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Imprese d’istinto

Tradotto in italiano il libro del Premio Nobel per l’economia 2017, che fa luce su cosa davvero muove le azioni economiche di individui e imprese

 

Istinti. Spesso, molto più spesso di quanto si pensi, il comportamento degli uomini è condotto sulla base di istinti, spinte irrazionali, concause diverse fra loro, emozioni miste a calcolo. Accade anche per gli imprenditori, le loro creature (le imprese), i manager, le organizzazioni della produzione. Come dire: certo, la razionalità c’è e ci deve essere, ma non basta.

D’altra parte, capire come in realtà si possa svolgere il meccanismo delle scelte economiche è determinante, così come lo è la consapevolezza degli elementi che condizionano il divenire di un mercato oppure di un’impresa. Tutto tenendo però conto che uno degli assunti di base della teoria economica di base – la razionalità nelle scelte –, è di fatto privo di fondamento o quasi. È in un’avventura di questo genere che si è lanciato da anni Richard Thaler, vincitore del premio Nobel per l’economia 2017, che ha dedicato l’intera carriera a studiare l’idea (radicale un tempo), per cui gli agenti economici sono individui prevedibili e inclini a commettere errori. “Misbehaving” appena tradotto in italiano è il libro-resoconto del suo percorso intellettuale e di ricerca.

Il succo del pensiero di Thaler, e del suo libro, è semplice. La teoria economica tradizionale assume che gli individui siano razionali. Ma fin dall’inizio della sua ricerca, Thaler ha compreso che questi automi non somigliavano affatto alle persone vere che ragionano sottoposte a sollecitazioni diverse, sbagliano, si riprendono, cambiano orientamento. E’ la contrapposizione fra l’Homo sapiens (amichevolmente indicato da Thaler come Human) e l’Homo economicus (che Thaler chiama Econ). Scrive l’autore: “Rispetto al mondo fittizio degli Econ, gli essere umani (Human) hanno molti comportamenti anomali e ciò significa che i modelli economici generano una quantità di predizioni sbagliate, predizione che possono avere conseguenze molto” serie. Il ragionamento attorno a questa constatazione occupa tutto il volume. Che non è scritto da manuale di economia, ma piuttosto da racconto di vita, a tratti anche divertente. E che ha un obiettivo: riportare una disciplina accademica con i piedi per terra.

Lettura utile per tutti, quella di Thaler. Anche per le organizzazioni della produzione. Non a caso, proprio nelle ultime pagine del libro, l’autore puntualizza tre passaggi importanti per capire: osservare, raccogliere dati, dire la propria. Principi di comportamento e di indagine che vengono riferiti anche alle imprese.

Quanto scritto da Thaler non è solo la sintesi lucida di una delle più avanzate frontiere dell’analisi economica (che fra l’altro attinge al meglio del pensiero economico, ricordando anche come John Maynard Keynes abbia fra i primi “praticato la macroeconomia comportamentale”), ma anche un’avventura del pensiero che si rivolge a tutti.

Misbehaving. La nascita dell’economia comportamentale

Richard H. Thaler

Einaudi, 2018

Tradotto in italiano il libro del Premio Nobel per l’economia 2017, che fa luce su cosa davvero muove le azioni economiche di individui e imprese

 

Istinti. Spesso, molto più spesso di quanto si pensi, il comportamento degli uomini è condotto sulla base di istinti, spinte irrazionali, concause diverse fra loro, emozioni miste a calcolo. Accade anche per gli imprenditori, le loro creature (le imprese), i manager, le organizzazioni della produzione. Come dire: certo, la razionalità c’è e ci deve essere, ma non basta.

D’altra parte, capire come in realtà si possa svolgere il meccanismo delle scelte economiche è determinante, così come lo è la consapevolezza degli elementi che condizionano il divenire di un mercato oppure di un’impresa. Tutto tenendo però conto che uno degli assunti di base della teoria economica di base – la razionalità nelle scelte –, è di fatto privo di fondamento o quasi. È in un’avventura di questo genere che si è lanciato da anni Richard Thaler, vincitore del premio Nobel per l’economia 2017, che ha dedicato l’intera carriera a studiare l’idea (radicale un tempo), per cui gli agenti economici sono individui prevedibili e inclini a commettere errori. “Misbehaving” appena tradotto in italiano è il libro-resoconto del suo percorso intellettuale e di ricerca.

Il succo del pensiero di Thaler, e del suo libro, è semplice. La teoria economica tradizionale assume che gli individui siano razionali. Ma fin dall’inizio della sua ricerca, Thaler ha compreso che questi automi non somigliavano affatto alle persone vere che ragionano sottoposte a sollecitazioni diverse, sbagliano, si riprendono, cambiano orientamento. E’ la contrapposizione fra l’Homo sapiens (amichevolmente indicato da Thaler come Human) e l’Homo economicus (che Thaler chiama Econ). Scrive l’autore: “Rispetto al mondo fittizio degli Econ, gli essere umani (Human) hanno molti comportamenti anomali e ciò significa che i modelli economici generano una quantità di predizioni sbagliate, predizione che possono avere conseguenze molto” serie. Il ragionamento attorno a questa constatazione occupa tutto il volume. Che non è scritto da manuale di economia, ma piuttosto da racconto di vita, a tratti anche divertente. E che ha un obiettivo: riportare una disciplina accademica con i piedi per terra.

Lettura utile per tutti, quella di Thaler. Anche per le organizzazioni della produzione. Non a caso, proprio nelle ultime pagine del libro, l’autore puntualizza tre passaggi importanti per capire: osservare, raccogliere dati, dire la propria. Principi di comportamento e di indagine che vengono riferiti anche alle imprese.

Quanto scritto da Thaler non è solo la sintesi lucida di una delle più avanzate frontiere dell’analisi economica (che fra l’altro attinge al meglio del pensiero economico, ricordando anche come John Maynard Keynes abbia fra i primi “praticato la macroeconomia comportamentale”), ma anche un’avventura del pensiero che si rivolge a tutti.

Misbehaving. La nascita dell’economia comportamentale

Richard H. Thaler

Einaudi, 2018