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Capire l’Europa, tra “Cinema & Storia”. Politica, economia e società dalle origini alla globalizzazione

Si è conclusa la nona edizione del corso di formazione e aggiornamento per docenti Cinema & Storia, dal titolo “L’Europa siamo noi”, organizzato da Fondazione Pirelli e Fondazione Isec, in collaborazione con il cinema Beltrade di Milano. Il percorso online, che ha visto la partecipazione di oltre 150 docenti collegati da tutta Italia e dall’estero, ha avuto come principale obiettivo quello di delineare il contesto europeo attraverso letture diacroniche di differenti aspetti: politica e economia, memoria, cultura e società.

L’avvio del corso ha visto l’intervento di Marco Meriggi, professore di Storia delle istituzioni politiche dell’Università Federico II di Napoli, che ha analizzato le principali idee che hanno contraddistinto la storia dello sviluppo dell’organizzazione politica europea, a partire dalla seconda guerra mondiale. A confronto le differenti visioni degli storici Lucien Febvre e Federico Chabod sull’interpretazione del testo “Considerazioni sul governo della Polonia” di Jean-Jacques Rousseau del 1772, che segna l’avvento della concezione di Europa e di popolo europeo. Il percorso è proseguito con la trattazione della Rivoluzione francese – che porta alla luce l’idea di diritti universali – e dell’avventura napoleonica, fino alla pubblicazione del manifesto di Ventotene, passando attraverso l’epoca dei nazionalismi e sovranismi e la Giovine Europa teorizzata da Giuseppe Mazzini.

Una novità del corso: l’associazione a ciascuna lezione di un film selezionato in collaborazione con il Cinema Beltrade che ne ha curato anche le presentazioni. Per questo primo incontro il documentario Meeting Gorbachev di Werner Herzog, che ripercorre in una lunga intervista la vita del politico, raccontando con uno sguardo inedito anche i principali eventi che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del Novecento.

Francesca Fauri, docente di Storia Economica dell’Università di Bologna, si è soffermata invece sui processi economici che riguardano la storia del nostro continente. L’ istituzione della Comunità Economica Europea per la libera circolazione delle merci, persone e capitali, l’unione doganale nata sulle ceneri della comunità politica europea, il Trattato di Maastricht, la nascita del mercato unitario fino alla moneta unica, la Banca Centrale Europea e il suo ruolo di prestatore nella crisi bancaria del 2008, lo sviluppo del meccanismo di stabilità europea attivo dal 2014, i recenti interventi dell’Europa per contrastare gli effetti della pandemia, come il fondo SURE e il Recovery Fund. La proposta cinematografica legata ai temi della seconda lezione è stata The Milky Way, di Luigi D’Alife, che racconta “La Via Lattea”, un comprensorio sciistico tra Italia e Francia dove ogni giorno si trovano migliaia di sportivi. Quello stesso tratto viene attraversato clandestinamente di notte e con grandi rischi da migranti in cerca di una vita migliore oltre il confine. Non tutti raggiungono l’altro lato della montagna, ma la solidarietà degli abitanti della valle non si ferma mai.

Alberto Martinelli, professore Emerito in Scienza politica e sociologia dell’Università degli Studi di Milano, ha invece analizzato i tratti comuni dell’identità europea, al di sopra e al di là delle differenze nazionali, indicando nel riconoscimento dell’alterità, l’inclusione dell’altro e il mantenimento della diversità una possibile via per l’integrazione europea, e approfondendo il tema dei diritti e dei doveri dei cittadini europei. Il tema affrontato è stato sviluppato anche grazie alla visione del film A voce alta di Stéphane de Freitas e Ladj Ly, che descrive e segue le vicende dei partecipanti di una gara di eloquenza organizzata all’Università di Saint-Denis, nella periferia parigina, per nominare il miglior relatore. Gli studenti, che hanno diversi background socioculturali, grazie alla retorica, si raccontano e si scoprono, rivelando le loro storie più personali e scoprendo che la forza della parola può cambiare, con il potere delle idee, anche il mondo.

