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Grandi possibilità, grandi rischi

La quarta rivoluzione industriale spiegata dal Presidente del World Economic Forum

Capire come si muove il mondo continua ad essere un elemento fondamentale di conoscenza per ogni buon imprenditore e manager. Carte e bussole adeguate servono. Si forma così una cultura d’impresa diversa e più matura. Ed è in questo ambito che si inserisce “La quarta rivoluzione industriale” di Klaus Schwab, fondatore e presidente del World Economic Forum (WEF) organizzato ogni anno a Davos con l’incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale per discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare.

Non si tratta – occorre dirlo subito -, di un libro ad effetto, scritto sull’onda di qualche previsione particolarmente catastrofica oppure di preveggenze su quanto accadrà da qui a vent’anni. Schwab scrive da economista e da storico dell’economia e in poco meno di duecento pagine fornisce non solo una analisi di quanto sta accadendo oggi, ma colloca anche la cosiddetta quarta rivoluzione industriale in un contesto storico che parte dal ‘700 e ripercorre tutte le tappe dello sviluppo economico fino ai giorni nostri. Niente di accademico, tuttavia, Schwab, scrive in maniera “veloce”, si fa leggere, assorbe l’attenzione e conduce subito al nocciolo del problema.

Ad essere descritta, quindi, è la straordinaria evoluzione tecnologia che stiamo vivendo, ad essere esposte sono le ragioni per cui questa va considerata una vera e propria rivoluzione. Secondo l’autore, ciò che sta accadendo non è semplicemente un’evoluzione di quanto già accaduto, ma una vera rivoluzione perché caratterizzato da una velocità, portata, intensità e impatto sui sistemi totalmente diversi e più elevati rispetto a prima. Schwab , poi, analizza le principali tecnologie “trasformative” che stanno guidando il cambiamento e si sofferma infine sull’impatto che la rivoluzione tecnologica in atto avrà e sta già avendo sull’economia (crescita, occupazione, lavoro), sul sistema produttivo, sulla società e sull’individuo. Chiude il libro un’appendice dedicata a 23 tecnologie innovative e alla previsione (basata su interviste a 800 manager) di quando diventeranno di totale dominio pubblico.

Partendo da Rilke e Voltaire, Schwab alla fine ricorda quanto la quarta rivoluzione industriale sia densa di grandi possibilità ma anche di grandi rischi, e di quanto tutto ciò che accade debba essere governato per il bene di tutti. Partendo dalla saggezza di una frase di Voltaire: “Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola”.

Scrive quindi l’autore: La quarta rivoluzione industriale potrebbe portare alla robotizzazione dell’intera umanità e quindi mettere a repentaglio gli aspetti tradizionali che danno un senso alle nostre esistenze, come il lavoro, la comunità, la famiglia e l’identità. Oppure potrebbe essere uno strumento per elevare l’uomo verso una nuova coscienza collettiva e morale fondata su un’interpretazione del destino quale valore condiviso. Spetta a tutti noi garantire la realizzazione di questa seconda ipotesi”.

La quarta rivoluzione industriale

Klaus Schwab

Franco Angeli, 2016