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Etica sociale e sistema tecnico

In un articolo appena pubblicato, la sintesi delle relazioni tra le due parti di un binomio complesso e importante

 

Etica sociale unita all’etica d’impresa. Buona cultura d’impresa, in altre parole. Un traguardo complesso da raggiungere. E che, a ben vedere, si sposta sempre in avanti, spinto dalla realtà dei fatti, dall’accadere delle cose. E’ partendo anche da queste condizioni che ragiona Claudio A. Testi – imprenditore e filosofo – nel suo “L’etica sociale di fronte al sistema tecnico: la sfida e le azioni” contributo al numero di ottobre di Oikonomia.

Il tema specifico che Testi si dà il compito di affrontare è tra i più complessi del momento: porre l’etica sociale di fronte al “sistema tecnico” e, per essere più precisi, al Sistema Tecnico-Economico (STE) che lo stesso definisce come “un sistema composto essenzialmente da tre elementi: A) la produzione-lavoro, B) i consumi-bisogni,

  1. C) l’istruzione-ricerca scientifica”. Che equivale a dire l’insieme complesso, variegato e mutevole di quell’apparato umano e tecnico che dà forma alla società attuale. Qualcosa di davvero estremamente complesso, visto che ogni suo “elemento influenza gli altri”. Ed è, appunto, di fronte a questa complessità che Testi pone l’etica sociale che, a sua volta, viene vista come qualsiasi altra “etica” e cioè ciò che ha come obiettivo non “sapere cosa è buono e giusto”, ma quello di indicare come “diventare buoni e giusti attraverso il concreto l’agire”. Tutto, quindi viene rapportato alla condizione dell’oggi e quindi all’obbligo di dover fare i conti con gli effetti della pandemia di Covid-19.

Testi, poi, analizza il binomio etica sociale-STE sotto diversi profili – economico, sociale, culturale -, per arrivare a fissare alcune conclusioni. Scrive quindi l’autore: “Affinché l’etica sociale produca oggi effetti positivi, non basta comprendere il problema posto dal Sistema Tecnico-Economico e prendere coscienza che per ‘risolverlo’ è necessario agire concretamente. Serve anche essere consapevoli che per cambiare l’orizzonte tecnocratico in cui siamo immersi servirà tempo e paziente determinazione. Il compito è certo immane, per quanto ineludibile, ma non bisogna farsi prendere dall’angoscia e dallo scoramento. Siamo limitati e non possiamo cambiare tutto subito: possiamo però impiegare il tempo che ci è dato per una giusta e buona causa”.

Quanto scritto da Claudio Testi è certamente una sintesi di un tema che non si esaurisce in un semplice contributo di rivista, ma che necessita di approfondimenti e aggiornamenti continui. L’intervento di Testi, tuttavia, tra i meriti che ha è quello d’esser chiaro e sintetico. E quindi di fornire a chi legge le basi fondamentali per iniziare un percorso di crescita culturale importante.

L’etica sociale di fronte al sistema tecnico: la sfida e le azioni

Claudio A. Testi

OIKONOMIA, ANNO XX – N. 3 OTTOBRE 2021

In un articolo appena pubblicato, la sintesi delle relazioni tra le due parti di un binomio complesso e importante

 

Etica sociale unita all’etica d’impresa. Buona cultura d’impresa, in altre parole. Un traguardo complesso da raggiungere. E che, a ben vedere, si sposta sempre in avanti, spinto dalla realtà dei fatti, dall’accadere delle cose. E’ partendo anche da queste condizioni che ragiona Claudio A. Testi – imprenditore e filosofo – nel suo “L’etica sociale di fronte al sistema tecnico: la sfida e le azioni” contributo al numero di ottobre di Oikonomia.

Il tema specifico che Testi si dà il compito di affrontare è tra i più complessi del momento: porre l’etica sociale di fronte al “sistema tecnico” e, per essere più precisi, al Sistema Tecnico-Economico (STE) che lo stesso definisce come “un sistema composto essenzialmente da tre elementi: A) la produzione-lavoro, B) i consumi-bisogni,

  1. C) l’istruzione-ricerca scientifica”. Che equivale a dire l’insieme complesso, variegato e mutevole di quell’apparato umano e tecnico che dà forma alla società attuale. Qualcosa di davvero estremamente complesso, visto che ogni suo “elemento influenza gli altri”. Ed è, appunto, di fronte a questa complessità che Testi pone l’etica sociale che, a sua volta, viene vista come qualsiasi altra “etica” e cioè ciò che ha come obiettivo non “sapere cosa è buono e giusto”, ma quello di indicare come “diventare buoni e giusti attraverso il concreto l’agire”. Tutto, quindi viene rapportato alla condizione dell’oggi e quindi all’obbligo di dover fare i conti con gli effetti della pandemia di Covid-19.

Testi, poi, analizza il binomio etica sociale-STE sotto diversi profili – economico, sociale, culturale -, per arrivare a fissare alcune conclusioni. Scrive quindi l’autore: “Affinché l’etica sociale produca oggi effetti positivi, non basta comprendere il problema posto dal Sistema Tecnico-Economico e prendere coscienza che per ‘risolverlo’ è necessario agire concretamente. Serve anche essere consapevoli che per cambiare l’orizzonte tecnocratico in cui siamo immersi servirà tempo e paziente determinazione. Il compito è certo immane, per quanto ineludibile, ma non bisogna farsi prendere dall’angoscia e dallo scoramento. Siamo limitati e non possiamo cambiare tutto subito: possiamo però impiegare il tempo che ci è dato per una giusta e buona causa”.

Quanto scritto da Claudio Testi è certamente una sintesi di un tema che non si esaurisce in un semplice contributo di rivista, ma che necessita di approfondimenti e aggiornamenti continui. L’intervento di Testi, tuttavia, tra i meriti che ha è quello d’esser chiaro e sintetico. E quindi di fornire a chi legge le basi fondamentali per iniziare un percorso di crescita culturale importante.

L’etica sociale di fronte al sistema tecnico: la sfida e le azioni

Claudio A. Testi

OIKONOMIA, ANNO XX – N. 3 OTTOBRE 2021