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1910: Pirelli espone a Bruxelles e Buenos Aires

Dopo le Expo di Parigi 1900 e Saint Louis 1904, la successiva si tiene a Liegi, in Belgio, nel 1905. La partecipazione dell’Italia è però marginale, e Pirelli non risulta essere presente. Sul finire del 1906 viene annunciata una nuova esposizione, ancora in Belgio, a Bruxelles, nel 1910. Il Comitato Nazionale per le Esposizioni e le Esportazioni Italiane all’Estero avvia subito i preparativi per la partecipazione ufficiale dell’Italia all’evento, sancita con la legge del 10 giugno 1909. Nell’autunno dello stesso anno viene annunciato però lo svolgimento di un’Esposizione internazionale anche nella città di Buenos Aires, da tenersi a partire dalla primavera del 1910 in occasione della celebrazione del Centenario della Repubblica Argentina. Il Comitato Nazionale, riconoscendo l’utilità politica e commerciale della partecipazione dei produttori italiani anche alla manifestazione argentina, vi aderisce. La contemporaneità delle due manifestazioni crea però non pochi problemi organizzativi, in particolare nel gruppo “automobili e cicli” dell’Esposizione di Bruxelles, dove inizialmente si erano avute adesioni tali da coprire una superficie di oltre 1.000 mq: all’annuncio dell’Expo di Buenos Aires quasi tutti gli espositori hanno optato per la mostra argentina. Solo con grandi difficoltà si riesce a mantenere la partecipazione a Bruxelles di poche ditte, tra cui Pirelli.  All’interno della “galleria internazionale” della Sezione italiana, riservata appunto alle mostre di automobilismo, ciclismo e sport, Pirelli espone pneumatici, accessori per automobili e biciclette, abiti sportivi in tessuto impermeabile. L’attività nel settore dei cavi è raccontata attraverso l’esposizione di 14 fotografie che raffigurano il gabinetto elettrico dello stabilimento e quello a bordo della nave posacavi Città di Milano, la posa di cavi per il trasporto di energia sotto il Nilo, l’impianto della Ontario Power Co al Niagara. Sono esposti anche dei quadri con le vedute dei principali stabilimenti (quelli di Milano, La Spezia, Villanueva y la Geltrù in Spagna e del nuovo stabilimento di Greco Milanese – cioè quello della Bicocca), e la fotografia dell’uscita degli operai dallo stabilimento di Milano firmata da Luca Comerio.

A maggio apre i battenti anche l’Expo di Buenos Aires, divisa in “Ferrovie e trasporti terrestri”, “Belle arti”, “Agricoltura”, “Igiene e medicina”. La Pirelli, con un’esportazione in Argentina da oltre un ventennio e una sede di rappresentanza aperta proprio nel 1910 e affidata all’agente Alvaro Compaby, tiene naturalmente in gran considerazione la partecipazione alla manifestazione. Scrive infatti Alberto Pirelli al Company, il 16 agosto 1909: “Siamo una delle ditte italiane che, fra quelle che possono esporre ad un’esposizione di mezzi di trasporto – compresi i trasporti di energia elettrica – esporta di più nell’Amerca del Sud, ci troviamo nella condizione di poter concorrere in quasi tutte le Sezioni e siamo disposti a partecipare in modo serio”. La Pirelli ottiene uno stand in ottima posizione all’interno del Padiglione Italia: le vengono infatti riservate due aree situate a destra e a sinistra  del corridoio centrale del padiglione, di fronte all’ingresso principale. Sono esposti pneumatici, cavi e articoli tecnici in gomma, il modellino della nave posa cavi Città di Milano già presente all’Esposizione di Parigi del 1900, e le stesse fotografie e vedute di stabilimento selezionate per Bruxelles. Vengono inviati a Buenos Aires 10.000 opuscoli sulla Pechino Parigi (la macchina vincitrice è tra l’altro esposta nello stand del marchio Itala) e 20.000 opuscoli con vedute degli stabilimenti della ditta, da distribuire al pubblico. Nella sala cinematografica dell’Esposizione viene proiettato un filmato realizzato su proposta e a cura del Comitato Nazionale per le Esposizioni, con l’obiettivo di “portare a mostrare all’estero mediante spettacoli di proiezioni e cinematografie, oltre che le bellezze naturali ed artistiche, anche quelle intese ad illustrare lo sviluppo industriale del nostro Paese”, si legge nella lettera del 22 aprile 1910: una pellicola di 50 metri che mostra l’uscita degli operai dallo stabilimento di Milano. Inoltre, grazie ad accordi con le case auto, Pirelli ottiene che tutte le automobili e le biciclette italiane presenti all’esposizione siano gommate Pirelli.

Il 1910 segna così ottimi risultati per la presenza di Pirelli all’estero, e importanti riconoscimenti, ottenuti sia a Bruxelles – dove l’azienda si aggiudica due diplomi di Gran Premio e una medaglia in bronzo – sia a Buenos Aires, dove ottiene ben tre diplomi di Gran Premio, quattro Diplomi d’onore e due diplomi di medaglia d’oro.  Un successo ormai ampiamente consolidato su scala internazionale.

