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Quando l’impresa è “sociale”

Uno sguardo, un sorriso, un’idea, un progetto. La cultura di un’impresa si capisce anche da questi elementi apparentemente slegati dal mercato, dal prodotto, dal bilancio, dai numeri. Se cultura è, per esempio, ciò che l’azienda ha in sé come principi d’azione, modo di essere e di approcciarsi al mercato e ai dipendenti, la descrizione di questa passa anche per strade che possono essere inusuali e inaspettate.

E’ accaduto così che l’idea d’impresa che permea un’organizzazione produttiva, si sia costruita in passato anche attraverso gli asili per i figli dei dipendenti, le colonie marine e montane, le casse mutua, i pacchi dono, l’immagine stessa della fabbrica. Oggi c’è la globalizzazione a dettare legge, ma per le aziende che fanno della loro cultura uno dei perni della crescita, è di fatto la stessa cosa, solo in termini più vasti.

E’ importante, oltre che interessante, capire allora cosa può accadere in questi casi. Ed è per questo che è bello leggere e guardare “Imprese Sociali Ferrero”, un volume di poco più di 300 pagine, dense si foto e di storie che raccontano come la Ferrero – partita da Alba in Piemonte nel 1946 – sia riuscita a coniugare affari e responsabilità sociale attraverso la creazione di realtà produttive in India, Camerun e Sudafrica.

La raccolta di immagini e racconti – curata da Caterina Ginzburg -, è organizzata per persone (uomini e donne che a vario titolo lavorano negli stabilimenti Ferrero), luoghi (India, Camerun e Sudafrica appunto), e prodotti (cacao, latte e canna da zucchero). Un alternarsi di scatti e di storie di lavoro, di vite vissute, di gioie e di lutti, di scoperte e conquiste: un insieme che compone il quadro unico della cultura d’impresa sociale che la Ferrero ha costruito nel tempo.

Il libro compone così una trilogia di sensazioni, un viaggio inaspettato in luoghi, ambienti e abitazioni che non nasconde nulla, ma che delinea – appunto – l’idea di un’impresa che basa la sua cultura sul profitto e sulla qualità, ma anche sul territorio e sulle persone. Un’entità sola, fatta da più luoghi permeati dalla stessa idea di produzione.

Imprese Sociali Ferrero

a cura di Caterina Ginzburg

Skira, 2012

Uno sguardo, un sorriso, un’idea, un progetto. La cultura di un’impresa si capisce anche da questi elementi apparentemente slegati dal mercato, dal prodotto, dal bilancio, dai numeri. Se cultura è, per esempio, ciò che l’azienda ha in sé come principi d’azione, modo di essere e di approcciarsi al mercato e ai dipendenti, la descrizione di questa passa anche per strade che possono essere inusuali e inaspettate.

E’ accaduto così che l’idea d’impresa che permea un’organizzazione produttiva, si sia costruita in passato anche attraverso gli asili per i figli dei dipendenti, le colonie marine e montane, le casse mutua, i pacchi dono, l’immagine stessa della fabbrica. Oggi c’è la globalizzazione a dettare legge, ma per le aziende che fanno della loro cultura uno dei perni della crescita, è di fatto la stessa cosa, solo in termini più vasti.

E’ importante, oltre che interessante, capire allora cosa può accadere in questi casi. Ed è per questo che è bello leggere e guardare “Imprese Sociali Ferrero”, un volume di poco più di 300 pagine, dense si foto e di storie che raccontano come la Ferrero – partita da Alba in Piemonte nel 1946 – sia riuscita a coniugare affari e responsabilità sociale attraverso la creazione di realtà produttive in India, Camerun e Sudafrica.

La raccolta di immagini e racconti – curata da Caterina Ginzburg -, è organizzata per persone (uomini e donne che a vario titolo lavorano negli stabilimenti Ferrero), luoghi (India, Camerun e Sudafrica appunto), e prodotti (cacao, latte e canna da zucchero). Un alternarsi di scatti e di storie di lavoro, di vite vissute, di gioie e di lutti, di scoperte e conquiste: un insieme che compone il quadro unico della cultura d’impresa sociale che la Ferrero ha costruito nel tempo.

Il libro compone così una trilogia di sensazioni, un viaggio inaspettato in luoghi, ambienti e abitazioni che non nasconde nulla, ma che delinea – appunto – l’idea di un’impresa che basa la sua cultura sul profitto e sulla qualità, ma anche sul territorio e sulle persone. Un’entità sola, fatta da più luoghi permeati dalla stessa idea di produzione.

Imprese Sociali Ferrero

a cura di Caterina Ginzburg

Skira, 2012