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Innovazione collettiva

Per crescere bisogna innovare. Verità sacrosanta ma non così facile da rispettare. L’innovazione non solo necessita di persone capaci, ma anche di bravi “capitani d’impresa” in grado di suscitarla, farla crescere, sfruttarla pienamente, diffonderla. E’ il dilemma del legame fra leadeship e innovazione; del collegamento necessario fra chi ha l’idea e chi è in grado di usarla nel modo migliore. In altre parole, l’innovazione non è mai frutto di un singolo, ma di un gruppo.

“Il genio collettivo. La cultura e la pratica dell’innovazione” di Linda A. Hill, Greg Brandeau, Emily Truelove e Kent Lineback appena pubblicato in Italia è un libro utile per affrontare meglio il tema della leadeship  e dell’innovazione.

L’assunto dal quale prende corpo il volume è proprio il carattere collettivo dell’innovazione che non viene vista esclusivamente come l’opera di una sola mente illuminata e geniale, bensì come parte integrante della cultura d’impresa, che il leader sviluppa all’interno della propria intera organizzazione. E’ da qui che parte un intenso ragionamento fatto di teoria e casi pratici. Gli autori, infatti, sono in parte di origine accademica (come Hill e Truelove), e in parte hanno esperienze manageriali (come Brandeau e Lineback).

Il volume quindi è l’esplicitazione dell’assunto di base, che viene spiegato approfondendo la constatazione che il compito del “capo” è quello di promuovere l’innovazione attraverso da un lato la volontà di innovare e dall’altro la capacità di innovare. L’obiettivo, per gli autori, è la creazione di “comunità legate da uno scopo condiviso, sostenute da valori e linee di condotta comuni e tese nello sviluppare le competenze chiave dell’innovazione (attrito creativo, agilità e risoluzione creative)”. Alta cultura d’impresa, in altre parole, che forma di se’ ogni parte dell’organizzazione aziendale e spinge tutti – quasi soavemente -, verso un solo obiettivo.

L’interesse del volume, tuttavia, è anche un altro. Non c’è solo teoria, si è detto. E, infatti, nelle circa 250 pagine del libro sono presentati 12 storie di legami ben riusciti fra leader e innovazione. SI tratta di esempi tratti da Pixar, HCL Technologies, Volskwagen, Pentagram, eBay, Google, Calit2, Pfizer, IBM, ACumen Fund e Sungjoo Group. Ogni azienda è associata ad un particolare aspetto dell’innovazione d’impresa, ad ogni passaggio che porta dall’idea che si accende all’idea realizzata. Attraverso di essi, fra l’altro, sono declinati tutti gli apparenti paradossi dell’innovazione: liberare/controllare, valorizzare il singolo/la collettività, creare sostegno/confronto, favorire l’apprendimento/la performance, generare improvvisazione/strutturazione, favorire la pazienza/ la velocità.

“Il genio collettivo” è un libro da leggere con attenzione; apre degli orizzonti nuovi raccontando ciò che è stato in tema di crescita delle idee in chi fa vivere per davvero le imprese.

Il genio collettivo. La cultura e la pratica dell’innovazione

Linda A. Hill, Greg Brandeau, Emily Truelove, Kent Lineback

Franco Angeli, 2015

Per crescere bisogna innovare. Verità sacrosanta ma non così facile da rispettare. L’innovazione non solo necessita di persone capaci, ma anche di bravi “capitani d’impresa” in grado di suscitarla, farla crescere, sfruttarla pienamente, diffonderla. E’ il dilemma del legame fra leadeship e innovazione; del collegamento necessario fra chi ha l’idea e chi è in grado di usarla nel modo migliore. In altre parole, l’innovazione non è mai frutto di un singolo, ma di un gruppo.

“Il genio collettivo. La cultura e la pratica dell’innovazione” di Linda A. Hill, Greg Brandeau, Emily Truelove e Kent Lineback appena pubblicato in Italia è un libro utile per affrontare meglio il tema della leadeship  e dell’innovazione.

L’assunto dal quale prende corpo il volume è proprio il carattere collettivo dell’innovazione che non viene vista esclusivamente come l’opera di una sola mente illuminata e geniale, bensì come parte integrante della cultura d’impresa, che il leader sviluppa all’interno della propria intera organizzazione. E’ da qui che parte un intenso ragionamento fatto di teoria e casi pratici. Gli autori, infatti, sono in parte di origine accademica (come Hill e Truelove), e in parte hanno esperienze manageriali (come Brandeau e Lineback).

Il volume quindi è l’esplicitazione dell’assunto di base, che viene spiegato approfondendo la constatazione che il compito del “capo” è quello di promuovere l’innovazione attraverso da un lato la volontà di innovare e dall’altro la capacità di innovare. L’obiettivo, per gli autori, è la creazione di “comunità legate da uno scopo condiviso, sostenute da valori e linee di condotta comuni e tese nello sviluppare le competenze chiave dell’innovazione (attrito creativo, agilità e risoluzione creative)”. Alta cultura d’impresa, in altre parole, che forma di se’ ogni parte dell’organizzazione aziendale e spinge tutti – quasi soavemente -, verso un solo obiettivo.

L’interesse del volume, tuttavia, è anche un altro. Non c’è solo teoria, si è detto. E, infatti, nelle circa 250 pagine del libro sono presentati 12 storie di legami ben riusciti fra leader e innovazione. SI tratta di esempi tratti da Pixar, HCL Technologies, Volskwagen, Pentagram, eBay, Google, Calit2, Pfizer, IBM, ACumen Fund e Sungjoo Group. Ogni azienda è associata ad un particolare aspetto dell’innovazione d’impresa, ad ogni passaggio che porta dall’idea che si accende all’idea realizzata. Attraverso di essi, fra l’altro, sono declinati tutti gli apparenti paradossi dell’innovazione: liberare/controllare, valorizzare il singolo/la collettività, creare sostegno/confronto, favorire l’apprendimento/la performance, generare improvvisazione/strutturazione, favorire la pazienza/ la velocità.

“Il genio collettivo” è un libro da leggere con attenzione; apre degli orizzonti nuovi raccontando ciò che è stato in tema di crescita delle idee in chi fa vivere per davvero le imprese.

Il genio collettivo. La cultura e la pratica dell’innovazione

Linda A. Hill, Greg Brandeau, Emily Truelove, Kent Lineback

Franco Angeli, 2015