Dopo le Expo di Parigi 1900 e Saint Louis 1904, la successiva si tiene a Liegi, in Belgio, nel 1905. La partecipazione dell’Italia è però marginale, e Pirelli non risulta essere presente. Sul finire del 1906 viene annunciata una nuova esposizione, ancora in Belgio, a Bruxelles, nel 1910. Il Comitato Nazionale per le Esposizioni e le Esportazioni Italiane all’Estero avvia subito i preparativi per la partecipazione ufficiale dell’Italia all’evento, sancita con la legge del 10 giugno 1909. Nell’autunno dello stesso anno viene annunciato però lo svolgimento di un’Esposizione internazionale anche nella città di Buenos Aires, da tenersi a partire dalla primavera del 1910 in occasione della celebrazione del Centenario della Repubblica Argentina. Il Comitato Nazionale, riconoscendo l’utilità politica e commerciale della partecipazione dei produttori italiani anche alla manifestazione argentina, vi aderisce. La contemporaneità delle due manifestazioni crea però non pochi problemi organizzativi, in particolare nel gruppo “automobili e cicli” dell’Esposizione di Bruxelles, dove inizialmente si erano avute adesioni tali da coprire una superficie di oltre 1.000 mq: all’annuncio dell’Expo di Buenos Aires quasi tutti gli espositori hanno optato per la mostra argentina. Solo con grandi difficoltà si riesce a mantenere la partecipazione a Bruxelles di poche ditte, tra cui Pirelli.  All’interno della “galleria internazionale” della Sezione italiana, riservata appunto alle mostre di automobilismo, ciclismo e sport, Pirelli espone pneumatici, accessori per automobili e biciclette, abiti sportivi in tessuto impermeabile. L’attività nel settore dei cavi è raccontata attraverso l’esposizione di 14 fotografie che raffigurano il gabinetto elettrico dello stabilimento e quello a bordo della nave posacavi Città di Milano, la posa di cavi per il trasporto di energia sotto il Nilo, l’impianto della Ontario Power Co al Niagara. Sono esposti anche dei quadri con le vedute dei principali stabilimenti (quelli di Milano, La Spezia, Villanueva y la Geltrù in Spagna e del nuovo stabilimento di Greco Milanese – cioè quello della Bicocca), e la fotografia dell’uscita degli operai dallo stabilimento di Milano firmata da Luca Comerio.

A maggio apre i battenti anche l’Expo di Buenos Aires, divisa in “Ferrovie e trasporti terrestri”, “Belle arti”, “Agricoltura”, “Igiene e medicina”. La Pirelli, con un’esportazione in Argentina da oltre un ventennio e una sede di rappresentanza aperta proprio nel 1910 e affidata all’agente Alvaro Compaby, tiene naturalmente in gran considerazione la partecipazione alla manifestazione. Scrive infatti Alberto Pirelli al Company, il 16 agosto 1909: “Siamo una delle ditte italiane che, fra quelle che possono esporre ad un’esposizione di mezzi di trasporto – compresi i trasporti di energia elettrica – esporta di più nell’Amerca del Sud, ci troviamo nella condizione di poter concorrere in quasi tutte le Sezioni e siamo disposti a partecipare in modo serio”. La Pirelli ottiene uno stand in ottima posizione all’interno del Padiglione Italia: le vengono infatti riservate due aree situate a destra e a sinistra  del corridoio centrale del padiglione, di fronte all’ingresso principale. Sono esposti pneumatici, cavi e articoli tecnici in gomma, il modellino della nave posa cavi Città di Milano già presente all’Esposizione di Parigi del 1900, e le stesse fotografie e vedute di stabilimento selezionate per Bruxelles. Vengono inviati a Buenos Aires 10.000 opuscoli sulla Pechino Parigi (la macchina vincitrice è tra l’altro esposta nello stand del marchio Itala) e 20.000 opuscoli con vedute degli stabilimenti della ditta, da distribuire al pubblico. Nella sala cinematografica dell’Esposizione viene proiettato un filmato realizzato su proposta e a cura del Comitato Nazionale per le Esposizioni, con l’obiettivo di “portare a mostrare all’estero mediante spettacoli di proiezioni e cinematografie, oltre che le bellezze naturali ed artistiche, anche quelle intese ad illustrare lo sviluppo industriale del nostro Paese”, si legge nella lettera del 22 aprile 1910: una pellicola di 50 metri che mostra l’uscita degli operai dallo stabilimento di Milano. Inoltre, grazie ad accordi con le case auto, Pirelli ottiene che tutte le automobili e le biciclette italiane presenti all’esposizione siano gommate Pirelli.

Il 1910 segna così ottimi risultati per la presenza di Pirelli all’estero, e importanti riconoscimenti, ottenuti sia a Bruxelles – dove l’azienda si aggiudica due diplomi di Gran Premio e una medaglia in bronzo – sia a Buenos Aires, dove ottiene ben tre diplomi di Gran Premio, quattro Diplomi d’onore e due diplomi di medaglia d’oro.  Un successo ormai ampiamente consolidato su scala internazionale.

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