47 Mario Pavesi (il padre dei “Pavesini”), progetta di costruire un luogo di ristoro sul bordo dell’autostrada Torino-Milano. Primo esempio di ciò che oltreoceano era già cosa diffusa. Quei punti di ristoro sarebbero diventati in breve tempo una parte importante non soltanto del panorama, ma soprattutto della cultura nazionale: insieme alla televisione e ai supermercati, i viaggi e le soste hanno contribuito in maniera consistente a educare il gusto e le abitudini degli italiani.
Il libro racconta il percorso d’impresa effettuato per arrivare dal ’47 ad oggi. Soprattutto però, racconta la qualità e la profonda cultura produttiva che hanno caratterizzato questo cammino. Di mezzo, infatti, anche grandi nomi dell’architettura del dopoguerra oltre alla cura del dettaglio, dell’immagine, della presentazione di un prodotto. Come l’architetto Angelo Bianchetti, che progettò e successivamente ampliò la struttura di Novara. Che oggi è passata di mano finendo al Gruppo Cremonini ma che soprattutto ha accompagnato la crescita italiana cambiando man mano che cambiavano i frequentatori.
Attenzione al prodotto dunque, ma anche al mercato e a chi lo popola, accortezza del dettaglio, finezza dell’immagine. Tutto è raccontato nel libro di Romano che ad un certo punto descrive l’imprenditore (Pavesi in questo caso) come uno “che legge oggi il giornale di domani”. Immagine che vale per molti altri che hanno fatto ricca la storia industriale nazionale.
Novara: la prima area di ristoro autostradale
Giuseppe Romano
Franco Angeli, 2017


Un libro racconta la storia di un’icona del Bel Paese e del dopoguerra – gli autogrill – facendone un esempio di bella idea imprenditoriale realizzata
L’idea alla base di tutto. E poi il coraggio e la capacità di renderla impresa. A ben vedere è questo il succo vero dell’essere imprenditore ma anche manager a tutto tondo. Ed è questo il contenuto di molte storie d’impresa. Come quella dell’area di ristoro Numero 1, a Novara sull’autostrada Torino-Milano, che Mario Pavesi costruì pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e che divenne un’icona della ripresa economica oltre che di un nuovo modo di pensare il viaggio, l’approccio al cliente, la modalità stessa di vendita di una serie corposa di prodotti. Tutto, adesso, è stato raccontato in “Novara: la prima area di ristoro autostradale”, scritto da Giuseppe Romano (giornalista e attento osservatore dei nuovi strumenti di comunicazione) e appena pubblicato.
Alla base di questa storia d’impresa c’è naturalmente un’idea semplice: in autostrada era importante rendere un servizio non soltanto all’automobile, ma anzitutto all’automobilista. E’ da qui che, appunto, nel ’47 Mario Pavesi (il padre dei “Pavesini”), progetta di costruire un luogo di ristoro sul bordo dell’autostrada Torino-Milano. Primo esempio di ciò che oltreoceano era già cosa diffusa. Quei punti di ristoro sarebbero diventati in breve tempo una parte importante non soltanto del panorama, ma soprattutto della cultura nazionale: insieme alla televisione e ai supermercati, i viaggi e le soste hanno contribuito in maniera consistente a educare il gusto e le abitudini degli italiani.
Il libro racconta il percorso d’impresa effettuato per arrivare dal ’47 ad oggi. Soprattutto però, racconta la qualità e la profonda cultura produttiva che hanno caratterizzato questo cammino. Di mezzo, infatti, anche grandi nomi dell’architettura del dopoguerra oltre alla cura del dettaglio, dell’immagine, della presentazione di un prodotto. Come l’architetto Angelo Bianchetti, che progettò e successivamente ampliò la struttura di Novara. Che oggi è passata di mano finendo al Gruppo Cremonini ma che soprattutto ha accompagnato la crescita italiana cambiando man mano che cambiavano i frequentatori.
Attenzione al prodotto dunque, ma anche al mercato e a chi lo popola, accortezza del dettaglio, finezza dell’immagine. Tutto è raccontato nel libro di Romano che ad un certo punto descrive l’imprenditore (Pavesi in questo caso) come uno “che legge oggi il giornale di domani”. Immagine che vale per molti altri che hanno fatto ricca la storia industriale nazionale.
Novara: la prima area di ristoro autostradale
Giuseppe Romano
Franco Angeli, 2017