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Territori d’impresa

Una tesi presentata alla Cà Foscari di Venezia, approfondisce la descrizione e la misurazione dei distretti industriali cogliendone il senso importante per la crescita delle imprese e della loro cultura

Il successo di un’impresa si gioca in una partita fatta  anche di elementi soggettivi e intangibili. Certo, calcolo e strumenti, pianificazione e fabbrica contano molto. Ma nessuna idea imprenditoriale, a lungo andare, si è mai sviluppata senza un contesto che ne stimolasse la realizzazione, senza quel “clima” che ad un certo punto ha creato le condizioni giuste perché la “fabbrica” potesse davvero produrre buoni risultati di bilancio accanto a “buoni risultati umani”.

E’ ciò che modernamente si indica anche come capitale territoriale a fare, spesso, la differenza. Il lavoro di tesi di Niccolò Lenisa – presentato all’Università Cà Foscari di Venezia – prende in considerazione proprio quegli aspetti intangibili (assets), del territorio che costituiscono l’elemento in più per la crescita di buone imprese. Obiettivo principale dell’indagine, poi, non è tanto l’individuazione e illustrazione di tali assets, ma la descrizione dei metodi per la loro rilevazione e misurazione. Metodi necessari nel momento in cui vale sempre l’importanza della conoscenza del sistema in cui l’impresa si muove per gestire bene la stessa.

“Il capitale territoriale come asset intangibile per lo sviluppo delle imprese” parte dal ragionamento sulla necessità di “analisi dell’ambiente esterno”, per passare poi all’approfondimento del concetto di capitale territoriale sottolineando il ruolo dell’impresa come responsabile della creazione di valore per il territorio. La misurazione del capitale di un territorio passa poi dall’individuazione dei distretti industriali dei quali vengono descritte le caratteristiche  tangibili e intangibili. Un successivo passaggio si ferma sui metodi di misurazione del capitale intangibile.  Chiude il lavoro l’esame di un caso reale di legame stretto fra territorio, distretto e impresa (quello del distretto industriale del Prosecco).

Spiega l’autore: “L’attenzione sociale delle imprese consente un ottimo mantenimento delle condizioni del territorio e della biodiversità, che con la mancanza di opportuni investimenti potrebbero andare persi nel corso degli anni minando così l’economia locale. Da un punto di vista economico risulta essere molto importante il valore associato al marchio; l’immagine e la rinomanza che nel corso degli anni sono stati associati al territorio ed al prodotto consentono alle aziende di poter generare maggiori ricavi in quanto i clienti, riconoscendo la qualità del prodotto, sono disposti a pagare un sovraprezzo”. Più in generale, viene colto e dimostrato il valore  del “legame che si crea tra la comunità, il territorio e l’economia dello stesso, che significa creazione di una collettività di individui che sulla base di un rapporto di fiducia collaborano per raggiungere degli obbiettivi e il benessere comune, attraverso la condivisione di idee e di nozioni; nutrendo quindi il proprio senso civico e contrastando l’individualismo negativo che conduce a difficoltà nei rapporti sociali”.

Il capitale territoriale come asset intangibile per lo sviluppo delle imprese. Metodi di rilevazione e misurazione

Niccolò Lenisa

Tesi – Università Cà Foscari Venezia, Corso di Laurea magistrale in Sviluppo Economico e dell’Impresa

2016

Una tesi presentata alla Cà Foscari di Venezia, approfondisce la descrizione e la misurazione dei distretti industriali cogliendone il senso importante per la crescita delle imprese e della loro cultura

Il successo di un’impresa si gioca in una partita fatta  anche di elementi soggettivi e intangibili. Certo, calcolo e strumenti, pianificazione e fabbrica contano molto. Ma nessuna idea imprenditoriale, a lungo andare, si è mai sviluppata senza un contesto che ne stimolasse la realizzazione, senza quel “clima” che ad un certo punto ha creato le condizioni giuste perché la “fabbrica” potesse davvero produrre buoni risultati di bilancio accanto a “buoni risultati umani”.

E’ ciò che modernamente si indica anche come capitale territoriale a fare, spesso, la differenza. Il lavoro di tesi di Niccolò Lenisa – presentato all’Università Cà Foscari di Venezia – prende in considerazione proprio quegli aspetti intangibili (assets), del territorio che costituiscono l’elemento in più per la crescita di buone imprese. Obiettivo principale dell’indagine, poi, non è tanto l’individuazione e illustrazione di tali assets, ma la descrizione dei metodi per la loro rilevazione e misurazione. Metodi necessari nel momento in cui vale sempre l’importanza della conoscenza del sistema in cui l’impresa si muove per gestire bene la stessa.

“Il capitale territoriale come asset intangibile per lo sviluppo delle imprese” parte dal ragionamento sulla necessità di “analisi dell’ambiente esterno”, per passare poi all’approfondimento del concetto di capitale territoriale sottolineando il ruolo dell’impresa come responsabile della creazione di valore per il territorio. La misurazione del capitale di un territorio passa poi dall’individuazione dei distretti industriali dei quali vengono descritte le caratteristiche  tangibili e intangibili. Un successivo passaggio si ferma sui metodi di misurazione del capitale intangibile.  Chiude il lavoro l’esame di un caso reale di legame stretto fra territorio, distretto e impresa (quello del distretto industriale del Prosecco).

Spiega l’autore: “L’attenzione sociale delle imprese consente un ottimo mantenimento delle condizioni del territorio e della biodiversità, che con la mancanza di opportuni investimenti potrebbero andare persi nel corso degli anni minando così l’economia locale. Da un punto di vista economico risulta essere molto importante il valore associato al marchio; l’immagine e la rinomanza che nel corso degli anni sono stati associati al territorio ed al prodotto consentono alle aziende di poter generare maggiori ricavi in quanto i clienti, riconoscendo la qualità del prodotto, sono disposti a pagare un sovraprezzo”. Più in generale, viene colto e dimostrato il valore  del “legame che si crea tra la comunità, il territorio e l’economia dello stesso, che significa creazione di una collettività di individui che sulla base di un rapporto di fiducia collaborano per raggiungere degli obbiettivi e il benessere comune, attraverso la condivisione di idee e di nozioni; nutrendo quindi il proprio senso civico e contrastando l’individualismo negativo che conduce a difficoltà nei rapporti sociali”.

Il capitale territoriale come asset intangibile per lo sviluppo delle imprese. Metodi di rilevazione e misurazione

Niccolò Lenisa

Tesi – Università Cà Foscari Venezia, Corso di Laurea magistrale in Sviluppo Economico e dell’Impresa

2016