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“Ritratto di un pionere”
di Ernesto Ferrero

Riproponiamo un estratto del saggio di Ernesto Ferrero pubblicato all’interno del libro “Una storia al futuro“, in ricordo di uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo.

Aveva scelto la neonata industria della gomma elastica, o più precisamente del caoutchouc, in italiano caucciù, che mandava il suono allegro di uno schiocco infantile. Era il nome del nuovo mirabolante ritrovato che prometteva un numero notevole di applicazioni e in Italia mancavano le manifatture dedicate. Era (sarebbe diventato) elastico, resistente, impermeabile, isolante. Ancora studente, Pirelli era rimasto colpito dal racconto di un ingegnere francese, che per conto delle Ferrovie Italiane era stato incaricato del ricupero dell’Affondatore, un ariete corazzato della Marina danneggiato durante la battaglia di Lissa e inabissato nella baia di Ancona. Aveva ricordato che mancavano i tubi di gomma per le pompe di sollevamento dello scafo. Introvabili in Italia, occorreva importarli dalla Francia. Il racconto era rimasto nelle memorie familiari come una specie di leggenda di fondazione. La scelta di dedicarsi all’industria della gomma non era stata netta e definitiva sin dall’inizio. Il neoingegnere si riservava di studiare quel che andava maturando nella nascente industria, ma il suo maestro Colombo, profondo conoscitore del comparto manifatturiero, lo aveva convinto a scartare il tessile, già troppo affollato, per puntare a un settore nuovo e in forte sviluppo, malgrado le difficoltà da risolvere.

di Ernesto Ferrero

Riproponiamo un estratto del saggio di Ernesto Ferrero pubblicato all’interno del libro “Una storia al futuro“, in ricordo di uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo.

Aveva scelto la neonata industria della gomma elastica, o più precisamente del caoutchouc, in italiano caucciù, che mandava il suono allegro di uno schiocco infantile. Era il nome del nuovo mirabolante ritrovato che prometteva un numero notevole di applicazioni e in Italia mancavano le manifatture dedicate. Era (sarebbe diventato) elastico, resistente, impermeabile, isolante. Ancora studente, Pirelli era rimasto colpito dal racconto di un ingegnere francese, che per conto delle Ferrovie Italiane era stato incaricato del ricupero dell’Affondatore, un ariete corazzato della Marina danneggiato durante la battaglia di Lissa e inabissato nella baia di Ancona. Aveva ricordato che mancavano i tubi di gomma per le pompe di sollevamento dello scafo. Introvabili in Italia, occorreva importarli dalla Francia. Il racconto era rimasto nelle memorie familiari come una specie di leggenda di fondazione. La scelta di dedicarsi all’industria della gomma non era stata netta e definitiva sin dall’inizio. Il neoingegnere si riservava di studiare quel che andava maturando nella nascente industria, ma il suo maestro Colombo, profondo conoscitore del comparto manifatturiero, lo aveva convinto a scartare il tessile, già troppo affollato, per puntare a un settore nuovo e in forte sviluppo, malgrado le difficoltà da risolvere.

di Ernesto Ferrero

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