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La crisi cambia tutto?

La crisi può far bene alle imprese. E’ un pungolo a cambiare, una spinta ad evolvere. Certo, occorre saperla affrontare, avere in se’ le risorse per superarla. Una crisi non è uno scherzo. Può cambiare molto dell’impresa, forse non tutto. E’ necessario allora capire come un forte periodo di difficoltà possa risolversi in qualcosa che serva al rilancio, alla ripartenza dell’attività produttiva. Mantenendo ciò che seve, cambiando ciò che è vecchio. Alla base, c’è, come sempre negli appuntamenti cruciali di un’organizzazione, la necessità di una cultura – in questo caso del produrre -, in grado di reagire e di far fare il salto che occorre.

“Teorie e Modelli di Corporate Governance: un’analisi delle Top 500 imprese padovane”, tesi di Natalia Farima presso il Corso di Laurea Economia e Management dell’Università di Padova, fotografando che cosa è accaduto, di fronte all’ultima recente crisi, in una delle aree di più eccellente industrializzazione italiana. Il lavoro parte esattamente dalla considerazione fatta poc’anzi: “Una crisi rappresenta, in qualsiasi momento ed ambito si verifichi, un momento di riflessione, di studio, di analisi e di ricerca di soluzioni e innovazioni”.

Farima poi spiega: “Essendo state le imprese a subire gli effetti più devastanti della crisi, per quelle che in un modo o nell’altro l’hanno attraversata, in questi anni è cominciato un processo di introspezione e innovazione coinvolgendo ogni loro aspetto: la struttura, la catena del valore, il processo produttivo, la gestione dei nuovi canali di marketing e non per ultimo i loro sistemi di governance. Aspetti che prima delle crisi sembravano marginali e con necessità non immediate di intervento, ad un certo punto diventano elementi il cui sviluppo e gestione risultano improcrastinabili. I sistemi di governance per i quali si riteneva che la legislazione fosse più che adeguata e sufficiente, diventano improvvisamente superati, non sufficientemente trasparenti e non adeguati a gestire l’impresa in un momento di crisi sia interna che esterna”. Può, appunto, cambiare tutto: l’orizzonte esterno, le dinamiche interne, la stessa intima cultura d’impresa aziendale. Resiste ed emerge chi ha insiti i germi dell’innovazione e della crescita.

Dopo un’ampia introduzione  teorica sui sistemi di governance, Farima quindi analizza ciò che è avvenuto nelle piccole e medie imprese padovane sondando l’evoluzione delle più importanti pescando i dati da AIDA, la banca dati che contiene informazioni finanziarie, anagrafiche e commerciali di oltre 20mila società di capitali italiane. I numeri poi sono stati organizzati per delineare una fotografia dell’assetto della PMI padovana, e per comprenderne le peculiarità soprattutto per quanto riguarda il loro attrezzarsi di fronte ai mutamenti del mercato e del contesto istituzionale.

La conclusione però è aperta.

Spiega Farima che è ancora difficile individuare “schemi o modelli che spieghino la struttura del (…) sistema di governance” delle PMI.  Ma c’è un elemento che predomina su tutto e cioè la “la presenza dell’imprenditore che permea ancora, nella maggior parte dei casi, qualsiasi strato della gestione, con l’impossibilità da parte di chiunque di affermare a priori se sia un bene o un male”.

Teorie e Modelli di Corporate Governance: un’analisi delle Top 500 imprese padovane

Natalia Farima (Corso di Laurea Economia e Management, Università di Padova)

2015

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La crisi può far bene alle imprese. E’ un pungolo a cambiare, una spinta ad evolvere. Certo, occorre saperla affrontare, avere in se’ le risorse per superarla. Una crisi non è uno scherzo. Può cambiare molto dell’impresa, forse non tutto. E’ necessario allora capire come un forte periodo di difficoltà possa risolversi in qualcosa che serva al rilancio, alla ripartenza dell’attività produttiva. Mantenendo ciò che seve, cambiando ciò che è vecchio. Alla base, c’è, come sempre negli appuntamenti cruciali di un’organizzazione, la necessità di una cultura – in questo caso del produrre -, in grado di reagire e di far fare il salto che occorre.

“Teorie e Modelli di Corporate Governance: un’analisi delle Top 500 imprese padovane”, tesi di Natalia Farima presso il Corso di Laurea Economia e Management dell’Università di Padova, fotografando che cosa è accaduto, di fronte all’ultima recente crisi, in una delle aree di più eccellente industrializzazione italiana. Il lavoro parte esattamente dalla considerazione fatta poc’anzi: “Una crisi rappresenta, in qualsiasi momento ed ambito si verifichi, un momento di riflessione, di studio, di analisi e di ricerca di soluzioni e innovazioni”.

Farima poi spiega: “Essendo state le imprese a subire gli effetti più devastanti della crisi, per quelle che in un modo o nell’altro l’hanno attraversata, in questi anni è cominciato un processo di introspezione e innovazione coinvolgendo ogni loro aspetto: la struttura, la catena del valore, il processo produttivo, la gestione dei nuovi canali di marketing e non per ultimo i loro sistemi di governance. Aspetti che prima delle crisi sembravano marginali e con necessità non immediate di intervento, ad un certo punto diventano elementi il cui sviluppo e gestione risultano improcrastinabili. I sistemi di governance per i quali si riteneva che la legislazione fosse più che adeguata e sufficiente, diventano improvvisamente superati, non sufficientemente trasparenti e non adeguati a gestire l’impresa in un momento di crisi sia interna che esterna”. Può, appunto, cambiare tutto: l’orizzonte esterno, le dinamiche interne, la stessa intima cultura d’impresa aziendale. Resiste ed emerge chi ha insiti i germi dell’innovazione e della crescita.

Dopo un’ampia introduzione  teorica sui sistemi di governance, Farima quindi analizza ciò che è avvenuto nelle piccole e medie imprese padovane sondando l’evoluzione delle più importanti pescando i dati da AIDA, la banca dati che contiene informazioni finanziarie, anagrafiche e commerciali di oltre 20mila società di capitali italiane. I numeri poi sono stati organizzati per delineare una fotografia dell’assetto della PMI padovana, e per comprenderne le peculiarità soprattutto per quanto riguarda il loro attrezzarsi di fronte ai mutamenti del mercato e del contesto istituzionale.

La conclusione però è aperta.

Spiega Farima che è ancora difficile individuare “schemi o modelli che spieghino la struttura del (…) sistema di governance” delle PMI.  Ma c’è un elemento che predomina su tutto e cioè la “la presenza dell’imprenditore che permea ancora, nella maggior parte dei casi, qualsiasi strato della gestione, con l’impossibilità da parte di chiunque di affermare a priori se sia un bene o un male”.

Teorie e Modelli di Corporate Governance: un’analisi delle Top 500 imprese padovane

Natalia Farima (Corso di Laurea Economia e Management, Università di Padova)

2015

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