Una lettura originale dei nuovi strumenti di contrattazione collettiva

Welfare come espressione di una cultura d’impresa collettiva. Traguardo importante, non sempre raggiunto, conseguenza di una dialogo serrato tra imprese, organizzazioni sindacali e istituzioni, un dialogo che ha nella contrattazione collettiva il suo terreno di confronto e condivisione.

E’ attorno a questi temi che ragiona “Welfare occupazionale e tendenze evolutive” intervento di Olga Rubagotti (Università di Verona), apparso su in Labour and Law Issues. In particolare, il saggio analizza il welfare occupazionale sostenuto dallo Stato negli ultimi tempi attraverso la ridistribuzione politiche fiscali. La ricerca, tuttavia, dopo aver effettuato un inquadramento generale del tema, affronta prima le opportunità offerte da questo nuovo strumento (sia dal punto di vista della concertazione sociale che per quanto riguarda i nuovi ambiti d’azione del sindacato) e poi prende in considerazione il ruolo delle reti d’imprese nell’ambito del welfare, per arrivare quindi ad affrontare la situazione dello stato delle relazioni sindacali oggi in Italia.

Le politiche di welfare occupazionale, è una delle tesi dell’intervento, tendono ad

attribuire indirettamente una delega di funzione di protezione sociale ai contratti collettivi: sarebbe proprio il welfare aziendale ad essere espressione di diritti fondamentali come l’istruzione, la salute, i piani pensione. Oltre a questo, Rubagotti si spinge ad ipotizzare la necessità di ampliare i compiti del welfare aziendale per continuare lungo la strada già avviata.

“Welfare occupazionale e tendenze evolutive” è certamente un intervento per addetti ai lavori, ma delinea una cultura d’impresa sotto altre forme, dimostrando ancora una volta quanto sia importante intendere globalmente l’agire delle organizzazioni della produzione.

 

Welfare occupazionale e tendenze evolutive

Olga Rubagotti

Labour and Law Issues, vol. 7, no. 1, 2021