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Sfide globali per crescere meglio

In un intervento di Banca d’Italia la sintesi dei problemi da affrontare e delle strade da percorrere

 

Produrre e distribuire nell’ambito di uno scenario complesso è mutevole, nel quale, oltre ai vincoli economici consueti, occorre aver a che fare con gli effetti di cambiamenti di lungo periodo. È quanto accade oggi (e non solo per le imprese ma, di fatto, per ogni componente di buona parte delle società avanzate). Ed è attorno a questo nodo di problemi che ragiona Piero Cipollone, vicedirettore di Banca d’Italia, nel suo intervento “Transizione energetica, finanza e clima: sfide e opportunità”.

Cipollone inizia il suo ragionamento dal tema del cambiamento climatico e delle sue conseguenze sull’economia e non solo. Ed è dal cambiamento climatico che il vicedirettore di Banca d’Italia arriva ad esaminare le politiche economiche adottate e quindi il ruolo delle banche centrali e della finanza alle prese con il difficile equilibrio tra efficienza ed efficacia economica e risposte alle esigenze di compatibilità con l’ambiente.

L’intervento passa quindi ad esaminare le “sfide” che il sistema economico e sociale si trova a dover sostenere. Prima di tutto l’ampliamento degli strumenti della finanza sostenibile, poi quella dell’affidabilità dei dati e quindi la necessità di dare risposte in tempi brevi ad una serie impellente di problemi. Cipollone, poi, insiste sulla necessità di curare anche la consapevolezza della situazione nella quale imprese e società si trovano.

Alla base di tutto, spiega Cipollone, la necessità di sviluppare una “finanza verde” come espressione  matura di un modo diverso di intendere l’economia e la cultura del produrre. Scrive Cipollone nelle sue conclusioni: “La finanza verde è anche una sfida intellettuale, che  richiede  alle  istituzioni  finanziarie  di  aggiungere  alle  loro  competenze  tipiche nuove conoscenze e informazioni provenienti da altri campi scientifici”. Ed è proprio da questa apertura che deriva l’interesse di quanto espresso nell’indagine del vicedirettore di Banca d’Italia oltre che naturalmente del tema affrontato. È cioè una nuova cultura del produrre, dell’intendere le relazioni tra società e imprese e tra politica, economia e società quella che si delinea e che va accolta oltre che ragionata.

Transizione energetica, finanza e clima: sfide e opportunità

Piero Cipollone

Banca d’Italia, 21 giugno 2022

In un intervento di Banca d’Italia la sintesi dei problemi da affrontare e delle strade da percorrere

 

Produrre e distribuire nell’ambito di uno scenario complesso è mutevole, nel quale, oltre ai vincoli economici consueti, occorre aver a che fare con gli effetti di cambiamenti di lungo periodo. È quanto accade oggi (e non solo per le imprese ma, di fatto, per ogni componente di buona parte delle società avanzate). Ed è attorno a questo nodo di problemi che ragiona Piero Cipollone, vicedirettore di Banca d’Italia, nel suo intervento “Transizione energetica, finanza e clima: sfide e opportunità”.

Cipollone inizia il suo ragionamento dal tema del cambiamento climatico e delle sue conseguenze sull’economia e non solo. Ed è dal cambiamento climatico che il vicedirettore di Banca d’Italia arriva ad esaminare le politiche economiche adottate e quindi il ruolo delle banche centrali e della finanza alle prese con il difficile equilibrio tra efficienza ed efficacia economica e risposte alle esigenze di compatibilità con l’ambiente.

L’intervento passa quindi ad esaminare le “sfide” che il sistema economico e sociale si trova a dover sostenere. Prima di tutto l’ampliamento degli strumenti della finanza sostenibile, poi quella dell’affidabilità dei dati e quindi la necessità di dare risposte in tempi brevi ad una serie impellente di problemi. Cipollone, poi, insiste sulla necessità di curare anche la consapevolezza della situazione nella quale imprese e società si trovano.

Alla base di tutto, spiega Cipollone, la necessità di sviluppare una “finanza verde” come espressione  matura di un modo diverso di intendere l’economia e la cultura del produrre. Scrive Cipollone nelle sue conclusioni: “La finanza verde è anche una sfida intellettuale, che  richiede  alle  istituzioni  finanziarie  di  aggiungere  alle  loro  competenze  tipiche nuove conoscenze e informazioni provenienti da altri campi scientifici”. Ed è proprio da questa apertura che deriva l’interesse di quanto espresso nell’indagine del vicedirettore di Banca d’Italia oltre che naturalmente del tema affrontato. È cioè una nuova cultura del produrre, dell’intendere le relazioni tra società e imprese e tra politica, economia e società quella che si delinea e che va accolta oltre che ragionata.

Transizione energetica, finanza e clima: sfide e opportunità

Piero Cipollone

Banca d’Italia, 21 giugno 2022

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