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Ambiente innovatore

Una ricerca della Aarhus University di Herning in Danimarca ragiona sulle relazioni fra idee nuove e ambiente nel quale nascono

 

Innovare è anche una questione di ambiente umano e fisico. Le imprese in prima fila proprio in termini di innovazione lo sanno bene. L’innovazione nasce da un insieme di condizioni e umori, di circostanze e attimi, che non sempre sono prevedibili e inquadrabili in schemi ingegneristici. E’ da qui che nasce la necessità di osservare bene le situazioni e le condizioni nelle quali l’innovazione si manifesta.

E’ quanto hanno fatto Ioana-Cosmina Radu e Peter Lindgren (ricercatori entrambi del Technology Based Business Development, alla Aarhus University, Herning in Danimarca).

“Fostering optimal business model innovation environments ‘the foodtech challenge case study’”, pubblicato in febbraio, indaga esattamente sulle relazioni fra innovazione, ambiente aziendale e influenza di questo sulle persone che in azienda lavorano. Perché il nocciolo del tema è poi sempre lo stesso: l’innovazione nasce dalle persone poste in condizioni favorevoli al suo sviluppo e alla sua manifestazione.

La ricerca parte dalla constatazione della necessità per le imprese di stare al passo con i tempi rapidi di mutamento della concorrenza e dei mercati. Un passo che ha proprio nell’innovazione una delle sue levi principali. Ma, viene spiegato “nonostante i massicci investimenti in termini di tempo e denaro della gestione, l’innovazione rimane un’attività frustrante in molte aziende. Le iniziative di innovazione spesso falliscono e gli innovatori di successo hanno difficoltà a sostenere le loro prestazioni”. La domanda alla quale gli autori cercano di rispondere è: quindi cosa occorre fare?

Mettendo in correlazione le modalità di organizzazione del lavoro delle imprese davvero innovative con le condizioni stesse di lavoro presenti in queste, i due ricercatori arrivano alla conclusione che “Molte aziende che hanno abbracciato l’innovazione hanno uno spazio speciale per il processo di innovazione che è stato progettato per adattarsi alla loro cultura aziendale e allo stesso tempo dare spazio alla creatività”.

Ma non basta, perché il binomio innovazione-spazi deve fare i conti anche con le persone che lavorano in quegli ambienti. “Le aziende – scrivo Radu e Lindgren – devono prendere in considerazione il fatto che questi ambienti di innovazione influenzano le persone che lavorano all’interno. Comprendere la connessione tra l’ambiente e le persone facilita l’ottimizzazione di quell’ambiente in modo tale che l’atteggiamento, il comportamento, la soddisfazione e le prestazioni lavorative di coloro che lavorano all’interno dell’ambiente di innovazione siano migliorati”. Tenendo poi conto che l’ambiente è fatto anche da condizioni fisiche oltre che sociali, la ricerca punta l’attenzione anche su alcuni “elementi ambientali” come  temperatura, umidità, livelli di anidride carbonica.

La ricerca di Ioana-Cosmina Radu e Peter Lindgren indica in modo sintetico come la cultura della buona impresa può e deve continuamente cambiare e quanto sia sempre fondamentale l’importanza della considerazione delle donne e degli uomini che nelle organizzazioni aziendali vivono e lavorano.

Fostering optimal business model innovation environments “the foodtech challenge case study”

Ioana-Cosmina Radu, Peter Lindgren

IEEE Xplore, 22 February 2018 , Wireless Summit (GWS), 2017 Global