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Raccontare la vita d’impresa

Lo si è già detto tante volte: fare impresa è anche un’avventura. Ma anche raccontare è un’avventura. Se, poi, il racconto è quello di un’impresa e delle vite che l’hanno animata, allora l’avventura sale di grado, diventa più complessa e interessante. E’ necessario però, rendersi conto bene di cosa significa raccontare la storia di un’impresa, quali implicazioni e difficoltà siano nascoste al suo interno. Tutto tenendo conto che in ogni racconto c’è anche un po’ di chi lo scrive. Dall’intreccio fra vite individuali, vite d’azienda e vita del narratore, nasce quindi una visione ogni volta diversa, che è in grado di affascinare e spiegare molto della produzione e della cultura aziendale.

Alessandra Cosso, ha provato a ragionare su questo tema partendo dalla sua esperienza nelle organizzazioni di lavoro come consulente per favorire i cambiamenti culturali e il benessere delle persone che lavorano, potenziare le competenze relazionali, facilitare l’espressione di sé e del proprio talento. Ne è nato “Raccontarsela. Copioni di vita e storie organizzative: l’uso della narrazione per lo sviluppo individuale e d’impresa”, un volume diviso in due parti nette. Prima, un ragionamento sulla vita interpretata come un copione, con una particolare attenzione al sistema delle aziende e delle organizzazioni (un capitolo è dedicato a “Capi, processi e perfomance: il copione  nell’organizzazione”). La seconda parte è invece articolata come una rappresentazione teatrale, con un prologo e cinque atti con al centro le particolari “visioni d’impresa”, usa invece tutti gli strumenti possibili del raccontare e del rappresentare.

Direttore dell’Osservatorio di Corporate Storytelling dell’Università di Pavia, Alessandra Cosso calibra con sapienza teoria e pratica. L’autrice esamina anche gli aspetti psicologici che influenzano l'”homo narrans” e li mette in relazione con le auto-narrazioni che intesse nel suo vivere sociale e d’impresa.

E’ illuminante un passaggio: “Noi siamo storie in continuo divenire: vivendo, narriamo di noi, di chi incontriamo, dell’ambiente in cui viviamo e che trasformiamo. Seguiamo un vero e proprio copione, una sceneggiatura completa, quasi sempre non consapevole: ci sono comparse, colpi di scena e, solo a volte, finali positivi. Conoscere la storia che incarniamo è fondamentale per comprendere il senso delle scelte che facciamo ogni giorno, come individui o come imprese. Per riuscire a essere, e agire, per ciò che desideriamo, per avere successo, per scrivere il nostro lieto fine”.

“Raccontarsela” è un libro da leggere fino in fondo, possibilmente senza fermarsi.

Raccontarsela. Copioni di vita e storie organizzative: l’uso della narrazione per lo sviluppo individuale e d’impresa

Alessandra Cosso

Lupetti, 2013

Lo si è già detto tante volte: fare impresa è anche un’avventura. Ma anche raccontare è un’avventura. Se, poi, il racconto è quello di un’impresa e delle vite che l’hanno animata, allora l’avventura sale di grado, diventa più complessa e interessante. E’ necessario però, rendersi conto bene di cosa significa raccontare la storia di un’impresa, quali implicazioni e difficoltà siano nascoste al suo interno. Tutto tenendo conto che in ogni racconto c’è anche un po’ di chi lo scrive. Dall’intreccio fra vite individuali, vite d’azienda e vita del narratore, nasce quindi una visione ogni volta diversa, che è in grado di affascinare e spiegare molto della produzione e della cultura aziendale.

Alessandra Cosso, ha provato a ragionare su questo tema partendo dalla sua esperienza nelle organizzazioni di lavoro come consulente per favorire i cambiamenti culturali e il benessere delle persone che lavorano, potenziare le competenze relazionali, facilitare l’espressione di sé e del proprio talento. Ne è nato “Raccontarsela. Copioni di vita e storie organizzative: l’uso della narrazione per lo sviluppo individuale e d’impresa”, un volume diviso in due parti nette. Prima, un ragionamento sulla vita interpretata come un copione, con una particolare attenzione al sistema delle aziende e delle organizzazioni (un capitolo è dedicato a “Capi, processi e perfomance: il copione  nell’organizzazione”). La seconda parte è invece articolata come una rappresentazione teatrale, con un prologo e cinque atti con al centro le particolari “visioni d’impresa”, usa invece tutti gli strumenti possibili del raccontare e del rappresentare.

Direttore dell’Osservatorio di Corporate Storytelling dell’Università di Pavia, Alessandra Cosso calibra con sapienza teoria e pratica. L’autrice esamina anche gli aspetti psicologici che influenzano l'”homo narrans” e li mette in relazione con le auto-narrazioni che intesse nel suo vivere sociale e d’impresa.

E’ illuminante un passaggio: “Noi siamo storie in continuo divenire: vivendo, narriamo di noi, di chi incontriamo, dell’ambiente in cui viviamo e che trasformiamo. Seguiamo un vero e proprio copione, una sceneggiatura completa, quasi sempre non consapevole: ci sono comparse, colpi di scena e, solo a volte, finali positivi. Conoscere la storia che incarniamo è fondamentale per comprendere il senso delle scelte che facciamo ogni giorno, come individui o come imprese. Per riuscire a essere, e agire, per ciò che desideriamo, per avere successo, per scrivere il nostro lieto fine”.

“Raccontarsela” è un libro da leggere fino in fondo, possibilmente senza fermarsi.

Raccontarsela. Copioni di vita e storie organizzative: l’uso della narrazione per lo sviluppo individuale e d’impresa

Alessandra Cosso

Lupetti, 2013