La quarta lezione del corso, tenuta da  Marcello Flores, docente di Storia comparata e Storia dei diritti umani all’Università di Siena, si è concentrata sulle opportunità di costruzione di una memoria europea condivisa, a partire dalla prima guerra mondiale e fino al 1989. È infatti con il crollo del muro di Berlino che si giunge alla fine di un periodo di profonde contrapposizioni dettate dalla guerra fredda con i suoi confronti politici, ideologici, militari, economici e culturali. Gli anni successivi sono caratterizzati dalla questione balcanica e dal tentativo da parte dell’Europa di identificare nella Shoah e nel comunismo, seguendo una logica simbolica più che storica, le due basi su cui deve costruirsi la memoria europea. La proposta di Flores è quella di rivolgersi a una dimensione storica complessiva, in grado di supportare la costruzione di uno sguardo comune europeo sul passato, ricollocando le memorie parziali nel contesto globale per porre fine al contrasto tra storia e memoria e alla manipolazione della verità, e a una narrazione di stampo propagandistico e identitario. 1945, di Ferenc Török è il film correlato a questa lezione, che racconta attraverso immagini in bianco e nero la vita di un villaggio ungherese durante una giornata di festeggiamenti per un matrimonio, scossa dall’arrivo di due ebrei ortodossi che potrebbero reclamare i beni ridistribuiti tra i cittadini in seguito alle deportazioni.

Antonio Calabrò, Direttore della Fondazione Pirelli, ha ripercorso nella quinta lezione le date, i fatti e i personaggi che hanno portato alla costituzione dell’Europa, dagli anni Quaranta del Novecento ai nostri giorni, sottolineando come questo periodo sia caratterizzato da una lunghissima stagione di pace. Dal manifesto di Ventotene al Consiglio d’Europa, dalla dichiarazione di Robert Shuman alla nascita della CECA e della Comunità Economica Europea, dal rapporto Delors sull’Unione Economica e monetaria nella Comunità Economica Europea al Trattato di Maastricht – che nel 1992 ha determinato una svolta positiva in una forte stagione di crisi per l’Italia – fino all’introduzione della moneta Unica. La riflessione è proseguita con l’analisi delle nuove fratture europee, dalla stagione del sovranismo e del populismo alla Brexit, per concludere con un’approfondita disamina economica e politica del Recovery Plan. The Milk System il film di Andreas Pichler messo in relazione con la lezione, descrive il sistema produttivo del latte attraverso le testimonianze di contadini, politici, lobbisti, ONG e scienziati. Il film svela verità sorprendenti sul “sistema latte”: chi guadagna, e a spese di chi? Il sistema ha un futuro, ed esistono delle alternative? Un viaggio cinematografico attraverso diversi continenti che smaschera preconcetti e mette in luce visioni alternative.

L’ultimo appuntamento del corso è stato dedicato al laboratorio curato dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino, che ha permesso di ripercorrere la storia del cinema e analizzare le differenze tra i principali oggetti filmici. Paola Olivetti, Direttrice dell’archivio, ha introdotto il percorso raccontando attraverso filmati d’epoca il dominio del mezzo cinematografico nella comunicazione del Novecento e sottolineandone il ruolo centrale nella documentazione di avvenimenti storici. L’intervento di Corrado Borsa ha fornito gli strumenti per capire il valore distintivo di mezzi quali il cinegiornale, il cinema a soggetto, il documentario. Infine Adriana Toppazzini ha condiviso un’approfondita mappa digitale sull’uso didattico delle immagini filmiche, per reperire le principali fonti storiche audiovisive e valutare le competenze didattiche acquisite.

Il corso è stato anche occasione di confronto sul ruolo delle giovani generazioni nel progetto di integrazione europea.